Vari oggetti, ai quali i superstiziosi attribuiscono possibili poteri, sia di causare del male, che di liberare dal "malocchio". 

Sono molti i popoli della terra che credono alle magie o alle diavolerie delle fattucchiere e per proteggersi usano amuleti di ogni genere.

SUPERSTIZIONI

 

 

 

(Credenze comuni a molte popolazioni della terra,

fin dai tempi della preistoria)

 

 

 

Una immagine presa da Internet, che rappresenta uno stregone, al quale ancora molti popoli della terra si affidano per proteggersi.

***

 

Tra gli usi e costumi di un popolo, notevole importanza rivestono i comportamenti e le credenze, che hanno a che fare con l’arcano mondo delle superstizioni, dell’occulto, del malocchio, delle fatture, ecc. Analizzando marginalmente tale materia, sembrerebbe che non sia tanta la gente disposta a credere a tali fenomeni, che possono essere di buono o di cattivo auspicio. Ma se si va un po più in dentro all’argomento e si fa una breve indagine, ascoltando direttamente la voce del popolo e degli anziani in particolare, si ha ragione di credere, che tale fenomeno non merita certamente di essere ignorato. Non per niente esiste un detto popolare molto conosciuto che così recita: “Nun ci cridiri, ma guardati”. Da ciò si evince che, se esiste tale detto, esiste anche, una buona parte di persone, che manifesta un certo timore quando si tratta di fatti misteriosi e fenomeni dell’occulto, che spesso, neanche la scienza sa spiegare.

D’altronde, tutti oggi assistiamo a programmi televisivi in diretta, dove operano sedicenti maghi, cartomanti e fattucchiere, ai quali arriva una mole di telefonate con richieste d’aiuto o di consigli, che superano ogni  immaginazione.

Dopo queste brevi e semplici premesse è lecito pensare, che molte credenze popolari siano talmente radicate e diffuse tra la gente, da giustificare ampiamente i numerosi libri scritti in proposito, fin dai lontanissimi tempi del Medioevo.

“Così è se vi pare”, recita un noto racconto del grande drammaturgo agrigentino Luigi Pirandello, per cui, se il fenomeno esiste, non ci si può nascondere dietro falsi pregiudizi, facendo finta di ignorarlo e quindi, tanto vale parlarne, anche in linea generale e molto sinteticamente.

Tantissimi modi di fare, atteggiamenti e comportamenti della gente, risultano condizionati proprio da quelle credenze che vorrebbero ignorare, ma delle quali subiscono un inevitabile influsso.  Credenze che, tramandate fino a noi, di generazione in generazione trovano spesso, terreno fertile per gran parte delle persone. E’ difficile, se non inevitabile, per chi sia a conoscenza del significato di tali credenze, anche se dice di non crederci, non restarne coinvolto.

Pertanto, succede spesso che, quando capita di trovarsi in determinate circostanze, ritenute pericolose, ecco che si agisce di conseguenza, a seconda della suscettibilità di ognuno. Qualche esempio può forse chiarire meglio il concetto; se una persona è a conoscenza di una certa superstizione, anche se si dice convinta che sia cosa del tutto ridicola, difficilmente si esime dall’adottare il rimedio conosciuto per scongiurare il “temuto” pericolo. Comunissimo il caso in cui, per distrazione o imprudenza si faccia cadere a terra o sulla tavola una bottiglia di olio: quasi nessuno, almeno dalle nostre parti, può fare a meno di porre rimedio all’accaduto versando sopra l’olio un pugno di sale, convinti, o perlomeno si crede, che ogni possibile male venga così scongiurato. Chi sa che un ombrello aperto dentro casa, porta male, non può fare a meno di chiuderlo, così come, molti evitano di passare sotto ad una scala a pioli appoggiata ad un muro. Altri temono se un gatto nero gli attraversa la strada, altri ancora cercano di evitare i numeri 13 o 17, peggio ancora se cadono di venerdì, per non parlare dell’antichissima convinzione che, di martedì e venerdì, non si devono intraprendere viaggi e non ci si deve sposare.

Questi sono solo alcuni degli innumerevoli casi in cui appunto, si può notare come, il comportamento della gente risulta notevolmente condizionato dalle tante superstizioni dure a morire.

Esistono anche, numerose situazioni che sono considerate di buon auspicio, come quella di mettere le margherite bianche e gialle, davanti all’uscio di casa, nella giornata del 1° Maggio, come tanti  usano ancora oggi e che, personalmente spero che continui nell’avvenire, se non altro per dare colore e profumo alle nostre strade, con tanti bellissimi fiori che, spontaneamente rallegrano la nostra terra di Sicilia.

Tanti sono coloro che si rallegrano, se nella loro casa entra una farfalla o una “palummedda”, perché si pensa che ciò sia segno di buone notizie o di fortuna, e tanti ancora sono quelli che per un temuto pericolo recitano qualche scongiuro che li protegga. Non è raro infatti, che ancora oggi, qualche anziana donna, durante un brutto temporale o dopo avere appreso la notizia di qualche grave incidente pronunci frasi del tipo: “Diu ‘nni scanza e libira”, oppure “Senza dannu miu Gesù”.

