LA FESTA DI S. NICOLA 

 

Il "Santo Patrono di Ribera"  -  (Si festeggia il 6 dicembre)

 

 

RIBERA: Bassorilievo di San Nicola

che si trova sul prospetto della omonima Chiesa di San Nicola o Chiesa Madre.

 

Anche i festeggiamenti a San Nicola, risalgono a pochi anni fa e tutto quanto è stato fatto fino ad oggi è esclusivo merito del sacerdote e dei parrocchiani della Chiesa sorta nel rione del "Cozzo di Mastrogiovanni".  Gli organizzatori facenti parte del giovane Comitato, di anno in anno si attivano con sempre maggiore impegno e sicuramente fra non molto, tale ricorrenza sarà senz'altro destinata ad uscire fuori dal quartiere, per raggiungere i livelli che giustamente competono all'unica festa popolare in onore del Santo, che soprattutto è il Patrono della nostra città.

A Ribera, fin dai tempi più remoti, i bambini si rivolgono al Santo per rinnovare i denti di latte caduti spontaneamente. Infatti, quando ad un bambino cade un dente, questi, lo getta sul tetto di una casa, pronunciando le seguenti parole:

"San Nicola, San Nicola, vi dugnu lu vecchiu e vù mi dati lu novu".

Un'altra credenza che risale al Medioevo afferma infine, che al nome di San Nicola è legata l'origine di Babbo Natale, detto anche Santa Klaus, che ogni anno porta i regali ai bambini buoni di tutto il mondo. Naturalmente Ribera può ritenersi orgogliosa di avere come Patrono un Santo che è ritenuto tra i più importanti della Chiesa Cattolica.  Altra peculiarità della Festa di San Nicola, che si svolge tra il 4 e l'8 del mese di dicembre, è quella di dar vita, ogni anno, ad una serie di iniziative culturali, spettacoli canori, recite di testi religiosi e manifestazioni di vario genere, che lasciano presagire una sicura crescita di questa importante festività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La statua di San Nicola durante la preparazione

per la Festa del 6 dicembre.

La Chiesa di San Nicola addobbata a festa.

Foto ripresa il 5 dicembre 2007.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un artistico santino di San Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La copertina del libro di Enzo Minio, che è stato patrocinato e finanziato dal Comune di Ribera,  nell'anno 1997.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sacerdote Don Luigi Augello, titolare

della Parrocchia di San Pietro di Borgo Bonsignore

e della Chiesa di San Nicola a Ribera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Castelli, componente del Comitato Festa di San Nicola e regista di varie manifestazioni culturali.

 

 

Una foto recente del Comitato "Festa di san Nicola"

 

IN OCCASIONE DELLA SFILATA DEI CARRETTI SICILIANI

 "TAMMURINARA"  E GRUPPO FOKLORISTICO

 

Alcuni componenti del Comitato - Edizione della Festa di san Nicola del 2007

 

 

SFILATA DEI CARRETTI SICILIANI

"TAMMURINARA"  E GRUPPO FOKLORISTICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIBERA : Festa di San Nicola - 6 Dicembre 2010 :

Il Comitato della Festa di San Nicola e il Gruppo di ragazze in costume da Babbo Natale.

(Foto di G.Nicola Ciliberto)

 

Il Comitato Festa di San Nicola

RIBERA 3 dicembre 2006

La copertina di un libro di Enzo Minio

dedicato alla festa di San Nicola a Ribera

 

I GOVERNATORI DELLA FESTA

 

(Dal 1987 al 2011)

1987    Natale Taglialavore

1988    Antonino Spallino

1989    Alfonso Bongiorno

1990    Vincenzo Gaglio

1991 - 1992 e 1993: La Festa non è stata organizzata.

1994    Vincenzo Sarullo

1995    Sebastiano Cocchiara

1996    Pietro Sarullo

1997    Michele Mandracchia

1998    Domenico Mandese

1999    Michele Cocchiara

2000    Antonino Caternicchia

2001    Maurizio Bono

2002    "Il Comitato"

2003    Francesco Cocchiara

2004    Nicola Provenzano

2005    Cinzia Zagra

2006    Franco Lupi

2007   Angelo Cacocciola

2008   Il Comitato

2009   Angelo Cocchiara

2010 Giuseppe Di Giovanna

2011 Francesco Lupi

 

(Da aggiornare anni successivi)

 

 

 

 

 

NOTIZIE STORICHE

San Nicola di Mira (e di Bari) Vescovo

 

(Notizie tratte da siti internet dedicati al culto di San Nicola di Bari)

Pàtara, Asia Minore (attuale Turchia), ca. 250 - Mira, Asia Minore, ca. 326

Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi.

