Secondo una nutrizionista, la pasta si può mangiare ogni giorno senza ingrassare: ecco le quantità consigliate.
In Italia la pasta non è solo cibo, è parte dell’identità collettiva. Ma in un’epoca in cui la dieta e la forma fisica sono diventati temi quotidiani, c’è chi inizia a guardarla con sospetto. Fa ingrassare? È bene ridurne il consumo? Domande frequenti, soprattutto tra chi cerca di restare in forma o vuole seguire un regime ipocalorico. Una nutrizionista ha pubblicato un post dettagliato su Instagram, spiegando quante volte a settimana si possono consumare i carboidrati — non solo la pasta, ma anche pane, patate, cous cous e altri cereali. Il verdetto sorprende molti: la pasta non è un nemico, basta saperla gestire.
Pasta ogni giorno? Sì, ma occhio a quantità e condimenti
La dottoressa Chiara, biologa nutrizionista molto attiva sui social con il profilo @nutrizione_chiara, ha affrontato uno dei dilemmi più diffusi tra chi vuole tenersi in forma: “Posso mangiare la pasta tutti i giorni senza ingrassare?”. La risposta, precisa e misurata, arriva sotto forma di un carosello pubblicato di recente: sì, si può.
Il punto, come sempre, è nelle porzioni. La pasta, insieme ad altri cereali come farro, riso o cous cous, può essere consumata quotidianamente purché si rispettino dosi adeguate: 80 grammi a porzione, da pesare cruda. Un quantitativo che, se abbinato a condimenti leggeri, verdure di stagione e un buon apporto proteico, rappresenta un pasto bilanciato.

Pasta ogni giorno? Sì, ma occhio a quantità e condimenti – cilibertoribera.it
Diverso il discorso per altri carboidrati come pane e patate. Il primo è consentito ogni giorno, ma con un limite di 50 grammi al giorno. Le patate e i sostitutivi del pane (come crackers o grissini), invece, non andrebbero consumati più di una o due volte a settimana. Questo perché hanno un impatto glicemico diverso e spesso vengono abbinati ad altri alimenti calorici che ne aumentano il carico energetico.
Il consiglio della nutrizionista è chiaro: non è il tipo di carboidrato in sé a far ingrassare, ma l’eccesso calorico totale e l’uso scorretto dei condimenti. Un piatto di pasta al pomodoro, con olio crudo e una spolverata di parmigiano, non è paragonabile a una carbonara ipercalorica o a una porzione abbondante con panna e salumi.
Carboidrati, metabolismo e sport: la pasta è energia, non nemico
Molti sportivi e persone attive, spiega la nutrizionista, basano la loro dieta proprio sulla pasta. Questo perché i carboidrati complessi contenuti in cereali come grano duro o integrale forniscono energia a lento rilascio, perfetta per sostenere allenamenti e giornate intense. Anziché essere demonizzati, i carboidrati dovrebbero essere valutati in base al contesto metabolico della persona.
La pasta è composta principalmente da amido, una fonte di glucosio fondamentale per i muscoli e il cervello. Evitarla del tutto può avere effetti contrari a quelli desiderati: più fame, più stanchezza, meno rendimento. Il trucco, quindi, non è eliminarla ma adattare le quantità ai propri bisogni.
Un’altra nota importante riguarda la qualità dei condimenti. In estate, le insalate di pasta con ortaggi freschi, erbe aromatiche e un filo d’olio sono soluzioni leggere e nutrienti. In inverno, abbinare la pasta ai legumi — lenticchie, ceci, fagioli — consente di ottenere un pasto completo con fibre, proteine vegetali e carboidrati.
L’abitudine italiana di consumare pasta a pranzo, magari in porzione moderata e seguita da un secondo leggero, è ancora oggi una scelta nutrizionalmente corretta, a patto di evitare eccessi serali e fuori pasto.
Ecco perché la biologa raccomanda di non farsi influenzare da diete drastiche o mode che demonizzano i carboidrati. La dieta mediterranea, che include la pasta come alimento base, resta uno dei modelli nutrizionali più equilibrati e longevi. Gli studi lo confermano: chi la segue ha una maggiore aspettativa di vita e una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari.








