Le logge (tende) di Seccagrande

negli anni '60

UN VIAGGIO

INDIETRO NEL TEMPO

Un fantastico excursus tra immagini

di vita popolare, storia, usi e costumi

del popolo siciliano,

e della gente di Ribera. 

(Le Foto riprodotte provengono dai visitatori del sito, da collezioni private, dal volume "Ribera ieri" di Enzo Minio, da  archivi fotografici personali, o sono tratte da siti Internet)

Con le didascalie e i commenti di  Giuseppe Nicola Ciliberto

Bagnanti a Seccagrande negli anni '60

 

 

  * Pagina in fase di riaggiornamento

 

 

"Il passato è bello per essere ricordato,

non per essere rivissuto"

(G.N.C.)

 

Una raccolta di immagini per raccontare, con fotografie e cartoline, una parte della nostra storia  e della nostra vita negli ultimi due secoli.
Un viaggio nel tempo, per il quale non dovremo fare alcuno sforzo di fantasia per ritrovarci proiettati nella realtà di una vita scomparsa, di angoli caratteristici, di mestieri antichi, di scuole, di aie, di posti che ricordiamo ancora con nostalgia e di tante curiosità quasi impensabili ai giorni nostri.

 

Un viaggio da sfogliare, nella realtà fissata da tanti scatti fotografici effettuati da appassionati, antenati e contemporanei che hanno immortalato momenti belli, momenti brutti, momenti esaltanti o importanti, modi di vivere di tanta gente, che ci ha tramandato un grande patrimonio non solo di immagini ma anche di cultura e di conoscenza.

Abbiamo scelto una presentazione non cronologica, nè tantomeno rigorosa ed esaustiva sotto tutti gli aspetti, ma solo dei significativi scatti, dei piccoli flash, per dare ai visitatori del sito la sensazione di una cadenza temporale, come valido aiuto nella reale immedesimazione nei vari momenti storico-culturali del nostro più recente passato.


Tranne alcune, le didascalie che illustrano le fotografie e le cartoline, contengono ove possibile, alcuni dati storici e qualche notizia utile per la conoscenza e la comprensione del tessuto urbano e umano, soprattutto della gente di Sicilia o dell'hinterland riberese.

Si consiglia ai visitatori di non fermarsi alla sola visione delle immagini, interessanti per quanto possano risultare, ma di dedicare anche, una lettura ai testi didascalici, necessariamente contenuti in poche righe, ma spero sufficienti quanto basta, da potervi cogliere i momenti salienti di un modo di vivere di un'epoca ormai  troppo lontana.

 

 

 

ANTICHE CARTOLINE DI RIBERA

 

La cartolina dei primi anni dello scorso secolo, mostra il Corso Umberto Primo, la Casa dello statista Francesco Crispi e il Palazzo Comunale. Risulta essere stata spedita da Ribera il 18 settembre 1931 da V.Bonifacio al pretore Carmelo Palermo a Trieste.

 

Cartolina degli anni '50 del secolo appena trascorso, interamente dedicata a Francesco Crispi. Oltre alla casa natale in alto, sono raffigurati la Villa Comunale con il busto bronzeo e con lo sfondo della Scuola elementare a lui dedicati. In basso a destra l'interno di una delle stanze appartenute alla sua famiglia, ma oggi non più esistente in quanto della casa sono rimasti solo i due muri esterni..

 

Tre significative e interessanti immagini che fanno la storia della Chiesa Madre che era stata restaurata nei primi anni del 1900. La cartolina era stata spedita al Colonnello Lo Cascio a Messina, il 26 dicembre 1917.

 

Questa cartolina risalente agli anni '60 è stata dedicata alla chiesa Madre. Il grande altare sullo sfondo, oggi non più esistente dopo i lavori di restauro conservativo degli anni '90, tutto realizzato in marmo, era stato donato alla chiesa dalla famiglia Parlapiano.

 

Cartolina con foto di G.Cordova, datata 1 maggio 1924 edita dalla tabaccheria Magazzù. Era stata inviata da Lillina Iaccarino Saieva nella città di Agrigento.

 

Altra cartolina in parte dedicata allo statista Francesco Crispi dove oltre alla sua foto è rappresentata anche la casa ubicata nel Corso Umberto Primo a Ribera. Risulta essere stata spedita ad Alfonso Argento di Agrigento il 14 gennaio 1938.

Cartolina degli anni '50 che rappresenta una composizione di beni monumentali di Ribera, edita dalla carto/libreria di Simone Palermo.

 

Un collage di immagini di Ribera in una cartolina degli anni '60, edita dalla cartolibreria di Simone Palermo.

 

Ribera - Un collage di tre foto della cittadina in una cartolina  spedita negli anni del primo dopoguerra, con un francobollo  dalla data illeggibile.

 

ALBUM RIBERESE

(Non sono stati inseriti i nomi delle persone nelle foto per dare la possibilità a chi vuole

di provare a riconoscere qualcuno. Si tratta di foto, di epoche diverse, tutte di riberesi)

 

Ribera: Una allegra scampagnata in un giardino di arance di contrada Torre.

Era il  lunedì di Pasqua del 1971

Ribera - Una numerosa scolaresca fotografata nello spiazzo

doverpoi è sorto lo Stadio Comunale.

