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LA
FESTA DI S. NICOLA
Il Santo Patrono di Ribera
(6 dicembre)
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NOTIZIE SULLA FESTA
I GOVERNATORI DELLA FESTA
(Dal 1987 al 2009)
1987 Natale
Taglialavore
1988 Antonino
Spallino
1989 Alfonso
Bongiorno
1990 Vincenzo
Gaglio
1991 - 1992 e 1993: La Festa non è stata
organizzata.
1994 Vincenzo
Sarullo
1995 Sebastiano
Cocchiara
1996 Pietro
Sarullo
1997 Michele
Mandracchia
1998 Domenico
Mandese
1999 Michele
Cocchiara
2000 Antonino
Caternicchia
2001 Maurizio
Bono
2002 "Il
Comitato"
2003 Francesco
Cocchiara
2004 Nicola
Provenzano
2005 Cinzia
Zagra
2006 Franco
Lupi
2007 Angelo
Cacocciola
2008 Il Comitato
2009 Angelo Cocchiara
Anche i festeggiamenti a San Nicola, risalgono a
pochi anni fa e tutto quanto è stato fatto fino ad oggi è esclusivo merito del
sacerdote e dei parrocchiani della Chiesa sorta nel rione del "Cozzo di
Mastrogiovanni".
Gli organizzatori facenti parte del giovane Comitato, di
anno in anno si attivano con sempre maggiore impegno e sicuramente fra non
molto, tale ricorrenza sarà senz'altro destinata ad uscire fuori dal quartiere,
per raggiungere i livelli che giustamente competono all'unica festa popolare in
onore del Santo, che soprattutto è il Patrono della nostra città.
A Ribera, fin dai tempi più remoti, i bambini si
rivolgono al Santo per rinnovare i denti di latte caduti spontaneamente.
Infatti, quando ad un bambino cade un dente, questi, lo getta sul tetto di una
casa, pronunciando le seguenti parole: "San Nicola, San Nicola, vi dugnu lu
vecchiu e vù mi dati lu novu".
Un'altra credenza che risale al Medioevo
afferma infine, che al nome di San Nicola è legata l'origine di Babbo
Natale, detto anche Santa Klaus, che ogni anno porta i regali ai
bambini buoni di tutto il mondo.
Naturalmente Ribera può ritenersi orgogliosa di
avere come Patrono un Santo che è ritenuto tra i più importanti della Chiesa
Cattolica.
Altra peculiarità della Festa di San Nicola, che
si svolge tra il 4 e l'8 del mese di dicembre, è quella di dar vita, ogni anno,
ad una serie di iniziative culturali, spettacoli canori, recite di testi
religiosi e manifestazioni di vario genere, che lasciano presagire una sicura
crescita di questa importante festività.
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La statua di San Nicola durante
la preparazione
per la Festa del 6 dicembre.
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La Chiesa di San Nicola addobbata a festa.
Foto ripresa il 5 dicembre 2007.
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Un artistico santino di
San Nicola |
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La copertina del libro di Enzo Minio, che è stato patrocinato e finanziato dal Comune di Ribera, nell'anno 1997.
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Il Sacerdote Don Luigi
Augello, titolare
della Parrocchia di San
Pietro di Borgo Bonsignore e della Chiesa di San Nicola a Ribera |

Giuseppe Castelli, componente del Comitato Festa di San Nicola e regista di varie manifestazioni culturali.
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Foto
riprese 2 dicembre 2007
IN OCCASIONE DELLA SFILATA DEI
CARRETTI SICILIANI
"TAMMURINARA" E
GRUPPO FOKLORISTICO

Alcuni componenti del Comitato 2007
Foto riprese il 3 dicembre 2006
IN OCCASIONE DELLA SFILATA DEI
CARRETTI SICILIANI
"TAMMURINARA" E
GRUPPO FOKLORISTICO

RIBERA 3 dicembre 2006 - Il Comitato Festa di
San Nicola
NOTIZIE STORICHE
San Nicola di Mira
(e di Bari) Vescovo
6 dicembre
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(Notizie tratte da siti internet
dedicati al culto di San Nicola di Bari)
Pàtara, Asia Minore
(attuale Turchia), ca. 250 - Mira, Asia Minore, ca. 326
Proveniva da una famiglia nobile. Fu
eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin
da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione
di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto
di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il
suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi.

