Si riporta interamente il libro pubblicato nell'anno 2002

 

STRAFALCIONI, REFUSI, LAPSUS,  QUI PRO QUO, INDOVINELLI,

POESIE, CASTRONERIE…ETTICETERA ETTICETERA

 

raccolti da  Giuseppe Nicola Ciliberto

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Il Capitolo DAL MONDO DELLA SCUOLA è stato curato dalla Professoressa Pinuccia Diecidue

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Copiryght by Giuseppe Nicola Ciliberto

3^ Edizione - 2008

Tutti i diritti sono riservati all’ autore.

 

La riproduzione di testi e immagini anche parziale è vietata.

Fotocomposto su PC e stampato in numero limitato di copie,

rilegate a cura dell’autore.

 

 

                            

                                                   DEDICA

 

Stu libru è didicatu

a genti d’ogni cetu,

a cu è siddiatu

e a cu nunn’è cuetu.

 

A cu avi delusioni

ca nenti ormai và beni,

a cu fa prummisioni

e doppu nun manteni.

 

Lu munnu è ‘na schifizza,

lu malcostumi impazza,

di seriu un c’è ‘na sbrizza

e lu populu si ‘ncazza.

 

Li normi un vogliu infrangiri

sparlannu…e m’atà cridiri,

però, a chi vali chiangiri ?

<<Pigliamunilla a ridiri !>>

                                                                                

  L’Autore

 

 

Si ringraziano:

 

- La Professoressa Pinuccia Diecidue, docente presso la Scuola Media E. De Amicis di Caltabellotta che, gentilmente ha permesso l’inserimento nel presente volume, di un nutrito e prezioso elenco di “strafalcioni e castronerie varie”, dalla stessa pazientemente raccolti, attingendo direttamente dagli elaborati o dalle interrogazioni dei propri alunni, autori inconsapevoli dell’intero capitolo <<DAL MONDO DELLA SCUOLA>> ;

 

- Il giornalista Dott. Totò Castelli, Direttore, scrittore e redattore del periodico “Ribera, Città del riso”, per la esauriente, significativa e gradita presentazione, che coglie in pieno il vero significato del presente volumetto e lo spirito umoristico con il quale lo stesso viene proposto ai lettori;

 

- Tutti gli autori, consapevoli e non, conosciuti e non, che, direttamente o indirettamente,  con le loro “chicche linguistiche o letterarie”, sfuggite spesso per distrazione, a volte per puro caso ed anche, per qualche colpevole e non, incidente “oratorio o grafologico”, sono stati gli involontari  protagonisti, che hanno consentito la nascita di questa insolita, ma credo, divertente raccolta;

 

- Tutti i lettori, che, bontà loro,  avranno la bontà (scusate il bisticcio di parole), la pazienza ed anche la voglia di venire in possesso e di leggere  qualcuna delle poche copie che saranno stampate di questo (detto alla maniera di Totò Castelli): <<Non un libro,  ma UNA MINIERA  DI…RISO>> .

                                                                                                                                                               L’Autore

 

 

PREFAZIONE

Una delle cosiddette “castronerie” della lingua italiana, della quale purtroppo qualcuno, incosciamente fa molto abuso, riguarda la parola “problema” che, molto spesso viene pronunciata “poblema”, incorrendo così,  in una clamorosa, quanto imperdonabile  “castroneria”.

Diciamo che a tutti può capitare di sbagliare, specie quando si sta parlando a ruota libera, o si sta improvvisando un discorso, peggio ancora quando si sta scrivendo.

A volte ci può scappare l’errore, la sbadataggine o il lapsus, ma ci conviene, se qualcuno ce lo dovesse far notare, riconoscere di avere semplicemente sbagliato e, detto alla siciliana,  “passarici di ‘ncapu” o per meglio dire “sorriderci su”.

Non è raro sentire  anche, altre “chicche linguistiche”, da chi, spesso pur in possesso di  qualche titolo di studio, senza alcuna modestia, si crede convinto di avere buona cultura e di potere declamare qualsiasi cosa in pubblico, ignorando completamente quell’illustre  pensatore e filosofo che, anche se molto dotto, con molta modestia affermava: <<Io so… che nulla so>>.

Capita sovente di ascoltare amministratori della cosa pubblica, consiglieri comunali, gente comune, presentatori di programmi televisivi e radiofonici o di spettacoli vari o ancora improvvisati oratori che, nei loro comizi elettorali, in assemblee, convegni e raduni pubblici,  pronunciano frasi del tipo:

<<I poblemi sono tanti…>>, <<Abbiamo un pogramma da portare avanti….>>, <<Si sono fatti notevoli pogressi…>, <<Io mi sono spento molto per questo paese>>, <<Ho una forte faringite cronaca>>…….e via di questo passo .

Capita anche sentire parlare qualcuno che addirittura, simpaticamente, si inventa dei verbi inesistenti, pronunciando frasi del tipo <<La cosa mi ha stranizzato parecchio>>, o <<Questo fatto mi stranizza…>>, ignorando magari l’esistenza nella lingua italiana dei verbi: “stranire”, stupire o meravigliare; sembra che qualcuno i guai letterari se li vada proprio a cercare.

 

Questa pubblicazione che per l’appunto, ironicamente, è stata intitolata : <<VOLETE RIDERE – Non c’è poblema !>>, sicuramente non sarà esente dal riportare  qualche errore o refuso, ma siatene certi, l’autore sarà il primo a riderci sopra in quanto lo spirito del libro è proprio questo.

Qualcuno ha detto che un sorriso vale molto, e quindi è bello  ed anche utile,  inventarsi un antidoto ai tanti pensieri della vita e ai tanti veri problemi che quotidianamente ci tolgono la serenità, cercando, quando ciò sia possibile di sorriderci sopra, e sorridere anche di noi stessi.

Un antico proverbio latino afferma che: “Errare humanum est” e quindi è chiaro che tale “sentenza” può, e deve senz’altro essere accettata, il che vuol dire riconoscere di appartenere ad una società che nel suo complesso è caratterizzata sia  da pregi, che da difetti.

La presente pubblicazione raccoglie numerose frasi originali e, nella quasi totalità, reali e inedite,  raccolte direttamente da chi scrive, ma per ovvi motivi, non vengono citate le persone “protagoniste”, anche perché,  se  può essere giusto sorridere dei “peccati”,  forse è meglio ignorare i “peccatori”.

Inoltre, comprende anche alcuni gustosi e divertenti indovinelli siciliani, tratti dal mio libro “Tradizioni popolari – Ribera ieri, Ribera oggi”, patrocinato e pubblicato dall’Amministrazione comunale di Ribera nell’anno 2000.

Per arricchire ancor più il presente volumetto, per gentile concessione della Professoressa Pinuccia Diecidue, sono stati inseriti alcuni simpaticissimi strafalcioni e “svarioni scolastici”, dalla stessa raccolti pazientemente e con molta passione, nel corso del proprio insegnamento presso la Scuola Media E.De Amicis di Caltabellotta.

Infine, completano il libro alcune mie poesie e parodie carnevalesche,  che prendono di mira alcune problematiche di carattere sociale, per la verità molto serie, ma viste, con uno spirito scherzoso, volutamente umoristico e nello stesso tempo sdrammatizzante.

Concludo dicendo: - Allegria  miei cari lettori (ammesso che ce ne siano),  siete  tutti invitati a leggere queste poche pagine, specialmente nei momenti di malinconia,  perché  detto tra noi, vi posso assicurare  che, se veramente

VOLETE RIDERE  ? ..…Non c’è poblema !!!

                                                                                                                                                                                                                                   Giuseppe Nicola Ciliberto

 

 

Una miniera di …riso,  non un libro

 (Presentazione di Totò Castelli)

Un libro? Questa nuova fatica letteraria di Giuseppe Nicola Ciliberto è, piuttosto,  una miniera … di riso, che , se non va preso con le dovute cautele, rischia di produrre a chi lo legge, lo stesso effetto procurato ad una signora di Porto Empedocle, che, vedendo all’opera in TV il noto show-man Fiorello ha dovuto ricorrere alle cure sanitarie per eccesso di…riso.

La cronaca racconta, infatti, di un’anziana del centro marinaro, che, seguendo le performance comiche di Fiorello, che, peraltro, a dire il vero, un comico non è, anche se da qualche tempo, mostra una particolare versatilità a diventarlo, sarebbe andata a finire in ospedale per eliminare  i …danni subiti per eccesso di riso, provocato da alcune battute esilaranti dell’artista siciliano.

 

E così, in controtendenza con la filosofia che muove la gran parte dei comici, che cercano di togliere i problemi alla gente, facendo dimenticare per qualche momento a suon di battute spiritose le ambasce di tutti i giorni, facendo loro vivere momenti di serenità e relax, il riso ha rischiato di mietere vittime innocenti.

Quanto accaduto, che ovviamente  è ancora tutto da prendere con le pinze, è anche  in controtendenza con le tesi portate avanti da alcuni medici che, per risolvere problemi vari ai loro pazienti, consigliano la comicoterapia.

 

Noi, comunque, siamo seguaci di questa filoRISOfia, per cui non ci lasciamo impressionare ovviamente da episodici fatti accaduti e, perciò, un consiglio, avendolo letto in anteprima mondiale, ci sentiamo di dare ai potenziali lettori di questa nuova fatica letteraria, un po’ di…versa rispetto alle altre finora messe in campo dal poliedrico Nicola: prendetelo a dosi ridotte, non prendetelo  cioè, come si dice “a panzata”, tutto  in una volta, e vedrete che non succederà nulla di straordinario, anzi, gusterete meglio i vari spunti comici contenuti nella pubblicazione.

 

Spunti comici che spesso prendono lo …spunto (ci sia consentito il bisticcio di parole) dall’osservazione delle piccole cose, da errori, imperfezioni, “castronerie”, refusi e roba del genere, che sono il cruccio continuo di quanti si cimentano giorno per giorno nel difficile mestiere di raccontare fatti e personaggi vari, utilizzando i vari mezzi a disposizione (giornali, radio, televisione, e negli ultimi tempi anche il sempre più diffuso e “popolare” Internet).

 

Chi scrive si rende conto benissimo dei pericoli continui, sempre in agguato, che ci sono nell’esercizio di mestieri come quello di cronista, di presentatore, di uomo di spettacolo in genere, dovendosi  confrontare molto spesso (mi riferisco soprattutto ai giornalisti, categoria alla quale appartiene chi scrive) con diavolerie varie e sempre più sofisticate (soprattutto i computers e i nuovi mezzi di trasmissione delle notizie) e soprattutto con i tempi sempre più ristretti per essere   pronti (e prima degli altri) a dare le ultimissime notizie, a raccontare gli ultimi avvenimenti.

 

In questo contesto di stress da notizia l’errore, la svista, la “castroneria” non può mancare certamente.

E finchè ci si può ridere sopra, va tutto bene: guai se l’errore, la svista fa diventare, solo per fare qualche esempio, un collaboratore di giustizia, collaboratore d’INgiustizia, o magari un affermato deputato in un altrettanto affermatissimo depurato.

 

E guai per chi scrive se poi è costretto, anziché a confrontarsi con lettori, che per fortuna, per la gran parte, sono distratti,   con la meticolosa attenzione di personaggi come Giuseppe Nicola Ciliberto, un vero e proprio topo di…mass-media, uno che (non sappiamo come fa) riesce a seguire contemporaneamente, magari, diversi giornali, radio, televisioni nazionali e locali, siti Internet e diavolerie del genere: uno  che riesce istintivamente a cogliere a volo quel quid che da un lato  scatena un atteggiamento di pietosa commiserazione per l’incauto autore (e chi scrive è stato spesso “vittima” delle acute osservazioni cilibertiane), dall’altro porta a scatenare, per fortuna, anche un bonario sorriso, che ha un  valore “sanatorio”  notevole e che si  basa su un ragionamento semplice.

 

In fondo si comprende che, proprio quegli errori, quelle sviste, e tutto quanto viene argutamente segnalato, a completamento del lungo elenco da Pinuccia Diecidue, che parla di   “strafalcioni, sbagli, sbadataggini, qui-pro-quo, gaffe, cantonate, topiche, granchi, papere, lapsus linguae, inesattezze, solecismi, svarioni e castronerie”, rendono il tutto più divertente.

 In fondo viene da osservare quasi quasi che se l’errore- (orrore) non ci fosse,  bisognerebbe inventarlo, visto che dà spesso la possibilità di farsi una roboante, terapeutica risata.

E proprio per questo “Volete ridere? Non c’è poblema”  non può non essere una componente essenziale di tutte le biblioteche pubbliche e private, e non solo per le sviste “risose”, ma anche per i simpatici quadretti poetici di vita quotidiana che ci propone con personaggi strani (“L’omu ‘ncintu”) e simpatici (“Mè muglieri a lu mercatu”) , con i problemi irrisolti (quello dei “rifiuti” rifiutati dalla coscienza civile, ma che segnano il rifiuto  ad  eliminarli del tutto da parte di chi è preposto a farlo), cuRISOSITA’ varie, indovinelli compresi, che oltre ad assicurare una piacevole lettura consentono di avere uno spaccato frizzante di una realtà, come quella riberese, dove, con i tanti problemi irrisolti che si ritrova (mancanza di lavoro, d’acqua, di mercati per le arance e di pulizia, di servizi), c’è ormai poco da ridere.

E quel poco, almeno, sfruttiamolo in tempo.

Totò Castelli

Direttore responsabile del periodico

Ribera, città del riso

 

 


 

SORRISI, SORRISETTI E …SORRISINI

 

Una ragazzina di scuola media dice ad una compagna:

- Io faccio collezione di schede telefoniche e ne possiedo già  400 esemplari . L’altra prontamente:

- Ma questo è niente, io ne possiedo almeno il quadruplico !

 

Un tale mostrandosi riconoscente per un favore ricevuto:

- Unn’haiu mutivu di ringrazialla ... (Non ho motivo per ringraziarla)

 

- Questa cosa se voleva poteva farla ancora più migliore.

 

- Mi hanno presentato un illustratissimo Professore di Università.

 

- Non mi ha voluto dare ascolto, anche se io lo aveva avvisato.

 

- Era così nervoso che gli occhi gli uscivano fuori dagli orbiti.

 

Una donna al fruttivendolo:

- Vorrei due chili di pomodori…e mi raccomando di quelli senza grilli.

-           

- Vorrei due franchibolli da 800 lire.

 

- Dopo 10 ore di viaggio abbiamo finalmente arrivato a Roma.

 

- Quando l’aereo è decollato avevo tutti i budelli pancia pancia.

 

- Una cosa a cui tengo molto è la puntualezza.

 

UN CONCORRENTE ALLA CORRIDA di Jerry Scotti:

- Io impersonifico il Don Giovanni di Mozart.


 

CARNEVALE DI SCIACCA

Un intervistato risponde:

Il Carnevale di Sciacca, sempre più bellissimo è.

 

UN ESTROSO POETA ESTEMPORANEO che improvvisa alcuni versi:

<< Un turbinar di nuvole nel cielo

e le onde del mare

che fanno  avanti e indietro….

e vengono… e vangono

e vangono… e vengono,

ad infrangersi sulla riva…..>> .

 

RICORDI D’INFANZIA

Maestra: Pierino, parlami del triangolo.

Pierino: Il triangolo è quella figura geometrica  che ha: tre  lati, tre

                  angoli e…tre pizzi !    

 

LEZIONE DI STORIA:

Professore:  Carletto, dimmi, chi erano i calvinisti ?

Carletto: Quelli che non avevano capelli !

 

MAESTRA: Salvatore, dimmi come si chiamano gli abitanti di Burgio:

SALVATORE: Burgisi !

 

TEMA IN CLASSE: L’amicizia

Un alunno scrive: <<Il Signore vuole che tra amici non ci dobbiamo sciarriare……..>>.

 

A Montallegro (AG) un macellaio, di cognome La Mattina, espone questa insegna:

<<CARNE FRESCA LA MATTINA>>.

COLTA AL VOLO:

<<In quell’occasione abbiamo discusso molto animatamente  degli argomenti più disperati …!.>> .

 

 SI VENDE DI TUTTO  ! SONO ARRIVATI I POLACCHI !

Un signore in vena di fare acquisti:

<< Vado a vedere se trovo qualcosa di utile. Davanti alla Villa Comunale di Ribera  sono arrivati i polacchesi ! >>

 

VITTORIA IN EXTREMIS – Un giocatore, alla fine di una partita di calcio,  vinta per 1 a 0  con una rete segnata al 90° minuto:

<<Alla fine, dopo tanti sforzi e tanta buona volontà ce l’abbiamo fatta per il rosso della cuffia !>>

 

IMPIEGATO DI RUOLO.

Una signora felicissima per il figlio che ha vinto un Concorso per entrare nella pubblica amministrazione:

<<Mio figlio ora si è sistemato perché ha trovato un posto in Comune ed è un  “applicato di segreteria”  affettivo>> .

