RIBERA: LA SAGRA DELLE ARANCE

Dossier proposto da Giuseppe Nicola Ciliberto

 

RIBERA, Villa Comunale - 1991

Il carretto siciliano realizzato con arance e limoni dal Gruppo di riberesi diretto da Giovanni Alessi.

 

Da ben 8 anni da questo sito si sollecitano le Amministrazioni Comunali del passato e di oggi

a riprendere e ad istituzionalizzare la FIERA MERCATO DELL'AGRICOLTURA e

 la "SAGRA DELL'ARANCIA",  l'unica "VERA FESTA" che può veicolare Ribera

verso ambiziosi traguardi all'insegna del Turismo. Le "salsicce", il grano, i pesci, le "pizze" e tutti gli altri

prodotti tipici della zona potranno al massimo, esserne solo una degna cornice.

Ma la Regina deve essere solo ed esclusivamente l'AGRICOLTURA con in "primis" l'ARANCIA

che dovrebbe fare da traino anche all'olio, alle mandorle, alle vigne, alla frutta e agli ortaggi in genere.

Inoltre sarebbe unico ed originale l'Evento già sperimentato in passato di realizzare i

MONUMENTI CON LE ARANCE

che sarebbero una vera attrazione turistica,  unica in tutta l'Italia e oggetto di stupende foto che girerebbero il mondo.

 

A Ribera l'esperienza dei monumenti e dei carri allegorici, tappezzati di arance si è fatta con molto successo durante

 la 1^ e la 2^ SAGRA DELLE ARANCE del 1990 e del 1991, 

poi inspiegabilmente interrotte.

 

 Perchè non sfruttare questa idea unica e geniale e ritornare ad organizzare LA SAGRA con i fantastici monumenti,

che potrebbe aprire le porte al TURISMO ?

OCCORRE RIORGANIZZARE E ISTITUZIONALIZZARE

 LA SAGRA DELLE ARANCE

 

ALCUNE IMMAGINI DELLA FIERA MERCATO E

DELLA SAGRA DELLE ARANCE NELLE EDIZIONI PASSATE

 

Si attende l'inaugurazione e l'apertura della 23^ Edizione

della della Fiera Mercato

 

L'inaugurazione della 25^ Fiera Mercato,

abbinata alla 2^ Sagra dell'Arancia.

 

 

Uno dei tanti padiglioni di esposizione

in una veduta notturna.

 

Una esposizione di macchine agricole.

 

 

 

                             

 

                               

Due tentativi,  nel 1997 (Una Sagra senza numero) e nel 2003 (Riberella in festa)

di far tornare la Sagra dell'arancia....ma che sono caduti nel dimenticatoio.

 

 

 

 Il 5 novembre 2006, il segnale partito da questo sito ha prodotto i primi effetti

sulla stampa regionale, con articoli su:

GIORNALE DI SICILIA    a firma di Totò Castelli

e  LA SICILIA                    a firma di Enzo Minio

 

 

          

Prendiamo esempio da Mènton in Francia.

Ogni anno, in occasione delle celebrazioni del Carnevale,

la cittadina di Menton a Sud Est della Francia, organizza

la "Festa del limone e delle arance", ovvero una festa a tema,

che prevede l'allestimento di uno stupendo giardino

contenente fantasmagoriche sculture di agrumi

(i giardini Biovès), parate diurne e notturne di carri mascherati

e l'organizzazione di suggestivi fuochi d'artificio sul mare.
La 70° Festa del 2003 ha avuto  come tema la storia

di "Alice nel paese delle Meraviglie".

 

ECCO ALCUNE IMMAGINI DI MONUMENTI REALIZZATI CON ARANCE E LIMONI

I MONUMENTI DI MENTON (Francia)

            

             

             

           

            

 

 

 

I MONUMENTI DI ARANCE REALIZZATI A RIBERA

Avevano riscosso molto successo negli anni 1990 e 1991

 

La Scenografia sul Palco degli spettacoli

Realizzata da Giuseppe Nicola Ciliberto

con strutture in ferro dell'officina Cucchiara.

