....Per amore della verità storica.......

 

CHI E' IL SANTO PATRONO DI RIBERA ?   San Nicola o San Giuseppe ?

Ricostruiamo la storia attraverso i documenti e i libri che abbiamo consultato e secondo

quanto era stato inserito su questo sito in data 15 febbraio 2008 .

CHI E' IL SANTO PATRONO DI RIBERA   ?

E' cosa risaputa e credenza assai diffusa, che il Santo Patrono della nostra cittadina di Ribera sia San Nicola di Bari. 

Qualcuno in tempi, sia passati che recenti, ha sostenuto che il Santo Patrono è invece San Giuseppe

e che San Nicola sia soltanto il Protettore della città.  Quando sorgono di questi plausibili dubbi,  la mia curiosità a volte non ha confini,

ed ho voluto fare le mie doverose ricerche, per venire a capo del bandolo della matassa. 

Alla luce della nuova sezione inserita su questo sito da due giorni e che riguarda  I SANTI PATRONI DI TUTTA ITALIA,

sono andato subito a curiosare alla ricerca di San Giuseppe e di San Nicola, nomi che mi onoro personalmente di portare entrambi

per cui, per il sottoscritto è la medesima cosa, che il Patrono di Ribera sia l'uno o sia l'altro.

Ma la sorpresa arriva dopo le ricerche,  che riporto qui sotto, affinchè tutti possiate vedere e leggere con i vostri occhi.

Quesito posto da Giuseppe Nicola Ciliberto   -   15 febbraio 2008

 

Come si può notare qui sotto, su uno dei siti internet (www,pieates.it) 

fino a qualche anno fa figuravano i due santi patroni per RIBERA. 

Oggi sembra che tale sito non sia più operativo.

San GIUSEPPE

Patrono di La Spezia, Acri (CS), Altamura (BA), Bagheria (PA), Berbenno di Valtellina (SO), Bosentino (TN), Brossasco (CN), Campobello di Mazara (TP), Campofelice di Fitalia (PA), Campofiorito (PA), Canicattì (AG), Capurso (BA), Cassaro (SR), Cattolica Eraclea (AG), Casteldaccia (PA), Castel Planio (AN), Chiusa Sclafani (PA), Cortellazzo (VE), Crocetta del Montello (TV), Dalmine (BG), Dolegna del Collio (GO), Dorgali (NU), Faggiano (TA), Favara (AG), Fiumefreddo di Sicilia (CT), Godrano (PA), Grosio (SO), Ivano-Fracena (TN), Jolanda di Savoia (FE), Letojanni (ME), Marettimo (TP), Mazzarrone (CT), Mezzojuso (PA), Milena (CL), Mirabella Imbaccari (CT), Mojo Alcantara (ME), Montecassiano (MC), Montedoro (CL), Nissoria (EN), Nizza di Sicilia (ME), Olivieri (ME), Pachino (SR), Pero di Breda (TV), Piraino (ME), Raccuja (ME), Raddusa (CT), Ramacca (CT), Randazzo (CT), Ribera (AG), Roccafiorita (ME), Roccamena (PA), Salaparuta (TP), Salemi (TP), Sant'Agata di Militello (ME), San Marzano di San Giuseppe (TA), Sannicandro di Bari, Santa Maria di Licodia (CT), Scigliano (CS), Santa Croce Camerina (RG), Santa Maria di Licodia (CT), Sirta (SO), Spadafora (ME), Villabate (PA), Villalba (CL)

Patrono del Canada e del Perù, di Baton Rouge (Louisiana-U.S.A), Louisville (Kentucky-U.S.A), Manchester (New Hampshire-U.S.A), Nashville (Tennessee-U.S.A)

Protettore delle famiglie cristiane, dei papà, dei corniciai, dei fabbricanti di maschere e marionette, dei falegnami, degli ebanisti, dei lavoratori in genere. Fu proclamato da Pio IX Protettore della Chiesa Universale".

E' invocato per avere una buona morte. Era discendente di re David. Fu sposo di Maria e padre putativo di Gesù.

Il nome Giuseppe deriva dall'ebraico e significa "Dio aggiunga" (sottinteso altri figli)

Viene festeggiato il 19 marzo.

San NICOLA, vescovo

Patrono della Diocesi di Lungro (CS), della Diocesi di Nicosia (EN).

