S. FRANCESCO D'ASSISI

 Patrono d'Italia

 

La Festa di San Francesco d'Assisi a Ribera

 

(Notizie e foto a cura di G.Nicola Ciliberto)

 

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NOTIZIE DELLA FESTA DI SAN FRANCESCO

A cura di G.N.C.

 

Ogni anno, tra la fine di settembre e i primi giorni del mese di ottobre, a cura della Parrocchia di San Domenico Savio,

che ha sede a Seccagrande e la Chiesa di San Francesco di Ribera, che si trova in Via Imbornone, nei pressi di numerose palazzine

di alloggi popolari, viene festeggiato il Santo poverello, Patrono d'Italia, San Francesco d'Assisi.

I festeggiamenti che si svolgono a Ribera durano almeno una settimana e prevedono molti incontri di preghiera e manifestazioni religiose e culturali. 

La solenne processione tra le vie del rione delle case popolari, si svolgerà la sera di

Giovedì 4 ottobre 2018 alle ore 19,00

e sarà seguita a tarda serata come sempre, dai tradizionali giochi d'artificio.

 

 

RIBERA, CHIESA DI SAN FRANCESCO

(Durante una precedente edizione della Festa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un antico dipinto

di San Francesco d'Assisi

Il Palio con l'immagine di San Francesco dipinta

da Giuseppe Nicola Ciliberto

è stato realizzato in occasione dell'Incontro di Pasqua nell'anno 1990

dal Comitato Festa di san Francesco

Il Sacerdote Don Emanuele Càsola con alcuni parrocchiani della Chiesa di San Francesco d'Assisi di Ribera, in due foto ricordo degli anni '90, ai piedi di un nuovo palio che ha partecipato a varie edizioni dell'Incontro di Pasqua.

Il Palio, voluto dal Comitato Festa di San Francesco e dedicato al Santo Patrono d'Italia, è stato dipinto da Giuseppe Nicola Ciliberto.

 

 

La Chiesa di San Francesco a Ribera, 

vista all'interno

 

  San Francesco, il santo "poverello", Patrono d'Italia, nacque ad Assisi in Umbria nel 1181 ed è morto il 4 ottobre del 1226, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. E' vissuto in assoluta santità, predicando ai poveri, agli animali, agli elementi della natura e diffondendo un messaggio di fratellanza e amore universale.

La regola francescana si basava principalmente sui tre voti di castità, povertà ed obbedienza e le parole semplici del santo, in breve tempo richiamarono un gran numero di discepoli. I suoi insegnamenti furono diffusi in tutta l'Italia dai "frati minori", dall'ordine femminile, fondato con Santa Chiara e successivamente dall'ordine dei "terziari". Negli ultimi anni della sua vita, afflitto da una gravissima malattia, ha vissuto in solitudine, ricevendo da Dio le Sacre Stimmate che ha portato fino alla morte.

 

Nel rione delle case popolari, a Ribera, da qualche anno, nei primissimi giorni del mese di ottobre, si svolgono i solenni festeggiamenti in suo onore.

Essendo la relativa Chiesa, sorta da pochi anni e non ancora eletta a Parrocchia, la relativa festa organizzata con il contributo di un apposito Comitato, dopo i primi anni di difficoltà, vede oggi, sempre più crescere l’interesse dei fedeli e le tante iniziative, che caratterizzano questa ricorrenza, ideate e sostenute dalla grande operosità del Sac. Emanuele Casola,  sicuramente si allargheranno sempre di più a tutto il paese.

 

La parrocchia di San Domenico Savio a Seccagrande, che comprende anche la Chiesa di San Francesco di Ribera, a tutt'oggi  è retta da Don Antonio Nuara, proveniente da Montallegro, che ha preso il posto di Don Emanuele Càsola, trasferito a Ravanusa.

 

Vita di San Francesco d'Assisi

Francesco nacque in Assisi nel 1182 da Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe, e dall'amorevole "monna Pica", che tanto della sua gentilezza dovette infondere nel cuore del figlio.

Nel 1205 la mistica visione di Spoleto, quasi una grazia che, rompendo ogni indugio, entra in casa frantumando i vetri, decide per sempre della sua vita, del suo percorso umano e del suo destino eterno.

Nel 1206, davanti al vescovo di Assisi si spoglia di tutto, rinuncia ad ogni diritto sui beni di casa, lasciando al genitore amareggiato e deluso anche i sogni infranti di una grandezza terrena ormai per lui impossibile.

Uscito così clamorosamente "da casa" e dal mondo, sente con intensità nuova e prima sconosciuta il significato profondo di quella preghiera che gli fiorisce spontanea sulle labbra: "Padre nostro, che sei nei cieli".