 

RIBERA – Durante la Processione del Patrono San Nicola.

Un fedele, evidentemente un po’ distratto, grida a gran voce:

<<Viva lu Patriarca di San Giuseppi ! >>

 

UN NOTO POLITICO con una grossa carica di governo, parla all’opposizione:

- Noi andremo sempre avanti e non ci lasciamo intimidare.

 

UNA SIGNORA AD UNA AMICA :

- Abbiamo mangiato lumache con lo ‘nzoglio (il pinzimonio).

 

RABBIA TRATTENUTA A STENTO:

- A quell’idiota mi veniva l’impeta di prenderlo a schiaffi.


 

-                     CAMPIONI IN…STRAFALCIONI

 

<<Vi prego, non mi dovete mettere in ficoltà...>>

 

<<La nostra squadra è molto avversiva…………>>

 

<<Le più conosciute società di telefonia sono: Infostrada, Tim, Telecom, Wind e Onnipitel…….>>

 

<<Ha fatto il gol perché si è accanito al giocatore……>>

 

<<Se avrebbe fatto come gli avevo suggerito non fossimo qui ancora a discutere………..>>

 

<<Verba volant e scripti manent……>>

 

<<Ubi major, minor cessu  ! >>

 

<<Molti visionari  credono di vedere in cielo gli UFI ! >>

 

Una signora in un programma radiofonico con telefonate degli ascoltatori:

<<Vuol dire che quando ci sistemeranno il contatore dell’acqua pagheremo quello che ci aspetta…….>>

 

Un giovane disoccupato, che deve timbrare il libretto di lavoro, così si esprime:

<<Mi dissiru di prisintarimi all’Ufficiu di Collocamentu pi aviri lu Timbrettu libratu”>>.

 

ALL’UFFICIO POSTALE:

Per favore vorrei spedire questa lettera con la posta proletaria.

 

UN OPERATORE SCOLASTICO:

<<Oggi in tutte le scuole della provincia ci sarà uno sciopero del personale decente>>.

 

RIBERA – Convegno crisi idrica – Teatro Lupo: 25-3-2001

Un oratore dice:

<<Qui a Ribera si possono coltivare fiori, perché le condizioni climatiche della Ragione Sicilia sono migliori di quelli della Laguria…….>> .

 

GARA DI CICLISMO

Alla fine di una gara, uno degli organizzatori, dal palco commenta così: <<La corsa è stata durissima…e dobbiamo ringraziare tutte le forze dell’ordine,

che sono state veramente encomiaboli……>>

 

Nella stessa gara, un corridore  intervistato dice :

<<Brutta giornata! : freddo, grandine, vento, neve, pioggia e anche…acqua>>.

 

IN CONSIGLIO COMUNALE

Un capo gruppo favorevole ad una proposta del Sindaco:

<<Noi siamo per l’esecuzione immediata del Sindaco>> .

 

UN NOTO PRESENTATORE DI RAI 1

<< Come va in Germania con la bancanota da 10 EURO ? >>

 

UN NOTO GIORNALISTA IN TV

<< E’ un problemo grosso come il mondo >>.

 

NEURO DA EURO

<<Secondo il mio convertitore, mi deve dare di resto 17 centesimi e 58 ! >>

 

UNA NOTA PRESENTATRICE DI RAI 1:

Presentando un famoso Gruppo musicale:

<<Questi ragazzi hanno numerosi fans molto sfigatati ! >>

 

UNA MAMMA IN ANSIA:

<<Il mio bambino ha la frebbe alta ! >>

 

RICORDI DI SCUOLA:

<<Quando ero alla scuola media, ho studiato una importante opera di Torquato Tasso: La Gerusalata liberemme ! >>

 

BOMBOLA DEL GAS ESAURITA:

Ieri sera per mancanza di gas abbiamo mangiato in secco.

 

LITE FURIBONDA:

- Alla fine della sciarra, sono arrivati i carabinieri e siamo scappati tutti come muli fazi.

 

 

 

-          Io,  per curare gli animali del mio Circo, chiamo sempre il vetrinaio !
TELEFONATE A RADIO MARGHERITA

 

<<Buongiorno Radio Margherita, sono Giovanni e faccio il camionaro…>>.

 

<<Sono Salvatore, ho nato in Venezuela e ascolto sempre Radio Margherita >> .

 

<<Radio Margherita, più la mandi giù e più ti tira sù, Radio Margherita, altro che l’atri radio ! >>

 

<< A me Radio Margherita piace tantissimamente assai……>>

 

 

 

 

CHICCHE LINGUISTICHE :

 

UN ANZIANO EX EMIGRATO 

Parlando dei giovani d’oggi.

<<Le cose non sarebbero andate così male, se avrebbimo stato noi al posto di loro. >>

La moglie, accortasi della gaffe, così richiama il marito:

<<Non lo vedi che stai sbagliando ? Non si dice  “se avrebbimo stato noi”, ma “se avremmo stato noi ! “ .

 

RIBERA – CONSIGLIO COMUNALE

Un consigliere, durante un  intervento:

<<Si è provveduto anche a riparare la rete fognante, perché era molto fetiscente ! >>


 

Un signore legge un manifesto funebre e rivolto all’amico che gli sta accanto, dice:

<<Lu funerali è oggi pomeriggiu a li 14 e 30……(poi un po’ perplesso e quasi disorientato prosegue)…..ma chi ura  sù a li 14 e 30 !

 

Un intervistatore della RAI chiede ad una signora per la strada :

 - Lei sa chi sono i fedayin ?

E quella, prontamente:- Sono quelli che combattono in Affachistan !

 

Un notissimo conduttore di programmi mattutini di RAI 1:

- A Roma si è verificato un grossissimo ingorgo, nel quale, per più di 2 ore, sono stati rimasti intrappolati migliaia di automobili !

 

RINNOVARE IL GUARDAROBA. Il figlio alla madre :

- Mamà, sti cazi sciardati li po’ sciardari .

 

 
 

IL PRESENTATORE di una manifestazione canora, presentando un

bambino che ha appena finito di cantare:

<<Io l’ho sempre saputo che questo bambino è molto assai bravo>>.

 

IL CONDUTTORE di un programma radiofonico mattutino, dà la notizia di un incidente aereo ripresa da un quotidiano e dice:

<<All’Aeroporto di Linate a Milano, un aereo in fase di atterraggio ha urtato una pensellina, rischiando un incendio>>.

 

UN AUTOTRASPORTATORE, ringraziando una persona per un favore ricevuto e dopo averla cortesemente salutata le dice:

<< Ho passato solo per ringraziarlo ! >>

 

UN EMIGRATO SICILIANO che lavora al Nord:

<<Al Nord ognuno si fa i fatti propri, mentre qui al Sud c’è sempre il vizio di parlare ammatola ! >>

 

Dopo la tragedia di New York dell’11-9-2001

Un emigrato, tornato dagli Stati Uniti, dove vive da parecchi anni, dice ad un amico:

<<In America per ora le cose sono molto trubbole…>> .

 

 

Notizie di guerra dall’Afghanistan: novembre 2001

<<Un talebano kamikaze ha TENTATO di mettere in azione un ATTENTATO ad un plotone dell’Alleanza del Nord ATTENDATO tra le montagne !>>

 

Un giovane fidanzato alla propria ragazza:

<<Tu con quegli occhi puoi dire tutto>>.


 

PRESENTAZIONE DI UN LIBRO. 

Il coordinatore dei lavori:  <<Ora che siamo in chiusura e tutti gli oratori hanno parlato, non possiamo fare a meno di non dare la parola ai due autori del libro ! >>.

 

Dal Telegiornale di una Tv privata:

<<Sono state profanate 5 tombe nel cimitero di Sciacca. E’ stato un gesto piuttosto macrabo.

 

 LAVORO E QUESTIONI SINDACALI

<<E’ un problema di carattere sindacale, perciò occorre che tutti i sindachi trovino un accordo>> .

 

Dal Giornale di Sicilia del 15-12-2001 – Pag. 2

Novi Ligure - Processo ad Erika e Omar. Uno dei punti della sentenza recita testualmente:

<<Valutate prevalenti le diminuenti e le attenuanti sulle aggravanti, e tenuto conto dell’aumento per la continuazione, il gup ha stabilito la pena….ecc……>>

 

Dal GIORNALE DI SICILIA del 22-12-2001 – Pag. 55

Articolo: Telefono antiplagio – Pubblicità ai fiori di Bach.

Testualmente è scritto: <<…..Striscia la notizia è stata denunciata all’Antitrust per pubblicità ingannevole e veritiera>> .

 


 

 

DAL MONDO DELLA SCUOLA

(A cura di Pinuccia Diecidue)

 

Per gentile concessione della Professoressa Pinuccia Diecidue, docente presso la Scuola Media “E. De Amicis” di Caltabellotta, segue una ben nutrita lista di “originali strafalcioni”, che la stessa ha pazientemente e con tanto amore annotato nel tempo, attingendo  direttamente da interrogazioni, temi o ricerche scolastiche dei propri alunni, nel corso di tanti anni di appassionato insegnamento.

Alla Professoressa Diecidue va, pertanto, il mio più sincero ringraziamento, per il notevole contributo che dà al presente volume che, ne sarà ancor più impreziosito e, sono certo, avrà una maggiore possibilità di apprezzamento da parte dei lettori.

 

Così scrive la Professoressa Pinuccia Diecidue:

<<Amo moltissimo l’insegnamento che considero una sorta di innata vocazione; ciò mi ha sollecitato a dedicarmi umoristicamente al mio passatempo preferito, consistente nel collezionare strafalcioni, sbagli, sbadataggini, qui-pro-quo, gaffe, cantonate, topiche, granchi errori, papere, lapsus linguae, inesattezze, solecismi, sviste, svarioni e castronerie varie, riscontrati durante gli anni della mia carriera di docente e anche durante gli esami di licenza media.

Mi sono limitata a raccogliere le “perle amene” dei miei alunni in un bloc-notes con il sogno nel cassetto di ricontrollarle e pubblicarle nel periodo del mio meritato riposo; però, in attesa di poterlo realizzare, ogni qualvolta mi sono recata in gita con i ragazzi, le ho lette sul pullman facendo divertire tutti, specie coloro che si sono riconosciuti in qualche strafalcione.

Proprio in uno dei tanti viaggi scolastici, tempo fa, è stato invitato il Sig. Giuseppe Nicola Ciliberto, il quale, avendo ascoltato la lettura delle mie originali annotazioni, a distanza di tempo, mi ha proposto di inserirle nella sua  pubblicazione.

Ho accettato subito e di buon grado perché ha permesso che la mia idea si concretizzasse anticipatamente e, inoltre, sono pienamente consapevole che il suo volume avrà successo e risonanza.

Non vorrei si pensasse che io abbia effettuato questa raccolta con l’assurda pretesa di cambiare la scuola.

Desidererei soltanto riuscire a strappare un sorriso a chi legge o ascolta perché sono sempre convinta che il ridere sia la panacea universale, oggi più di ieri.

E se dal sorriso nascesse qualche minuscola riflessione, ebbene, tanto  meglio>>.                                              

 

 

DOMANDE E  RISPOSTE :

 

D. :      Cosa ricordi dei Fenici ?

R. :       I Fenici partirono con una troffa di navi e fondarono una città di tipo cartilagine, poi combatterono una guerra fradicia.

 

D. :      Quali personaggi della storia apprezzi di più ?

R. :       Napoleone e Buona Parte.

 

D. :      Fai facilmente amicizia con l’altro sesso ?

R. :       Sì, io faccio facilmente sesso con altri.

 

D. :      Come sta tua sorella ?

R. :       La mia sorellina gomita sempre quando agliotte le cciunghe .

 

D. :      Volgi nella forma attiva le seguenti frasi :

a)      Alcune pecore furono trovate dal pastore sbranate dai lupi.

R. :       I lupi trovarono le pecore e furono sbranate dal pastore.

 

 

D. :      b) I miei amici mi stimano molto.

R. :       Felicità .

 

D. :      c) La mamma mi sveglia sempre alle ore 8.00 .

R. :       Cronometro.

 

D. :      Di che cosa si occupava Schliemann ?

R. :       Schliemann si occupava di archeologia e tramite i suoi scavi vennero alla luce l’Iliade e l’Odissea.

 

D. :      Qual è la differenza tra omicidio e suicidio ?

R. :       Omicidio: non si sa se è morto.

            Suicidio: è morto sicuramente.

 

 

            DAI TEMI IN CLASSE :

 

Guadarono il fiume immersi nell’acqua.

 

Sono stato interrogato sul più meno possibile dei capitoli.

 

Ho visto sul giornale un ragazzo che si è esploso una mano.

 

Invece di andare a scuola ci recammo a raccogliere i ciliegi.

 

Mio padre è andato in campagna a mietere l’uva.

 

La mia professoressa aveva un giaccone coi calamari.

 

L’arco può essere acuto, ottuso o retto.

 

Ho fatto la perizia scritta del Passero solitario.


 

I limoni sono ricchi di acido nitrico.

 

Lo scrittore E. De Amicis scrisse “Dagli Appennini alle Langhe” .

 

La Camera dei Deputati è formata dai Senatori.

 

Fra Galdino bussava di porta in porta per vendere le noci.

 

E’ primavera ! Le rondini barriscono nel cielo.

 

Camminare scalzi sulla sabbia fa bene alle palme dei piedi.

 

Il mio compagno ha la faccia tonda come un dado.

 

Abbiamo trutturato la casa: ora abbiamo la scala di granita.

 

I flutti dei mari sono dei pesci particolari.

 

La mia vicina ha arredato la sua casa in stile grottesco.

 

Enea era moglie di Ulisse: si erano conosciuti a Troia.

 

Per festeggiare il Natale furono serviti in tavola 20 poveri.

 

L’oculista mi ha prescritto le lenti biforcute.

 

Dopo la licenza media sceglierò il liceo classico perché mi prepara la testa.

 

Ho mangiato tre dolci per pura golosìa.

 

Quando il mio compagno scrive non balbetta.

 

Mi hanno regalato un portafoglio di tunisino.

 

Durante il Nazismo vi fu una catacombe di Ebrei.

 

Partì all’incerca del padre.

 

Mia nonna porta la prostata dentaria.

 

Le nostra professoressa di lettere fa l’insegnante per compassione.

 

Alla scuola elementare prendevo sempre dei premi perché avevo un’infima preparazione.

 

Le ballerine spagnole ballano schiacciando le nacchere con i piedi.

 

Era brava in aratura, cioè conosceva l’arte di fare gli arazzi.

 

Le bandiere friniscono al vento.

 

La tavola era apparecchiata con una tovaglia di pizzo, sottopiatti d’argento e un bellissimo candelabro con sei candelotti rossi accesi.

 

Aveva una collezione di quadri bellissima, splendida, fatiscente.

 

Mio nonno ha avuto un’emorragia, ma di sangue.

 

Il maiale zufola.

 

Mi hanno detto che per la tosse sono ottimi gli infusi di milva.

 

Nell’Inferno i dannati sono puniti secondo le pene del contrabbasso.

 

Un mio compagno è troppo nervoso: è un vero nefritico.

Mi sono espresso in questo compito nel modo più sintessico.

 

La doxa è una donna che sa tutto di tutti, grazie ad accurate ricerche di mercato e sondaggi compiuti di persona.

 

Ho capito che ho una terribile avversione per gli accentaggi.

 

Mio zio ha l’esaurimento nervoso ! Del resto oggi è di moda soffrire di malattie psicoautomatiche.

 

Per migliorare il mio lessico mi devo esercitare un mucchio.

 

Le mie compagne in cortile starnazzavano come maiali.

 

In gita visiteremo le cave di marmo per conoscere il fenomeno delle murene.

 

Il mio compagno è sempre triste e mi affigge con le sue problematiche.

 

Tutte le volte che sono interrogato vado in kilt.

 

Si presentò da un locutore per avere affittata la casa.

 

Pascoli restò orfano e gli morirono anche i genitori.

 

Pirandello non è un vero verista perché descrive anche i siciliani ricchi.

 

Veniva spesso preso da un lapsus di follia.

 

Vincenzo Monti era uno che andava dove tirava il vento e i suoi versi lo seguivano.

Ai funerali di un ricco signore tutta la gente esultava.

 

Il Passero solitario di G. Leopardi stava aggrappato al campanile.

 

Il narratore verista non deve scrivere lui il romanzo, ma lasciare che si scriva da sé.

 

La Provvidenza era la barca dei  Malavoglia e in un naufragio annegò Bastianazzo e morirono tutti i lupini.

 

L. Pirandello scrisse “Lumie di Sicilia”, ossia “Luci di Sicilia”.

 

Sulla barca Provvidenza c’era un carico di lupare.

