LA FESTA DI SANT'ANTONIO

 

 

 

 

 

(di Giuseppe Nicola Ciliberto)

 

 

 

 

 

Un artistico santino con la Sacra immagine di Sant'Antonio da Padova.

***

 

La festa dedicata a Sant'Antonio di Padova, comunemente chiamata "la Fera di Sant'Antuninu", si è sempre svolta nell'attuale Via Roma, anticamente Via Vespri Siciliani, ma nel gergo riberese chiamata "la strata larga". Fino a una trentina di anni fa era ancora considerata un grosso avvenimento religioso e popolare, molto atteso da grandi e piccini.

La durata complessiva dei festeggiamenti era quasi sempre di tre giorni, in un periodo che cadeva pressappoco tra il 10 e il 15 del mese di giugno e si concludeva con una solenne processione del Santo, a cui partecipava una numerosa folla, unitamente alle più alte autorità civili e religiose.

 

La Via Roma veniva presa letteralmente d'assalto da venditori di ogni genere, da bancarelle piccole e grandi e dalle cosiddette "barracchi" piene di giocattoli, oggetti casalinghi, ferramenta ed arnesi per l'agricoltura, che riempivano la predetta strada in tutta la sua lunghezza, dall'incrocio con la Via Scuole alla Via Conceria.

 

Inoltre numerosi luna park, giostre, banconi per giocare alla roulette e tiri a segno, allestiti nella vicina Piazza Sant’Antonino, venditori di panini o di "calia e simenza", per tutti i tre giorni di festa erano occasione di divertimento e di spensieratezza, per riberesi e forestieri, che si trovavano immersi in una magica atmosfera di luci, colori, canzoni e musiche allora molto in voga, diffuse da potenti grammofoni.

Alcuni cittadini devoti al Santo, per onorare le loro "prummisioni", preparavano i tradizionali "Tridici panuzzi di Sant'Antoniu" e dopo averli fatti benedire in Chiesa, li donavano ai più bisognosi ed in parte, in piccoli pezzi li facevano assaggiare a chiunque lo richiedesse, in quanto ciò era considerato un segno, oltre che di devozione anche di buona fortuna.

 

Ma l'evento più caratterizzante di questa festa, sempre il più atteso, era "La 'ntinna", cioè il Palo della cuccagna che veniva posto all'incrocio tra la Via Roma e la Via Scuole.

 

Un grosso palo in legno di circa 12 metri di altezza veniva issato da forzuti giovani, dopodiché veniva posto in cima, un cerchio in ferro con pietanze di varie genere e somme in denaro. Solitamente non mancava mai qualche bel gallo, o un grosso coniglio ancora vivi, che, spaventati dall'angusta posizione, forse immaginavano già quale sorte sarebbe stata a loro riservata. Inoltre, si vedeva spesso penzolare qualche bel salame o i tradizionali "caddozzi di sazizza" essiccati, unitamente ad un bel "coppo di pasta" da 5 chilogrammi ed a volte qualche pacchetto di sigarette.

 

S.Antonio da Padova tra i ragazzi

 

 

Insomma un vero tesoro, molto ambito da parecchi avventurosi giovani, che dovevano conquistarselo a forza di braccia e di gambe, non prima però di aver ripulito il difficile percorso dall'enorme massa di sapone precedentemente applicata per rendere più difficile l'impresa.

Alla gara, sempre entusiasmante, assisteva una grande folla di persone incuriosite, che tifavano per l'uno o l'altro partecipante, con gli occhi rivolti costantemente in alto e con la continua accortezza di evitare di prendere addosso qualche fastidioso schizzo di sapone.

 

Una immagine di S.Antonio da Padova

dipinta ad olio da G.Nicola Ciliberto.

 

 

 

Alla fine, dopo una o due ore circa, la cima veniva conquistata se non dal più esperto concorrente, a volte dal più furbo o dal più fortunato, che un po’ più riposato rispetto ad altri che avevano ripulito il palo dal sapone, tra la sorpresa generale, riusciva per primo ad arrivare in cima alla "'ntinna" e a toccare i premi. Tra gli applausi per il vincitore e la  delusione degli sconfitti, la festa proseguiva con il solito passeggio fino a tarda sera ed a volte con lo svolgimento di qualche manifestazione canora.