Chi è convinto di essere “’nnucchiatu”, cioè fatto segno dal malocchio, spesso si tutela con vari amuleti, come: corni, ferri di cavallo, pezzetti di stoffa rossa, gobbetti, teste di aglio ed altri talismani, convinto di essere salvaguardato.

In tempi ormai lontani, erano considerati portafortuna anche, “li mennuli ‘ncucchiati”, cioè due mandorle unite a forma di corna, oppure un quadrifoglio o le corna scheletrite di un toro, che si appendevano su un muro della propria casa, spesso con un nastro di colore rosso.

Inoltre, alcuni rimedi per proteggersi da temute sventure o possibili inconvenienti, sono quelli di : toccare ferro quando si incontra un presunto jettatore o un carro funebre senza la bara, fare le corna con una o con tutte e due le mani, o addirittura per taluni uomini,  toccarsi le parti intime, possibilmente di nascosto ed anche ridendoci su.

E’ forte anche la voglia di tanta gente di conoscere il proprio futuro, specialmente per le questioni che riguardano l’amore, la salute e il lavoro.

Anche in questo campo molti dicono di non credere a nulla, ma poi vanno a leggere tutti gli oroscopi che quotidianamente, giornali e televisioni ci propinano. Molto frequente è ancora la credenza che esista “la legatura”, cioè, che una persona si senta come oggetto di qualche sortilegio o che sia stata  “fatturata” per cui, si ricorre direttamente a casa dei cosiddetti maghi, per esserne liberati. A questi si ricorre sia per cose molto banali, come la fortuna in amore o al gioco ed anche per casi di estrema disperazione, allorquando un congiunto, per una grave malattia è già stato dichiarato inguaribile dai medici e pertanto, destinato a morire. In questi estremi casi, sono ancora molte, purtroppo, quelle persone anche incredule, che per un inspiegabile rimorso di coscienza tentano questa ultima carta, con il risultato molto frequente, di constatare che, non solo si e’ sprecato tantissimo denaro, ma si e’ perduto ugualmente il congiunto. Si riportano, qui di seguito, alcune delle superstizioni più conosciute dalle nostre parti, ma che trovano riscontro, a volte con qualche variante, anche in altri posti della Sicilia. Naturalmente si lascia ai lettori la piena e totale libertà di “credere o non credere” e si auspica nel contempo, che nessuno si lasci condizionare in alcun modo da ciò che leggerà.

La sequenza di superstizioni che segue vuole solamente essere un modo per incuriosire e far conoscere meglio uno degli aspetti più singolari, misteriosi e affascinanti, che ha contraddistinto tutti i popoli della terra dalle origini della vita e fino ai giorni nostri.

 

CREDENZE VARIE

 

Se ad una  "picciotta schetta" (ragazza nubile) si intravede la sottana da sotto la gonna è segno che troverà al più presto un marito.

 

La massaia che impasta la farina, non deve assolutamente bere, se no rischia di far raffreddare la pasta, compromettendo la lievitazione e ottenendo un pane non tanto buono.

 

Se si vede un gatto lavarsi il muso con una zampa è segno che presto arriverà la pioggia.

 

Avvertire dolori alle gambe o alla schiena sta ad indicare che il tempo si appresta a cambiare.

 

Quando si avverte prurito alla mano destra si riceveranno denari e si daranno botte. Viceversa, se il prurito sarà alla mano sinistra, si dovranno dare soldi e si riceveranno botte.

 

Se un oggetto cade dalle mani per più di una volta di seguito, presto si riceveranno visite.

 

Se, nel vestirsi la mattina, inavvertitamente si indossano al rovescio, magliette, camicie, pullover o calzoni, si riceveranno visite gradite o buone notizie.

 

Farà bene alla salute "sucare" (bere) un uovo crudo e dopo, schiacciare il guscio con la mano.

 

Se una donna incinta trova un chiodo per la strada e lo raccoglie portandolo in casa, partorirà un figlio maschio, mentre se l'oggetto sarà un ago per cucire partorirà una femmina.

 

 

Nella tradizione popolare, grande importanza viene data alla propria casa. Anticamente, se si andava ad abitare in una casa diversa o in una di nuova costruzione, affinché la stessa portasse fortuna, si doveva procedere secondo questo rituale: Ad una persona estranea al proprio nucleo familiare si dava incarico di portare dentro l'abitazione: una bottiglia di olio, una di vino, una forma di pane e un po di sale. Poi, ognuno dei futuri inquilini doveva pronunciare la frase "Poviru trasu, riccu mi 'nn'haiu a ghiri"

ed infine entrare con il piede sinistro.

 

Le lucertole si ritengono benedette e quindi non devono essere uccise, mentre gli scorpioni, considerati animali immondi, pericolosi e maledetti si possono eliminare e ottenere in cambio la liberazione di sette peccati.