Patrono di Bari, Lecco, Sassari, Acquaviva Picena (AP), Albisola Superiore (SV), Alfano (SA), Altissimo (VI), Amaro (UD), Anoia (RC), Antonimina (RC), Aradeo (LE), Arcidosso (GR), Arcola (SP), Arena (VV), Argenta (FE), Arsita (TE), Ascrea (RI), Bagnone (MS), Baiardo (IM), Bardolino (VR), Baunei (NU), Belmonte Castello (FR), Bomporto (MO), Bonea (BN), Bonefro (CB), Borgiallo (TO), Borgone Susa (TO), Bortigiada (SS), Briatico (VV), Brindisi Montagna (PZ), Cammarata (AG), Caprarica (LE), Casale sul Sile (TV), Casalvecchio di Puglia (FG), Castellaneta (TA), Castellaro Lagusello (MN), Cereta (MN), Champorcher (AO), Chiusa Sclafani (PA), Corigliano d'Otranto (LE), Dasà (VV), Diano Castello (IM), Dipignano (CS), Duronia (CB), Excenex (AO), Frascaro (AL), Gioiosa Marea (ME), Gualtieri Sicaminò (ME), Irgoli (NU), Isnello (PA), Isola Dovarese (CR), Isole Tremiti (FG), Jonadi (VV), Lago (CS), Lattarico (CS), La Thuile (AO), Maglie (LE), Mendicino (CS), Monfumo (TV), Montecalvo in Foglia (PU), Montelbano Elicona (ME), Monterubbiano (AP), Nicosia (EN), Palazzo Adriano (PA), Peseggia (VE), Piona Olgiasca (LC), Poggio San Marcello (AN), Ribera (AG), Roccavaldina (ME), Rutigliano (BA), Saint-Nicolas (AO), Salemi (TP), Salve (LE), S. Marco d'Alunzio (ME), Sannicola (LE), S. Nicolò Po (MN), Saponara (ME), Sirolo (AN), Solferino (MN), Specchia (LE), Squinzano (LE), Tabellano (MN), Trecastagni (CT), Vallio (TV), Villafranca Tirrena (ME), Zanica (BG), Zola Predosa (BO), Zoldo Alto (BL), Zovencedo (VI), Zungri (VV) Patrono della Grecia e della Russia.

Protettore dei bambini, delle ragazze orfani, delle ragazze che desiderano sposarsi, dei marinai, E' invocato contro le carestie, le pestilenze, le malattie, i nubifragi. Nato intorno all'anno 245 e morì nel 334 circa. Fu vescovo di Mira in Turchia. Dal 1087 le reliquie di S. Nicola sono conservate

nella Basilica, eretta in suo onore a  Bari.

Viene festeggiato il 6 dicembre.

Altra ricerca l'ho fatta su un ottimo Dizionario della lingua italiana e ho trovato che  "PATRONO" vuol dire protettore di una chiesa,

di una confraternita o di una città, mentre alla parola "PROTETTORE" si legge anche: Patrono, difensore o tutore,

per cui sembra che le due parole "Patrono" e "Protettore" siano la stessa cosa. E siccome una città nonpuò avere due Santi Patroni,

saremmo ben lieti da questo sito, di poter avere qualche chiarimento o delucidazione in merito,

per arrivare alla certezza di chi sia veramente il Santo Patrono di Ribera:

SAN GIUSEPPE  ?     o    SAN NICOLA  ?

Sarebbe gradito anche un parere da parte della Chiesa.

Giuseppe Nicola Ciliberto

 

Totò Castelli pubblica sul Giornale di Sicilia il seguente articolo

     18 febbraio 2008

RIBERA - San Giuseppe  o  San Nicola di Bari  ?