Da alcuni decenni tale festa è letteralmente scomparsa, per le notevoli difficoltà incontrate dai vari Comitati che si sono succeduti nel tempo, forse per le notevoli difficoltà  nel trovare i necessari fondi, e forse perché, ricadendo i festeggiamenti, alle porte dell'estate, la gente, col tempo, sempre più ha preferito ignorarla e starsene tranquilla a godersi le belle giornate nelle tante località di villeggiatura del territorio riberese.

 

Una rappresentazione del palo della cuccagna, comunemente chiamato "La 'ntinna" che si svolgeva ogni anno, in occasione

della Festa diu Sant'Antonino, all'incrocio tra la Via Roma e la Via Scuole. (Tratta da "Monografia sopra Ribera" di G.Salerno).

 

 

 

 

  Ribera: NASCE UN NUOVO COMITATO

per il ritorno della FESTA DI SANT'ANTONINO

 

  Il 13 Giugno 2008, alcuni giovani della Parrocchia Maria SS. Immacolata,

guidati da Alberto Ciagola e dal Sac. Mario Di Nolfo,

costituiscono il Comitato dei Festeggiamenti

in onore di Sant'Antonio da Padova.

Sono ragazzi che con la gioia e la fede nel cuore si impegnano per ricordare il nome e le gesta del Santo Patrono del quartiere. Si tratta di una festa dunque fatta da e per i ragazzi, che si svolge nel quartiere di Sant'Antonino nei giorni

che vanno dal 1 al 13 Giugno

con momenti di preghiera, meditazione e spiritualità accompagnati da momenti di fraternità gioiosa. Ed è proprio in questi momenti che viene fuori il vero spirito di

 

" li Picciotti di Sant'Antuninu  "

 

sempre pronti in prima linea a sbracciarsi per far realizzare al meglio

questi giorni meravigliosi.

Presidente dell'associazione è Alberto Ciagola, che insieme

al nuovo Parroco di Maria SS. Immacolata, il Sac. Antonio Nuara,

intende riportare questa festa allo splendore di un tempo.

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni ragazzi con il gonfalone di Sant'Antonino hanno partecipato alla

Processione della Madonna Immacolata che si è svolta l'8 dicembre 2011.

(Foto di G.N.Ciliberto)

 


ELENCO DEI MEMBRI DEL COMITATO (giovani e meno giovani)
Alberto Ciagola (presidente)
Franca Palminteri Tavormina (vice presidente)
Calogero Daino (segretario)
Giuseppina Catanzaro (tesoriere)
Vincenzo Galifi
Daniele Montalbano
Gioacchino Guddemi
Gaetano Platania
Giuseppe Putrone
Domenico Di Leo
Alberto Firetto
Gioacchino Cimino
Filippo Tavormina
Francesco Tavormina

Antonio Mulè
Anna Alfano
Giovanni Giordano
Giuseppina Borsellino
Dina Graffagnino
Domenico Daino
Maria Italiano
Maria Merlino
Giuseppina Calderone
Rosina Caronia
Romina Di Martino
Filippo Tumminia
Sandro La Giorgia
Anna Tortorici
Enzamaria La Giorgia
Alfonso Tornambè
Valeria Montalbano
Rossella Sarullo
Michele Daino
Alessia Giordano
Alessandro Daino
Clara Giordano

Per qualsiasi informazione in merito o per eventuali adesioni al Comitato si può contattare:

Il  Segretario Calogero Daino - Tel. Cell.  327-4410199

 

 

 

NOTIZIE SUL NOME ANTONIO o ANTONINO

(Colui che resiste)

(Articolo di Giuseppe Nicola Ciliberto, pubblicato su 15 Giorni)

Dopo Giuseppe e Giovanni, nella graduatoria dei nomi italiani più diffusi troviamo Antonio, con vari derivati quali:

Antonino, Antonello, Tonio, Tonino, Tony, ecc.

Molti Antonius dell'antica Roma appartenevano a nobili famiglie, facenti parte, o direttamente discendenti da una potente casata soprannominata degli "Antonii", tra i quali uno dei più celebri fu Marc'Antonio, sostenitore di Giulio Cesare e antagonista di Ottaviano.