Lo Stemma del Comune di Ribera

Realizzato da Giuseppe Nicola Ciliberto

con strutture in ferro dell'officina dei F.lli Ciliberto

La Torre del Castello di Poggiodiana

Realizzata dal Comune di Ribera

La balena e la sirena

Realizzata dal Gruppo di G. Gatto

Il Municipio di Ribera e il Drago del fuoco

Realizzato dal Gruppo Amari '89

Lo scienziato Antonio Zichichi

e la Terra a spicchi

Realizzato dal Gruppo di Giuseppe Picarella.

 

DALLE IMMAGINI SOPRA RIPORTATE EMERGE CHIARAMENTE

CHE RIBERA NON HA NULLA DA INVIDIARE ALLA CITTA' FRANCESE DI MENTON E...

VERAMENTE, POTREBBE APRIRE LE PORTE AL TURISMO, ANCHE CON QUESTO TIPO DI ATTRAZIONE ,

CHE SAREBBE UNICA IN TUTTA LA SICILIA E FORSE  ANCHE IN ITALIA:

 

Articolo pubblicato sul Giornale locale 15 GIORNI - N. 102 del 11 novembre 2006

 

(Per una più facile lettura si riporta il testo dell'articolo di cui sopra)

 

RITORNO ALLA SAGRA DELLE ARANCE

di Giuseppe Nicola Ciliberto

Non si può dire che il Convegno del 15 ottobre scorso avente per oggetto il Turismo a Ribera ed organizzato dalla locale Pro-Loco non sia stato interessante e soprattutto affollato sia di oratori che di pubblico. Una lode senz’altro va all’organizzatore, il Presidente Nino Novara, che è anche il Comandante dei Vigili Urbani. Ma due brevi appunti, o meglio critiche se preferisce, senza voler polemizzare più di tanto, me le deve consentire in quanto, a parere del sottoscritto si tratta di due piccole pecche, forse capitate per estrema leggerezza, ma che per il sottoscritto hanno la loro importanza e non dovrebbero mai accadere. Si tratta in primo luogo dell’orario di inizio del convegno comunicato ufficialmente per le ore 9, ma poi iniziato alle 11 circa. Il sottoscritto, puntualissimo, come sempre è solito fare in queste importanti occasioni e anche perché invitato a far parte del tavolo degli oratori, ha dovuto passare tutta la mattinata “convegnistica”, che si è protratta fino a dopo le ore tredici. Ma la cosa che più mi è dispiaciuta è che il Presidente Nino Novara, sintetizzando nel suo insieme l’andamento del predetto convegno, ha scritto e pubblicato un ampio articolo sul N. 101 di 15 GIORNI del 28 ottobre 2006, citando quasi tutti gli oratori intervenuti, anche chi è intervenuto esclusivamente per suoi interessi personali, pur sempre legittimi, ma stranamente, del sottoscritto che, disinteressatamente, ha partecipato con un ampio intervento, toccando tantissimi aspetti del Turismo a Ribera, non ha ritenuto di farne il minimo cenno. Una citazione in più o in meno, per me che nel passato più o meno recente, ne ho accumulate tante, certamente non è un problema, ma vorrei credere, che sia stata una inconsapevole leggerezza, fatta in buona fede, per cui assicuro che dimenticherò presto, restando ad attendere nuovi inviti a collaborare con la solerte Pro Loco, sempre attiva e sempre “vigile” nel cercare e scegliere adepti, che la sostengano nelle sue lodevoli iniziative. Per rimediare in parte all’inconveniente di cui sopra, ho pensato di inviare al Direttore di 15 GIORNI, questo mio articolo, nel quale si rispecchia il mio discorso tenuto

al Convegno, con l’auspicio di vederlo pubblicato per poter contribuire ugualmente a far migliorare qualcosa a Ribera in fatto di Turismo. Da tantissimi anni ed ancora oggi, i riberesi ci sentiamo orgogliosi delle nostre bellezze, dei nostri giardini, del nostro mare, del nostro sole, ma basta tutto questo

a farci stare tranquilli per gli anni che verranno ? per i nostri figli ? per i nostri nipoti ? Certamente no, fino a quando non saranno risolti i numerosi problemi e riprese tantissime lodevoli iniziative del passato, per ridare alla nostra beneamata cittadina quel lustro e quell’antico splendore, che oggi sembrano inesorabilmente ed inspiegabilmente perduti. Occorre dare una reale speranza di progresso, senza il quale non vedremo mai e poi mai arrestarsi quel brutto e triste fenomeno, che risponde al nome di “emigrazione”.