 artigiano?  Chi dei due santi è il patrono di Ribera. A porre il quesito sul sito che gestisce da circa un anno è Giuseppe Nicola Ciliberto, poliedrico artista e ricercatore riberese, il quale navigando su Internet ha trovato dati che portano a ritenere che entrambi i santi siano alla fine i patroni del paese. A dire il vero fino ad una diecina di anni fa, pur essendo giorno festivo a Ribera il 6 dicembre, giorno che è dedicato in calendario a san Nicola di Bari, i riberesi non festeggiavano il loro patrono. A pensarci ci ha pensato il parroco di san Nicola padre Nicolò Ferraro, che in collaborazione con il gruppo parrocchiale, ha istituzionalizzato l’evento religioso dando al santo di Bari il giusto riconoscimento, quale patrono del paese. Fino a quel momento il “patrono” di Ribera era considerato San Giuseppe, destinatario di solenni festeggiamenti. Adesso Ciliberto ha posto il problema segnalando in particolare il sito www.pieates.it che si occupa di fatti religiosi e che indica senza possibilità di errore che sia San Giuseppe che san Nicola di Bari siano i “patroni” della città. Sulla questione taglia corto lo storico riberese Raimondo Lentini che ha ritrovato un documento che risale al 1640 che indica in san Nicola il patrono del paese. “Quello è l’unico documento ufficiale finora ritrovato – osserva Lentini –  Non mi risulta di documenti successivi in merito”.

Totò Castelli

Il sito pubblica le seguenti notizie

IL SANTO PATRONO E' SAN NICOLA

ORIGINI DELLA FESTA DI SAN NICOLA

Due sono le date di una certa rilevanza storica e religiosa che accomunano, eppure per avvenimenti diversi e lontani, Ribera e Bari, le due cittadine, tra le tante, dove San Nicola è stato eletto patrono rispettivamente nel 1644 e nel 1987. Il 1° Ottobre del 1989 è una data importante per la storia e la vita della Basilica di San Nicola di Bari, perché in quel giorno è ricorso il IX centenario della consacrazione della cripta da parte del Papa Urbano II e la deposizione delle reliquie del Santo sotto l'altare.  Il 12 Giugno del 1987, invece, è una data significativa nella storia del culto dei riberesi, nei confronti del Patrono del paese, perché quel giorno, con l'inaugurazione della chiesa di San Nicola da parte del Vescovo di Agrigento Mons. Luigi Bommarito, rinascono fede e amore per San Nicola, forse da secoli scomparsi nell'animo dei cittadini. Tanto è vero che a partire dal 6 dicembre di quell'anno furono ripresi i festeggiamenti in onore del vescovo di Mira.

Oggi l'unico riferimento alla festa del Patrono, da tempo immemorabile caduta in disuso, ci viene offerto dal ritrovamento, da parte di Raimondo Lentini, giovane storico locale, di un atto pubblico del notaio Vincenzo Scoma di Caltabellotta, datato 6 dicembre 1644 e conservato presso l'archivio di stato di Sciacca.

Con tale atto, scritto in latino, i giurati di Ribera nominano San Nicola di Bari patrono

e lo eleggono a protettore della città.

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Nota del sito:  Per maggiori chiarimenti relativi al quesito sotto riportato, è stato pubblicato sopra, uno stralcio,

tratto dai libri dello storico riberese Raimondo Lentini, da dove risulta, dall'unico documento ufficiale ritrovato, datato

6 dicembre 1644, che il Santo Patrono di Ribera  è San Nicola di Bari.   

Si precisa comunque, che da notizie (non verificate direttamente), risulterebbero, presso gli archivi del Comune di Ribera,

alcune deliberazioni di Giunta degli anni passati, dove si documenta che il Santo Patrono di Ribera è San Giuseppe.   

Ai posteri...l'ardua sentenza....   (GIUSEPPE  NICOLA .........Ciliberto)

*

 

Segue uno stralcio di testi tratti dal libro di Enzo Minio

"La festa di San Nicola a Ribera"

 

Oggi l'unico riferimento alla festa del patrono, da tempo immemorabile caduta in disuso, ci viene offerto dal ritrovamento, da parte di Raimondo Lentini, giovane storico locale, di un atto pubblico del notaio Vincenzo Scoma di Caltabellotta, datato 6 dicembre 1644 e conservato presso l'archivio di Stato di Sciacca. Con tale atto, scritto in latino, i giurati di Ribera nominano San Nicola di Bari patrono e lo eleggono a protettore della città.