Il nome Antonio, quasi certamente è di origine etrusca, ma non se ne conosceva il vero significato, fino a quando, in epoca rinascimentale, venne arbitrariamente associato al vocabolo greco "ànthos" , che voleva dire "fiore". Ma tale ipotesi, venne col tempo abbandonata da vari studiosi che sostennero invece che la vera provenienza era dal verbo greco "antéko", che significava "resistere", per cui Antonio sarebbe <<colui che resiste>>.

Nel Medioevo, il nome ha avuto larga diffusione, grazie a due santi, per i quali grande era il culto dei popoli, dei quali uno era Sant'Antonio abate, e l'altro Sant'Antonio di Padova, mentre in epoca moderna, molto ha contribuito la tragedia di William Shakespeare "Antonio e Cleopatra".

 

Curiosità:

La credenza popolare attribuisce a Sant'Antonio il potere di far trovare un fidanzato o una fidanzata, se gli viene chiesto con molta devozione dai propri fedeli ed a tal proposito, secondo vecchie tradizioni, specialmente le giovani ragazze da marito così invocavano il Santo: <<Sant'Antonio, Sant'Antonio / trovami un fidanzato / che sia come te / buono, bello e colorato>>.

Chi si chiama Antonio può festeggiare il proprio onomastico varie volte nel corso di un anno, a seconda che preferisca il Sant'Antonio patrono di Piacenza che si festeggia il 4 luglio, o Sant'Antonio, arcivescovo di Firenze il 10 maggio o ancora Sant'Antonio abate il 17 gennaio

e Sant'Antonio di Padova il 13 giugno.

Per le donne esistono altre due possibilità, il 28 febbraio, festa della Beata Antonia da Firenze e il 14 febbraio , festa di Sant'Antonia da Pisa.

In Italia molti sono i diminutivi e i derivati del nome Antonio e tra questi si ricordano: Antonino, Tonino, Nino,Tonio, Tony, ed anche Totò, come era chiamato in arte il grande attore Principe Antonio De Curtis.

Personaggi:

Tra gli Antonio famosi, oltre a quelli già menzionati si ricordano: Antonello da Messina(1430-1479) eccellente pittore siciliano, l'imperatore romano Antonino Pio(86-161 d.c.) ed un certo Antonio Aquili, detto Antoniazzo Romano, pittore del '500 che lavorò con il Perugino, con il Ghirlandaio e partecipò alla esecuzione degli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano.

A Ribera: Tra i riberesi che hanno rivestito cariche istituzionali o ruoli di interesse pubblico ricordiamo: Antonino Parlapiano(1839-1903),

sindaco dal 1871 al 1872 , poi nel 1874 ed ancora dal 1885 al 1896 e negli ultimi anni della sua vita eletto Deputato al Parlamento,

il sac.Antonino Montalbano, sindaco facente funzioni tra il 1883 e il 1884 , Antonino D'Inghile, sindaco dal 1990 al 1992 ed infine

il Dott.Antonino Mangiacavallo, detto Nenè, sindaco dal 1992 al 1993 e che alcuni anni fa ha rivestito per un quinquennio

la prestigiosa carica di Deputato al Parlamento Nazionale, con incarichi anche di Sottosegretario.

A Ribera: Tra i riberesi che hanno rivestito cariche istituzionali o ruoli di interesse pubblico ricordiamo: Antonino Parlapiano(1839-1903),

sindaco dal 1871 al 1872 , poi nel 1874 ed ancora dal 1885 al 1896 e negli ultimi anni della sua vita eletto Deputato al Parlamento,

il sac.Antonino Montalbano, sindaco facente funzioni tra il 1883 e il 1884 , Antonino D'Inghile, sindaco dal 1990 al 1992 ed infine

il Dott.Antonino Mangiacavallo, detto Nenè, sindaco dal 1992 al 1993 e che alcuni anni fa ha rivestito per un quinquennio

la prestigiosa carica di Deputato al Parlamento Nazionale, con incarichi anche di Sottosegretario.

Varianti e forme dialettali:

Antuninu/a, Antoniu/a, Antonellu/a, Nellu/a, Toninu, Ninu, Nenè, Nonì, Niniddu, Ninuzzu, 'Ntoni, 'Ntoniu/a.

 

 

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