Nel quadro delle strategie di contrasto all’evasione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i controlli sulle movimentazioni.
L’attenzione si concentra su una specifica “blacklist” di operazioni che fanno scattare immediatamente accertamenti approfonditi da parte del fisco, anche in sinergia con gli istituti di credito e con le nuove normative antiriciclaggio.
Non tutte le transazioni bancarie sono soggette a verifiche, ma esistono categorie di bonifici che generano automaticamente sospetti in capo all’Agenzia delle Entrate. In particolare, sono monitorate con attenzione:
- bonifici di importi rilevanti senza una giustificazione chiara;
- trasferimenti di importi anche modesti ma ripetuti con frequenza, che sommati raggiungono cifre consistenti;
- bonifici ricorrenti verso soggetti con cui non vi è un rapporto familiare o commerciale evidente, potenzialmente utilizzati per mascherare compensi non dichiarati o affitti in nero;
- movimenti sospetti tra conti correnti di coniugi, specie se uno dei due non giustifica adeguatamente la provenienza dei fondi.
Le banche, in ottemperanza al Decreto “Salva Italia” del 2011 e alle successive disposizioni, sono obbligate a comunicare all’Anagrafe dei rapporti finanziari tutte le movimentazioni sospette, che vengono poi incrociate con le dichiarazioni fiscali dei contribuenti.
Privacy e accesso ai dati: come funziona il controllo sui conti correnti
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in Italia non esiste più il segreto bancario. L’Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati delle transazioni finanziarie senza necessità di autorizzazioni specifiche, ma il trattamento dei dati è regolato dal Testo Unico Bancario, che tutela le informazioni sensibili dei correntisti.
Questo significa che, pur tutelando la privacy, è possibile per il fisco verificare la coerenza tra le movimentazioni registrate e le dichiarazioni reddituali. In caso di discrepanze, l’amministrazione finanziaria può rivolgersi direttamente agli istituti di credito per ottenere chiarimenti su determinati bonifici o versamenti.
Solo le transazioni considerate “ordinarie” – come il versamento dello stipendio o il pagamento dell’affitto regolarmente dichiarato – non destano alcun sospetto.

L’impatto delle nuove normative e la sorveglianza sulle criptovalute(www.cilibertoribera.it)
Dal 2022, le banche hanno l’obbligo di registrare e trasmettere alle autorità ogni operazione legata anche alle criptovalute, comprese i bonifici verso exchange o pagamenti effettuati con stablecoin. L’Agenzia delle Entrate utilizza un complesso sistema di profilazione automatica che integra dati provenienti da banche, exchange regolamentati e dalla Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per individuare movimenti sospetti, anche in ambito crypto.
Le normative internazionali, come la Travel Rule e il regolamento europeo DAC8, hanno esteso lo scambio automatico di informazioni fiscali anche alle attività con asset digitali, rendendo pressoché impossibile nascondere transazioni rilevanti.
Ogni movimento finanziario, anche in criptovalute, che non trovi corrispondenza nelle dichiarazioni fiscali può generare alert automatici e avviare accertamenti approfonditi, con sanzioni severe in caso di omissioni o irregolarità.
Obblighi delle banche e ruolo dell’Anagrafe dei rapporti finanziari
Secondo le disposizioni vigenti, gli operatori finanziari devono conservare per dieci anni i dati relativi a saldi e movimentazioni dei conti correnti, nonché i dati anagrafici dei titolari e di eventuali soggetti coinvolti nelle operazioni.
Questi dati vengono trasmessi periodicamente all’Anagrafe dei rapporti finanziari, che costituisce un archivio digitale a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per effettuare controlli incrociati e individuare incongruenze rispetto alle dichiarazioni fiscali.
In presenza di elementi sospetti, la banca può anche segnalare direttamente operazioni potenzialmente illecite all’UIF, che valuta l’eventuale avvio di indagini per riciclaggio o altre attività illecite.
Per tutelarsi dalle verifiche e dalle possibili sanzioni, è consigliabile:
- mantenere una documentazione accurata e aggiornata di ogni bonifico o trasferimento di denaro, inclusi contratti di affitto, ricevute di prestazioni lavorative o donazioni;
- dichiarare correttamente tutte le somme ricevute, comprese quelle provenienti da attività di lavoro autonomo, affitti o donazioni;
- segnalare tempestivamente all’Agenzia delle Entrate eventuali errori o omissioni nelle dichiarazioni;
- nel caso di operazioni crypto, conservare gli estratti conto degli exchange, le prove di acquisto e vendita, e compilare correttamente il quadro RW della dichiarazione dei redditi.
Solo una gestione trasparente e conforme alle normative consente di evitare accertamenti fiscali, contestazioni e pesanti sanzioni economiche.