Ribera, Anni '50 - Una processione

davanti al vecchio ospedale con Don Diego Tornambè

La banda del maestro Vincenzo Cinà negli anni '50      

Foto ricordo della famiglia Castelli

 

 

 

CARTOLINE D'EPOCA

 

CARTOLINA D'AMORE DAL FRONTE

CARTOLINA D'AMORE ETERNO

 

CHIAMATA ALLE ARMI

 

La FIAT "TOPOLINO"

Il 15 giugno 1936 viene messa in vendita la FIAT 500 A, poi soprannominata ''Topolino'': una vetturetta modesta per tecnica e prestazioni, il cui prezzo era di 8.900 lire: venti volte lo stipendio medio di un operaio specializzato e ben oltre le preventivate 5.000 lire.Tuttavia, la ''Topolino'' riuscirà ad ottenere un discreto successo, anche grazie alla "fame" di automobili degli Italiani. Infatti, nell'Italia del 1936 circolano solamente 222.000 automezzi per oltre 42 milioni di abitanti. Circa un veicolo ogni 200 persone. Un rapporto dieci volte inferiore a quello della Francia e quaranta volte inferiore a quello degli Stati Uniti nello stesso anno.
La produzione della ''500 Topolino'' continuò anche nel dopoguerra. Certo, se negli anni '30 il progetto "Topolino" era scarsamente innovativo, negli anni '50 era sicuramente superato.

 

La Targa Florio

Era considerata la corsa automobilistica più vecchia del mondo e consisteva in un circuito tra tortuose strade tra i monti e i paesini delle Madonie di lunghezza Km. 72 che veniva percorso 10 volte. Organizzata all’Automobile Club di Sicilia tra il 1912 ed il 1958, in complessive diciotto edizioni, per la sua anzianità, per il percorso estremamente vario ed impegnativo, è ricordato come una delle più importanti gare automobilistiche di velo­cità su strada svolta in Italia. Il percorso scelto fra le tortuose ed impervie strade dell’isola, giunse ad includere in alcune edizioni anche il Piccolo Circuito delle Madonie, ed il suo sviluppo non superò mai i 1080 km. Fu dopo il 1948 che raggiunse il massimo della popolarità, quando nel suo “Albo d’oro" si iscrissero nomi che hanno rappresentato il meglio dell’automobilismo sportivo come Biondetti, Marzotto, Villoresi, Taruffi, Collins e Gendebien. Anche il riberese Alfonso Vella aveva partecipato

a qualche edizione della Targa Florio oltre che al Giro di Sicilia.

 

La Vespa Piaggio

Erano gli anni duri della ricostruzione dell'Italia distrutta dalla 2^ Guerra Mondiale. C'erano solo macerie e miserie. I magnifici

aeroplani che la Piaggio fabbricava prima del conflitto, non

servivano più. Gli italiani avevano bisogno ora di muoversi, non più a piedi, ma l'automobile costava troppo e la motocicletta non era abbastanza pratica. Fu così che, grazie al desiderio di innovazione di Enrico Piaggio, Corradino Ascanio, ingegnere aeronautico "inventò" la mitica Vespa.

 

UNA SICILIA DA...RICORDARE

Una cartolina pubblicitaria della Sicilia ove vengono presentate alcune delle tante bellezze paesaggistiche e monumentali dell'isola oltre che ad alcuni prodotti della terra. E' stata prodotta nei primi decenni del secolo appena trascorso.

Una bella cartolina presenta il glorioso carretto siciliano, stracarico  di persone con lo sfondo del Monte Pellegrino e il porto di Palermo.

I carretti, utili all'uomo in mille lavori diversi sono rimasti in uso fino  agli inizi degli anni '60.

Oggi sono solo un nostalgico ricordo di tempi che sarà veramente difficile poter cancellare dalla memoria. 

I carretti siciliani, simbolo indiscusso della nostra bella terra di Sicilia, oggi vengono prodotti in miniature e venduti come souvenirs.

Uno dei mestieri più antichi ed umili in Sicilia è stato quello di venditore ambulante. Si vendeva di tutto: dalle stoffe, ai panieri, dalla frutta e verdura ai gelati, al pesce, agli articoli di merceria o alle bottiglie di marsala, vermut e bibite varie. La presente cartolina raffigura tre ragazzi venditori scope  e "muscalora" (antichi ventagli che servivano per accendere il fuoco),durante una pausa per consumare un piatto di spaghetti. Per la loro realizzazione veniva usata, e ancora si usa oggi, la cosiddetta palma nana, chiamata comunemente in dialetto, la "curina"  opportunamente preparata ed intrecciata.

 

I BAMBINI D'ALTRI TEMPI

(Foto selezionate da ricerche su internet, inserite a solo scopo conoscitivo dei costumi e delle ambientazioni degli anni passati.

Pertanto, non ritenendolo necessario, sono state volutamente eliminate le relative didascalie).

 

FOTO DI GRUPPO

(Immagini vita popolare siciliana dai primi anni del secolo scorso ai primissimi anni del 1950 - tratte da internet)

1956 - Prima Comunione

1947 - Una gita sul carretto

1952 - Tutti al mare

1948 - Foto ricordo della Prima Comunione

1960 - Ragazzi in colleggio

1935 - Una scolaresca in divisa fascista

1960 - Prima Comunione - foto ricordo

1940 - Sarti che lavorano all'aperto

1953 - Un gruppo di bambini

1962 - Una scolaresca

1942 - Passeggiando sul calessino

1957 - Un concerto in piazza di Maria Paris

 
 
 
 

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