San Nicola è il leggendario Santa Claus, ovvero il Babbo Natale dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.

San Nicola è il Patrono di: Bambini, Ragazzi e ragazze, Scolari, Farmacisti, Mercanti, Naviganti, Pescatori, Profumieri

Etimologia: Nicola = vincitore del popolo, dal greco.

Emblema: Bastone pastorale, tre sacchetti di monete (tre palle d'oro)

 

 

 

La Basilica di San Nicola a Bari in una suggestiva veduta aerea.

La sua fama è universale, documentata da chiese e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia. E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro. Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti... Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi. Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore... Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.
Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo). Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.
Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”. Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della Basilica a lui dedicata nella stessa città di Bari. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare.

Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: "In tal modo la basilica si presenta... come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa". Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell'iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d'oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d'oro.

Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchietti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

 

UNA STORIELLA SU SAN NICOLA

Protettore dei fanciulli

E' la sera del 5 dicembre: i bambini dell'Italia Settentrionale mettono sul davanzale calze e scarpe. Nelle strade, le vetrine piene di giocattoli, libri, dolci, splendono di addobbi... Nella notte "San Nicolò" distribuirà tutte quelle belle cose nelle calzature dei bambini buoni, come fa la Befana a gennaio. San Nicola fu vescovo di Mira. Era nato a Patara nella Lisia (Asia Minore). La storia ci dice che morì nell'anno 350. Ma perché é diventato un "portatore di doni" ai bambini? E' la tradizione leggendaria a raccontare i fatti che fecero nascere questa usanza diffusa nel mondo. San Nicola, si racconta, venne a sapere che tre povere bambine della sua città, sarebbero state vendute come schiave, perché la famiglia non poteva assegnare loro una dote con la quale, divenute grandi, si sarebbero potute sposare. Allora il vescovo andò solo nella notte, fino alla casa delle povere bambine e posò sulla finestra tre sacchetti pieni d'oro.

 Il suo amore per i piccoli é ricordato anche da un miracolo: resuscitò tre bambini durante le persecuzioni degli ariani. Il vescovo di Mira é anche il patrono dei marinai e la Basilica di Bari, che é una delle chiese più belle e più antiche di Bari, é ancor oggi meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. In altre nazioni europee San Nicola é invece celebrato con allegre cerimonie: in Olanda il 6 dicembre, il personaggio che lo rappresenta gira nelle strade di Amsterdam, distribuendo dolci ai bambini, accompagnato da un servo nero chiamato Zwarte Piet.

Vi é poi una grande manifestazione degli studenti di Leida che sfilano indossando vecchi costumi, preceduti dal carro con cavalli impennacchiati, sul quale, il più bravo di loro siede vestito da San Nicola.

Con queste allegre feste in realtà il mondo ricorda che, per tutta la sua vita, il vescovo fu sempre vicino ai fanciulli, insegnando loro a far opere buone, a soccorrere gli infelici e a confortare i derelitti.

Culto e tradizione

Notizie e curiosità sul nome

 

NICOLA:  (Vincitore tra i popoli)

(di Giuseppe Nicola Ciliberto,

pubblicato sul giornale riberese 15 GIORNI)

 

Uno dei nomi più importanti e diffusi in Italia è Nicola, il cui principale onomastico ricade il 6 dicembre ed è divenuto molto popolare, grazie al culto di San Nicola di Bari, che in realtà era nativo di Mira, in Asia Minore , dapprima abate in un monastero e divenuto poi Arcivescovo della città dove è morto nell’anno 342.

In Italia, in seguito, San Nicola di Mira, divenne San Nicola di Bari, in quanto, in seguito alla sua grande popolarità, nel 1087, un gruppo di mercanti baresi, prelevarono, o più esattamente, rubarono il corpo del santo, portandolo a Bari, ove a tutt’oggi è sepolto e della quale è divenuto il Patrono.