San Nicola è il leggendario
Santa Claus, ovvero il Babbo Natale dei paesi anglosassoni, e il
NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.
San Nicola è il Patrono di: Bambini,
Ragazzi e ragazze, Scolari, Farmacisti, Mercanti, Naviganti, Pescatori,
Profumieri
Etimologia: Nicola = vincitore del
popolo, dal greco.
Emblema: Bastone pastorale, tre
sacchetti di monete (tre palle d'oro)
La Basilica di
San Nicola a Bari in una suggestiva veduta aerea. |
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La sua fama è universale, documentata da chiese e
opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla
sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Pàtara
di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di
Mira, nella stessa Licia. E qui, dicono alcune leggende, compie un
miracolo dopo l’altro. Come accade alle personalità forti, quasi ogni
suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre
ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri
portenti... Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori
entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia
dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per
Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti
tempestivi. Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare,
e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore... Un
“Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle
ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325
al Concilio di Nicea.
Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde
dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel
VI secolo). Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori
dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno
via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando
da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.
Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato
il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”.
Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai
Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi
resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la
città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle
reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il
29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già
pronta, della Basilica a lui dedicata nella stessa città di Bari. E’ il Papa in
persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare.
Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni
“greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani,
è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede
dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche
una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054
possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro
Studi San Nicola: "In tal modo la basilica si presenta... come una
realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa". Nicola di Mira e di
Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell'iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in
mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d'oro,
spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d'oro.
Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola,
un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie
e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a
prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre
sacchietti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle
fanciulle, salvandone la purezza.
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UNA STORIELLA SU SAN NICOLA
Protettore dei fanciulli
E' la sera del 5
dicembre: i bambini dell'Italia Settentrionale mettono
sul davanzale calze e scarpe. Nelle strade, le vetrine
piene di giocattoli, libri, dolci, splendono di
addobbi... Nella notte "San Nicolò" distribuirà tutte
quelle belle cose nelle calzature dei bambini buoni,
come fa la Befana a gennaio. San Nicola fu vescovo di
Mira. Era nato a Patara nella Lisia (Asia Minore). La
storia ci dice che morì nell'anno 350. Ma perché é
diventato un "portatore di doni" ai bambini? E' la
tradizione leggendaria a raccontare i fatti che fecero
nascere questa usanza diffusa nel mondo. San Nicola, si
racconta, venne a sapere che tre povere bambine della
sua città, sarebbero state vendute come schiave, perché
la famiglia non poteva assegnare loro una dote con la
quale, divenute grandi, si sarebbero potute sposare.
Allora il vescovo andò solo nella notte, fino alla casa
delle povere bambine e posò sulla finestra tre sacchetti
pieni d'oro.
Il suo amore per i piccoli é ricordato anche da un
miracolo: resuscitò tre bambini durante le persecuzioni
degli ariani. Il vescovo di Mira é anche il patrono dei
marinai e la Basilica di Bari, che é una delle chiese
più belle e più antiche di Bari, é ancor oggi meta di
pellegrinaggi da tutto il mondo. In altre nazioni
europee San Nicola é invece celebrato con allegre
cerimonie: in Olanda il 6 dicembre, il personaggio che
lo rappresenta gira nelle strade di Amsterdam,
distribuendo dolci ai bambini, accompagnato da un servo
nero chiamato Zwarte Piet.
Vi é poi una grande manifestazione degli studenti di
Leida che sfilano indossando vecchi costumi, preceduti
dal carro con cavalli impennacchiati, sul quale, il più
bravo di loro siede vestito da San Nicola.
Con queste allegre feste in realtà il mondo ricorda che,
per tutta la sua vita, il vescovo fu sempre vicino ai
fanciulli, insegnando loro a far opere buone, a
soccorrere gli infelici e a confortare i derelitti.