 

Si riceveranno buone notizie quando:

- si sente una persona che canta o suona uno strumento musicale, all'aperto ed in piena notte;

- si sente cantare un gallo alle prime luci dell'alba;

- si ascoltano buone parole da un occasionale passante che discute per strada con qualche suo     amico.

Al contrario, le notizie saranno cattive se:

- si vede una "mala vicina" di casa, gettare acqua sporca in mezzo alla strada, in quanto le gocce rappresentano il pianto;

- si sente ragliare un asino da molto vicino;

- si ascolta il lamento o il pianto di una persona che soffre;

- si assiste ad una furibonda lite con spargimento di sangue;

- si sente il sommesso miagolio di un gatto o il lugubre canto di una  civetta.

 

In tempi di miseria e di carestia era credenza diffusa che, mangiare una gallina in brodo fosse privilegio soltanto di alcuni facoltosi possidenti. Questi, di solito erano malvisti da chi si doveva solo accontentare di sentire il profumo che si diffondeva per la strada. Ma chi aveva la fortuna di mangiare il pollo, doveva pero' stare bene attento al momento di tirare il collo al povero pennuto. Infatti, se non voleva finire in disgrazia era necessario che recitasse il seguente scongiuro: "La morti a tia e la saluti a cu ti mancia". Solo così, il prelibato pollo  poteva essere gustato in tutta tranquillità .

 

Quando un giovane era chiamato a prestare il servizio militare nella Marina, la propria madre doveva immergere una scopa dentro ad una tinozza d'acqua e poggiare a terra, sul balcone o sulla terrazza, un "crivu" (setaccio) ed esporlo ai raggi del sole. Il primo rimedio serviva a quietare le acque del mare ed il secondo ad attenuare i cocenti raggi del sole, affinché il figliolo non avesse ad incontrare eventuali pericoli durante i suoi viaggi.

 

Altro rimedio per far calmare la furia del mare, era quello di preparare un panino artisticamente lavorato e decorato di rosmarino e sesamo, dedicarlo a San Giuseppe, baciarlo e gettarlo tra le onde, pronunciando la seguente preghiera :

                                     "San Gisippuzzu cu la sciuruta parma,

                                    l'unni di lu mari prestu carma".

San Giuseppe, in un dipinto del 1900 è considerato uno dei santi

più miracolosi, a cui rivolgere le proprie preghiere,

per essere protetti da mali e sfortune. Era anche invocato dalle

ragazze nubili affinchè trovassero presto un buon marito.

 

Porta male fare imitazioni o scherzare sui difetti di persone colpite da  handicap.

 

Se tre persone che si accingono a fumare, accendono le sigarette con lo stesso fiammifero, si pensa che il più giovane debba morire. Tale credenza,  trae origine da un aneddoto che narra quanto è avvenuto in una trincea al fronte, durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1917: <<Era una notte in apparenza tranquilla; prima o poi sarebbe arrivato l'ordine di attaccare; i soldati italiani, con tutte le loro ansie, le loro paure ed il loro coraggio, stavano ben nascosti dentro al fossato, ma vigili e pronti a qualsiasi evenienza. In quella spasmodica e angosciante attesa, un soldato ha acceso una sigaretta e con lo stesso fiammifero ha fatto accendere un vicino commilitone, avendo l'accortezza di non sporgersi. Prima che la fiammella si fosse completamente esaurita, un terzo soldato, molto giovane ed inesperto, volendo fumare anch'egli, ha tolto di mano il fiammifero al compagno ed alzandosi un po', ha permesso al nemico di intravedere la flebile luce.

Una piccola distrazione che si è rivelata fatale. Infatti, un preciso colpo di carabina, sparato da un soldato del fronte opposto, ha stroncato per sempre quella giovane vita>>.

 

Nel giorno delle nozze, al fidanzato non è consentito di vedere la futura sposa in abito bianco, prima dell'incontro davanti alla porta della chiesa. Solo quando il suocero gliela affiderà per sempre, avrà la fortuna di ammirarla in tutto il suo splendore.

 

Se inavvertitamente si scopano i piedi delle ragazze nubili, per esse sarà difficile trovare un marito. Se la stessa cosa si verifica con i maschi ancora giovanissimi, questi avranno molte difficoltà e contrarietà a conquistare una donna.

 

Nelle famiglie di agricoltori, non si devono usare scope nuove nel mese di agosto. C'è il rischio di vedere compromesso il futuro raccolto.

 

Bisogna evitare sempre di regalare coltelli, forbici o arnesi da taglio, perché indicano separazione. Se si è proprio decisi a farlo e non si vogliono temere conseguenze, allora occorre farsi pagare con una cifra simbolica, come una piccola moneta.

 

Gli specchi, se vengono regalati portano sfortuna, in quanto simboleggiano la vanità. Anche per questi oggetti vale la stessa usanza dei coltelli; chi li riceve dovrà pretendere di pagarli, anche con una esigua somma di denaro.

 

Non bisogna mai lasciare cappelli o forbici, per molto tempo, sopra un letto appena "cunzatu" (rifatto), poiché durante la giornata si corre il rischio di subire fatti spiacevoli.