Successivamente il nome Nicola si è diffuso nel resto dell’Europa orientale, in particolare in Russia, ove, addirittura due Zar lo hanno portato ed allo stesso, eletto Patrono della Nazione sono state dedicate numerose basiliche.

Il nome, con tutte le sue varianti, deriva dal greco Nikòlaos, termine formato da "nikàn" (vincere) e dal sostantivo "laòs" (popolo), sicchè letteralmente, prende il significato di "Vincitore tra i popoli".

 

Curiosità:

Il nome Nicola, tradotto nel latino Nicolàus, predomina nell’Europa centrale e in Italia, con una maggiore densità in Puglia, dove un’antica leggenda, tramandata fino ai giorni nostri, attribuisce a San Nicola, il potere di aiutare e salvare i bambini da ogni sorta di violenza.

Pertanto, la sua festa, divenne automaticamente la "Festa dei bambini" e dopo qualche tempo, per merito di alcuni olandesi emigrati negli Stati Uniti d’America, San Nicola diventò Santa Claus, da noi riscoperto soltanto nel dopoguerra, come Babbo Natale, cioè il leggendario vecchietto, con la barba e i baffi bianchissimi, vestito di rosso, che porta i regali a tutti i bambini del mondo.

 

Hanno portato questo nome alcuni illustri personaggi, come:

gli zar di Russia Nicola I Romanov (1796-1855) e Nicola II Romanov (1868-1918).

Nicola Pisano (1220 – 1284), grande scultore considerato una delle maggiori figure dell’Arte italiana, formatosi nel clima classicheggiante del cosiddetto Rinascimento meridionale ispirato da Federico II. Altri artisti famosi sono stati il violinista Nicolò Paganini e il letterato Niccolò Machiavelli .

Personaggi riberesi di nome Nicola o Nicolò:

Bisogni Nicolò (Notaio), Sindaco f.f. (facente funzioni) tra il 1883 e il 1884.

Inglese Nicolò, (nato a Ribera 1898 e morto a Gela 1991), Podestà dal 1935 al 1939 e autore di tre libri: "Crispi", "Il modellatore di anime" e "Storia di Ribera".

Borsellino Nicolò (1922–1983), Assessore comunale e poi Sindaco nel periodo tra il 1955 e 1960.

Inglese Nicolò, omonimo cugino del Podestà, nato a New York nel 1922, Sindaco di Ribera nel 1964, è stato anche il fondatore della Società S. Vincenzo dè Paoli nel 1933.

Salerno Nicola, è stato in assoluto, il primo Segretario Comunale di Ribera dal 1860 al 1863.

 

Varianti e forme dialettali riberesi del nome:

Nicolò, Nicola, Niculinu, Niculineddu, Niculà ,Niccolò, Nicolao, Nicoletta, Cocò, Cola, e i più moderni Nico, Nicol e Nick ed altri di influsso francese come Colette o Coletta.

 

 

 

Il Palazzo comunale di Ribera con la scritta "W S.NICOLA"

Foto ripresa il 6 dicembre 2007

 

IL PANDOLCE DI SAN NICOLA

Quando il mio libro <<TRADIZIONI POPOLARI – Ribera ieri, Ribera oggi>>, si trovava già in avanzata fase di stampa presso la tipografia Agrostampa della Ditta Matinella di Ribera, sono venuto a conoscenza da autorevoli componenti del Comitato della Festa di San Nicola dell’anno 2000, che anche il nostro Patrono, aveva un suo dolce tipico ed originale: Il “Pandolce di San Nicola”.

Non potevo assolutamente farmi sfuggire l’occasione di inserire la ricetta nel mio libro, per cui, ho fatto in modo di trovare il giusto spazio nell’apposito capitolo, con il non celato auspicio, credo anche da parte del Comitato stesso, che questo nuovo dolce, a buon diritto, venisse col tempo, annoverato tra le pietanze tradizionali di Ribera.

Trattasi di un impasto con vari ingredienti, simile in parte al tradizionale panettone, dal quale si ricavano dei piccoli pani che si possono consumare in qualsiasi momento della giornata.