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Culto e tradizione
(Per saperne di più su
San Nicola,
CLICCATE
su tutte le parole
sottolineate di colore azzurro)
San Nicola è uno dei santi più popolari del
cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti
miracoli a favore di bisognosi. Il suo emblema è il bastone
pastorale e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d'oro).
Il culto fu portato a
New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della
città di Amsterdam), sotto il nome di santa Klaaus. Il santo è
oggi patrono, oltre che dei marinai, anche dei commercianti e
per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di
Commercio di Bari. Secondo la tradizione, il 5 dicembre portava
i doni (la strenna) ai bambini buoni. In alcuni paesi
dell'Europa orientale, la tradizione vuole che porti una verga
ai bambini non meritevoli, con cui i genitori possano punirli. A
Bari
il culto è molto sentito, e la prima domenica di maggio si
festeggia il Santo con una lunga festa che ripercorre l'evento
traslazione delle sue ossa nella città trascinando una caravella
sul lungomare.
Viene festeggiato il
6 dicembre. Dal
XVII secolo viene considerato benefattore dei bambini: da
allora esiste in molti paesi europei l'uso di mettere la sera
del
5 dicembre gli stivali fuori dalla porta di casa in modo che
il santo possa riempirli di noci, mandarini e biscotti. Questa
tradizione è sentita anche in Italia a
Trieste e Bari.
Tradizionalmente viene rappresentato vestito da vescovo con
mitra e
pastorale. L'attuale rappresentazione in abito rosso bordato
di bianco origina dal poema "A Visit from St. Nicholas" del
1821
di
Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e
paffutello, contribuendo alla diffusione della figura laicizzata
di
Babbo Natale.
Nella
Chiesa ortodossa russa san Nicola è spesso la terza
icona insieme a
Cristo e a
Maria col bambino nell'iconostasi
delle chiese.
Alcune
Chiese dedicate a san Nicola
Bari,
Orroli,
Gravina in Puglia,
Matera (Chiesa rupestre di San Nicola dei Greci),
Ischia (Eremo di San Nicola),
Pisa,
Madrid,
New York,
Caserta (San Nicola La Strada),
Carpino (FG) (Chiesa di San Nicola di Mira, o Chiesa Madre),
Sassari (Cattedrale di San Nicola di Bari),
Trieste (Chiesa di San Nicolò dei Greci),
Castellaneta (Cattedrale di San Nicola),
Lido di Venezia (Chiesa e monastero di San Niccolò),
Cappelle dei Marsi (AQ) (Abbazia di San Nicola di Bari), Mira
(VE) (Parrochia di San Nicolò di Mira); Lecco (Basilica di San
Nicolò); Piona (LC) (Abbazia di San Nicolò),
Pietra Ligure (SV) (Chiesa di San Nicolò),
Chiesa di San Nicolò (Padova);
Notizie e curiosità sul nome
NICOLA:
(Vincitore tra i popoli)
(di Giuseppe Nicola Ciliberto, pubblicato sul giornale riberese 15 GIORNI)
Uno dei nomi più
importanti e diffusi in Italia è Nicola, il cui principale onomastico ricade il
6 dicembre ed è divenuto molto popolare, grazie al culto di San Nicola di
Bari, che in realtà era nativo di Mira, in Asia Minore , dapprima abate in
un monastero e divenuto poi Arcivescovo della città dove è morto nell’anno 342.
In Italia, in
seguito, San Nicola di Mira, divenne San Nicola di Bari, in quanto, in seguito
alla sua grande popolarità, nel 1087, un gruppo di mercanti baresi, prelevarono,
o più esattamente, rubarono il corpo del santo, portandolo a Bari, ove a tutt’oggi
è sepolto e della quale è divenuto il Patrono.
Successivamente il
nome Nicola si è diffuso nel resto dell’Europa orientale, in particolare in
Russia, ove, addirittura due Zar lo hanno portato ed allo stesso, eletto Patrono
della Nazione sono state dedicate numerose basiliche.