 

Ha perso la famiglia del sangue, ma ecco raccogliersi attorno a lui uno stuolo così numeroso di discepoli, che nello spazio di un decennio, i suoi figli toccheranno i confini del mondo allora civile, portando dovunque il messaggio della sua parola e dei suoi ideali di pace, di fraternità, di amore. Il primo drappello, che nel 1208 è di poche unità, alla sua morte (1226) è un esercito capace di sostenere la Chiesa languente e di offrirle il contributo di una provvidenziale rivitalizzazione.

Nel 1212 la nobile giovanetta Chiara d'Assisi, attratta dagli ideali di Francesco, ne segue l'austera vita di povertà e di penitenza. Con lei Francesco istituisce il ramo femmile, che diviene il II Ordine Francescano, detto subito delle Povere Dame di S. Damiano, poi Clarisse, come oggi sono chiamate.

La fiamma interiore che urgeva in Francesco per un generale ritorno a Dio, gli suggerisce, per chi fosse rimasto nel mondo, alcune norme e una forma di vita più attenta al richiamo di Dio e alle esigenze del Vangelo. Ecco allora, nel 1221, l'istituzione del III Ordine Francescano, conosciuto subito con il nome di ordine dei Fratelli e Sorelle della Penitenza, oggi anche semplicemente dei Terziari Francescani.

Superando ogni più ragionevole previsone, i primi figli di Francesco crebbero enormemente, da costituire una famiglia tanto numerosa, che i suoi membri stavano mettendo radici nelle più lontane regioni d'Europa e in Terra Santa. Non era più possibile per loro un governo provvisorio e norme di vita senza una "carta costituzionale" autenticata dal Vicario di Cristo. Nel 1223, a Fontecolombo, Francesco scrive per essi la Regola definitiva, che il Papa Onorio III gli approva con bolla solenne del 29 Novembre 1223.

Sembra quasi che il verdetto papale sia giunto a suggellare una vita breve, ma luminosa come meteora, percepita dal mondo come il più chiaro riflesso di Cristo sulla terra. Al capolavoro manca solo l'ultimo tocco di grazia, di cui s'incarica Cristo stesso: il 17 Settembre 1224, sull'aspro monte della Verna, le piaghe di Cristo Crocifisso s'imprimono nelle sue povere carni martoriate dalle penitenze. Come dice il divino poeta, fu "l'ultimo sigillo", dopo il quale la santità di Francesco non aveva bisogno di altra conferma o altra autenticazione.

Vinto ormai dalle malattie e dai dolori, consunto dall'interno ardore, la sera del 3 Ottobre 1226 Francesco si spegneva dolcemente presso la diletta Porziuncola. Il giorno seguente, ben protetto da un forte nucleo di milizie cittadine, che dal tempo vigilavano sul suo lento morire, sul tragitto di S. Damiano, per ricevere l'ultimo tributo di lacrime di sorella Chiara, il prezioso corpo del Santo raggiungeva la città, per essere provvisoriamente deposto nella chiesetta di S. Giorgio, appena a ridosso del forte baluardo delle mura urbiche e in attesa che fosse approntata per lui una tomba più sontuosa.
Con prassi rapida l'amico card. Ugolino, ora Papa Gregorio IX, il 16 Luglio 1228 è nella sua città, per dichiarare solennemente Santo il Poverello d'Assisi e gettare poi la prima pietra della sua tomba gloriosa. Allora il Cole dell'Inferno - così testualmente nell'antica pergamena - si vide aggredire i fianchi da un cantiere di umili popolani e poi di artisti sommi, cantiere tanto fervido, vario e numeroso, come questa mistica Umbria non vide mai prima nè dopo d'allora. Nel 1230 la basilica inferiore - chiesa sacrario - accoglieva il benedetto deposito, che motivi di giustificata prudenza consigliarono di occultare nella profondità della roccia, sotto le poderose strutture dell'altar maggiore. In breve tempo su quella tomba prese corpo la più preziosa antologia artistica che il coltissimo e fiero Medioevo potesse offrire a colui che era apparso come il più perfetto imitatore di Cristo.

 

Significato e curiosità sul nome

FRANCESCO:  (Uomo libero) :

(Articolo di Giuseppe Nicola Ciliberto, pubblicato sul periodico locale 15 GIORNI)

 

E' un nome molto popolare che ha cominciato a diffondersi in Italia nei primi anni dell'XI secolo. L'origine più accreditata lo fa derivare dall'antico vocabolo germanico "franka" che significava "uomo libero" in quanto, durante il periodo del Medioevo, soltanto i Franchi godevano dei pieni diritti di liberi cittadini. Da "franka" venne fuori "Frankisk" che voleva più chiaramente evidenziare la diretta provenienza dai Franchi. Col tempo il nome è diventato "Franciscus" in latino e nel XIII secolo, definitivamente Francesco.