Ecco la trascrizione integrale del testo di 352 anni fa:

«Die sexto decembris decime tertie ind millesimo sexcentesimo quatragesimo quarto  Apud terram Ribere de mancata

Franciscus Aijello, Franciscus Franzuni, Dominicus Pipia et Joannes Jiudici mihi notorio cogniti corani nobis interventes ad hec virtuti jurati sedis onnipo-tentis Universitatis diete terre Ribere de Moncada . ... et interventus prius in presenti actu cum interventu et consensu sacerdotis don Vincentij Mussuto curati et vicarij foranei diete terre mihi etiam cogniti presentis ac dicto nomine intervenientis inpraesentis actus meliori modo prò executione Brevis Pontificij datum etc. Rome exequenti in regno diebus etc. sponte eliogerunt et nominaverunt ac eligunt et nominant in patronum et protectorem terre praedicte Ribere de Moncada Sanctum Nicolaum   de Bara cuius festivitas celebratur hodie sexto decembris in perpetuimi qod sic voluerunt itemque eis fieri placuit et placet et prò executione Brevis praedicti ad quod relatio facito reservata executione opus est licentia benedictione et confirmatione III.mi episcopi agrigentini eiusque in Curia episcopalis agrigentine et non aliter. Juravit etc. linde etc. Testes Don Calogero rizzuto et M.ro Calogero perratore».

Il professore Pietro D'Anna, che si è occupato in passato, con tesi di laurea e studi particolari, di tradizioni, feste e folclore locali, ha effettuato così la traduzione interlineare dell'atto del notaio Scoma:

«Ribera di Moncada, 6 dicembre Tredicesima indizione 1644 Francesco Aiello, Francesco Pranzane, Domenico Pipia e Giovanni Giudice da me notaio conosciuti davanti a noi intervenendo. .... giurati della sede. . . . dell'Università della terra di Ribera di Moncada. .... intervenendo prima nel presente atto con l'intervento e con il consenso del sacerdote Don Vincenzo Mossuto curato e vicario foraneo della detta terra da me pure conosciuto presente e con detto nome (qualità) intervenendo nel presente atto. ... in. altro miglio modo per l'esecuzione del Breve Pontificio dato a Roma etc. . .... nel regno nei giorni. . . . spontaneamente elessero e nominarono e eleggono e nominano come patrono e protettore della predetta terra Ribera di Moncada

San Nicola di Bari la cui festa si celebra (si celebrerà) (da) oggi 6 dicembre per sempre (in poi) perché così vollero e parimente piacque loro che si facesse e piace e per l'esecuzione del Breve Pontificio al quale hanno fatto (si farà) riferimento. ... c'è bisogno della licenza della benedizione e della conferma dell'Il.mo vescovo di Agrigento e nella di lui curia vescovile di Agrigento e non altrimenti. Ha giurato etc. Di etc. Testimoni Don Calogero rizzuto e M.ro Calogero perratore».

Si evince, quindi, da questo importante documento, unico oggi esistente, che le origini della festa di San Nicola si intrecciano con le origini storiche  della città. Basta pensare infatti che Ribera, battezzata con tale nome in omaggio a Maria Afan de Ribera, moglie del principe Moncada, storicamente è nata il 25 febbraio del 1636, secondo l'atto del notaio Vincenzo Scoma, oggi conservato presso l'archivio di Stato di Sciacca. E sufficiente ricordare anche l'inizio della costruzione delle prime case della città che nacque in contrada Stampaci, meglio denominata come «piano di San Nicola», l'odierna piazza Sant'Antonio. La prima chiesa di Ribera, i cui ruderi esistevano ancora, secondo alcune testimonianze orali degli anziani, nei primi anni di questo secolo dove oggi è collocato l'immobile di proprietà dell'Enel, venne pertanto intitolata a San Nicola e in sott'ordine a Sant'Antonio da Padova.