 

Nel romanzo di Verga,  Bastianazzo si chiamava così perché era grande e grosso come un bastione.

 

L’astronautica è una scienza che studia il movimento degli astri e delle costellazioni.

 

La capitale del Principato di Monaco è Ranieri.

 

Romolo e Remo furono allattati da una cagnona.

 

Per decorarmi la pelle, cioè per daduarmi, dovrò usare una matita speciale, chiamata dermatite.

 

Il 5 Maggio è la data dello sbarco di Napoleone in Italia.

 

Le isole “Limitrofe” si trovano nell’Egeo.

 

Prima di andare a letto faccio sempre un preludio ai piedi.

 

In classe facevamo il disturbo nel sottofondo.

 

Giacomo Leopardi si affacciava alla finestra della sua camera e vedeva Silvia che telava.

 

La Germania, l’Austria e l’Italia formarono la santissima trinità.

 

Deambulare vuol dire andare a spasso con l’ambulanza.

 

Mia sorella ha una calligrafia orrenda, fatta con i piedi, anzi con i calli dei piedi.

 

Ho spiegato al mio compagno che l’epistola è una lettera del Sommo Pontefice contro l’uso delle armi.

 

Silvia amava tanto Giacomo Leopardi da comparirgli come fantasma invitandolo a dividere almeno la tomba con lei.

 

L’estate scorsa ci siamo intraghettati a Messina.

 

La cellula vegetale è una parte della scienza e si studia per capire il corpo umano.

 

Il mio vicino di casa è un vero belligente: va d’accordo con tutti.

 

Ho acquistato un CD di musica rocco per mio fratello.

 

Buttò dal balcone un quadro d’acqua ai monelli che lo disturbavano.

 

Il viaggio in Romania mi permetterà di visitare tutta la Romagna.

 

Mentre il dentista mi curava una ganga, si spiccicò dal tetto il lampadario.

Mi piace il gheriglio dell’albicocca e dei frutti porposi.

 

La mia vicina dice sempre che il figlio non è un perito comune, ma un peritone.

 

“I PROMESSI SPOSI”  VISTI DAI RAGAZZI :

 

Lucia raggiunse Monza in treno.

 

Se Renzo non fosse stato bravo di natura, sarebbe diventato un Bravo.

 

Gertrude telefonò ad Egidio per informarlo, ma fu intercettata da suo padre e  fatta rinchiudere nel convento.

 

Perpetua aveva un grande difetto: quello di avere una lingua lunga che non riusciva a tenere mai chiusa. Poi ho saputo che era la convivente di don Abbondio.

 

Caronte aiutò Renzo ad attraversare l’Adda.

 

Renzo, prima di ritrovare Lucia, superò molte traversine.

 

Fra Cristoforo, prima di diventare prete, era figlio di un ricco mercante.

 

Azzeccagarbugli si chiamava così perché faceva solo sbagli, ossia incasinava le cose.

 

Don Rodrigo, svegliatosi dopo una notte di incubi, trovò nel suo letto un sozzo bubbone, livido e pavonazzo.

 

Il matrimonio a sorpresa andò a monte grazie all’intervento di Don Abbondio su Lucia.

 

Gertrude, in sintesi, era una poco di buono.

 

Padre Cristoforo appare un doppiogiochista: si reca da Don Rodrigo per dirgli di non preoccuparsi di Lucia.

 

Manzoni si convertì al Cristianesimo durante una crisi di agorafobia.

 

Gertrude era in stretta corrispondenza con un paggio di nome Griso.

 

Perpetua era una donna molto sveglia e sapeva perfettamente quello che Don Abbondio non poteva digerire: era tutta il contrario del povero parroco.

 

Lucia stette sveglia tutta la notte, imprecando contro la Madonna per salvarla.

 

Si conclude qui l’interessante e divertente Capitolo

“Dal mondo della scuola”

 curato egregiamente dalla Professoressa Pinuccia Diecidue

alla quale va ancora un doveroso ringraziamento.

 

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IL RISO E’… UNA MEDICINA

(Tra realtà e fantasia)

 

<<Dottore dottore, credo di essermi fratturato l’osso del pozzillo>>

 

<<Dottore per favore vorrei che mi scrivesse qualche farmaco per la mia faringite cronaca…….>>

 

<<La prego dottore, venga a visitare mio figlio, credo che abbia preso la Rosalia…..>>

 

<<Signor farmacista mi dia qualcosa perché ho forti dolori di ganghe…….>>

 

<<Dottore mio figlio ha la febbre e ha gomitato tutta la notte>>

 

<<Il bambino in questo momento non può parlare perché è stato operato alle donzelle……..>>

 

<<Per il continuo e forte mal di gola, vado spesso dal mio motorinolaringoiatra.>>

 

<<Per guarire dai geloni ai piedi devo fare un peluvio, con infuso a base di pigna……>>

 

<<Dottore, per come lei mi aveva detto, le ho portato tutti gli analisi….>>

 

Dall’oculista: <<Vorrei acquistare un paio di occhiali correttivi perché sono presbico !>>

 

<<Dottore mi prescriva qualcosa perché da molti anni soffro di incontenenza>>.

 

<<Duttù pi favuri, mi scrivissi quarchi midicina pi farimi carmari sta brunchitta>>.

 

Un signore dopo un incidente:

<<Ahiiii…… tutto mi sono spernato…>>

 

Un signore sofferente di asma bronchiale, ad un amico:

<<Sai, da un po’ di tempo non bevo più e non fumo più, perché soffro di àsima>> .

 

<<Sai cara, visto che naturalmente non possiamo avere figli, che ne diresti di farne uno con la provoletta ? (provetta) .

 

 

DALLE TV  (PRIVATE E NAZIONALI)

 

Trasmissione sulla Sagra del Mandorlo in fiore di Agrigento.

Il presentatore:

<<Quel gruppo ha proposto bellissime corografie…>>.

 

(Stessa trasmissione di cui sopra) 

Il Presidente di un Gruppo folkloristico :

<<Le sfilate e gli spettacoli saranno alle 5 del pomeriggio, successivamente ci sarà la premiazione alle ore 17…..>>

 

Un ospite di una trasmissione,  diviso dalla moglie:

<<Io questo lo dico davanti alle telecamere e davanti a migliaia di teleaspettatori…………>>

 

Un dirigente di una squadra di calcio :

<<Noi più volte, tutto questo lo abbiamo ribaduto……>>

 

Da un telegiornale sportivo: Il Presidente di una squadra di calcio:

<<Tra le tifoserie delle squadre di Agrigento e di Favara c’è stato sempre un forte  campanellismo…..>>

 

Un conduttore televisivo, congedando una signora, da poco eletta in Parlamento:

<<Salutiamo la nostra onorevola….>>

 

Una ragazza del pubblico interrogata da Maurizio Costanzo sul tema dell’amore, afferma:

<<Dopo tanti anni, quando ho lasciato il mio ex fidanzato ho finalmente saporato la libertà…….>>


 

Un noto esperto  di cucina dice:

<<Nell’arco dei secoli, la ricetta della mostarda ha avuto varie varianti……….>>

 

Un presentatore televisivo, parlando di Leonardo Di Caprio che viene sempre assalito dai fotografi:

<<So che a volte i fotografi sono un poco invadente…>>

 

Il presentatore di cui sopra, su Arrigo Sacchi che si è dimesso da allenatore del Parma, afferma:

<<Sacchi ha detto “Mi stavo spengendo come una candela”>>

 

Interviste in strada su cosa significhi la parola SINCRETISMO”  (da un noto dizionario si apprende che trattasi di una fusione di dottrine religiose o filosofiche) .

 Una persona risponde: <<Credo sia una parola offenditiva…>>.

 

Un cuoco in gara così si esprime:

<< Adesso che il carciofo è pronto con il ripieno, lo infornisco nel forno a 180 gradi…..>>.

 

Una persona intervistata per strada, dopo avere ringraziato, indicando un amico dice:

<<Anche il mio amico vuole fare un ringrazio…………….>>.  

 

Un concorrente in gara ascoltando una canzone:

<<Questa è una famosa canzone che, credo di conoscere, ma con il  titolo mi confusiono……..>>.

 

Un noto criminologo, parlando di fatti delittuosi, dice:

<<Si è discusso molto della discussione………..>>.


 

 Un noto comico,  parlando di venditori ambulanti dice:

<<A Palermo ce n’è uno che fa questa vanniata:

Taliati chi sù belli….cciaiu pira ca parinu puma……..>>.

 

Interviste per strada inerenti la  sconfitta del Milan con la conseguente eliminazione dalla Coppa .

Un tifoso molto deluso così si esprime:

<<Da oggi non sono più milanista, perché abbiamo stato eliminati dalla Coppa……>>.

 

Una nota presentatrice televisiva, più di una volta afferma che:

<<Il pubblico ha deciso all’umanità……….>>.

 

MAURIZIO COSTANZO, trattando il tema dell’amore, chiede qualche esperienza personale ad una anziana signora del pubblico, che così si esprime:

<<Quando ero ragazza, il mio fidanzato, oggi mio marito, mi mandava bigliettini con massaggi d’amore…….>>.

 

Una nota diva dello spettacolo:

<<Non tutti i mali vengono per cuocere……..>> .

 

Un allevatore di bovini di Cammarata, parlando di “mucca pazza” :

<<In questo mio allevamento gli animali sono sicuri perché mangiano cibo genuino e poi c’è un assiduo controllo dei vitrinari……….>> -

 

In TV si parla di ospedali italiani. Un ospite in sala afferma:

<<In quell’Ospedale dove io sono stato ricoverato, tutti i medici sono  dei veri professionalisti….>> .


 

Interviste sulla bistecca fiorentina – Un giapponese che vive in Italia risponde:

<<E’ una cosa molto buonissima…..>> .

 

Sul sequestro lampo di una bambina avvenuto in Sicilia, ma subito rilasciata,  la mamma intervistata, visibilmente emozionata e felice, si esprime così:

<<Le forze dell’ordine si sono impegnate al massimo del loro veramente impegno>>.

 

GIOCO TELEVISIVO di un programma commerciale.

Il presentatore dice ad un concorrente al telefono:

<<Se tu telefoni una volta vinci un premio, con due telefonate lo raddoppi, con 4 lo quadruplichi…e così via…..Se per esempio telefoni dieci volte (ci pensa un po’)…il premio lo deciplichi ! >> 

 

Un industriale, proprietario di una grande tipografia :

<<Le riviste e le brochure che ci ordinano vari Ente, qui nella nostra tipografia escono comprete>> .

 

Un ospite, intervistato in Tv:

<<Mia figlia ora sta bene. E’ stata operata per un grave  claucoma all’occhio.>>.

 

Un giornalista, intervistando un famoso notaio sul caso VACCA-AGUSTA :

<<L’argomento riguarda tutte le milioni di persone che ci ascoltano…..>>  .

 

Problemi di bellezza: Un intervistatore :

<<Una donna è più bella se elimina dal suo corpo la cellulosa !…..


 

Un presentatore, mettendo all’asta alcuni mobili :

<<Per fare  questi mobili così, ci sono voluti un sacco di tempi….>>  .

Da STRISCIA LA NOTIZIA del 1-5-2001

Interviste del Gabibbo ad alcuni proprietari di case lesionate dalle vibrazioni dei treni che sfrecciano vicinissimi. Una signora così si esprime:

<<La mia casa è stata molto danneggiata ed è piena di tanti crepi…..>>

 

Alla domanda di Marisa Laurito: Chi era il marito della Principessa Soraya ? -  Un noto presentatore TV   risponde:

<<Secondo me era il Scià di Persia….>>

 

Un cronista di calcio:

<<Alla fine della partita, il terreno di gioco è stato invaso pacificamente da una lavanga di tifosi !>>

 

Servizi sulla tragedia americana dell’ 11 settembre 2001.

Un extracomunitario intervistato per strada sull’attentato di New York :

<<Gli americani con questo attacco alle torri sono stati molto indicappati !>>

 

Un ex ministro, intervistato da Toni Garrani, parlando sul tema dell’EURO, dice tra l’altro:

<<Molta gente nei tempi passati tirava spesso i soldi fuori dalle materasse !>>

 

Una nota presentatrice  elogia i cani addestrati dalla Polizia:

<<Questi cani della Polizia sono bravi, belli e bravi>>.


 

Notizia su un incidente aereo:

<<Da notizie dell’ultima ora apprendiamo che sull’aereo della American Airlinees c’erano anche passeggeri italiani e…veneti>>

 

Un esperto di questioni politiche internazionali, intervistato, spiega che, chi cerca il potere in Afghanistan vuole assicurarsi il colossale traffico di droga e conclude così: <<Dietro tutto questo c’è tutto questo>>.

 

Un noto comico siciliano intervistato:

<<Il papà di Pippo Baudo agli inizi non voleva che il figlio intraprendesse la carriera di presentatore perché prima si doveva lauriare.>>

 

Uno dei titoli di apertura di un noto TG,  annuncia che in  mattinata si svolgerà a Milano una corsa a piedi in città, che vedrà grande partecipazione di concorrenti. Il titolo,  a caratteri cubitali che appare sullo schermo è il seguente:

<<TRA POCO IL VIA ALLA MARADONA MILANESE>>.

 

Il presentatore effettua alcune interviste agli espositori, nell’ambito della manifestazione fieristica  “Siculiana, città degli sposi”. Un artigiano che costruisce oggetti con la palma nana, così risponde:

<<Questa  corda è fatta con la “giummarra” e serve per costruire “le segge” >>

 

Si effettua un collegamento via satellite con una giornalista che si trova a Kabul in Afghanistan. Questa  riferisce le ultime notizie dal fronte di guerra. Tra l’altro dice:

<<In queste ore viene bombardata la zona EST che si trova a SUD di Jalalabad ! >>


 

Un noto tenore che si appresta ad interpretare l’Otello di Giuseppe Verdi, in una intervista afferma:

<<E’ un grande onore per me essere di nuovo qui alla Scala, dopo 25 anni, con la stèssima opera>>.

 

Un esperto di legislazione, intervistato in Tv sul tema della “Rogatoria giudiziaria”, dice pressappoco così:

<<La rogatoria consiste nella richiesta di atti amministrativi da parte di un giudice ad un altro giudice di una circoscrizione al di fuori della propria compotenza>> .

 

Il conduttore di un programma TV, chiede ad una nota modella di colore :

-          Ti piacerebbe indossare le mutande di pizzo stile anni ’50 ?

      La modella  risponde:

-    Oh no…a me non convenirebbe !

 

Interviste per la strada sul tema “Acquisti di Natale”.

Ad un signore viene chiesto:

<<Quanto costa fare gli acquisti di Natale ?>>

Questi risponde: <<Costa troppo molto ! >>

 

Notizie sul processo di Novi Ligure ad Erika e Omar :

Il conduttore del TG : << Dopo l’intervento di ieri da parte dei pubblici ministeri, continuano oggi le aringhe dei difensori>> .

 

Si commenta la decisione del Sindaco di Napoli On. Rosa Russo Jervolino di costruire una moschea per gli extracomunitari.

Sorgono numerose polemiche. Un politico favorevole, rivolgendosi agli oppositori contrari, si esprime pressappoco così:

<<Questa inconcepibile presa di posizione è una grave offesa per la Sindaca ! >>


 

UN GRANDE ESPERTO di cucina, parlando delle numerose qualità del torrone fatto artigianalmente, dice :

<<In quella Regione, si mangia il torrone, nel periodo del momento del tempo delle Feste Natalizie>>  .

 

I RESTAURATORI della Reggia di VERSAILLES.

In TV il presentatore, tra le altre cose, dice anche :

<<I bravissimi restauratori della splendida Reggia di Versailles in Francia, passano il loro tempo a cancellare le tracce del tempo>>.

 

Una giornalista, in visita ad un mercatino, intervista una signora, proprietaria di uno stand, che per l’occasione si è vestita da Babbo Natale:

<<Guardate quanto è carina questa Babbo Natala ! >>

 

Il presentatore di un noto programma televisivo a premi, spiegando ai telespettatori, il meccanismo di un gioco, dice:

<<Avete visto ? Così vi imparate ! >>

 

Nella stessa trasmissione, il conduttore, presentando un signore che è un rabdomante, cioè esperto nel trovare acqua sotterranea servendosi di un pezzo di legno, dice:

<<Un amico mio, per trovare l’acqua ha combattuto per molto tempo con i geologi, ma alla fine l’ha trovata servendosi di un rabdomante>> .

 

Un esperto di gastronomia, illustrando le bontà del pandoro:

<<Io chiederei alla regia di inquadrare bene questo pandoro, per vedere con le dita….>>


 

ASCOLTANDO LA RADIO

 

Anche perché ineffettivamente.

 

Però iffettivamente.

 

In altre situazioni quei consiglieri comunali prendono parte attivi ai lavori.

 

Luciana Turina, nota cantante musicale degli anni ’60.