 

Ingredienti:

Kg. 1 di farina tipo “Manitoba” o tipo “00” – ½ litro di latte – grammi 50 circa di lievito di birra – grammi 20 di sale – grammi 40 circa di zucchero – grammi 100 di miele – grammi 100 di margarina – 1 uovo intero.

A piacere si possono aggiungere:

canditi di buccia d’arancia, pezzettini di fichi secchi e spicchi di mandorle intere in superficie.

Per l’aroma:

Se non si trova quello specifico per panettone, usare a piacere Maraschino o Rum, nella quantità preferita.

Il procedimento, semplicissimo, consiste nell’impastare tutti gli ingredienti, escluse le mandorle, ricavarne delle formette rotonde o allungate di circa 80 grammi cadauna. Dopo la lievitazione ed avere posto sopra una sola mandorla, infornare in forno già riscaldato a 200 gradi.

La degustazione del “Pandolce di San Nicola” si dice,

è portatrice di buona fortuna ed assicura per il futuro, una vita di serenità, sicuri della protezione del nostro miracoloso Patrono di Ribera.

 

 

Noi suggeriamo di preparare il nostro dolce tradizionale riberese, IL PANDOLCE DI SAN NICOLA,

ma chi volesse fare un confronto con un altro Pandolce molto noto in Italia, chiamato PANDOLCE GENOVESE

può procedere alla realizzazione di quest'altra ricetta.

Il Pandolce genovese

Per chi intendesse prepararlo per le feste Natalizie, e non l'ha mai fatto, 
vi consiglio di prepararlo anche 10 giorni prima, perchè diventa sempre più buono.
Naturalmente da conservarsi in luogo asciutto e fresco.
Ingredienti:
Dosi per 1 kg di farina
1 etto di lievito di birra
250 gr di burro
300 gr di zucchero
200 gr di uva sultanina
100 gr di zibibbo
200 gr di cedro e arancia canditi
200 gr di pinoli 
20 gr di semi di anice
un cucchiaino di acqua di fior d'arancio (vedi ricetta riportata sotto)
 
Preparazione
Sciogliere il burro a bagnomaria e impastare con questo la farina a cui si è già mescolato il lievito sciolto in poca acqua calda, lo zucchero e
l'acqua di fior d'arancio. Lavorare l'impasto che risulterà molto morbido. Intanto si era già messo a bagno l'uvetta, lo zibibbo e si è fatto a pezzettini
 il cedro e l'arancia canditi (mi raccomando che siano freschi e morbidi). Unire tutto  all'impasto e lavorarlo per una mezz'ora. Fare due pani e lasciarli 
un paio d'ore a lievitare.
Infornarli, a forno caldo , con la temperatura che adottate per le torte. Verificate il tempo necessario per la vostra cottura. 
Regolarsi secondo la propria esperienza personale:
Tradizione antica, legata a questo dolce:
Deve essere tagliato dal più giovane della tavolata natalizia.  Pare che la prima fetta dovesse essere conservata 
per darla al primo povero che bussava alla porta.
 

La ricetta dell'Acqua Di Fiori D'arancio

 

Ingredienti: gr. 200 di fiori di arance amare (zagare) - Un litro di acqua .

Istruzioni per la preparazione: Mettere in un vaso, i fiori d'arancio con l'acqua. Chiudere ermeticamente e

far riposare per 24 ore scuotendo spesso il vaso, quindi fìltrare l'acqua che sarà già pronta per l'uso.

 

 

 

 

 

NOTA:

 

Il sito www.cilibertoribera.it,

condivide la diffusa opinione popolare che il Santo Patrono di Ribera sia proprio San Nicola,

in quanto molto più accreditato in base a qualche antico documento ritrovato.

Ma tantissimi fedeli e seguaci di San Giuseppe ne hanno rivendicato, a loro volta il diritto, 

affinchè il loro Santo, festeggiato da sempre, sia onorato come il vero Patrono della città.

 

....Per amore della verità storica.......riteniamo di andare

più in fondo alla questione, ripubblicando alcune notizie .....

 

Ricostruiamo la storia attraverso i documenti e i libri che abbiamo consultato

e secondo quanto è stato inserito su questo sito.

Questo sito, in data 15 febbraio 2008 aveva posto il seguente quesito

CHI E' IL SANTO PATRONO DI RIBERA ?    

San Nicola o San Giuseppe ?

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