 

Porta male cambiare, senza un plausibile motivo, la disposizione dei quadri appesi alle pareti di casa.

 

Assai diffusa era anticamente la convinzione che una donna non dovesse bere direttamente nella "lancedda" o nel "bummuliddu" (recipienti in terra cotta), come abitualmente facevano gli uomini. Si pensava che le delicate labbra femminili avrebbero prodotto sale, con la conseguenza di far guastare l'acqua o il vino.

 

Porta male far consumare interamente una candela. Occorre spegnerla un momento prima che si esaurisca completamente, per evitare cosi' un possibile fatto spiacevole.

 

Le ragazze nubili non devono mai usare gli anelli di persone sposate, perché cosi' facendo, possono rischiare di rimanere zitelle.

 

Porta male incontrare un carro funebre con una bara vuota. Viceversa se nella bara c’é una persona defunta, l'avvenimento porterà fortuna.

Una camera da letto dei primi anni del 1900

 

Il letto matrimoniale non deve essere mai cambiato, a meno che non sia in condizioni tali da non potersi più usare. La sua eventuale sostituzione immotivata, potrebbe far diminuire l'affetto e l'amore tra i due coniugi.

 

Nel mese di Agosto non bisogna mai cambiare la casa e la scopa.

 

Quando si e' a tavola si deve consumare tutto il pane che si e' iniziato a mangiare, senza lasciare pezzetti, in quanto ognuno di essi può essere causa di un anno di vita in meno.

 

Un letto non deve mai essere rifatto da tre persone contemporaneamente, perché si crede che la più giovane possa incontrare qualche ostacolo nella vita.

 

Non bisogna mai lasciare denaro sul letto per molto tempo. Esiste una antichissima credenza, che questo possa servire per curare qualche malattia.

 

Non appoggiare soldi sulla tavola apparecchiata, in quanto, tale eventualità, può far pensare che al pranzo partecipi anche Giuda, l'apostolo che aveva tradito Gesù per trenta denari.

 

Se non si vogliono croci per il resto della vita, sulla tavola apparecchiata non si devono mai incrociare le posate o i coltelli.

 

Anticamente era presagio di sventura, incontrare un prete per la strada. Oggi tale credenza è cambiata e tale eventualità si ritiene un segno di buon auspicio che può dare conforto ai mali della vita.

 

Mettere la carne cruda sul letto può indicare miseria.

 

Porta male prestare di sera "la livatina" (lievito per il pane fatto in casa).

 

Se non si vuole perdere la libertà, non si deve mai camminare con le mani dietro alla nuca e con le dita incrociate. In tale condizione, infatti, venivano fatti marciare i prigionieri di guerra durante gli spostamenti.

 

Porta male scopare la casa di sera tardi o di notte.

 

Il pipistrello, conosciuto comunemente con il nome dialettale di "taddarita" o "surci vecchiu", è considerato un animale immondo. E' bene tenersi alla larga da esso ed evitare di ucciderlo o fargli del male, perché può essere causa di sventure.

 

Se non si vuole rischiare un sicuro insuccesso, non si devono intraprendere lunghi viaggi di martedì. Inoltre, fino ad alcuni anni fa, si evitava di convolare a nozze in questo "fatidico" giorno, perché si pensava che fosse "martoriato" e poteva compromettere il futuro della nuova famiglia.

 

Nella giornata del Venerdì Santo:

- bisogna evitare di mangiare carne o cibi troppo raffinati;

- le donne, non devono truccarsi esageratamente e non devono indossare vestiti nuovi ;

- non si devono intraprendere viaggi per località lontane.

- è meglio rimandare l'inizio di un nuovo lavoro a data successiva.

Ciò che invece è lecito fare, perché segno di buon auspicio è quello di digiunare e fare penitenza nel nome della Passione di Gesù Cristo. A Ribera è ormai scomparsa l'usanza di andare a consumare una modesta merenda, nel giorno del Venerdì Santo, in mezzo all'erba ai piedi della croce, ma è ancora numeroso l'afflusso dei fedeli e di Pie donne che vi si recano a pregare.

 

Non è mai consigliabile regalare fiori ai bambini, ma in tali evenienze, si possono comprare per loro e donarli alla Madonna o a qualche altro Santo.

 

Quando cade a terra un pezzetto di pane bisogna subito raccoglierlo e mangiarlo, per evitare future privazioni. Se non lo si vuole mangiare, almeno occorre baciarlo prima di gettarlo via.

 

Per evitare che in bocca entrino gli spiriti maligni, durante uno sbadiglio si usa fare il segno della croce cristiana.

 

Una donna durante il periodo delle mestruazioni, deve evitare di fare alcune cose che si pensa possano portare male, come ad esempio:

- non deve toccare fiori in fase di germoglio per non bloccarne la crescita;

- non deve impastare il pane perché questo non avrebbe alcun sapore;

- non deve toccare prodotti alimentari conservati.

