Nel quotidiano della casa, mantenere bianchi e splendenti gli strofinacci e gli asciugamani da cucina rappresenta una sfida ricorrente.
Molti si affidano al bicarbonato di sodio come soluzione economica e naturale, ma i risultati spesso deludono. Un approfondimento aggiornato svela perché questo rimedio non è sempre efficace e quale sia il vero segreto per riportare i tessuti ingialliti e opachi al loro splendore originario.
Aprire il cassetto della cucina e prendere uno strofinaccio bianco, solo per scoprire che è diventato un mix di macchie gialle, schizzi di pomodoro e un fastidioso velo grigio, è un’esperienza comune. Nonostante i frequenti lavaggi con bicarbonato di sodio, spesso gli strofinacci restano opachi e poco invitanti.
Il bicarbonato è un alleato efficace per deodorare e ammorbidire i tessuti, ma non possiede proprietà sbiancanti sufficienti a rimuovere le macchie ostinate. La sua azione alza leggermente il pH dell’acqua e aiuta il detersivo a sciogliere il grasso, ma non riesce a decomporre le molecole colorate di macchie di olio, pomodoro, tè, caffè o sudore ossidato, che si ancorano profondamente alle fibre.
L’esperienza di una casalinga che ha provato a “pulire a fondo” tutti i tessuti da cucina con un lungo ammollo in acqua bollente e bicarbonato, conferma questa realtà: dopo il ciclo in lavatrice, i tessuti risultavano più morbidi e con qualche macchia attenuata, ma il giallo al centro degli strofinacci rimaneva ben visibile.
Il vero rimedio: il candeggiante ossigeno attivo
Il segreto per riportare a nuova vita strofinacci e asciugamani ingialliti è l’uso di un agente sbiancante a base di ossigeno attivo, come il percarbonato di sodio. Questo prodotto, spesso venduto come “smacchiatore attivo”, funziona rilasciando ossigeno attivo che penetra nelle fibre e scompone le macchie colorate in particelle invisibili, senza danneggiare i tessuti come può fare la candeggina tradizionale.
Il procedimento consigliato prevede di immergere gli strofinacci in una bacinella con acqua molto calda, aggiungendo una dose di percarbonato di sodio, e lasciare in ammollo per almeno 6-8 ore, preferibilmente tutta la notte. Questo passaggio è fondamentale e spesso sottovalutato: l’azione prolungata consente di sciogliere gradualmente le macchie più radicate.
Al mattino, si strizzano i tessuti e si avvia un ciclo di lavaggio tradizionale con detersivo a temperatura elevata. Il risultato è sorprendente: il velo grigio sparisce, le macchie gialle si attenuano notevolmente e i tessuti appaiono più freschi e luminosi, seppur non perfettamente come nuovi.
L’uso abituale di questo trattamento, ripetuto ogni 4-6 settimane per gli strofinacci più usati, aiuta a mantenere la biancheria da cucina in condizioni ottimali più a lungo.

Consigli pratici per preservare la bianchezza degli strofinacci (www.cilibertoribera.it)
Oltre al trattamento sbiancante, è importante adottare alcune semplici abitudini quotidiane per evitare il deterioramento precoce degli strofinacci:
- Separare gli strofinacci “da lavoro”, ad esempio quelli usati per pulire superfici unte o asciugare pentole, da quelli destinati a mani e piatti, per ridurre il trasferimento di sporco persistente.
- Evitare di lasciare i tessuti bagnati e accartocciati, poiché l’umidità favorisce la formazione di aloni e cattivi odori.
- Asciugare al sole quando possibile, sfruttando l’azione naturale dei raggi UV, che aiuta a mantenere i tessuti più bianchi e igienizzati.
- Ricordare che il bicarbonato può essere utilizzato in aggiunta al percarbonato per migliorare la deodorazione e l’ammorbidimento, ma non sostituisce il potere sbiancante dell’ossigeno attivo.








