L’INPS può controllare chi usufruisce del congedo 104: ecco come avvengono le verifiche e cosa rischia il lavoratore.
Il congedo straordinario previsto dalla legge 104 è uno strumento fondamentale per i lavoratori che assistono familiari con disabilità grave. Consente di assentarsi dal lavoro fino a 24 mesi retribuiti, coperti da contributi figurativi, per prendersi cura in modo continuativo di un parente non autosufficiente. Ma proprio perché si tratta di un beneficio rilevante e delicato, l’INPS effettua controlli mirati su chi lo richiede o lo ha già ottenuto, con l’obiettivo di prevenire abusi, verificare l’assistenza reale e accertare la presenza a domicilio.
Per accedere al congedo è obbligatorio che il familiare da assistere sia in possesso di un verbale di handicap grave (art. 3, comma 3) rilasciato da una commissione medica. Questo è il requisito cardine su cui si basa tutta la procedura. Ottenuto il verbale e fatta domanda, l’INPS può decidere di avviare verifiche documentali, incroci tra banche dati o ispezioni domiciliari — anche a sorpresa. I controlli possono essere attivati in qualsiasi momento, e non solo durante la fruizione: anche dopo, per accertare eventuali irregolarità.
Controlli INPS: come funzionano e quando scattano
Le verifiche domiciliari sono tra le forme di controllo più frequenti. Gli ispettori possono bussare all’abitazione indicata nella domanda senza preavviso, per accertare la presenza del familiare assistito, la continuità dell’assistenza e l’effettiva reperibilità del lavoratore. Non serve un motivo specifico: l’INPS può agire a campione o su segnalazione, anche anonima, in particolare se emergono incongruenze nei dati.
Oltre ai controlli in casa, il sistema dell’INPS incrocia in modo automatico le informazioni con altre banche dati pubbliche, come quelle delle ASL, dei Comuni e del Ministero della Salute, per verificare ad esempio se il familiare risultasse ricoverato, trasferito, o se fossero presenti dati discordanti rispetto a quelli dichiarati. Anche la composizione del nucleo familiare viene esaminata, così come il grado di parentela, l’ordine di priorità previsto dalla legge e l’esclusività dell’assistenza prestata.

Controlli INPS: come funzionano e quando scattano – cilibertoribera.it
Il lavoratore in congedo non può svolgere altre attività lavorative, neppure saltuarie, né allontanarsi dal domicilio senza giustificazione. L’INPS può verificare la continuità della permanenza in casa anche nei fine settimana o nei giorni festivi. Qualsiasi assenza non documentata può essere oggetto di contestazione. Chi riceve una visita ispettiva deve collaborare e fornire documentazione medica, certificati recenti, ausili sanitari, prescrizioni o altri elementi che confermino la reale necessità di assistenza continuativa.
Sanzioni previste e come difendersi in caso di contestazione
Chi utilizza il congedo in modo improprio rischia sanzioni amministrative e disciplinari. La presentazione di documenti falsi o dichiarazioni mendaci può portare a denunce penali e a multe fino a 30.000 euro, oltre al recupero delle somme percepite e alla revoca del beneficio. Anche la semplice omissione di comunicazioni importanti, come un cambio di residenza o un ricovero ospedaliero del familiare, può generare ammonimenti o accertamenti più approfonditi.
L’uso scorretto del congedo può compromettere l’intera carriera lavorativa, innescando procedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro. Per questo motivo è fondamentale documentare ogni attività legata all’assistenza: ricevute, orari, spostamenti giustificati, acquisti di farmaci o presidi. Più la documentazione è accurata, più il lavoratore può difendersi in caso di ispezioni o segnalazioni.
Se l’INPS contesta la fruizione del congedo, il lavoratore ha diritto a presentare un ricorso amministrativo entro novanta giorni, fornendo ulteriori chiarimenti e prove. Se il ricorso viene respinto, è possibile rivolgersi al Tribunale del Lavoro con l’assistenza di un avvocato esperto in diritto previdenziale.
Nella pratica, la gestione corretta del congedo straordinario richiede attenzione costante e piena trasparenza. Ogni dettaglio può fare la differenza. E se i controlli dell’INPS spaventano, è perché spesso intervengono in silenzio, ma con strumenti precisi. Sapere come funzionano è il primo passo per evitare problemi e difendere i propri diritti.