Per salvaguardarsi da una eventuale "fattura", non si devono buttare via i capelli che, in quantità elevata rimangono attaccati al pettine, ma è prudente bruciarli e disperderli tra i rifiuti.

 

 

Una casa di circa un secolo fa con numerosi utensili da cucina.

Si può notare la tradizionale "sbria" usata per  impastare il pane

ed anche i dolci. Come si vede dalla foto, sono stati preparati

 "li cannilera" di Pasqua,  che sono pronti per essere messi in forno.

 

Fino agli anni '50, era in uso a Ribera ed in molte altre parti della Sicilia, di riempire i materassi con paglia o crine. Qualche famiglia un po' più benestante di altre li riempiva con lana di pecora, che pero', periodicamente doveva essere lavata, allargata e stesa al sole, sia per aumentarne la morbidezza, che per motivi di igiene. Tale operazione di lavaggio e riempimento, poteva essere fatta in tutti i mesi dell'anno, con la sola esclusione del mese di agosto, e ciò per evitare futuri dispiaceri.

 

Le rane, sin dai tempi più remoti, sono state sempre considerate rifugio ideale per le anime deluse di principessine o di buone mamme addolorate per la perdita di un figlioletto. Da tale credenza ne è derivata la convinzione che le rane, devono essere sempre rispettate e mai uccise, se non si vuole rischiare qualche triste evento.

 

Quando si costruisce una nuova casa, si avrà futura prosperità e fortuna se si getteranno alcune monete dentro alle fondazioni o in mezzo al calcestruzzo, al momento del getto del solaio. E' in uso ancora oggi, in segno di gratitudine, offrire ai muratori un lauto pranzo a base di pizze e sfincioni, subito dopo avere ultimato il getto di un solaio. Inoltre, per avere un futuro tranquillo, il primo giorno che vi si andrà ad abitare, si dovranno mangiare pesci fritti. In queste occasioni si usa dire "ncignari la casa cu li pisci fritti".

 

Se sulle pareti di casa si notano "li filinii" (le ragnatele),  vanno eliminate con la mano sinistra e di sicuro si avrà fortuna.

 

Se uscendo di casa la mattina presto, si incontra, per prima una persona con la gobba, la giornata riserverà delle piacevoli sorprese.

 

I capelli lunghi e folti, cosiddetti "a zazzara",  indicano fortuna e buona salute, quindi non conviene tagliarli troppo spesso, a meno che non si decida di cambiare pettinatura.

 

Sara' segno di buon auspicio e di buon augurio, se le palme intrecciate e i ramoscelli di ulivo, benedetti durante la Messa della Domenica delle Palme, verranno bruciati con  poco incenso. Se tale operazione, inoltre, verrà eseguita nella mattinata del Sabato Santo e si reciteranno i versi che seguono, allora, ci si proteggerà anche dal malocchio:

                                                            "Parma e uliva biniditta

                                                'nterra sì nata, 'ncelu sì scritta,

                                               pi sta virtù ca Diu t'ha datu

                                                lu malocchiu è trapassatu".

 

Se si avverte in continuazione un fastidioso ed intenso prurito al sedere e si è costretti a grattarsi, è un evidente segno che si avrà una abbondante annata, "carrica di piruna" (ricca di susine). Naturalmente i benefici li avranno gli agricoltori che coltivano susine.

 

Per liberarsi dagli spiriti maligni, sarà sufficiente uccidere una "buffa", cioè un rospo, che a differenza delle rane che portano bene, è considerato un animale del diavolo.

 

Chi pianterà un alberello di noce, avrà una lunga vita e morirà soltanto quando il tronco avrà raggiunto una circonferenza pari a quella della sua cintura.

Le trecce dei capelli delle bambine sono simbolo di buon augurio e non si devono tagliare se non dopo gli otto o dieci anni. Inoltre, porterà bene, se le stesse dopo il taglio, rimarranno intrecciate e saranno conservate o donate a qualche Santo come ex-voto.

 

Ribera - 1° Maggio 2006

La lodevole iniziativa di un cittadino riberese di creare una elegante "infiorata"

davanti al proprio negozio. L'infiorata del 1° Maggio a Ribera è una tradizione ,

che affonda le proprie radici in un lontano passato.

Sarebbe  auspicabile farla ritornare in uso.

 

"Li sciuri di Maju" , cioè le margheritine gialle o bianche che  a Ribera, si usa spargere davanti alla porta di casa nella giornata del Primo Maggio, sono segno di fortuna, di prosperità e di ricchi raccolti.  Ogni fiore rappresenta una salma di grano, per cui è auspicabile, che questa tradizione continui , spargendo sempre più fiori davanti alle porte di casa.

 

Quando un bambino perde un dente lo deve gettare il più lontano possibile o sul tetto di una casa, pronunciando la frase:

 

 

"San Nicola, San Nicola

vi dugnu lu vecchiu e mi dati lu novu".

 

 

Così facendo, San Nicola, che è il Santo Patrono di Ribera, proteggerà la crescita del bambino e gli darà nuovi denti più sani e più forti. 