 

Questo lo diciamo a titolo precazionale.

 

I lavori dell’artista pittore P.R. sono stati presentati in catalago .

 

Il riberese Giuseppe Ruvolo è stato eletto Direttore della Presidenza Sociale.  (trattasi della Previdenza Sociale di Agrigento – n.d.a.).

 

Alla Sagra del Mandorlo in fiore di Agrigento sarà acceso il tripòde dell’amicizia.

 

Questo è un diritto sagrosanto.

 

Io dovrei pubblicitare un noto prodotto alimentare.

 

Alla notizia che mio figlio potrebbe sposarsi, sono rimasta molto contentissima .

 

Paul Mc Cartney si sposa. Ha regalato alla moglie un meraviglioso gioiello di diamanti e zafferi .


 

Noi operai almeno quattro volte l’anno sbarràmo la fogna !

 

E’ stata effettuata una raccolta di fondi in denaro, viveri e abbigliamenti, per aiutare le famiglie indecenti !

 

Un ragazzino intervistato per un gesto inconsulto, fatto da un compagno di classe, così si esprime:

- Con questo gesto ci ha lasciati tutti di choch !

 

Un notissimo uomo politico:

- Noi auspichiamo che l’intervento in Affaganistan sia mirato solo ad obbiettivi precisi…e non bisogna colpire il popolo affagano !

 

Una donna che ha subìto notevoli danni a seguito di una grossa inondazione risponde all’intervista:

- E’ stata una cosa veramente tremenda…...sembrava grandine che grandinasse !

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE AD AGRIGENTO

Un candidato, visibilmente incavolato e deluso dai risultati elettorali, così risponde all’intervistatore:

- Riconosciamo di avere perso, ma in Consiglio comunale la nostra opposizione sarà molto incazzante !

 

STESSE ELEZIONI DI AGRIGENTO : Un neo eletto risponde all’intervistatore: - Io mi batterò per i ceti meno ambienti !

 

Un ospite del Maurizio Costanzo Show:

- La scienza approva certi fatti strani che qualcuno chiama “miracoli”, soltanto se questi sono repetibili.


 

INDOVINA  INDOVINELLO

 

Sin dai tempi più remoti l'uomo si è divertito a mettere in difficoltà parenti o amici, proponendo enigmi, quesiti, problemi o indovinelli da risolvere. 

Gli indovinelli sono stati sempre graditi dalla gente ed ogni volta che si presenta l'occasione di ascoltarne qualcuno, è difficile, per non dire impossibile, che non si tenti di trovarne la soluzione, se non altro per appagare una irrefrenabile curiosità ed una invadente  voglia di dimostrare capacità e intuito.

I 41 indovinelli siciliani riportati qui di seguito, in gran parte sono stati selezionati tra quelli inseriti nel mio precedente libro “TRADIZIONI POPOLARI – Ribera ieri, Ribera oggi”, patrocinato e finanziato dall’Amministrazione Comunale di Ribera nell’Anno 2000.

Sono indovinelli umoristici che, sono certo, non mancheranno di far sorridere i lettori.

La peculiarità principale di molti di questi indovinelli  è quella di prestarsi,  ad interpretazioni a doppio senso o ad allusioni per qualche parola  che non si vuole pronunciare, ma che in un modo o nell’altro, si lascia facilmente intendere, anche se alla fine la stessa non c’entra per niente.

Infatti, alcuni di essi sottintendono bonariamente, elementi o parole, che fanno pensare a qualcosa di "osè", di ”osceno" o di ”intimo", che non si deve nominare, ed anche se a volte possono apparire leggermente spinti, non nascondono mai alcuna volgarità, per cui possono sempre essere declamati anche di fronte a bambini, che ne saranno divertiti più dei grandi.

 

La traduzione italiana e la soluzione degli indovinelli vengono  riportate alla fine del capitolo.

 


 

1

CAMINANNU CAMINANNU,

MI LA VAIU      CUTULIANNU.

 

2

STU 'NDOVINELLU E' COSA DI PAZZI,

SI 'NCULU TI LA METTU, TU MI DICI: - GRAZII .

 

3

'NFILANNU 'NFILANNU, FIRRIANNU FIRRIANNU,

FA 'DDA COSA E DOPPU S'ARRIPOSA.

 

4

'NCAPU PILU, SUTTA PILU,

'MMEZZU C'E' LU MARIOLU.

 

5

TRASI TISA E NESCI MUSCIA.

 

6

LA ZA' CICCA SI STINNICCHIA,

LU ZU' COLA CI ACCRAVACA,

CI LA TRASI E CI LA NESCI

E CI FA  FARI LU GIUCHITIGGIU' !

 

7

LI ME’  BIANCHI COSCI E LI TO' BIANCHI E LISCI,

SI UNCINU COSCI CU COSCI  E COMU FINISCI FINISCI.

 

8

DI DAVANTI M'ACCURZA

E DI 'NNARRE' M'ALLONGA.

 

9

TRASI MODDU E NESCI DURU.

 

10

A LU SCURU, A LU SCURU,

CI LA 'NFILU 'NCULU.

 

 

11

MENTRI ‘U ZU MASI SI RUMMULIA,

'MMEZZU LI GAMMI CI PINNULIA.

 

12

C'E' 'NA COSA LONGA E TISA

PURU LI MORTI LA VONNU MISA.

 

13

LA VECCHIA SI CALA'

E LU PARRINU CI LA 'NFILA'.

 

14

SCINNIVU 'NTA UN JARDINU,

CI TRUVAVU UN SIGNURINU,

CI SBUTTUNAVU LU 'NNAPPUNI

E MI NISCI' LU SAZIZZUNI.

 

15

LU RE L'AVI GROSSU,

LU PAPA L'AVI CCHIU' GROSSU,

MA LA REGINA CHIANCIA

CA CCHIU' GROSSU LU VULIA .


 

16

TALIA DDA', TALIA DDA' !

CHI CI PENNI A TO' PAPA' ?

 

17

SUGNU FRIDDU PI NATURA

MA A LA DONNA FAZZU BENI,

SI M'ACCHIANA LA CALURA,

FAZZU CHIDDU CHI CUNVENI.

 

18

HAIU 'NA COSA LONGA UN PARMU,

CU LA TESTA RUSSA CHI VA' SCULANNU.

 

19

SUPRA PILU, SUTTA PILU,

JSA 'A GAMMA CA TA 'NFILU.

 

20

TA 'NFILU 'NTO CULU, TA TRASU 'NTA VUCCA,

TA ‘ZZICCU 'NTE SCIDDI, TA METTU 'NTE MANI;

E QUANNU CASDIU MA VIU ISARI,

MA SIDDU C'E' FRIDDU MA VIU CALARI.

 

21

LU CULU 'NTI LA PETRA,

LA FACCI 'NTI LU CULU

E LI MANI 'NTI LI MINNI.

 

22

LU PAPA 'NN'AVI UNU, LU VISCUVU VIDE',

LA FIMMINA BAGGIANA 'NNI VOLI ALMENU SE' .


 

23

LU VISCUVU DI MILANU

NOTTI E JORNU L'AVI 'MMANU.

 

24

A LI GIUVINI GALANTI

LI TALIA E CI STA DAVANTI,

CU LA SO' BEDDA DUCIZZA,

SEMPRI TOCCA ED ACCARIZZA.

 

25

IU NASCIVU 'NTI 'NA FURESTA,

HAIU LI GAMMI E UNN'HAIU TESTA,

A LI BEDDI E A LI BRUTTI,

VAIU TUCCANNU LU CULU A TUTTI.

 

26

IVU A MILANU,

PURTAVU UN PARMU DI ROBBA 'MMANU,

CI LA PURTAVU A LA ME SPUSA

E CI L'APPIZZAI 'NTA LA PILUSA.

 

27

SUGNU FRIDDA PI NATURA,

ME MARITU MI QUADIA,

A LA NOTTI M'ABBANNUNA,

MA A LU JORNU STA CU MIA.

 

28

NUNN'HAIU ACQUA E VIVU ACQUA,

SI ACQUA AVISSI, VINU VIVISSI.

 


 

29

SUGNU LONGU E SUGNU TUNNU,

SUGNU MORTU E SPIRTUSATU,

MA RISUSCITU E RISPUNNU,

SI MI DUNI LU TO' SCIATU.

 

30

LUNTANU MI FASTORNA, VICINU MI PIACI,

UNN'E' FOCU C'ABBRUSCIA,

MA NUN MI FA STARI IN PACI.

 

31

UN PARMU 'NN'HAIU, UN PARMU 'NNI VURRIA,

SEMPIRI DI CARNI IU LA INCHIRIA.

 

32

SO' PATRI NUN C'ERA E MANCU SO' NANNU,

QUANNU SI MARITA', UNN'AVIA MANCU UN ANNU.

 

33

CU LA VUCCA CANTA,

E CU LU CULU S'ACCUMPAGNA.

 

34

TICCHI TICCHI DUMANI PARTU,

TICCHI TICCHI AFFARI FATTU,

TICCHI TICCHI ARRIVA FILICI,

TICCHI TICCHI SALUTU L'AMICI.

 

35

DU' LA TENNU E IU MI LA GODU,

MA A IDDA ASSA' CCI ABBRUSCIA.

 

36

'NZIRTATIMI CU E',

CA CI VOTA LU CULU A LU RE'.

 

37

'NTANTARANTA' 'NTANTARANTA',

UNNI LA METTU SEMPIRI STA.

 

38

QUANNU IDDU VENI, IDDA SI 'NNI VA',

QUANNU IDDA VENI, IDDU SI 'NNI VA' .

 

39

CU MANCIA L'AVA' FARI, CU VIVI L'AVA' FARI,

E SEMPRI L'AVA' FARI, CU VOLI ASSA' CAMPARI.

 

40

IU NUDU E TU 'NCAMMISA,

A MIA M'AVVAMPA E A TIA T'ATTISA.

 

41

AD OGNI CANTATA DI GADDU,

OMINI E FIMMINI CI STANNU A CAVADDU.

 


 

TRADUZIONE E SOLUZIONE INDOVINELLI

 

La seguente traduzione italiana degli indovinelli, pur se abbastanza verosimile ed esatta, non può mai dare quel senso di musicalità e di humour, che si ottengono nell’originario dialetto siciliano.

Qualche vocabolo dialettale è frutto di fantasia popolare e non trova  l’esatto riscontro nella lingua italiana, ma qualche nota esplicativa servirà a chiarire meglio il senso  di alcuni “astrusi”  indovinelli.

Altri  si prestano molto ad equivoci e doppi sensi, in quanto questo modo di esprimersi degli anonimi autori del tempo che fu, è volutamente ambiguo e per certi versi un po’ malizioso e scaturisce  con il solo scopo  di suscitare ilarità e divertimento.

 

1.      Camminando camminando, la vado muovendo. (La mano nella tasca).

2.       Questo indovinello è roba da pazzi, se te la metto  nel sedere, tu mi dici:-grazie. (La sedia).

3.       Introducendo introducendo, girando girando, fa quella cosa e dopo si riposa. (La chiave nella serratura).

4.       Sopra pelo, sotto pelo, in mezzo c’è il mariuolo. (L’occhio).

5.       Entra rigida ed esce afflosciata. (La pasta in pentola).

6.       La zia Francesca si distende, lo zio Nicola vi si colloca  addosso, gliela entra e gliela esce, facendole fare “lu giuchitiggiù (parola di fantasia che in questo caso equivale ad un rumore particolare). Trattasi di un modo antico di fare la pasta in casa. La zà Cicca è la tavola, lu zù Cola un bastone in legno con perno che si muove sulla pasta entrando ed uscendo da essa). “Lu giuchitiggiù” è il tipico rumore che fa la pasta quando è ancora molle).

7.       La mie bianche cosce e le tue bianche e liscie, si uniscono cosce con cosce e come finisce finisce. (Le lenzuola).

8.       Di davanti mi si accorcia, e di dietro mi si allunga. (La strada).

9.       Entra molle ed esce duro. (Il pane nel forno).

10.  Nell’oscurità, nell’oscurità, gliela introduco nel sedere. (La chiave dentro alla serratura).

11.  Mentre lo zio Tommaso mormora, tra le gambe gli penzola. (La corona del rosario).

12.  C’è una cosa lunga e rigida, anche i morti la vogliono messa. (La candela).

13.   La vecchia si è abbassata ed il parroco gliel’ha infilata. (L’ostia).

14.   Sono sceso in un giardino, vi ho trovato un signorino, gli ho sbottonato l’indumento che lo copriva e  fa uscire un salsiccione. (La pannocchia di granturco).

15.   Il re ce l’ha grosso, il papa ce l’ha più grosso, ma la regina piangeva perché più grosso lo voleva. (L’anello).

16    Guarda quà, guarda quà ! cosa gli pende a tuo papà ? (L’orologio da taschino).

17    Sono freddo per natura ma alla donna faccio del bene, se mi               assale il calore, faccio quello che è più conveniente. (Il ferro da stiro).

18    Ho una cosa lunga un palmo, con la testa rossa che và colando. (La candela accesa).

19    Sopra pelo, sotto pelo, alza la gamba così te la infilo. (La calza di lana).

20    Te lo introduco nel sedere, te lo faccio entrare in bocca, te lo appoggio sotto le ascelle, te lo metto nelle mani; e quando sono caldo me la vedo alzare, ma se c’è freddo me la vedo abbassare. (Il termometro e la temperatura corporea).

21     Il sedere sulla pietra, la faccia di fronte al sedere e le mani sulle mammelle. (Il pastore che munge la pecora).

22    Il papa ne ha uno, il vescovo pure, la donna libertina ne vuole almeno sei. (L’anello).

23     Il vescovo di Milano notte e giorno ce l’ha in mano. (L’anello).

24     Ai giovani eleganti li guarda e gli sta davanti, con la sua bella dolcezza, sempre tocca ed accarezza. (Il barbiere).

25    Io sono nata in una foresta, ho le gambe e non ho testa, ai belli e ai brutti, vado toccando il sedere a tutti. (La sedia)

26    .Sono andato a Milano, ho portato un palmo di roba in mano, l’ho portata alla mia sposa e glielo attaccata fra i peli (nel dialetto siciliano, “pilusa”, parola di pura fantasia popolare, non è un vocabolo consueto per definire i capelli). (Il fermaglio per capelli). 

27    Sono fredda per natura, mio marito mi riscalda, durante la notte mi abbandona, ma di giorno sta con me. (La terra e il sole). 

28 Non ho acqua e bevo acqua, se acqua avessi, vino berrei. (Trattasi del mugnaio che per poter lavorare con il suo mulino ad acqua spera sempre che il ruscelletto non gliela faccia mancare. Quindi se non lavora, non guadagna ed è costretto a bere acqua, ma se lavora, potrà guadagnare e potrà permettersi di comprare il vino).

29 Sono lungo e sono rotondo, sono morto e perforato, ma risuscito e rispondo, se mi dai il tuo fiato. (Lo zufolo di canna).

30 Lontano mi frastorna, vicino mi piace, non è fuoco che brucia, ma non mi fa stare in pace. (L’amore).

31 Un palmo ne ho, un palmo ne vorrei, sempre di carne io la riempirei. (La scarpa).

32 Suo padre non c’era e nemmeno suo nonno, quando si è sposata, non aveva nemmeno un anno. (Eva).

33 Con la bocca canta e con il sedere si accompagna. (L’asino che raglia).

34 Tic tic domani parto, tic tic, affare fatto, tic tic arriva felice, tic tic saluto gli amici. (Il telegrafo).

35 Due la tengono ed io me la godo, ma a lei assai le brucia. (La sigaretta accesa tra le dita).

36 Indovinatemi chi è, che gli dà il sedere al re. (Il cocchiere sulla carrozza reale).

37 ‘Ntantarantà (parola di fantasia) ‘ntantarantà, dove la metto sempre sta. (La scopa).

38 Quando lui viene, lei se ne và, quando viene lei, lui se ne và. (Il giorno e la notte).

39 Chi mangia lo deve fare, chi beve lo deve fare, e sempre lo deve fare, chi vuole assai campare. (Il bisogno fisiologico).

40 Io nudo e tu in camicia, a me si infuoca e a te si irrigidisce. (Il ferro da stiro caldo e la camicia stirata).

41 Ogni volta che canta il gallo (cioè di prima mattina), uomini e donne vi si mettono sopra. (Il vaso WC).

 

 

 

 REFUSI ALLA RINFUSA

 
GIORNALE DI SICILIA – 17-3-2001 – pag. 23:

<<I lavoratori Lsu (lavoratori socialmente utili), in fondo sono operai che sbancano il lunario con appena un milione di stipendio……….>>.

 
GIORNALE DI SICILIA – 20-3-2001 – pag. 2 :

<<Lillo (Mannino: n.d.a.), coltiva quella che gli democristiani come lui, ritengono la dote migliore per un uomo politico: la pazienza……..>>.  