Il nome, con tutte le
sue varianti, deriva dal greco Nikòlaos, termine formato da "nikàn"
(vincere) e dal sostantivo "laòs" (popolo), sicchè letteralmente, prende
il significato di "Vincitore tra i popoli".
Curiosità:
Il nome Nicola,
tradotto nel latino Nicolàus, predomina nell’Europa centrale e in Italia,
con una maggiore densità in Puglia, dove un’antica leggenda, tramandata fino ai
giorni nostri, attribuisce a San Nicola, il potere di aiutare e salvare i
bambini da ogni sorta di violenza.
Pertanto, la sua
festa, divenne automaticamente la "Festa dei bambini" e dopo qualche
tempo, per merito di alcuni olandesi emigrati negli Stati Uniti d’America, San
Nicola diventò Santa Claus, da noi riscoperto soltanto nel dopoguerra, come
Babbo Natale, cioè il leggendario vecchietto, con la barba e i baffi
bianchissimi, vestito di rosso, che porta i regali a tutti i bambini del mondo.
Hanno portato questo
nome alcuni illustri personaggi, come:
gli zar di Russia
Nicola I Romanov (1796-1855) e Nicola II Romanov (1868-1918).
Nicola Pisano (1220 –
1284), grande scultore considerato una delle maggiori figure dell’Arte italiana,
formatosi nel clima classicheggiante del cosiddetto Rinascimento meridionale
ispirato da Federico II. Altri artisti famosi sono stati il violinista Nicolò
Paganini e il letterato Niccolò Machiavelli .
Personaggi riberesi di nome Nicola o Nicolò:
Bisogni Nicolò
(Notaio), Sindaco f.f. (facente funzioni) tra il 1883 e il 1884.
Inglese Nicolò,
(nato a Ribera 1898 e morto a Gela 1991), Podestà dal 1935 al 1939 e autore di
tre libri: "Crispi", "Il modellatore di anime" e "Storia di Ribera".
Borsellino Nicolò
(1922–1983), Assessore comunale e poi Sindaco nel periodo tra il 1955 e 1960.
Inglese Nicolò,
omonimo cugino del Podestà, nato a New York nel 1922, Sindaco di Ribera nel
1964, è stato anche il fondatore della Società S. Vincenzo dè Paoli nel 1933.
Salerno Nicola, è
stato in assoluto, il primo Segretario Comunale di Ribera dal 1860 al 1863.
Varianti e forme
dialettali riberesi del nome:
Nicolò, Nicola,
Niculinu, Niculineddu, Niculà ,Niccolò, Nicolao, Nicoletta, Cocò, Cola, e i
più moderni Nico, Nicol e Nick ed altri di influsso francese come Colette o
Coletta.

Il Palazzo comunale di Ribera con la scritta "W S.NICOLA"
Foto ripresa il 6 dicembre 2007
IL PANDOLCE DI SAN NICOLA
Quando il mio libro <<TRADIZIONI POPOLARI – Ribera ieri,
Ribera oggi>>, si trovava già in avanzata fase di stampa presso la tipografia
Agrostampa della Ditta Matinella di Ribera, sono venuto a conoscenza da
autorevoli componenti del Comitato della Festa di San Nicola dell’anno 2000, che
anche il nostro Patrono, aveva un suo dolce tipico ed originale: Il “Pandolce
di San Nicola”.
Non potevo assolutamente farmi sfuggire l’occasione di
inserire la ricetta nel mio libro, per cui, ho fatto in modo di trovare il
giusto spazio nell’apposito capitolo, con il non celato auspicio, credo anche da
parte del Comitato stesso, che questo nuovo dolce, a buon diritto, venisse col
tempo, annoverato tra le pietanze tradizionali di Ribera.
Trattasi di un impasto con vari ingredienti, simile in parte
al tradizionale panettone, dal quale si ricavano dei piccoli pani che si possono
consumare in qualsiasi momento della giornata.
