Vincenzo Navarro

(A cura di Giuseppe Nicola Ciliberto)

 

Medico e valente letterato, nacque a Ribera il 22 giugno 1800, da Emanuele e Domenica Turano, agiata famiglia del tempo e morto a Sambuca Zabutt (Sambuca di sicilia) il 5 agosto 1867.  È considerato, per la nostra città, uno dei suoi figli piu' illustri.

 

A causa delle sue precarie condizioni di salute, trascorse il periodo della fanciullezza, costretto a soggiornare in vari paesi vicini a Ribera, come Sciacca, Caltabellotta e Burgio. Compì i suoi studi prima a Girgenti (oggi  Agrigento) ed in seguito a Palermo, dove ha conseguito la laurea in medicina.

 

Non ancora ventenne diede alle stampe due volumetti di poesie, ove traspariva tutto il suo sentimento e la sua grande voglia di comunicare.

 

 

Così lo descriveva il biografo Marco Imbornone <<Riccio il crine, gli occhi e le labbra all'unisono di un sorriso soffuso d'incanto, vago spontaneo della persona, e per memoria, l'asso della scuola  >>.

 

Di ideali fortemente patriottici e di animo buono e sensibile era molto stimato a Ribera e nei dintorni, ed era nel contempo, apprezzato per la sua preparazione medica, che gli permetteva di ottenere guarigioni ritenute sorprendenti e miracolose. Non mancavano pero' le persone che gli si mostravano ostili con maldicenze irriguardose, ma a queste sapeva sempre rispondere con una non comune cortesia e con tali nobili maniere che le mettevano presto a tacere. Ebbe anche delusioni ed amarezze, che spesso, lo portarono fuori di Ribera.

 

A Sciacca scrisse un carme sul Monte Kronio ed una tragedia tratta dal famoso “Caso di Sciacca”, intitolata “Giacomo Perollo”. Altre pubblicazioni che regalò alla cittadina termale, furono : “La Vergine del soccorso” ed un poemetto sul “Nuovo vulcano sottomarino”.

 

SAMBUCA DI SICILIA - La casa di Vincenzo Navarro, accanto alla Chiesa di San Giorgio.

(Disegno tratto dal libro "Vincenzo Navarro - Poesie Scelte" a cura di Tommaso Riggio - Ediz. 1967)

 

Sposatosi a Sambuca di Sicilia, continuò la sua attività letteraria, alternandola alla professione di medico. Scrisse inoltre, i “Primi idilli di caccia”, “I sepolcri della Villa Giulia” e “Giovanni da Procida”, ottenendo ampi consensi dalla critica del tempo.

Nel 1837 subì una grave disgrazia, con la morte di una figlioletta, a causa del colera, che da Palermo si era diffuso in parecchie zone della Sicilia.

Pubblicò le sue opere, scritte tra il 1844 e il 1859, nella città di Palermo, col titolo “Poesie e Prose del Dott. Vincenzo Navarro da Ribera”.

 

Tra settembre e ottobre del 1856, pubblicò il suo volume più conosciuto “Intorno a Ribera, Parole”, che costituiva, oltre ad una prima storia di Ribera sin dalle origini, anche una chiara denunzia sulle condizioni sanitarie ed economiche della cittadina.

Dallo stesso volume, si evince anche un chiaro tentativo di eliminare le risaie della Valle di Verdura, che erano causa di numerosi decessi, poiché provocavano la malaria.

 

Tale impegno, portato avanti per parecchi anni, alla fine è stato coronato da successo, in quanto, con il consenso delle masse popolari il Navarro è riuscito finalmente a farle scomparire, creando le premesse per altre più redditizie coltivazioni.

 

L’illustre nostro concittadino, munito dei conforti della famiglia e di numerosi amici, muore nella vicina Sambuca di Sicilia,5 agosto1867.     

  

 

Nota del sito: Nel mese di luglio 2009, tramite la richiesta di Filippo Giuffrida fatta a questo sito, il presente capitolo dedicato a Vincenzo Navarro è

stato inviato ed inserito in Wikipedia, l'enciclopedia libera, con opportuni adattamenti al testo. Si riporta nel riquadro sotto la biografia del nostro

illustre concittadino così come è stata impostata sul sito di Wikipedia. Sulle parole in azzurro si può cliccare per accedere ad altre informazioni.

 

Vincenzo Navarro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Vincenzo Navarro (Ribera, 22 giugno 1800 Sambuca di Sicilia, 5 agosto 1867) è stato un poeta italiano ed illustre personaggio siciliano.

 

Biografia [modifica]

Medico e valente letterato, nacque a Ribera il 22 giugno 1800, da Emanuele e Domenica Turano, agiata famiglia del tempo.

A causa delle sue precarie condizioni di salute, trascorse il periodo della fanciullezza, costretto a soggiornare in vari paesi vicini a Ribera, come Sciacca, Caltabellotta e Burgio. Compì i suoi studi prima a Girgenti (oggi Agrigento) ed in seguito a Palermo, dove ha conseguito la laurea in medicina.

Non ancora ventenne diede alle stampe due volumetti di poesie, dove traspariva tutto il suo sentimento e la sua grande voglia di comunicare.

Di ideali fortemente patriottici e di animo buono e sensibile era molto stimato a Ribera e nei dintorni, ed era nel contempo, apprezzato per la sua preparazione medica, che gli permetteva di ottenere guarigioni ritenute sorprendenti e miracolose. Non mancavano pero' le persone che gli si mostravano ostili con maldicenze irriguardose, ma a queste sapeva sempre rispondere con una non comune cortesia e con tali nobili maniere che le mettevano presto a tacere. Ebbe anche delusioni ed amarezze, che spesso, lo portarono fuori di Ribera.

A Sciacca scrisse un carme sul Monte Kronio ed una tragedia tratta dal famoso “Caso di Sciacca”, intitolata “Giacomo Perollo”. Altre pubblicazioni che regalò alla cittadina termale, furono : “La Vergine del soccorso” ed un poemetto sul “Nuovo vulcano sottomarino”.

Sposatosi a Sambuca di Sicilia, continuò la sua attività letteraria, alternandola alla professione di medico. Scrisse inoltre, i “Primi idilli di caccia”, “I sepolcri della Villa Giulia” e “Giovanni da Procida”, ottenendo ampi consensi dalla critica del tempo.

Nel 1837 subì una grave disgrazia, con la morte di una figlioletta, a causa del colera, che da Palermo si era diffuso in parecchie zone della Sicilia.

Pubblicò le sue opere, scritte tra il 1844 e il 1859, nella città di Palermo, col titolo “Poesie e Prose del Dott. Vincenzo Navarro da Ribera”.

Tra settembre e ottobre del 1856, pubblicò il suo volume più conosciuto “Intorno a Ribera, Parole”, che costituiva, oltre ad una prima storia di Ribera sin dalle origini, anche una chiara denunzia sulle condizioni sanitarie ed economiche della cittadina.

Dallo stesso volume, si evince anche un chiaro tentativo di eliminare le risaie della Valle di Verdura, che erano causa di numerosi decessi, poiché provocavano la malaria.

Tale impegno, portato avanti per parecchi anni, alla fine è stato coronato da successo, in quanto, con il consenso delle masse popolari il Navarro è riuscito finalmente a farle scomparire, creando le premesse per altre più redditizie coltivazioni.

Munito dei conforti della famiglia e di numerosi amici, muore a Sambuca di Sicilia il 5 agosto 1867.

 

 

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