 

MOMENTI DI VITA LOCALE – n. 555 del 25-3-2001 –

Titolo in copertina:

<<L’incotro con Biagio Conte>>.

 

SETTIMANALE “GENTE” – n.12 del 22-3-2001 – pag. 45 

In una scheda di adesione al “Fan Club Leonardo Di Caprio”, Erika De Nardo, nel suo Diario, scrive:

<<….Questo lo dico a Marco Nicoletta, il amico di Leo (che fortuna che hai !…….>>.

 
GIORNALE DI SICILIA  del 3-4-2001 – Pag. 3:

Sottotitolo di un articolo dedicato al candidato a Presidente della Regione Totò Cuffaro:

“Mi ispiro ad una frase di Don Bosco: E’ proprio questa la mia vita, stare in mezzo a voi. Ecco perché incontrerò tante genti .

 
GIORNALE DI SICILIA del 7-9-2001 – Pag. 18
Il Premio Primo Nazionale di poesia “Baronessa di Carini è stato assegnato alla poetessa Giuseppina Mira.
GIORNALE DI SICILIA – 5-4-2001 – Pag. 4:

Articolo “Giudizi e veleni” su Massimo D’Alema :

Il parere dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga è il seguente:

<<Penso al caso D’Alema. Che non ritornerà più caporale, ma forse non riuscirà a mascherare la sua rigidità da eterno sergente .

 FRANCESCO COSSIGNA>>.

 
GIORNALE DI SICILIA – 5-4-2001 – Pag. 21:

Articolo: “Campobello – recupero delle tradizioni – La scuola elementare“ :

<<Fare del Progetto “Recupero delle Tradizioni popolari” un appuntamento annuale di natura socio-culturale…è stato fin dal primo anno una nostra spirazione….>> .

 
GIORNALE DI SICILIA – 17-4-2001 – Pag. 16 :

<<Un Assessorato per l’Artigianato riberese – E’ questa la richiesta avanzata dalla C.N.A…..in un incontro del nuovo direttivo PRESIDEDUTO da Gerlando Parisi….>> .

 
GIORNALE DI SICILIA – 25-4-2001 – Pag. 26

PROBLEMI PER IL CORPO FORESTALE.

<<I problemi della forestazione…sono stati al centro di un incontro tenuto nella sala Giunta del municipio di Ribera, alla presenza dell’Ing. Marino, responsabile del CORO FORESTALE.>> .

 

Settimanale MOMENTI – N. 4 del 26-11-1989

Articolo <<Il Lloyd Italico e l’obbiettivo del ’92 – Nel sottotitolo così si legge:UN ANNCUNCIO IMPORTANTE>>.

 


 

Settimanale MOMENTI – N. 36 del 22-7-1990 Articolo di Totò Castelli:

<<A me pare che il Comitato dei carri allegorici riberesi continui a seguire la strada sbagliata.   (Firmato)  TOTO’ CATELLI >> .

 
GIORNALE DI SICILIA – 13-10-2001 – In cronaca di Agrigento;

RIBERA, Stadio comunale :

Per problemi di carattere igienico-sanitario sono stati chiusi i gabinetti dello STATO !

 
GIORNALE DI SICILIA – 16-10-2001:
I lavori di restauro al Castello di Racalmuto sono stati effettuati dalla sezione Beni Architettonici della Soprintendenza Regionale Beni Culturali e Ambientali di Agrigento e sono durati alcuni anni: dal 1997 al 200 !!!

GIORNALE DI SICILIA – 14-11-2001 – pag. 22

Articolo di Totò Castelli , pubblicato MERCOLEDI’ 14-11-2001.

A pag. 22 così risulta scritto:

<<Danneggiato il tetto della Chiesa di San Francesco –

Danni alla Chiesa di San Francesco di Assisi sono stati arrecati LUNEDI  NOTTE  DI  IERI   a Ribera dal forte vento……..>>

 

GIORNALE DI SICILIA – 22-11-2001 – Pag.21

Articolo di Totò Castelli: “Ribera, consegnata la bretella”. In un passo si legge: <<….si registra la presa di posizione del Presidente del Consiglio Leonardo Frenna “Siamo in presenza di una crisi inarrestabile – ha dichiarato FREANNA in un accorato appello a diversi organi istituzionali, alle forze politiche e sindacali, al  presidente della REGIONA Cuffaro>>.

 


 

DAL “QUIZ SHOW” di Amadeus – Rai 1 – 23-11-2001

Per la 5^ domanda di Storia ad un concorrente in gara appare nel teleschermo la seguente scritta:

<<Quale ORDINAMANTO politico vige in Cina ?>>.

 

Dal settimanale Momenti di vita locale di Ribera 

N. 591 del 2 dicembre 2001 – Pag. 20.

L’articolo di Matteo Orlando “Si la mmidia fussi guaddara” illustra un’opera teatrale che sarà rappresentata il 4 dicembre nel Teatro Lupo dalla Associazione Culturale San Nicola e sarà diretta da due registi: Giuseppe Castelli e Giuseppe Giancani.

Nella didascalia ad una foto con i due registi così si legge:

<<Giuseppe Giancani e Giuseppe Castelli, i due registi registi>>.

Beh ! è stato sicuramente giusto gratificarli tutti e due (n.d.a) !

 

Nello stesso numero di Momenti di cui sopra, alla pagina 26 si legge:

CITAZIONE DI MERITO PER CETTY CARDELLA

(campionessa di Karate: n.d.a.):

<<Una citazione di merito” è stata concessa il 26 novembre scorso alla camionessa di Karate Cetty Cardella dal Sindaco di Ribera Giuseppe Cortese…….>>

 

 

“REFUSI RISOSI” da “LA CITTA’ DEL RISO”

(“La Città del riso” è un quindicinale di otto pagine, diretto dal giornalista Totò Castelli ed è nato ufficialmente a Ribera nella primavera dell’anno 2001.

Uno degli scopi principali del giornale è quello di portare un po’ di sorriso tra i lettori e tra il serio ed il faceto, vengono trattati problemi, anche molto seri, sia di cronaca, che di cultura, ma con il dovuto rispetto per le persone e senza alcuna cattiveria.

Dalle sue pagine emerge chiara la voglia di sorridere anche dei mali della società, anche dei piccoli e grossi problemi della vita quotidiana, e traspare altresì una grande voglia di scherzare sia sugli errori o sui difetti degli altri, ma anche e soprattutto su quelli propri,  che, come per ogni buon giornale possono  sempre trovarsi in agguato, malgrado tutta la buona volontà che si mette nella preparazione dello stesso.

In tale spirito, i refusi di stampa che seguono, sono stati selezionati dal sottoscritto ed alcuni di questi, sottoposti al Direttore del giornale, il quale, molto tranquillamente, l’ha presa “con filosofia” e forse è stato il primo a riderci sopra.

Infatti, all’appellativo di RE-FUSO (a causa dei numerosi refusi del giornale), indirizzatogli scherzosamente dal sottoscritto, con estremo senso dell’umorismo, l’amico Direttore Totò Castelli ha lasciato intendere che, visto l’interesse che desta il suo giornale, persino negli errori, si può considerare un RE-CONTE-NTO !


 

Ed ecco alcuni dei simpatici REFUSI  della “Città del riso”:

Questo primo “refuso” mi riguarda personalmente:

N. 2 – Giugno 2001 – pag. 3

A caratteri quasi cubitali si legge:

<<Ncola Ciliberto vince il concorso “Una poesia un sorriso”>> .

Maggio 2001 – pag. 6

Didascalia ad una foto:

<<Francesca Messina ha vinto il Concorso “ UN VOLTO PER IL CIONEMA” >>  .

 

Da uno “Speciale riso” – Maggio 2001 – pag. 4

Una simpatica vignetta di Leo Salpietra rappresenta  Pasquale Salvaggio (politico riberese) che, quasi sconsolato dice: <<Sono il più svantaggiato, perché quella mia è considerata sempre un’affisione salvaggia >> .

 

N.4 Luglio/Agosto 2001 –

In grande evidenza una foto dal titolo “Listino d’attesa”.

Nella sottostante didascalia così si legge:

<<Nel lmistino” di attesa in vista della verifica settembrina diversi sono i nomi che si fanno, tra questi c’è qiuello del “forzista” Nicola Mulè nella foto con un giovane dell’Arres *>> .

_____________________________________

(n.d.a): l’ARES è la squadra riberese di basket

 

N.6 Agosto/Settembre 2001 – pag. 6

Articolo sul “RIBERENDUM”:

Nel titolo si legge <<Riberella ? E’ meglio di Ribera-Crispi !!! – Intanto “zittu tu, zitu iu” la giunta ricorda lo statista con una corona di alloro>> .

 

N. 7 – pag. 6

     E’ riportato un articolo firmato “Tot Castelli” dal titolo “Chiamiamolo RIBERlusca”.

Al rigo n. 18 si leggeva (poi, opportunamente corretto a mano dall’autore, dopo la stampa)  <<……del cognome dell’attuale Presidente del Consiglio comunale Silvio Berlusconi…..>>

 

N.10 – In copertina

Nell’articolo “LA GRANDE SFIDA” di T.C. si parla di un acceso dibattito in Consiglio Comunale, tra l’Assessore D’Anna e il Consigliere Stefano Vacante sui “fuochi d’artificio” fatti a Seccagrande il 15 agosto 2001.

Così titola il giornale in grande rilievo:

<<Dopo l’accesso fuoco d’artificio verbale in consiglio..>>

 

Nello stesso N. 10, in ultima di copertina appare un vistoso “Traguardi matrimoniani” che comprende anche  una foto relativa al 60° anno di matrimonio di una bella coppia di anziani sposi che, nella relativa didascalia sono diventati “conoiugi” .

 

Nel N. 14 del 16-12-2001 a Pag. 3 si legge:

<< Un giorno di attesa per la collocazione delle tabelle ONOMASTICHE intitolate a vittime della Mafia>> .

 

 

 

CARNEVALE IN…PARODIA

 

Dal Carnevale riberese, svoltosi per alcuni anni tra il 1985 e il 1991, si riportano alcune parodie, naturalmente satiriche, su motivi famosi, che trattano argomenti sulle varie problematiche della cittadina di Ribera.

I versi che seguono ed i temi affrontati, sono stati elaborati in pieno spirito carnascialesco e si riferiscono a fatti, situazioni, servizi, disfunzioni, problematiche e quant’altro, ovviamente riferiti all’epoca in cui sono stati scritti.

Si precisa inoltre che, eventuali riferimenti a fatti, situazioni o avvenimenti reali, scritti con i crismi della satira e dell’ironia, sono stati espressamenti concepiti con un doppio intento:  far sorridere e sdrammatizzare.

La prima parodia è tratta dal mio copione del 1997 “Augh ! Arrivanu l’indiani”, portato in scena dal Gruppo omonimo, composto da più di cento persone tra adulti , giovani e bambini e che in quell’anno si è classificato al Primo posto, tra una decina di gruppi partecipanti.

 

L’INDIANI SUNNU CCA’

(Parodia:  E LA LUNA ‘MMEZZU MARI)

 

CORO:            Oh mammà l’indiani sunnu ccà

oh mammà chi vita è chista ccà.

Manitù si tu ‘nni vò aiutà

facci veniri la ‘ntisa

a st’indiani surdi assà.

 

UN INDIANO: Si tu và ‘nta un deputatu, ora và, ora veni

                        e vò essiri ‘mpustatu,

                        in eternu po’ aspittari

                        e li voti ccià circari.

 

                        Siddu aspetti la pinsioni, ora và, ora veni

                        pi tia un c’è rimissioni,

                        scali scinni e scali acchiani

                        e trovi sempiri indiani.

 

CORO:            Oh mammà l’indiani sunnu ccà….ecc….-

 

UN INDIANO: Siddu vai a la Comuni, ora và, ora veni,

                        ch’è a lu scuru un lampiuni,

                        stai tranquillu ca unn’è stranu

                        l’Assissuri fa l’indianu.

 

                        E si vai ‘nta un’impiegatu, ora và, ora veni,

                        pi quarchi certificatu,

si a lu postu so nun c’è

è sicuru a lu cafè.

 

CORO: Oh mammà l’indiani sunnu ccà….ecc….. 

 

PROBLEMI RIVILISI

(Parodia: LA STORIA DEI GOBBONI)

 

CORO: Poviri natri, poviri natri

            Assissura aiutatini vatri,

            ca la genti di Ribera

            si dispera si dispera, oò oò oò .

 

UN CAPO TRIBU’:

            Lu nostru acquedottu fa acqua a quantu pari

            ma tutti li muturina nunn’hannu chi sucari.

            Li strati su scassati, li fogni su ‘na cruci

            e si cadinu dù stizzi, ‘nni manca anchi la luci.

 

CORO: Poviri natri, poviri natri…ecc……

 

2° CAPO TRIBU’:

            Chi fudda ogni matina all’Ufficiu del Lavoru,

            tanti disoccupati fannu protesti a coru.

            A Borgu e a Siccagranni ma quantu laparduna,

abbunnanu: muschitti, zanzari e muscugliuna.

 

CORO: Poviri natri, poviri natri….ecc…… 

 

3° CAPO TRIBU’:

            E’ novità assoluta sta giunta chi si fici,

            li russi cu li bianchi addivintaru amici.

            E cu ‘na mossa abili cchiù lesti di ‘n’agriddu

futteru a Micalangilu, a Fofu ed anchi a Liddu.


 

CORO: Poviri natri, poviri natri…ecc……. 

 

4° CAPO TRIBU’:

            ‘Nni manca lu mercatu, lu Teatru è ‘nta l’affanni

            e a lu Spitali novu ci emu fra vint’anni.

            O Trapani, o Zabbara, Puntillu e La Barbera,

            Palermu e Tortorici pinsati pi Ribera.

 

            CORO: Poviri natri, poviri natri,

                        Assissura aiutatini vatri,

                        ca la genti di Ribera

                        si dispera, si dispera.

                        Poviri natri…ecc…..

 

TANTU PI STUDIA’

(Parodia: TANTO PE CANTA’)

 

(Il brano carnevalesco che ripropone una situazione scolastica non proprio brillante per quei tempi

è tratto dal mio copione “Ribera e le sue…bellezze”,  presentato dal Gruppo “BRASILEIRO”

al Carnevale del 1988. In quell’occasione il gruppo mascherato, formato da oltre 120 persone

tra grandi e piccoli, tra cui intere famiglie, ha indossato splendidi costumi “brasiliani”,

riscuotendo grande successo di pubblico).

 

Recitato:

E’ ‘na canzuna senza titolo, tantu pi cantà,

pi fari quarchi cosa;

è roba di stu paisi nostru, unni li scoli sù quasi un disastru.

Li studenti sù sbandati, l’insegnanti sparpagliati,

tanti banchi scancarati, porti e vitra scunucchiati !

Ma chi dicinu li deputati ?

-          iti a scola e stati muti ! si li scoli sù scassati

      l’importanti è la saluti !

Basta la saluti e un paru di scarpi novi e putemu girari lu munnu.

E siccomu nun sacciu sunari,

di lu maestru mi fazzu accumpagnari…musica maestru.

 

Cantato:

La nostra scola è propriu amara

e vi lu cantu cu la chitara,

li cosi sù preoccupanti

pi li studenti e l’insegnanti;

e si la vuci nun mi manca

vogliu sparlari a destra e a manca

pirchì sti scoli rivilisi

sempiri sunnu ‘nta la crisi !


 

Tantu pi studià

            nun c’è travagliu e tutti vannu a scola,

            tantu pi studià

            ‘mezzu li banchi ‘u tempu passa e vola.

            E ogni annu ccà

            sù in aumentu tanti diplomati,

            si un si ci pensa emu a lu sbaragliu,

doppu la scola ci voli ‘u travagliu.

(musica……………………………………………)

 

E di difetti ci ‘nn’è tanti, li porti rutti e mali ‘mpinti,

lu sannu puru l’insegnanti e tutti ‘nni semu cumminti.

Ma nun la sannu sta canzuna, li deputati capucciuna,

nuddu ca pensa a migliurari, pirchì accussì nun si po’ stari.

 

            Tantu pi studià

            nun c’è travagliu e tutti vannu a scola,

tantu pi studià

‘mmezzu li banchi ‘u tempu passa e vola.

E ogni annu ccà

sù in aumentu tanti diplomati,

si nun s’aggiusta subitu stu statu,

doppu la scola sì disoccupatu.

 

Tantu pi studià….ecc

………….


 

L’AMMINISTRAZIONI DI RIBERA

(Parodia:  MARINA)

 

(Altro brano cantato da una voce solista e dal coro, tratto dal copione “Ribera e le sue…bellezze”,

presentato dal gruppo Brasileiro durante il Carnevale di Ribera del 1988).