Non si sa oggi, e la spiegazione non viene fuori dall'atto del notaio Scoma del 1644, perché la chiesa sia stata intitolata a San Nicola e perché a Ribera sia stato imposto come protettore San Nicola. Si fanno al momento diverse ipotesi. La prima fa riferimento al nome della località, «piano di San Nicola», dove sono nati, nel giro di otto anni, sia il paese che la chiesa. La seconda, invece, molto verosimile, potrebbe essere ricondotta alla presenza in quella località di qualche cappella o edicola votiva dedicata dai fedeli al grande taumaturgo di Bari. Che nei confronti di San Nicola vi sia stato in passato un culto sentito e sincero da parte dei fedeli riberesi si evince anche dal fatto che la seconda Chiesa Madre - come fa notare lo stesso Lentini - abbia portato la titolazione di Maria SS. del Rosario e di San Nicola, con in subordine la dedica a Sant'Antonio da Padova, da cui il nome all'omonima piazza. Anche alla terza Chiesa Madre, cioè l'odierna, collocata altrove rispetto alla sede originaria, viene riconfermato il nome del SS. Rosario e di San Nicola. Si presume pertanto che l'inizio della festività riberese in onore del vescovo di Mira, sia da ascrivere alla data del 6 dicembre 1644, giorno in cui è stato rogato l'atto del notaio Scorna. Si fa l'ipotesi che negli anni successivi San Nicola sia stato festeggiato con processioni e funzioni religiose in programma sempre per il 6 dicembre. Allo stato attuale non si hanno notizie dell'acquisto o della fattura dell'antico simulacro del Santo, oggi collocato, sul primo altare, entrando a sinistra, della chiesa del Rosario.

Si sa invece, grazie anche alle minuziose ricerche storiche del Lentini, che il comune, chiamato un tempo «Università», provvedeva annualmente ad erogare delle somme di denaro per l'organizzazione della festa patronale di San Nicola, di San Giuseppe e dell'Immacolata. Dai riveli del 1714 dell'archivio di Stato di Palermo si ricava, tra le uscite della pubblica amministrazione, che i giurati hanno denunciato che venivano versate per la festa di San Nicola ben quattro onze.

L'antico documento, infatti, così recita:  «E più paga ogn'anno detta Università per la Sollennità della festa deU'Immaculata Signora Padrona onze sei. E più paga ogn'anno detta Università onze quattro per la Sollennità della festa del Glorioso Santo Nicolao Padrone e Protettore di questa.

E più paga ogn'anno detta Università onze due per la Sollennità del Glorioso Patriarca San Giuseppe Padrona».

Da un altro documento, un rivelo del 1744 dell'archivio di Stato di Sciacca del notaio P. Genova, si rileva in maniera molto dettagliata la destinazione, voce per voce, delle somme elargite dall'amministrazione civica al governatore della festa di San Nicola, in quell'anno, certo Sebastiano Costa.

Ecco il dettaglio delle somme di denaro, nella traduzione del documento operata dal Lentini:

«Al 7 detto (dicembre) onze 2 e tari 4 a Sebastiano Costa per talune spese per la Sollennità del Glorioso San Nicolo Protettore di questa, cioè tari 14 per Vespero e Messa cantata, tari 15 per numero 300 maschi disparati per tal Sollennità, tari 20 per rotula 2 di cera, tari 3 per 2 tamburi, tari 2 per compra di busi, tari 7,10 per tumulo 1 di frumento forti, tari 1 per legni, tari 3 per fattura di panuzzi, grana 10 per censo per detta Messa cantata e Vespero e tari 2 al Sagristanoper sua regalia».

Non si conoscono momenti particolari della festività in onore di San Nicola. Dalle spese effettuate soltanto nel 1744 si sa che vennero realizzati la celebrazione della messa cantata, lo sparo di mortaretti chiamati «maschi», l'acquisto del frumento e la fattura dei pani da offrire all'altare o da donare ai poveri. Tra le spese non c'è alcun cenno ad un'eventuale processione del simulacro del Santo per le vie del paese, anche se l'acquisto dei «busi» per la fiaccolata fa pensare che un corteo religioso esterno veniva pur sempre fatto.

Dal 1744 ad oggi non è stato più ritrovato dai ricercatori alcun documento né presso gli archivi di Stato e nemmeno presso quelli parrocchiali. Non si sa infatti quando la festa di San Nicola sia caduta in disuso e quando la festività di San Giuseppe abbia acquistato più rilevanza e più popolarità tra i fedeli. Le tradizioni della festa di San Giuseppe, difatti, si tramandano quasi integre fino a tutt'oggi con la «straula», il carro su cui è sistemata una grande torre coperta di foglie e rami di alloro e di numerose forme di pane, con i caratteristici altari e le ricche tavolate imbandite con pietanze di ogni genere presso le abitazioni dei fedeli e con la commovente e partecipata processione della statua del Santo per Ribera.