 

Si avrà fortuna se nella giornata di Capo d'Anno si salirà su di una scala, iniziando con il piede sinistro.

 

Quando accidentalmente viene versato del vino sulla tavola è segno di buon augurio. In questi casi per avere maggiori fortune, si devono ungere le dita sul vino versato e bagnarsi entrambe le parti posteriori delle orecchie.

 

Se si vede entrare in casa una mosca rossa o una farfalla a colori molto vivaci, è segno che presto arriveranno buone notizie o si riceveranno visite gradite.

 

Avrà vita più lunga chi, invitando a casa propria alcuni ospiti per offrire loro un pranzo, si siede a tavola per primo e affetta il pane per tutti.

 

Sul letto matrimoniale rifatto non si devono appoggiare mai lavori iniziati o libri. Si pensa che così facendo, i lavori non saranno mai ultimati e i libri non si leggeranno per intero.

 

Non si devono mai disporre i letti distaccati dalle pareti o con la parte dei piedi in direzione della porta di casa, perché in tale posizione si dispongono i morti.

 

Quando si prepara un corredo nuziale, non si deve mai iniziare con i fazzoletti, perché questi rappresentano lacrime. Inoltre, regalare fazzoletti può anche essere causa di litigi o di possibili dispiaceri.

 

Se inavvertitamente viene versato olio sulla tavola o a terra, si pensa che sia un segno di cattivo auspicio. In tale eventualità, si possono annullare i  probabili effetti malefici, spargendo subito un pugno di sale sull'olio versato. Il sale ha il potere di proteggere dalle forze del male e dalla sfortuna, ed inoltre sarà ancora più efficace se verrà sparso dando le spalle all'olio.

 

Se una cattiva vicina di casa "etta gastimi" (pronuncia frasi ingiuriose e maledizioni) ad una persona, questa dovrà mettere fuori di casa una scopa, una treccia di aglio o un grappolo di peperoncino rosso. Così facendo, non solo si proteggerà dal malocchio, ma rimanderà al mittente le maledizioni. Da qui trae origine il proverbio "Li gastimi sù di caniglia, cu li manna si li piglia".

 

Sebbene la civetta, che è un uccello rapace notturno, sia utile in agricoltura, in quanto mangia insetti vari, roditori e rettili dannosi, è credenza popolare molto diffusa che incontrarla o guardarla porti male. Nel dialetto riberese tale uccello è chiamato "cuccu" ed é considerato "aceddu di lu malaguriu".

 

Porta male far girare una sedia appoggiandola su una sola gamba o tenere ombrelli aperti dentro la propria casa.

 

Il pane intero detto " pistuluni", sia a tavola, che conservato nei cassetti deve sempre trovarsi in posizione naturale e mai capovolto. Questo essenziale alimento è considerato "grazia di Diu" e fonte di sostentamento per la famiglia e quindi va rispettato ed ammirato in tutta la sua bellezza.

 

In una grande tavolata con molte persone che pranzano, se un giovane scapolo, si siede in corrispondenza di uno spigolo, sarà destinato a rimanere fidanzato per ben sette anni prima di potersi sposare. Ma in questi casi il futuro matrimonio sarà sicuramente felice e fortunato.

 

Uccidere un gatto può significare sette anni di sventure, poiché è credenza diffusa che questo simpatico felino abbia sette vite.

 

Se si contano subito i soldi vinti al gioco, presto si riperderanno.

Non bisogna indossare vestiti nuovi o fare feste occasionali di venerdì a meno che non sia un compleanno o una precisa ricorrenza. Un detto popolare infatti, afferma che: "Cu ridi di venniri, chianci di duminica".

 

Avrà una vita molto lunga quel marito, la cui moglie ogni mattina gli prepara per colazione il primo uovo prelevato dal pollaio di casa.

 

IL MALOCCHIO

Molti erano anticamente i rimedi per proteggersi dal malocchio, dalle invidie e dalle sfortune in genere. Famosa era a Ribera, negli anni '50 una grossissima "grattalora" che una famiglia teneva fuori di casa, appesa al muro in bella evidenza. Il chiaro messaggio che si voleva dare ad eventuali invidiosi o jettatori era quello di dirgli "Ma va raspati a lu largu" (Vai a grattarti da un'altra parte). Anche i ferri di cavallo, i crani ossei di bue con le classiche corna, i nastri rossi e i vari amuleti, servivano a proteggersi da qualche malintenzionato. Un famoso esempio viene dalle corna, ingiallite dal tempo, poste fuori di un villino chiamato "lu pagliaru" a San Leone (Agrigento), dall'altrettanto famoso avvocato "Turiddu Malugiogliu", da tempo scomparso, che ancora oggi si possono ammirare dopo più di mezzo secolo e che nessuno si sogna di togliere.

 

Alcuni rimedi contro il malocchio:

- Tenere un sacchetto appeso al collo, con dentro sale benedetto, un chiodo, uno spicchio d'aglio ed inoltre un pezzetto di palma o ramoscello di ulivo, benedetti durante la Domenica delle Palme.