 

Ci siamo risvegliati ‘na matina

cu ‘n’amministrazioni tutta nova,

bianchi e russi si dettiru la manina

pi ghiri a la Comuni a cumannà.

 

E’ tutta genti scaltra e ginuina,

si dici: - è genti seria ed impegnata,

sù giovani, sù forti di carina,

sicuramenti vonnu travaglià.

 

            Zà Tina, zà Tina, zà Tina

            nun ghiti cchiù a prutistà

            pirchì ora quarchi assissuri

            la fogna vi la fa aggiustà.

 

            Sindaco senz’acqua più non ci lasciare

            non la fare più mancare o nò nò nò nò nò.

            E anche per la luce ci devi pensare

            ca a la prima truniata a lu scuru semu arrè.

 

            Zà Tina, zà Tina…ecc…………


 

LU CASTEDDU DI POGGIUDIANA

(Parodia: IL CASTELLO FATATO ovvero DELAILAH)

 

(Anche il presente brano è tratto dal copione “Ribera e le sue…bellezze” e, scherzando scherzando,

alla maniera carnevalesca sollecita gli amministratori comunali a pensare seriamente per il Castello di Poggiodiana,

che necessitava allora, come d’altronde necessita ancora oggi nel 2002, di notevoli interventi di restauro).

 

C’era una volta un granni Castello fatato,

lu Conti Luna l’avia costruito per noi,

chi catafascio !!!

tuttu sta ghennu in ruvina e nenti si fa.

 

Ma, ma ma…..chi sfascio

ma chi distruzioni !

Assissura, qualcunu cciavà pinsà,

ca stu Casteddu davveru

l’aviti a salvà.

 

C’è di bisognu un restauru pi valorizzari

stù gran Casteddu ca certu nun po’ scumparì,

faciti prestu,

sinnò li mura al’addritta unn’arrestanu cchiù.

 

Ma, ma ma…..chi sfascio

ma chi distruzioni !

Assissura, qualcunu cciavà pinsà,

ca stu Casteddu davveru

l’aviti a salvà.

             ca stu Casteddu davveru

l’aviti a salvà.

 

 


  UNN’E’ LU SPAZZINU ?

(Parodia: VECCHIO FRACK)

 

(Questo brano cabarettistico, parodiato sul motivo della canzone “Vecchio frack” di Domenico Modugno

 è stato eseguito dal Gruppo Folk-Cabaret “Sicilia Canta, Sicilia Frana” nella  ottava puntata

della omonima trasmissione, andata in onda da Radio Torre Ribera il 27/3/1977).

 

 

CORO: Comu amà fà, comu amà fà…(4 VOLTE)

 

Ribera avi ‘na chiazza ch’è propriu ‘na biddizza,

la genti si sullazza e nun si stanca di passià,

però c’è un gran difettu ca c’è troppa munnizza

e tutti li cistini spireru e un ci sù cchiù.

Lu camiu è un fantasma, sù picca li spazzini

e tutti li quartera munnizza ‘nn’hannu assà,

un rimediu amà piglià.

 

            Tanti genti cu lu catu pi ghittari la munnizza

            si ‘nni vannu a li cumuna, cuminannu ‘na schifizza

            comu a vint’anni fa, comu amà fà,

            comu amà fa, comu amà fà.

Ma unn’è, ma unn’è, ma unn’è lu spazzinu ?

Nun si vidi e nun si trova

né luntanu, né vicinu,

mischineddu avi ragiuni

lu paisi è granni assà.

 

CORO: Comu amà fa, comu amà fa…(4 VOLTE)


 

Amici rivilisi c’amati lu paisi

curaggiu ca sta cosa prestu s’avà sistimà,

a tutti ‘nni piaci la bedda pulizia

di chissi nostri strati ma spazzini nun ci ‘nn’è.

Cari amministratura, ca beni amministrati

viditivilla vatri, nun si po’ continuà,

pi sta cosa atà pinsà.

 

Aumintati li spazzini, rimittiti li cestini

e li guardii hannu a murtari

a cu li voli sfasciari

prestu si cciavà pinsà, comu amà fa,

comu amà fa, comu amà fa.

 

Ma unn’è, ma unn’è, ma unn’è lu spazzinu ?

Nun si vidi e nun si trova

né luntanu, né vicinu,

mischineddu avi ragiuni

lu paisi è granni assà.

 

CORO: Comu amà fa, comu amà fa…(finire AD LIBITUM)

 

 

 

STRAFALCIONI  IN…  “GIUDIZIO”

 

Le simpatiche “castronerie” o “lapsus” o meglio ancora “piccoli incidenti di pronuncia”, a volte sfuggiti per emozione o involontariamente,

sono stati tutti ascoltati dall’autore del presente libro, nel periodo 2000/2002, direttamente dal noto programma  televisivo FORUM su Rete 4.

Per ovvi motivi di privacy, anche se è stata presa nota, di volta in volta, della data di trasmissione,  non vengono citati i nomi delle persone

interessate, anche perché il principale scopo di questo volumetto è quello di sorridere solo per qualche breve attimo e quindi, se è lecito

dire “il peccato”, credo sia meglio e più opportuno non dire chi sia stato “il peccatore”.

 

La responsabilità è del botolaro che ha scavato la buca .

 

Quei bambini sono veramente dei pesti.

 

Tu dovrebbi rispettare il regolamento del condominio.

 

Quel registro dei battesimi in Chiesa non si può manomettere perché è come un libro sagro.

 

Con questa signora ci siamo separati consenzialmente.

 

Io sono entrata in casa, ma lui si è reso irriperibile.

 

Il comportamento del marito è chiaramente mascolista.

 

Lui si è distaccato dal riscaldamento centralizzato e quindi, non gli aspetta pagare.

 

In quel periodo, con mio marito non eravamo litigati.

 

Il tartufo vale un milione a chilogrammo. Quindi, quanto valerà tutta la produzione ?

 

Io per curare questo mio cavallo chiamo sempre il vetrinaio.

 

Signor giudice, io vado spesso in quel terreno perché voglio respirare un pò  di aria aperta.

 

Io chiedo l’annullazione del mio matrimonio.

 

In questa terra ci sono: le mela…le pera..e tante altre tipi di frutta.

 

Ho portato qui questa signora perché mi ha tirato un brutto tiro.

 

Lei signor giudice, me lo impara.

 

Io, per il forte mal di testa, prendevo molte pastecche…ma mi sentivo sempre più peggiore.

 

Ho chiesto ad un gioielliere di stimare il braccialetto e mi ha detto che, si e nò, sarebbe valuto poco o niente.

 

Io abito a Segrate, in un condòmino di 24 appartamenti.

 

Naturalmente, io ho preso tutti  i miei informazioni.

 

La manodopera italiana è più qualificata di quella dei polacchi, se nò non riuscissimo a competere con loro.  

 

L’accordo è stato fatto tra entrambe le due.

 

Quando si pota un albero, si deve sempre lasciare il pedicollo .

 

Signor giudice, lui deve spostare i pini a 3 metri dal confine, così almeno mi passo un crapiccio.  

 

Io ho visto certi ritratti di pittori, dove è quasi impossibile riconoscere la persona ritrattata..

 

In questa casa, anni fa, per poter creare un salone è stato eliminato un tramezzino.

 

Un signore tra il pubblico che, evidentemente non conosce molto bene il VIAGRA, commentando una causa dice:

<<La signora, per far piacere al marito, potrebbe far aumentare la sua voglia (sessuale)…e fargli prendere il BIAFRA….>>  .

 

Signor Giudice, io mi trovo qui perché ho un controverbio con l’amministratore.

 

Purtroppo, al lavoro arrivo un po’ in ritardo perché ho un grosso cane che porto a pascolare.

 

Una signora del pubblico, cercando di dare un giudizio, dopo avere  visto litigare accanitamente una coppia di sposi, così dichiara:

<<Non fare agli altri ciò che non vorresti fare…..>>  .

 

Io chiedo un indennizzo, come stabilito da un mio amico geometro.

 

Alla fine mi sono molto arrabbiato e ho andato a dire tutto.

 

Quel signore…..per riuscire nel suo intento ha dovuto superare MORI E MANTI.  (Mari e monti – n.d.a.)

 

In questo caso si capisce che la donna è più matura e l’uomo è meno  immaturo  !

 

Il vialetto condominiale è stato invaso da acque piovane e anche dalla pioggia .

 

Una moglie tradita accusa l’amante del marito:

<<Signor giudice, lei si è preso mio marito e lo ha fatto ammalare perché lo costringeva a prendere l’AGRA….insomma quelle pasticche per fare l’amore>> .

L’amante difendendosi:

<<Tu hai fatto ammalare tuo marito…io lo curavo e lo portavo all’Ospedalo !  E poi non dire che io l’ho ammalato…..sei stata tu che lo hai ammalato ! >> .

 

 A questo traditore di mio marito che ha una tresca con la nostra cameriera, ho pensato bene di fargli una bella romanzina !

 

Quando sento la pubblicità del prosciutto, sento un certo languorìo !

 

Questa signora è l’amministratora del condominio.

 

Io in quel terreno continuo ad andarci, perché ci ho sempre andato.

.

Secondo me il giardino spetta al fratello, visto che questi vi ha costruito un bòchese .(Box – n.d.a.)

 

Credo che gli abitanti di Latina si chiamino latitanti.

 

Io sono diventato proprietario di quei due posti macchina per usocopione.

 

Quando vengono persone a casa mia mi citofano.

 

Come ti permetti di fare certe affermazioni, che io avrei dato la mazzetta al portiere ? Ma io ti quarelo !

 

Ma è lei la conducente del programma !

 

Se non c’è l’unamità questa cosa non si può fare.

 

Con un muro alto solo 2 metri, se viene un ladro arrobba lo stesso.

 

La mamma sono io e i miei figli li cudisco bene.

 

Nel nostro condominio ci sono appartamenti tutti con la stessa metratura.

 

 

POESIA  IN… ALLEGRIA

 
ME MUGLIERI… A LU MERCATU

(Poesia Prima classificata al 1° Concorso “Una poesia, un sorriso”, organizzato

dal quindicinale “Ribera, Città del riso”

Il premio, consistente in 10 Kg. di riso mi è stato consegnato durante una

manifestazione Canora/Cabarettistica, tenutasi nella Piazza di Borgo Bonsignore il 30 agosto 2001).

 

 

Ogni jovidi matina,  propriu immancabilmenti,

sempri allegra mè muglieri, si pripara  sveltamenti,

è un mumentu assai aspittatu, ccà a Ribera c’è mercatu !

 

Nun pò certu sistimari: letti, cammari e cucina,

iu mi cercu d’arrangiari pirchì è un ‘nfernu dda matina.

Mi rassegnu e com’e gghè,  mi priparu lu cafè.

 

Avi sempri gran primura e veloci avà scappari,

curri lesta a prima ura, sinnò nenti po’ attruvari;

e mi dici : - Mi ‘nn’ha ghiri,  dammi centumila liri !

 

Sta muglieri appatintata ca a guidari è un giuellu,

metti in motu la sò Panda, e parti comu a Barrichellu !

‘mmezzu a sterru e strati rutti, di li scaffi… si ‘nni futti !

 

Gaia e allegra è arrivata,  ‘mmezzu a centu e cchiù barracchi,

ch’è filici !  ch’è prigata ! e aumentanu li sacchi.

Và in cerca sulamenti, di li prezzi cchiù  pirnenti !

 

- Talìa ccà chi bella offerta ! setti  pacchi di mottini !

ottu scatuli di tunnu e quaranta formaggini !

Spissu nun ci ‘mporta nenti, si li cosi sù scadenti !

 


 

Piglia olivi e mandarini, passuluna e anchi patati,

cascavaddu e salamini,  e anchi li sardi salati.

E un si scorda quasi mà lu gran beddu baccalà !

 

Spenni sordi pi cazetti, pi tuvagli e pi tendini,

cerca scampuli, collant, gonni, cazi  e anchi vistini.

Dici: - sunnu  rinfurzati !  e pi ghiunta sù scuntati !

 

E’ già l’una e nun si vidi e iu mettu la pignata,

a cuntallu un si ci cridi,  si tirà ‘na matinata.

Finalmenti fa ritornu  cu la testa ‘nta un fastornu.

 

Sfirnisciata piglia appunti, d’ogni cosa ca ha accattatu

e s’un  quàtranu li cunti scappa arrè ‘nta lu mercatu.

Torna sempri un c’è chi diri… senza mancu cincu liri !

 

Mentri vuddi la pignata  ricontrolla li sacchetti :

- Matri mia chi fù stunata, mi scurdavu li spachetti !

- Anchi oggi a quantu pari, arrè ‘nsiccu amà mangiari ! 

 

 

LA CINCUCENTU

 

Ci dettiru la patenti a mè muglieri

e ‘na cincucentu ci ivu accattari,

ora si po’ girari li quarteri

pi uri e uri senza mai stancari.

 

Tranquilla acchiana puru chiazza chiazza

e nun si scanta mai, mancu ‘na stizza,

mi pari ‘na pilota di gran razza

ca mostra assai talentu e sicurizza.

 

Trova la scusa in centu e cchiù maneri

e nun finisci mai di circulari,

guidari ci piaci e vulinteri

tanti  surbizza si li po’ sbrigari.

                       

A lu mercatu và a fari la spisa,

po torna e nesci arrè cu n’atra scusa,

scappa pi un francubullu o ‘na cammisa

c’è d’ammiralla ca nunn’è lagnusa.

 

Ribera ‘ncapu e sutta si firrìa,

si ferma, acchiana e scinni senza noia,

va a Santa Tresa o a la Cunciria

ca lu guidari p’idda è granni gioia.

 

Và a lu Puzziddu ed anchi a lu Spitali,

và ‘nti lu Cozzu di Mastrugiuanni,

un satu a la Varianti e a lu Canali,

cussì Ribera nun ci pari granni !


 

Passa pi Via Fazzellu e Parlapianu,

pi Via Crispi e sterza ‘ntra pinninu,

oltri la Via Roma c’è Via Nanu

e scinni dritta pi Sant’Antuninu.

 

Po’ gira pi Viali Resistenza,

pi Corsu Margherita e nun finisci

và in Via Bonifaciu e Via Chiarenza

e infini ‘nti la strata di li pisci !

 

Và paga li bulletti a la Posta

e li cartelli ‘nti l’Esatturia,

spiduglia li chiffari senza sosta

e và a lu furnu e a la macelleria.

 

Aviri la muglieri appatintata

è cosa cumudissima e gradita,

ca prima vulia essiri accumpagnata

e unn’era mai tranquilla la me vita.

 

Ormai canusci tuttu lu paisi

e cu prudenza sempri sta a guidari,

‘nti tanti banni và facennu spisi,

ca a la famiglia si cciavà pinsari !

 

Però ‘na cosa  mi fa ‘nfirnisciari,

com’è ca lu stipendiu un po’ abbastari ?

 ma ora ca ci pensu - chi ruvina !

anchi la cincucentu và .....a benzina !

____________

(Scritta nel 1983)

 


 

         LU TELEFONINU

     (La febbre del 2000)

La moda comu in epuca luntana,

di jornu e jornu cancia di cuntinu,

semu ‘nti lu Dumila e nunn’è strana

sta voglia pazza di telefoninu.

 

E’ addivintata ‘na vera manìa

e già si l’accattaru tanti e tanti,

pari ca fussi  vera epidemia

pirchì sta cuntagiannu a tutti quanti.

 

Ci nn’è d’ogni culuri e ogni putenza,

d’ogni modellu e d’ogni misura,

è l’urtimu giuiellu di la scienza

e lu sò costu a nuddu fa paura.

 

Ci ‘l’hannu artigiani e cummircianti,

li viduvi, li schetti e maritati,

duttura, artisti e rappresentanti,

ci l’hannu puru li disoccupati.

 

Ci l’hannu Giuanni, Peppi e Niculinu,

Caloiru, Pasquali e anchi Turiddu,

ci l’hannu puru Ciccu e Sarafinu,

Gilormu, Batassanu e anchi ‘Gnazziddu.

 

Lu zù Vicenzu l’accattà avantèri

e si lu porta quannu và a zappari,

prima ca torna avvisa a sò muglieri:

- li cavatuna ci li pò calari !

 


 

Ci l’hannu sia li beddi ca li brutti, 

chisti nun sù palori ma sù fatti,

lu cellulari cunquistà a tutti

e ormai lu vonnu li cani e li gatti.

 

Sciuri, profumi, robi e anchi cullani,

si rigalava pi San Valentinu,

ma oggi cu sti modi assai baggiani,

lu megliu donu è lu telefoninu.

 

Ormai ci nni sù in giru miliuna

ca signu sù  di tecnologia,

e fannu beati certi babbasuna

chi vannu chiacchiariannu via via.

 

Don Mimu lu talìa assai priatu

ed anchi s’un ci servi l’avi appressu,

di st’apparecchiu è troppu ‘nnammuratu

e si lu porta ‘nzina ‘nti lu cessu.

