Francesco Virzì
Francesco Virzì era nato a Sciacca, nel lontano 13 ottobre del 1894 e nel 1925 si era stabilito a Ribera, sposando la riberese Teresa Trizzino.
Fin da subito è stato scelto dal Comitato della Festa di San Giuseppe per interpretare il personaggio, padre putativo di Gesù, il santo falegname Giuseppe,
che con la sposa Maria e dodici ragazzi come apostoli ogni anno faceva le tradizionali visite agli "Altari".
Da allora e fino alla sua morte avvenuta il 18 maggio del 1975 è sempre stato lui il San Giuseppe, che girava il paese alla ricerca di un alloggio per la notte.
L'ultima sua apparizione pubblica con la Sacra Famiglia risale al 19 marzo del 1975 due mesi prima della morte.
ALCUNE FOTO DI FRANCESCO VIRZI' detto per 50 anni, il "SAN GIUSEPPE DI RIBERA",
durante le visite agli altari, riprese in anni diversi tra il 1925 e il 1975.
(Non è stato possibile risalire ai nomi di tutte le persone presenti nelle foto)
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Francesco Virzì è rimasto nel ricordo di tutti a Ribera, per avere interpretato e impersonato per parecchi anni, San Giuseppe, che durante la Festa che si tiene ogni anno, faceva il giro degli altari, accompagnato dalla Madonna e da 12 "virgineddi" che solitamente erano scelti tra i più bisognosi. Durante le visite ai "funnaci" in cerca di ospitalità per la notte, la Sacra Famiglia era sempre seguita da stuoli di fedeli e di curiosi che ad ogni tavolata che apriva le porte, avevano la possibilità di assaggiare le numerose pietanze preparate per l'occasione.
(Si riporta qualche brano tratto dal link "FESTE POPOLARI/ "FESTA DI SAN GIUSEPPE",
su questo stesso sito, dove si possono trovare tante altre notizie e foto sulla Festa)
E' una antichissima tradizione, che è bene non far morire, ed anzi, con il patrocinio delle istituzioni, occorrerebbe stimolare sempre di più la gente, dando loro possibilmente, anche un aiuto economico.
Una cinquantina di anni fa questi bellissimi addobbi venivano realizzati in magazzini chiamati "funnaci" che durante la mattinata, prima dell'arrivo del Gruppo di pellegrini, venivano chiusi dal di dentro dai rispettivi proprietari.
Il momento di maggiore interesse era sempre l'arrivo di San Giuseppe, seguito dalla Madonna seduta su un asinello, con il Bambino in braccio e i 12 Apostoli impersonati da ragazzi, scelti tra i più bisognosi e comunemente chiamati "li virgineddi".
A questo punto, dietro alla porta trovata chiusa, San Giuseppe, che fino agli anni '60 veniva sempre impersonato da Francesco Virzì, detto bonariamente "Ciciu allustra", bussava con il suo lungo bastone adornato di fiori e pronunciava le seguenti parole (che venivano recitate per tre volte):
San Giuseppe: "Patruni di 'stu funnacu, semu 'na pocu di passaggeri, venuti di l'Egittu,
stanchi di tanta via, morti di fami e di siti. Ci 'nn'è alloggiu pi sta sira? "
Ogni volta il padrone di casa sbatteva la porta dicendo: Nun c'è alloggiu pi vui !
Alla terza volta seguivano queste commosse parole :
San Giuseppe (rivolto a Maria): Maria come farò !
Maria: Giuseppe, combattemolo ssu sdegnu, vidi ca pi nui alloggiu nunn'hannu !
San Giuseppe: Vedi Maria, sono rifiutato anche dai miei parenti.
Maria: Andiamo Giuseppe perchè si è fatto tardi. Tu cammini avanti che io vengo appressu, che le preggi 'nni li livassi una grutta, chiamassi una voce al salvatore chi 'nni mandassi un poco di lustru !
San Giuseppe: Viva lu Patriarca di San Giuseppi !
Il padrone o la padrona, dapprima fingevano di non sentire, ma dopo un pò la porta veniva aperta e si negava la richiesta ospitalità. San Giuseppe, a questo punto, offeso ed amareggiato si rivolgeva, con grande delusione e tristezza, a Maria, al Figlio e agli Apostoli, dicendo, con evidente commozione:
San Giuseppe: "Muglieri, Figliu, Apostuli mei,
stasira unn'avemu rizzettu;
stasira 'nni tocca durmìri fora e morti di fami".
Ma prima che la Sacra Famiglia con "li dudici virgineddi" andassero via amareggiati, i proprietari di "lu funnacu", mossi a pietà, spalancavano la porta, mettendo a disposizione tutto quanto era stato preparato per l'occasione.