- Portare in tasca almeno una di queste cose: un chiodo, un cornetto rosso, un amuleto con un gobbetto, un vecchio ferro di cavallo, o cucirsi sui vestiti un pezzetto di nastrino rosso.

- Munirsi di un pezzetto di spago con attaccato un peperoncino rosso o un cavalluccio marino essiccato.

- Toccare ferro o se si è uomini, le proprie parti intime, al passaggio della persona dalla quale ci si vuole proteggere.

- Tenere la mano destra nella tasca dei pantaloni, ponendo il pollice tra l'indice ed il medio piegati su se stessi, oppure fare le corna di nascosto, possibilmente con tutte e due le mani.

- Farsi il segno della croce, utilizzando, per non essere visti, la punta della lingua anziché la mano destra.

- Alla vista di uno jettatore,  sputare a terra per ben tre volte di seguito in direzione della sua casa o   gettare, dove questi é passato da poco, un vaso di "pisciazza" ( orina).

 

 I SOGNI. Anche i sogni, nella tradizione popolare rivestono grande importanza, in quanto possono essere interpretati come segni di buono o di cattivo auspicio e quindi sono stati tenuti sempre in grandissima considerazione. Se ne riportano alcuni, tra quelli più conosciuti nelle nostre zone:

 

E' di buon auspicio sognare:

 - Di essere morti, in quanto questo sarà segno di lunga vita;

- Le pecore con la lana nera, che simboleggiano la ricchezza;

- I pidocchi, che portano fortuna e denaro;

- I pesci, che annunciano buone notizie;

- Le persone decedute, che assicurano protezione e fortuna;

- Una persona in punto di morte. Ciò equivale ad allungargli la vita;

- I bambini piccolissimi, che simboleggiano  purezza, sincerità e gioia di vivere;

- Il carbone, che indica buona salute;

-  L'acqua sporca, che rappresenta: pulizia, ordine e una casa molto ben curata;

- Un vigneto carico d'uva, che è segno di abbondanza e ricchezza;

- Un corvo nero, in quanto, al contrario di ciò che si possa pensare, quando appare in sogno è  portatore di buone notizie che verranno da parenti lontani.

 

E' di cattivo auspicio sognare:

- I serpenti, che rappresentano i dispiaceri;

- Il denaro, che simboleggia miseria e disperazione;

- L'uva bianca, che è portatrice di lacrime;

- I dolciumi, che indicano le amarezze della vita;

- Di ricevere regali e vestiti eleganti, che indicano miseria;

- La carne di qualsiasi tipo, che vuol dire fame, cattiva sorte e sfortuna;

- L'oro, che è un segnale di inganno e di tradimento;

- L'argento, che è segno di ingiurie e maldicenze;

- Le uova, che porteranno chiacchiere, dicerie varie e cattive notizie;

- L'acqua pulita e cristallina, che indica future lacrime e sofferenze.

 

LA  FATTURA

 

Una fattucchiera esegue un rito "magico" per

liberare una donna da una "fattura".

 

 

Uno degli aspetti più inquietanti e misteriosi della cultura popolare siciliana è quello di credere nelle cosiddette fatture o legature.

La fattura, sempre che ci si creda, è un modo malvagio di fare del male a qualcuno, servendosi di svariati metodi ed usando i più impensabili oggetti, filtri e misture, che dovranno arrecare danni e sventure ai poveri malcapitati presi di mira. La parola fattura ci riporta a quella di "fattucchiera", che è una persona "specialista" nella preparazione di filtri, nel trafiggere pupazzi con spilloni, o nell'utilizzare particolari infusi con viscere di animali ed altre diavolerie. Naturalmente, c'è gente che non crede assolutamente a nulla di tutto ciò, ma c'è anche chi è convinto che questi fenomeni o "magarie",  per portare male a qualcuno, esistano davvero ed al solo parlarne, prova sensazioni di vero terrore.

Comunque, la maggior parte delle persone concordano che non bisogna credere, ma che è sempre meglio stare lontani da certe stregonerie. Al giorno d'oggi, fortunatamente, l'informazione è tale e tanta, che solo gli sprovveduti possono ancora cadere nelle trappole tese da sedicenti maghi, furbi e truffaldini, il cui solo scopo è quello di spillare quattrini agli ingenui creduloni molto suscettibili e di debole carattere. Qui, non ci si vuole assolutamente addentrare in questa delicata, se pur affascinante e misteriosa materia delle fatture, ma solo per avere qualche piccolo elemento di maggiore conoscenza, si riportano alcuni procedimenti adottati, sia per fare, che per togliere la fattura o la legatura. Ci si limiterà soltanto a riportare testimonianze apprese da persone anziane, e notizie rilevate da specifiche pubblicazioni che trattano l'argomento.

Tutto quanto si apprenderà qui di seguito sulle varie credenze popolari dei tempi passati, viene riportato non per essere emulato o creduto, ma solo a titolo di curiosità.