 

Quarchi atru si lu porta anchi a la missa,

e c’è cu l’utilizza chiazza chiazza,

c’è cu gisticulìa comu un fissa

e tanta genti pari propriu pazza.

 

Un medicu ch’è sempri assai ‘mpignatu

‘nzigna li curi anchi strati strati,

‘na vota d’un pazienti fu chiamatu

ca li supposti li vulia canciati.


 

Si chiamanu  l’amici e anchi li ziti,

li nori, li cugnati, soru o frati,

ma in certi casi un mancanu li liti,

pirchì li costi sunnu assai salati.

 

A voti lu signali è disturbatu 

‘nta zoni ca nun captanu l’ondi,

e quarchidunu comu un dispiratu

pi sèntiri si metti a culu a ponti.

 

Stu simplici gingillu fa smaniari,

fa divintari stoliti e nirbusi,

fa ‘ncretiniri si un si sapi usari

perciò è megliu nun ni fari abusi.

 

Ma un meritu ci l’avi sta invenzioni,

ca cu è luntanu si senti vicinu,

e siddu  po’  riuniri li Nazioni, 

sia benvenutu lu telefoninu.

 

 


                IL NOME DEL BEBE’

 (in italiano-siculo-maccheronico-scherzoso)

 

Son confuso e sfirnisciato

perché aspetto un bel bebè,

tanti nomi ho già trovato,

tutti belli, ma ahimè !

 

Cci ‘nn’è tanti in abbondanza,

corti, lunghi ed abbelluti,

personaggi d’importanza

ed artisti canosciuti.

 

Ma che nome devo dare

non lo saccio a stu bambino,

devo ancora assai pensare

per trovarne uno carino.

 

Un bel nome a piacere

al bebè dobbiamo dare

e li nonni hannu a d’avere

la bontà di perdonare.

 

Se è maschietto ci mettiamo:

Alessandro o Federico,

Eustachio o Bastiano,

Serafino o Ulderico.

 

Mariano o Pasqualino,

Giuliano o anche Marcello,

vasinnò c’è Agostino

e Turiddu è pure bello.

Penso pure Carlo o Gino,

Marco, Aldo, Benedetto,

penso sempre di contino

ma non sò come ci metto.

           

E se viene una bambina ?

anche qui c’è da pensare,

ci mettiamo Paolina ?

o Lulù, che te ne pare ?

 

Son graziosi: Antonella,

Daniela e Loredana,

Sandra, Lisa, Isabella,

Mariuccia e Tiziana.

 

Forse è meglio assai Teresa ?

Genoveffa o Fulippina ?

o un nome di marchesa

Anna, Carla o Carolina.

 

Ci dobbiamo un po’ pensare

prima ancor del lieto evento,

quale nome dobbiam dare,

ce ne sono più di cento.

 

Qual sarà non si può dire,

perché ci ‘nni sono un puzzo,

vuoi veder che và a finire

che ce lo mettiamo a muzzo ?

_______________________________________________

Scritta il 20-5-1974, nell’attesa della nascita di Alessandro

che poi è nato ad Agrigento  il 19-7-1974.


 

           LA CURSA DI LI POLITICI

 

Vi raccuntu sta fattata, c’appi ‘nsonnu sta nuttata,

 succidì ‘na cosa strana a la pulitica italiana.

Chistu nostru Prisidenti ch’è assai amatu di li genti

tanti “seggi” voli dari,  a cu sapi pilotari.

Ed allura ha organizzatu un Rally assai studiatu,

cu automobili d’annata, di qualsiasi cilindrata.

Foru tanti li ‘nvitati: Sinatura e Diputati,

Forza Italia e CCD, Lega, Ulivu e PPI.

 

Riformisti e Ambientalisti, Socialisti e Comunisti,

Allianza Nazionali e Muvimenti Culturali.

Foru tanti l’iscrizioni, si lincheru tri registri

e li premi misi in paliu eranu posti di Ministri

Facci noti e facci ignoti, tutti cu ‘na quattruroti,

Prodi, Piccoli, Casini, , Bobu Craxi e anchi Fini.

Berlinguer e puru Scotti, Buttiglioni e Andreotti,

c’è Lattanziu e Mattarella, Viscu, Flick e anchi Mastella.

 

C’è D’Alema, c’è Veltroni, Gava, Russu e Berlusconi,

e agguerriti su la Jotti, Bossi, Sgarbi e Bertinotti.

Rosy Bindi e anchi  l’Agnelli  ca si cridinu du stelli

e c’è anchi la Jervolinu cu ‘na vecchia Topolinu .

La partenza è già fissata, si fa “Sciacca – Cammarata” ,

cchiù di centu candidati sunnu pronti e sistimati.

Ci sù mezzi assai svariati, tanti tipi di mutura

e sù tutti ‘ntinziunati d’arrivari vincitura.

 

Forza ! già è arrivata l’ura ! Azegliu Ciampi dà lu “Via”,

la partenza fa paura ‘mmezzu a tanta vucciria.

Sfreccia ‘ntesta Berlusconi ca sorpassa a Buttiglioni,

ma d’appressu c’è D’Alema cu ‘na vecchia Lancia Thema.

Cu ‘na Turbu-Maserati sgumma e parti Cofferati;

la Pivetti è fori fasi, ca la marcia …nun ci trasi !

Cu ‘na Ibiza scassatizza segui a rota anchi Larizza,

tallunatu di D’Antoni, di Mancini e di Veltroni.

‘Nta ‘na tinta Caccavella s’intravidi anchi Pannella,

ma è a digiunu lu mischinu e finisci ‘nta un tombinu.

Granni rombi di mutura ca la cursa è troppu dura,

‘nta ‘na curva scatta Dini, ma l’acchiappa prestu Fini.

 

A un secondu c’è Andreotti ed a trì c’è Bertinotti,

dietru a iddi arranca Amatu ca lu cambiu ha già scassatu.

Sbuffa e suda Umbertu Bossi ca nun vidi scaffi e fossi

e mentri grida “secessioni” sbanda e rumpi li co...roni !

Cu ‘na Golf di quinta manu puru c’è Napolitanu

ca ‘nseguitu di Mastella, rumpi: sterzu, coppa e biella ! 

e l’onorevuli Cossutta cu Andreatta si la scutta ,

po ci duna un’affunciuni e lu etta ‘nta un vadduni.

 

Cu ‘na Porsci maggiurata passa Prodi di vulata,

e La Loggia assai gagliardu: - “’Nni videmu a lu traguardu ! “

Sgarbi arresta distaccatu, và sbraitannu ed’è ‘ncazzatu,

mentri Bosu insurta a Migliu, a Maroni e a Scognamigliu.

Sciddricatu ‘nta la seggia c’è Casini ca scurreggia,

si rassegna a la scunfitta ca ci sfiata la marmitta.

Gaiu e allegru comu un gaddu puru c’è Mangiacavaddu

ca cu rabbia e tanta bili scanza a Bosu e a Barrili.

 

De Lorenzu traballannu si dispera e và sbraitannu,

pirchì cciavi mancu a un metru ad Antoniu Di Pietru.

Bassanini si cuntorci ca finì ‘mmezzu a li porci

e ad un trattu cu si vidi ? Dilibertu ca cci arridi.

 

 

Peppi Ruvulu chi canta, curri forti e nun si scanta  !

e cu ‘na Ford vecchiu modellu, scansa Alfanu e Marinellu,

e Manzullu si la spassa ca a Cirami lu sorpassa,

mentri Orlandu Leoluca si va ghetta ‘nta ‘na buca.

L’onorevuli De Mita cu ‘na Opel purrita

ci taglià la strata a Biondi ca finì sutta ad’un ponti.

Di Donatu risulutu piglia a Sgarbi pi curnutu

ca dicisu a surpassari lu fa quasi accapputtari.

 

Lu cronista a chistu puntu, fa un veloci riassuntu :

“Berlusconi cerca lodi e distacca a Fini e a Prodi”.

e D’Alema tra li scaffi già si licca li sò baffi,

sempri prontu a fari a botti cu Cossutta e Bertinotti.

Silviu aumenta l’andatura ca la gara è troppu dura,

si nun funni lu muturi po’ arrivari vincituri.

Ma ‘nta un trattu a saliscendi ci fù un tragicu incidenti,

Giovannardi frena a un bottu e finisci a quarantottu.

 

Tanti machini scassati sunnu prestu ammunziddati,

occhi, funci e denti rutti, si struppiaru quasi tutti.

Tra li gammi di Bisaglia c’è la crozza di Tremaglia

e ‘ncastratu cu Biondi c’è Rutelli a culu a ponti.

Etta vuci ‘nta un ruvettu scunucchiatu Achilli Occhettu

e feriti e insanguinati: Segni, Scotti e Cofferati.

Chi spaventu ! Chi ruvina ! ci fù ‘na carnificina,

Diputati ‘nta lu sfasciu,  Sinatura a catafasciu !”

 

E la situazioni è chista, ci ‘nn’è deci ancora in pista,

ed ognunu cerca gloria, pi passari po’ a la storia.

Ma tra guasti e sorti amara sempri menu ci ‘nn’è in gara,

c’è cu spacca la tistata e cu si ferma ‘ntra muntata.


 

‘Mmezzu a chistu gran scenariu Berlusconi è sulitariu

vinci e subitu festeggia e và in cerca di la seggia ;

Ma la giuria dà lu verdettu ca iddu in gara fù scorrettu,

pirchì Bossi l’ha ammuttatu e  perciò è squalificatu.

Fù dicisu lu rinviu ca finì tuttu a schifiu,

nun c’è mancu un candidatu ca lu premiu ha miritatu.

Mi svigliavu a matinata cun la menti un po’ agitata,

pi stu sonnu curiusu mi sintia tuttu cunfusu.

 

Ma chi granni “tollallera !” si sta cursa era vera,

sinatura e diputati:  orbi, ciunchi e struppiati !

 Chistu fattu pi un mumentu ‘nni lu duna un ‘nsignamentu,

ca cu voli cumannari, futti amici e anchi cumpari.

Ci sù furbi ed anchi onesti, ambiziusi e “manulesti”,

c’è cu lotta pi li genti e cu nun ci ‘mporta nenti.

E finisciu cari amici cu stu mottu ca ‘nni dici:

-chista genti è propriu egregia, ma la sciarra è pi la seggia!    

 


 

                       LA PARTITA DI PALLUNI

          (Monologo burlesco  sulla violenza negli stadi )

 

Lu sapiti amici cari com’è fatta ‘na partita ?

c’è ‘na palla e anchi dù riti, ci sù sulu li mariti.

Vintidù sù jucatura, bassa e alta livatura

ca sù sempri fasturnati e scattianu pidati.

 

Pidatuna a lu palluni, o in mancanza a li stincuni,

cazzuttuna, gumitati, sù diavuli ‘ncazzati !

 

Lu portieri è misu in porta e quasi nenti ci ‘nni ‘mporta,

ma s’arriva lu palluni, curri comu un gnucculuni,

po’ si metti addinucchiuni e và circannu a gammaruni;

si la palla trasi in golli, quasi perdi li cuntrolli

e si mangia li midolli !

 

Po’ la fudda di tifusi sunnu sempri prisuntusi,

si si vinci - siti bravi - si si perdi - siti scecchi

e tutti l’arbitri sù becchi !

Palla a centru, milli vuci, pi cu perdi è ‘na gran cruci !

c’è cu ‘nserta, c’è cu sbaglia,

è assai dura la battaglia.

 

Quarchidunu pari pazzu,

palla a pedi parti a razzu,

quantu sterru e pruvulazzu,

pari propriu un quarquarazzu !

 

E la fudda si dispera

ed incìta cu primura li sfiancati jucatura:


 

Rumpi l’ossa a ddu cutugnu !

‘nta li naschi, dacci un pugnu !

ca si oggi nun vincemu, di lu campu un ni ‘nni emu

e a sazizza vi faremu !

 

‘Nfuria forti la guirriglia,

ma chi granni parapiglia,

dintra campu, fora campu,

cchiù tirruri di lu lampu !

 

C’è cu abbusca, c’è cu duna:

pidatuna, cazzuttuna, sputazzati e ammuttuna;

e ‘nta un puntu di tribuna

c’è cu spara li mascuna.

Po’ all’arbitru palori :

     - Curnutazzu, ‘ncompetenti,

ti lassamu senza denti !

gran fitusu e gilataru, l’avvirsari t’accattaru,

stai attentu ca tu mori

s’un ni duni lu rigori .

 

Forza azzurri, forza gialli, 

forza virdi, russi e bianchi,

mi pariti tutti stanchi, ma muvitili sti scianchi !

Abbattiti sti scicuna cu la forza di liuna !

E ‘nfilatili sti palli, nun faciti li sciacalli,

ca davveru ‘nni ‘ncazzamu e a pitrati vi pigliamu

e li sordi chi vi damu li vulemu riturnati, 

pirchì sù...sordi appizzati !

 

Cu lu golli ha signatu ‘nta li spaddi è carricatu,

è ludatu ed’è vasatu, comu eroi fistiggiatu.

Ma la gloria dura pocu ca continua lu jocu.

E continua lu duellu,

cu è ca perdi fa un macellu !

ci sù testi a pinnuluni,

e qualcunu sta all’agnuni

ma cafudda al’ammucciuni.

Quarchi mussu è ammaccatu,

quarchi pedi struppiatu

e quarchi culu sguaddaratu !

 

Cu sta fermu e nun cafudda

avi ‘nfusca la midudda.

Quannu l’arbitru frisca la fini,

parinu tutti parenti e cuscini,

ca spissu li vrigogni sù scurdati

fin quannu si mantennu limitati.

Ed iu ogni tantu vaiu a la partita,

pi scurdari li vrigogni...di la vita !

 

____________________________________________  

Il brano è stato inserito nella 6^ Puntata del programma

radiofonico “Sicilia canta, Sicilia frana”, andata in onda

da Radio Torre Ribera il 22-1-1978.

 
 

MURMURIU GINIRALI

(Questo brano cabarettistico è stato eseguito per la prima volta il 3/4/1977 a Radio Torre Ribera,

nella nona delle 25 trasmissioni settimanali, effettuate dal Gruppo di Folk-Cabaret “Sicilia Canta, Sicilia Frana”,

 che successivamente, per circa dieci anni, ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia nei numerosi spettacoli

che ha portato in giro per la Sicilia ed anche in Germania tra i connazionali emigrati.

La parte scritta in corsivo veniva recitata e la rimanente cantata.

Successivamente il lungo pezzo di cabaret, notevolmente ridimensionato e rielaborato negli arrangiamenti,

  stato  anche  inserito nel  Disco  a 33  giri  e  nelle  musicassette dell’Album “Sicilia Canta, Sicilia Frana”,

finanziato dalla emittente locale Radio Torre Ribera e che ha riscontrato un notevole successo

a Ribera e all’estero tra gli emigrati).

 

- Oggi un c’è nuddu ca è cuntentu, tutti hannu guai ogni mumentu,

l’arma si dànnanu, corli si pìglianu e di cuntinu si murmurianu.

E’  un murmuriu ginirali !

Si murmuria lu putiaru

ca li clienti lu ruvinaru,

vinni a cambiali, vinni a cridenza,

dici ca è forti la cuncurrenza.

- Vuliti un cunsigliu di unu scompetenti ? chiuditi putia !

Si murmurianu ddi ‘mpiegati

ca sù burocrati strapagati,

iddi vulissiru sempri aumenti,

di cu un travaglia un ci ‘mporta nenti.

- E comu li fannu difficili li cosi…si nun si ci portanu li panarati !

 

 

 

 

Qualcunu dici : - chi malasorti !

pirchì nun sunnu cchiassà li morti,

cussì pò fari li furnituri :

musica, cascia, carrozza e sciuri.

- Vatri atà pinsari sulu a mòriri,

ca a lu restu c’è cu ci pensa !

 

Si  murmuria lu muraturi,

li novi liggi sù propriu duri

e cchiù abusivu un pò travagliari

ca c’è piriculu di ‘ncagliari.

- Facemu li progetti signuri mei !

ca li cosi nivuri addivintaru !

 

Si murmuria l’agriculturi,

picca guadagna e cu suduri,

vinni la frutta a centu liri

ma a la putia è a milli liri .

- Ci voli controllo! Controllo signori miei !

Signor capo guardia controllo !

 

Li macillara sù puru beddi,

vinninu:  carni, ossa e vudeddi,

anchi salami, anchi prosciuttu

e murtatella, pancetta e struttu.

- Tutti beddi sù, un ci abbasta vinniri sulu carni,

a n’atri quattru jorna puru la frutta vivvinu !

 

Tanti barristi sù ‘nta li guai

ca lu cafè sempri crisci assai

e tanti genti pi sparagnari

di la muglieri lu fannu fari.