Della festività di San Nicola non si sa, invece, proprio nulla. Si è persa  la memoria dei fatti e perfino gli anziani di oggi affermano di non aver saputo alcuna notizia, di non aver conosciuto qualche racconto tradizionale trasmesso oralmente dai loro genitori e avi. Del passato e delle origini lontane della festa oggi restano soltanto due opere. Una pregiata statua in legno, forse del '700, raffigurante il vescovo di Mira, quasi certamente utilizzata dai fedeli per la processione, un tempo situata, entrando, sul quarto altare della navata sinistra della chiesa Madre di Ribera, simulacro miracolosamente risparmiato dal crollo rovinoso del 1969 e oggi collocato, slmilmente, nella nicchia, la prima di sinistra, della chiesa del Rosario, in attesa di tornare al suo posto originario non appena la Matrice sarà ultimata nella ricostruzione.

Una grande tela, di almeno tre metri di altezza per due di larghezza, di autore ignoto, occupava la parete della cappella di San Giuseppe, nella navata di destra, della chiesa Madre. L'artista, profondo conoscitore delle origini storiche e religiose di Ribera, con mano sapiente, ha dipinto sulla tela al centro, in alto, l'immagine dell'Immacolata Concezione, tra una schiera di angeli, e ai lati, a sinistra, guardando il quadro ad olio, la figura di San Nicola vescovo e a destra quella di San Pellegrino eremita, venerato a Caltabellotta, i quali sovrastano il paese, e il drago schiacciato con fermezza dal bastone di San Pellegrino.

Oggi il dipinto, che abbisogna di un urgente restauro, si trova momentaneamente collocato presso il salone delle suore francescane, a fianco della chiesa del Rosario.

 

 

Un articolo di Enzo Minio pubblicato sul quotidiano LA SICILIA del 22 febbraio 2008

 

NOTA FINALE DEL SITO

Da questo sito gradiremmo porre all'attenzione soprattutto della Chiesa, cosa significa la frase finale

riportata in quell'atto del 1644.

 

..........c'è bisogno della licenza della benedizione e della conferma dell'Il.mo vescovo di Agrigento

e nella di lui curia vescovile di Agrigento e non altrimenti.

Ha giurato etc. Di etc. Testimoni Don Calogero rizzuto e M.ro Calogero perratore».

 

Da ciò che risulta, sembra che l'atto notarile del 1644, redatto dall'Avv. Scoma, dove si nomina San Nicola Patrono di Ribera,

anche se era presente il sacerdote Don Vincenzo Mossuto,

necessitava allora di una licenza , della benedizione e della conferma da parte del Vescovo di Agrigento ?

 

E se quella licenza, quella benedizione e quella conferma erano proprio necessarie, per rendere esecutivo l'atto,

non sarebbe opportuno sapere se ne esiste traccia  ? 

 

Solo con il ritrovamento di tale documento la querelle si potrà considerare definitivamente risolta.

 

Da contatti avuti con Raimondo Lentini, lo storico locale che aveva ritrovato l'atto notarile del 1644

e con il giornalista Enzo Minio, autore del libro "LA FESTA DI SAN NICOLA", sono venuto a conoscenza che:

allo stato attuale non risulta alcun documento di approvazione da parte del Vescovo dell'epoca e, pertanto riteniamo che, la città di Ribera non ha la documentazione necessaria

a stabilire che il Santo Patrono sia proprio San Nicola, anche se, questo santo è riconosciuto dalla maggioranza dei riberesi.

 

Si può concludere pertanto, che allo stato in cui siamo oggi, Ribera  per tradizione popolare, può anche dire di avere 

due santi patroni:  San Nicola e San Giuseppe, non ufficializzati, ma non ne ha alcuno effettivo,

che sia stato riconosciuto dalla Chiesa con un proprio documento valido.

Quindi, fino a quando non si troverà, ammettendo che esista, quella

"LICENZA DELLA BENEDIZIONE E DELLA CONFERMA DEL VESCOVO DI AGRIGENTO"

possiamo affermare che................(ufficialmente)......

<< RIBERA E' SENZA UN PATRONO ! >>

 

NOTA FINALE: Questo sito, per esclusivo e doveroso rispetto della tradizione, ed in attesa

che ulteriori fonti di informazione possano chiarire "l'enigma", condivide comunque,

l'opinione  popolare che la palma, a rivestire il ruolo di Santo Patrono della città di Ribera ,

sia da attribuire esclusivamente a SAN NICOLA .

G.N.C.

 

 

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