Ingredienti:
Kg. 1 di farina tipo “Manitoba” o tipo “00” – ½ litro di
latte – grammi 50 circa di lievito di birra – grammi 20 di sale – grammi 40
circa di zucchero – grammi 100 di miele – grammi 100 di margarina – 1 uovo
intero.
A piacere si possono aggiungere:
canditi di buccia d’arancia, pezzettini di fichi secchi e
spicchi di mandorle intere in superficie.
Per l’aroma:
Se non si trova quello specifico per panettone, usare a
piacere Maraschino o Rum, nella quantità preferita.
Il procedimento, semplicissimo, consiste nell’impastare tutti
gli ingredienti, escluse le mandorle, ricavarne delle formette rotonde o
allungate di circa 80 grammi cadauna. Dopo la lievitazione ed avere posto sopra
una sola mandorla, infornare in forno già riscaldato a 200 gradi.
La degustazione del “Pandolce di San Nicola” si dice,
è portatrice di buona fortuna ed assicura per il futuro, una vita di serenità,
sicuri della protezione del nostro miracoloso Patrono di Ribera.
Noi suggeriamo di
preparare il nostro dolce tradizionale riberese, IL PANDOLCE DI SAN NICOLA,
ma chi volesse
fare un confronto con un altro Pandolce molto noto in Italia, chiamato PANDOLCE
GENOVESE
può procedere alla
realizzazione di quest'altra ricetta.
Il Pandolce genovese
Per chi intendesse prepararlo per le feste Natalizie, e non l'ha mai fatto,
vi consiglio di prepararlo anche 10 giorni prima, perchè diventa sempre più buono.
Naturalmente da conservarsi in luogo asciutto e fresco.
1 etto di lievito di birra
200 gr di cedro e arancia canditi
un cucchiaino di acqua di fior d'arancio (vedi ricetta riportata sotto)
Sciogliere il burro a bagnomaria e impastare con questo la farina a cui si è già mescolato il lievito sciolto in poca acqua calda, lo zucchero e
l'acqua di fior d'arancio. Lavorare l'impasto che risulterà molto morbido. Intanto si era già messo a bagno l'uvetta, lo zibibbo e si è fatto a pezzettini
il cedro e l'arancia canditi (mi raccomando che siano freschi e morbidi). Unire tutto all'impasto e lavorarlo per una mezz'ora. Fare due pani e lasciarli
un paio d'ore a lievitare.
Infornarli, a forno caldo , con la temperatura che adottate per le torte. Verificate il tempo necessario per la vostra cottura.
Regolarsi secondo la propria esperienza personale:
Tradizione antica, legata a questo dolce:
Deve essere tagliato dal più giovane della tavolata natalizia. Pare che la prima fetta dovesse essere conservata
per darla al primo povero che bussava alla porta.
La ricetta dell'Acqua Di
Fiori D'arancio
Ingredienti:
gr. 200 di fiori di arance amare (zagare) - Un litro di acqua .
Istruzioni per la preparazione: Mettere in un vaso, i fiori
d'arancio con l'acqua. Chiudere ermeticamente e
far riposare per
24 ore scuotendo spesso il vaso, quindi fìltrare l'acqua che sarà già pronta per
l'uso.




NOTA:
Il sito
www.cilibertoribera.it, condivide
la diffusa opinione popolare che il Santo Patrono di Ribera
sia proprio San Nicola, in quanto molto più
accreditato in base a qualche antico documento ritrovato.
Ma tantissimi fedeli e seguaci di San Giuseppe ne
hanno rivendicato, a loro volta il diritto,
affinchè il loro Santo, festeggiato da sempre,
sia onorato come il vero Patrono della città.
....Per amore della verità storica.......riteniamo di
andare
più in fondo alla questione,
ripubblicando alcune notizie .....
Ricostruiamo la storia attraverso i documenti e i libri che abbiamo consultato e
secondo quanto è stato inserito su questo sito.
Il
sito, in data 15 febbraio 2008 aveva posto il seguente quesito
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CHI E' IL
SANTO PATRONO DI RIBERA ? San Nicola o San Giuseppe ?
ENTRA
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