 

Verso l'inizio dell'anno Mille, talmente grande era diventata l'influenza dei Franchi sui popoli delle altre nazioni europee, che nel 1182 un ricco mercante di stoffe, Pietro di Bernardone, tornato ad Assisi da un lungo viaggio e avendo saputo che la moglie, aveva battezzato un figlio con il nome Giovanni, gli ha voluto attribuire un secondo nome, Francesco, che col passare degli anni è divenuto l'unico nome del figlio.

Il ragazzo, che poi, con la sua immensa fede ed il grande amore per il prossimo, ha dato una svolta alla cristianità del mondo intero, era Francesco d'Assisi, passato alla storia ed agli onori degli altari, come uno dei maggiori Santi della Chiesa Cattolica.

 

San Francesco si festeggia il 4 ottobre, ma tanti altri santi, di nome Francesco sono ricordati dalla Chiesa in altre date, come: San Francesco di Paola il 2 aprile, San Francesco Saverio il 3 dicembre, San Francesco Borgia il 10 ottobre ed infine San Francesco di Sales il 24 gennaio.

Unitamente a Santa Caterina da Siena, San Francesco d'Assisi è stato eletto Protettore e Patrono d'Italia.

A differenza degli uomini, le donne di nome Francesca, festeggiano il loro compleanno il 22 dicembre, data che ricorda Santa Francesca di Colledimezzo, o anche il 9 marzo, giorno dedicato a Santa Francesca Romana.

 

 

Curiosità:

Contrariamente a quanto si crede, il nome Franco non è nè un diminutivo, nè un derivato di Francesco, ma anzi è il nome principale e, pertanto, la cosa più esatta è il contrario, cioè, che Francesco proviene direttamente da Franco, che significa "Uomo libero".

Quando, nel linguaggio comune, si usa l'espressione <<porto franco>>, si vuole indicare un mercato o un punto commerciale esentato da tassazioni o controlli di vario genere e cioè libero da qualsiasi vincolo.

Coloro che all'anagrafe sono stati registrati con il nome Franco, vedranno cadere la ricorrenza del proprio onomastico l'11 aprile, festa di San Franco da Siena, religioso vissuto nel XII secolo.

Oggi in Italia si contano all'incirca un milione e mezzo di persone, che si onorano di portare questo celebre nome.

 

Personaggi :

Tra i tanti personaggi di nome Francesco, che hanno meritato un posto nella storia si ricordano : Francesco I di Lorena (1708-1765). imperatore del Sacro Romano Impero, Francesco II (1768-1835) Imperatore d'Austria, Francesco I di Borbone (1777-1830) e Francesco II di Borbone (1836-1894), ambedue re delle Due Sicilie. Inoltre ci sono stati i Duchi di Milano Francesco I Sforza (1401-1466) e Francesco II Sforza (1495-1535), oltre a numerosi Re, Duchi o Imperatori : d'Austria, di Francia, d'Ungheria, di Modena , di Reggio e Toscana, tra i quali Francesco I dè Medici(1541-1587). E' impossibile annoverare tutti i Francesco che hanno avuto un posto nella storia, nell'arte, nella letteratura, nella musica o negli altri numerosi settori dello scibile umano.

 

A Ribera :

Il personaggio più illustre che ha avuto i natali a Ribera, è stato Francesco Crispi (1818- Napoli 1901), che, oltre ad aver ricoperto la prestigiosa carica di Presidente del Consiglio dal 1887 al 1891 è stato, assieme a Giuseppe Garibaldi, l'ispiratore dell'impresa dei Mille, per la liberazione della Sicilia , aggiungendo così, una importantissima pagina alla storia d'Italia.

Si ricordano anche: Colletti Francesco(1813-1874), sindaco dal 1846 al 1849 e dal 1864 al 1869, Pasciuta Francesco(1848-1924), sindaco dal 1879 al 1881, Crispi Francesco(1867-1943), Commissario Prefettizio nel 1927 , primo Podestà di Ribera dal 1927 al 1932 e Console Generale di Aden.

 

Varianti e forme dialettali :

Numerosi sono a Ribera i Francesco e le Francesca e molti di loro vengono comunemente chiamati

con simpatiche trasformazioni del nome,

che rispecchiano tradizioni ed abitudini molto antiche, come: Franciscu/a, Francu/a, Ciciu, Ciccinu/a,

Cicciu, Ciccu/a e in qualche caso con il vezzeggiativo Ciciddu.

 

RIBERA, CHIESA DI SAN FRANCESCO

(Foto eseguita in data 3 ottobre 2009 da G.N.C.)

 

 

 

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