- Accuntintamuni di chiss’acqua nivura…lavatura pari !


 

Si murmurianu li duttura,

ma nun la ‘nsertanu mai la cura,

hannu la clinica e lu spitali

e sempri aumentanu lu capitali !

- Un sannu cchiù unni mèttili li sordi,

appena ti toccanu lu puzu, vintimila liri !

 

Si murmurianu li benzinara

ca la benzina è troppu cara

e tanti e tanti pi sparagnari

cu chidda agricula stannu a girari.

- E d’accussì campanu li meccanici,

pirchì tutti scassanu li mutura !

 

Si murmurianu tanti genti

ca la buticchi un ci frutta nenti,

ma si unu trasi nuddu lu sarva,

ci fannu: sciampu, capiddi e varba .

- Però c’è di bonu ca vinninu capi esclusivi!

Quann’è di turnu si murmuria

anchi lu medicu via via,

si li malati và a visitari

s’inchi la borsa cu li dinari !

- Un sannu cchiù unni mèttili li sordi !

Si murmurianu li scarpara,

fannu capiri ca la peddi è cara

e tanti scarpi di deci mila

po’ si li vinninu a trentamila.

- Sordi assà…e caddi pi tutti!


 

Cu vinni dischi è ‘nta lu ‘nfernu

ca nun li smercia e stannu ammuffennu,

li radiu libiri sù in aumentu

e li trasmettinu ogni mumentu.

- Ci vulia la radiu libera, eccomu ci vulia !

Si murmuria lu noleggiaturi

ca tutti cciannu l’autovetturi,

cchiù nun lu chiamanu e ogni tantu

porta curuni a lu campusantu.

- Vidi ad esempiu ‘mpari Ninu e ‘mpari Peppi !

Si murmuria lu mulinaru

ca lu furmentu l’accatta caru,

vinni:  caniglia, farina e pasta,

guadagna bonu ma mai ci abbasta.

- Unn’hannu cchiù sapuri li cavatuna !

Chiddi ca hannu la farmacia

la trasfurmaru tutti a putia,

vinninu tuttu, nenti ci manca,

ma si lamentanu ca assai si stanca.

- Vinninu: scarpi, giocattuli, libra…

sulu li zappatrici ci mancanu !

 

Si murmuria Patri Agustinu,

dici ch’è strittu lu sò villinu,

pi farisinni unu cchiù granni

và scrocca sordi di tanti banni.

- Và dicennu ca serbinu

pi dari ‘na sistimata all’artaru maggiuri!

 


 

Si murmurianu: li varbera,

l’orologiaia e li furnara,

l’industriala, l’appartatura,

li fallignami e li nutara.

- Ma propriu tutti si murmurianu ?

Ma mancu unu ‘nti sta terra ci ‘nn’è cuntentu ?

 

Si murmurianu tutti quanti,

poviri, ricchi e anchi li santi,

s’aviti guai ascutati a mia,

pigliativilla cu alligria.

- Iu dicu ca quarcunu  nun s’avissi a murmuriari… purtroppu c’è !

Anchi lu Sinnacu si murmuria,

tanti prugetti sù via via,

quanti sulleciti e caminati

prima di vìdili finanziati.

- Ma finemula cu sta burocrazia,

puru cu lu capu di lu paisi vi mittiti ?

 

Ma ora ccà vi vogliu citari

cu è ca unn’avissi mancu a parlari,

anchi si fannu sordi a palati

nun sù mai sazi sti sbriugnati.

- C’avissiru a diri chiddi ca a palati

un ponnu aviri mancu pali di ficudinnia ?

 

Si si finanzia quarchi prugettu

zoccu succedi è prestu dettu,

tanti pirsuni cciannà manciari

e li travagli un si ponnu fari.

- Viditi ad esempiu

chiddu chi successi ‘nti la Valli di lu Belici !

 

L’Italia oggi è mezza distrutta,

quarchi Ministru dici: - ch’è brutta !

ma si ci scappa la bustarella

dici ca in fondu l’Italia è bella .

- Anchi la Svizzera è bella…Pi cu ci porta li miliardi !

Gui, Tanassi e Marianu

si murmurianu pianu pianu,

si dici ca appiru tanti ccecchi

di ‘na gran fabbrica d’apparecchi.

- Sulu quarchi miliardu, p’accattarisi li sicarri !

Si murmuria anchi lu Guvernu

ca lu bilanciu è ‘nta lu ‘nfernu

e pi frinari la granni crisi

c’è ‘na stangata ogni tri misi .

- A furia di stangati avemu la crozza vozzura vozzura !

L’industriala e appartatura

ca pi liccari sù prufissura,

cu la pulitica ci sannu fari,

mancianu iddi e fannu manciari.

- Cu mancia mancia…anzi, cu licca licca !

 

Cu quali facci sti sbriugnati

sù sempri mali accuntintati,

iu li mannassi tutti a spitrari

cussì finissiru d’arragliari!

Iu li mannassi tutti a spitrari

cussì finissiru d’arragliari!


 

                                L’ALLUVIONI

(Fatto realmente accadutomi  a Porto Empedocle il 27-9-1971 durante una violenta inondazione

che ha creato notevoli danni in tutto il territorio agrigentino ed anche in altre parti della Sicilia).

 

‘Nta lu misi di sittemmiru, ‘nti lu jornu vintisetti,

li mè grana di stipendiu nun lincheru li sacchetti.

Ci fù ‘na putenti acqua ca durà cchiù di deci uri

e iu dintra la mè machina mi pigliavu un gran tirruri.

 

E lu celu di ddu jornu era scuru e annivulatu

e tuttu l’agrigentinu ‘nni ristò paralizzatu.

A li dudici e tanticchia cumincià a sdrivacari

miliardi di vutti d’acqua ca furmaru un granni mari.

 

Iu cu curaggiu ‘ntrepitu, a la fini di lu travagliu

cravacavu all’automobili e partivu..... ma fù un sbagliu.

E partivu di Giurgenti dirigennumi a Rivela,

‘mmezzu a lavinara e fangu mi paria ‘na varca a vela.

 

Tutta l’acqua chi cadiva la visuali m’attuppava

e la machina curriva, ma pariva ca natava;

chista strata assammarata ora acchiana, ora scinni,

l’automobili vulava senza ali e senza pinni.

 

E po’ quannu iu passavu la burgata Villaseta,

un gran lagu ci truvavu, ‘na puzzangara cumpleta;

ci ristavu ‘mpantanatu, ‘mmezzu all’acqua gata gata,

lu muturi s’astutava, maliditta sorti ingrata.

 


 

‘Nta stu puntu ‘na cascata di li terri ci scinnìva,

lu livellu di ddu mari cu spaventu s’aggativa.

Mi scantavu ‘nta ddu ‘nfernu, l’occhi ‘ntunnu mi giravu

e spiravu ca scampassi e a menti mè prigavu.

 

Lampiava e truniava e già l’acqua pinitrava,

di dda nintra appi a scappari pi un mi fari trascinari.

Cchiù d’un metru era l’acqua ma lu stessu iu niscivu

e ‘nta un chioscu di benzina comu un pisci mi ‘nni ivu.

 

Mi spugliavu di li robbi, ch’era comu un puddicinu

e ristavu in canottiera pi dù uri di cuntinu;

po’ un giubbottu mi pristaru e iu mi ci quatalavu

e po’ li documenti a pigliari iu riturnavu.

 

L’automobili annigata iu la vitti trascinari

e lu cori m’abballava nun putennula salvari.

Menu mali ca ‘na  rama di ‘na mennula arrivava

e la furia di l’acqua ‘nti ddu puntu rallintava.

 

Iu ristavu abbannunatu ‘mmezzu a tanti atri genti,

mentri era già scuratu, ma scampava lentamenti.

Pi furtuna finalmenti, doppu ‘na grannuliata

la chiuvuta si firmava e fici ‘na gran suspirata.

 

L’atomobili ristava ‘ntra lu fangu ‘mpantanata,

mentri iu già pinsava unni passari la nuttata.

Poi cchiù tranquillizzatu fangu fangu mi ‘nni ivu,

tuttu grasciu e alluvionatu ‘nta un hotel iu trasivu.

 


 

Dda passavu la nuttata tuttu lordu e scuminatu

ma a prima matinata chiesi d’essiri aiutatu.

Fu la machina spustata, china di ristuccia e rina,

mi custà ‘na gran spisata pi purtalla comu prima.

 

Mi ‘nni ivu a Rivela cu un camiu di trasporti

e aiutavu lu camiunista a scarricari lanni e sporti.

Quannu mi vitti la zita, iu ci parsi un vagabunnu,

chinu d’acqua, fangu e crita, di la testa fina ‘nfunnu.

 

Ci cuntavu la fattata ca passavu alluviunatu,

mi truvavu ‘dda nuttata peggiu d’un tirrimutatu.

Li mè sordi di stipendiu comu ventu si ‘nni eru,

pi sgrasciarimi la machina quasi tutti mi fineru.

 

E pagavu: officini, elettrauti e lavaggisti,

lattunera, albirgaturi, putiara e farmacisti.

Però iu nun mi lamentu ca mi parsi d’attruvari

’n’automobili pirduta e vi lu vozi raccuntari.

 

________________

(scritta il 4-10-1971)


 

                                 L’OMU ‘NCINTU

(Ogni riferimento a fatti o situazioni simili o realmente accaduti è da considerare assolutamente casuale.

Il brano, scritto nel 1977 è stato recitato nella 1^ puntata- della 2^serie del programma cabarettistico

“Sicilia canta,Sicilia frana”,  in onda su Radio Torre Ribera il 18/12/’77, curato dall’omonimo

Gruppo i cui componenti  erano: Giuseppe Nicola Ciliberto (Autore di testi e mandolinista),

Vincenzo Argento (canto e recita), Vincenzo Ruvolo (canto e recita), Giuseppe Smeraglia

(chitarrista) e Paolo Bono (solista di friscaletto di canna).

 

 

 

Vi raccuntu  ‘na fattata,  cosa di rincretiniri,

attisativi l’aricchi pi chiddu ca vogliu diri.

Semu già ‘nti lu dumila, ‘nnamu ‘ntisu boni e tinti,

ma un c’è nuddu c’ha sintutu, ca anchi l’omini sù ‘ncinti !

 

Carmi !  nun vi ‘mprissiunati,   ora veni lu cchiù bellu,

mi dispiaci sulamenti ca nun sugnu Pirandellu.

Lu sintivu frisculiari e ascutavu cu interessi,

ma ora vegnu a lu discursu e vi cuntu chi successi.

 

Un maritu, un fazzu nomu,  ma pirsuna assai liali

apprinnì di sò muglieri un ritardu mistruali;

preoccupatu lu mischinu ch’era patri di tri figli

a un valenti farmacista ci và chiedi li cunsigli.

 

Chiddu, granni sapiintuni, ch’ è anchi “chimicu e inventuri“

dici: - portami l’orina -  e ci ‘mpara anchi li curi.

Fa l’analisi e rivela: -  Risultatu pusitivu,

      tò muglieri aspetta un figliu, ca a dù botti lu scuprivu !

 

Dd’omu, un pocu scunsulatu,  cchiù sicuru vulia stari

e di un veru analista n’atra analisi fa fari.

Quannu leggi lu refertu, resta assai meravigliatu,

pirchì l’esitu sta vota negativu è risultatu.

 

Pi ‘na manu era cuntentu,  ma lu dubbiu lu rattrista,

e pi aviri cchiù cirtizza torna ‘nti lu farmacista.

Si riprova, si ritenta, n’atra analisi, un si scanza,

chiddu duna la risposta: - Tò muglieri è in gravidanza !

 

Porcu Giuda,  nesciu pazzu !  - si dispera lu mischinu –

cu sta storia và finisci ca cuminu un gran casinu !

Và ‘nti ‘n’atru analista e riprova novamenti,

la muglieri nunn’è ‘ncinta e si vidi chiaramenti.

 

Pi risolviri stu giallu ca la testa ci fumìa,

piscia dintra ‘na buttiglia e ritorna ‘nfarmacia.

- Sugnu ccà duttù  scusassi,  me muglieri è fasturnata,

voli prestu n’atra vota chista orina analizzata -

 

E lu “chimicu scenziatu” e pirsuna assai distinta,

fa l’analisi e  ribatti: - Sò muglieri è propriu ‘ncinta !

Si scatena ddu maritu: - Farabuttu iu ti scannu,

latru e sceccu ti dinunziu, ‘nta lu carzaru ti mannu !

 

Puru iu risultu ‘ncintu ?  ‘gnurantuni appatintatu !

era mè chidda pisciazza ca tu hai analizzatu !

E finisci a parapiglia sta gran farsa amici cari

raccumannu a tutti quanti di nun farivi ‘mbrugliari.

 

C’è cu è farsu e cu è cuscenti, c’è cu è saggiu e cu è ‘gnoranti,

di li pazzi stati attenti, ca purtroppu ci ‘nn’è tanti !

 


 

                   RIBERA E’ CHINA DI MUNNIZZA

(Poesia pubblicata dal settimanale MOMENTI DI VITA LOCALE di Ribera,  durante l’Estate del 1998.

Tra questo brano ed il precedente dal titolo “Unn’è lu spazzinu” sono trascorsi 20 anni, ma sembra che in materia

di “munnizza” le cose a Ribera non siano cambiate di molto).

 

Nun cantu amuri, gioia o alligrizzi,

nun cantu di Ribera la biddizza,

sta vota sugnu in vena di stranizzi

pirchì vogliu parlari di munnizza.

 

E’ un gran problema e tàciri nun pozzu

ca c’è munnizza puru ‘nti la Chiazza,

a Santa Tresa, a Borgu e a lu Cozzu

e in tutti li quartèra mai si spazza.

 

Janni cumanna a Vanni ca si sguazza,

ma Vanni a lu fituri nun ci ‘ntruzza,

a tutti fa ribrezzu la ramazza :

a Ciccu, a Pasquali e a Maruzza.

 

Certuni sù pigliati di canazza,

cu è stancu e cu avi l’ossa tozza tozza,

forsi sù picca e la fatica ammazza,

spiriamu ca la squatra si rinforza.

 

Prutestanu: zù Peppi e la gnà Annuzza,

a li turista lu pilu ci arrizza,

attornu a li biduna c’è gran puzza

e mai sta costa storta s’addirizza.

 

 

Cu vidi sta putenti fitintizza

li naschi si l’attuppa cu gran forza,

si piglia po’ di collira e di stizza,

torci la funcia e scoti assai la crozza.

C’è erba in tanti strati e in tanti spazi:

Macellu, Stazioni e anchi a li Rizzi,

stirpagli tutt’attornu a li palazzi

cu tanti insetti ‘mmezzu a li schifizzi.

 

‘Nnarrè la Villa è natu un locu sozzu,

è abbannunatu e vistu cu disprezzu,

di stari mutu ancora cchiù nun pozzu

pirchì ‘nveci di zagara c’è lezzu.

 

La spiaggia a Siccagranni, chi schifizza !

La genti avi ragiuni si si ‘ncazza,

sacchetti, lanni e scatuli di pizza

ed a lu sciumi: seggi e matarazza.

 

E’ veru! ci ‘nn’è assà di genti rozza

ca nun la sapi usari la manuzza,

pi chissi ci vulissi ‘na tinozza

pi farici un lavaggiu a la cucuzza.

 

Intantu lu paisi è ‘nti la fezza

mentri lu fiscu a tassi ‘nn’amminazza,

s’avà pagari sempri cu pruntezza

pi ìnchiri a lu Statu la visazza.

 

Oh Sinnacu e Assissura st’indirizzu

s’avà cangiari ca tutti sù sazi,

livati la munnizza e anch’iu v’apprizzu

e li cittadini vi dirannu: - grazii .


 

        A.A.A. :  SINNACU  “SALVATURI”  CERCASI

 

Ma quantu ‘nnamu avutu

di sinnachi a Ribera !

di varia estrazioni,

di varia bannèra.

Di la democrazia,

o di li comunisti,

di destra, di sinistra

e anchi socialisti.

Ognunu assai cummintu

di cunquistari gloria,

e forsi, anchi illusu

di passari a la storia.

Però è risaputu, la virità è chissa:

a natri rivilisi, ‘nni piglianu pi fissa.

Ognunu d’iddi ha dittu:

<< Vi giuru avanti a Diu,

ca chiddu ca un s’ha fattu

ora lu fazzu iu !!! >>

Ricordu lu sissanta,

l’ottanta o lu novanta,

ca acqua sutta ‘i ponti

nun ci ‘nn’ha statu tanta.

E natri puvurazzi,

sempri li stamu a crìdiri,

nun ‘nni piaci chianciri,

e la pigliamu a rìdiri.

Finisciu cu stu mònitu

a sinnachi e assissuri :

          “ Ribera ancora aspetta

lu veru “Salvaturi” !


 

 

 

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