 

LA FATTURA CON L'ARANCIA, IL LIMONE O LA BAMBOLA DI PEZZA

Durante l'Elevazione del calice alla Messa della Notte di Natale, si deve spizzicare appena appena la buccia di una arancia (meglio ancora se è un limone, in quanto più aspro) e quando si ritorna a casa infilzarvi alcuni spilli pronunciando la frase "Tanti spinguli, tanti malanni!". Poi l'arancia, o il limone, si devono nascondere in un buco della casa della persona da "fatturare" o si getta sul tetto della sua casa, evitando di essere visti. Se non si riesce a far questo, si può lasciare il frutto con tutti gli spilli conficcati davanti all'uscio di casa della vittima per una intera notte. Questo procedimento è lo stesso anche se al posto del frutto si usa una vecchia bambola di pezza. In questo caso, durante la Messa, la bambola, di nascosto, deve essere maltrattata e presa a pizzicotti e successivamente, infilzata con spilli e opportunamente nascosta. Se tali frutti o  pupazzi oggetto della "magaria" verranno trovati, liberati dagli spilli e bruciati, gli effetti malefici della fattura cesseranno immediatamente. 

 

RIMEDIO PER LA CASA FATTURATA

Quando c’è la convinzione che la propria casa è "fatturata" o "nnucchiata", una famiglia (credulona),  perde la serenità e vive con una costante paura addosso. Se non c'è modo di convincere qualcuno dei componenti che ciò non può essere vero, l’unica soluzione, per essere liberati, finiva per essere quella di andare da qualche mago, a costo di spendere molto denaro.

Uno dei rimedi consigliati  per  liberare una casa dalla "fattura" era quello di gettare acqua e sale su tutti i pavimenti e sui muri per cacciare i demoni cattivi e gli spiriti maligni. Inoltre, le donne dovevano scoprirsi il seno, sciogliersi i capelli e inginocchiate per terra dovevano battersi per tre volte le ginocchia pronunciando le seguenti parole:

 

                                      "Acqua e sali mè Signura, pi livari la fattura,

                               acqua e sali San Giuvanni, p'astutari stu focu granni,

                               acqua e sali pi li magari, và fattura e nun turnari!"

 

RIMEDI PER FARE INNAMORARE.

Era in uso tra la fine del secolo XIX e l'inizio del secolo XX, ricorrere a dei rimedi abbastanza curiosi e strani per far sì che un giovanotto si innamorasse di una ragazza. Di solito, questi stratagemmi venivano adottati, quando, sia la ragazza che la propria famiglia vedevano in un giovane "un bonu partitu", cioè un matrimonio conveniente sia sotto l'aspetto dell'amore che sotto quello economico. Se tale giovane non si faceva avanti da solo, si cercava in tutti i modi di convincerlo "ad innamorarsi" anche a costo di ricorrere ad un “filtro magico". I rimedi sotto elencati, venivano suggeriti da “una magara" o da "un magaru" che naturalmente richiedevano un certo prezzo, oltre ad un regalo extra, se "l'innamoramento" andava in porto. Per dare una vaga idea di quali diavolerie ci si potesse servire in quei lontani anni, per conquistare un ragazzo, ecco alcuni esempi, che, sicuramente avranno l'effetto di procurare qualche legittimo dubbio o qualche rilassante risatina, possibilmente... "a denti stretti!"

 

Primo rimedio: Impastare  poca  farina con polvere di ossa umane in acqua e sale, farne una bella focaccia al forno e offrirla all'ignaro ragazzo da fare innamorare. Naturalmente il lavoro va fatto dalla ragazza interessata.

 

Secondo rimedio: Far bollire dentro ad una pentola di rame un po’ d'acqua, aggiungendo alcune gocce di sangue della ragazza e un pelo o un capello di un monaco. Ad ebollizione avvenuta, si tira fuori dall'acqua il pelo, o capello che sia, si immerge in un bicchiere di vino che si deve offrire al giovane, per costringerlo ad "innamorarsi subito".

 

Terzo rimedio: Far bere al ragazzo un bicchiere di acqua "maritata", cioè di acqua benedetta, da prelevare in chiesa da quella in cui i fedeli intingono le dita per farsi il segno della croce. Occorre però ricordare che a questa miracolosa acqua, bisogna aggiungere qualche goccia di brodo di lucertola che porta bene ed una sola goccia di sangue, prelevato dall'anulare sinistro della ragazza. Tale goccia di sangue sarà ricambiata dal futuro compagno con un bell'anello, che andrà ad adornare il dito ferito e che suggellerà il fidanzamento. 

Quarto rimedio: Infine, un altro sistema, alquanto "prelibato", è quello di far mangiare al povero malcapitato ragazzo, una minestra o di far bere una tazza di caffè, in cui erano state aggiunte alcune gocce del sangue mestruale della ragazza. La sicurezza assoluta di tale fantasioso rimedio si avrà ad una sola condizione, e cioè, che tale operazione venga fatta durante la Notte di Natale o nella giornata della Festa di San Giovanni che si celebra il 24 giugno.

 

 

 

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