Ribera gioisce per essere stata privilegiata da una natura benigna che le ha dato tanto: un clima meraviglioso, un mare splendido e pulito, tre fiumi, una volta copiosi di limpide acque e un terreno fertile e rigoglioso che è poi diventato ancora più prezioso con la grande genialità dei suoi agricoltori che ne hanno saputo fare un paradiso di fragranza e di odori molto rari da trovare altrove. Sfruttiamoli allora questi doni.

Non solo di arance però, deve vivere Ribera, anche se uniche, ma che rischiano spesso di rimanere sconosciute al resto del mondo, ma deve soprattutto gettarsi, anima e corpo verso il Turismo, il tanto auspicato e decantato Turismo con la T maiuscola che, parallelamente alla via dell’agricoltura, è un’altra via che si può senz'altro intraprendere senza perdere altro tempo, in attesa che i grossi insediamenti turistici che stanno per nascere nella nostra zona siano sfruttati, per offrire tutto ciò che Ribera potenzialmente già possiede. Dicevamo, non solo di agricoltura si può vivere e sperare, ma pensiamo anche a far conoscere e valorizzare meglio i nostri significativi monumenti, i siti archeologici di notevole interesse artistico, le bellezze naturali, i meravigliosi agrumeti, i frutteti, i boschi attrezzati e le  nostre incontaminate spiagge.

Chi andrà ad amministrare la nostra città, non può che mettere in conto annosi problemi come: la fruibilità del Castello di Poggiodiana, il completamento del Teatro, la funzionalità di Stadi e Palestre, per un rilancio dello sport, la realizzazione di un porticciolo a Seccagrande, la sistemazione definitiva e l’apertura del Museo etnoantropologico e tanto altro ancora. Anche le nostre Feste popolari, le Tradizioni, le iniziative culturali a vario livello, se, opportunamente pubblicizzate, potrebbero essere valorizzate per diventare un veicolo

di flussi turistici, che darebbero a Ribera un sicuro ritorno economico.

Sappiamo anche che l’Italia è il paese delle Sagre, che pubblicizzano i più svariati prodotti, pertanto è assurdo che Ribera, che da oltre 60 anni produce le più belle arance d’Italia, non abbia la sua Sagra o se l’ha avuta per due edizioni,  nel 1990 e 1991, l’abbia lasciata scomparire miseramente.

Il suggerimento più forte e concreto che faccio e credo, tutti i riberesi farebbero, non può essere che quello di ritornare ad organizzare la "Sagra dell’arancia" ,

abbinando anche "l’Agricoltura, l’Artigianato e soprattutto il Turismo" e caratterizzarli sempre più e sempre meglio, riprendendo la realizzazione di quei monumenti "all’arancia", molto suggestivi ed attraenti, già sperimentati con enorme successo a Ribera e di cui un magnifico esempio esiste a Menton in Francia diventata centro

di attrazione turistica. A Ribera si sà, anche se tanto si è fatto in anni più o meno recenti, quasi sempre ogni iniziativa, anche lodevole è sempre caduta nel dimenticatoio. Sembra che nel nostro paese, ogni cosa si è fatta solo per il gusto e il capriccio dell’amministratore di turno, per poi essere totalmente ignorata da chi è subentrato dopo. Ed esempi di Fiere, Feste, Rassegne, Iniziative culturali varie ed anche sportive passate nel dimenticatoio, ce ne sono state a decine, ma ne ricordo solo alcune:

La FIERA MERCATO, la SAGRA DELLA FRAGOLA, la SAGRA DEI FIORI D’ARANCIO, il CARNEVALE RIBERESE, il RALLY DELLE ARANCE, il CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE, la RASSEGNA TEATRALE, il PREMIO DI POESIA GIUSEPPE GANDUSCIO, la RASSEGNA AGROALIMENTARE, la FIERA DELL’ARTIGIANATO e tante altre, oggi rimaste solo nei nostri ricordi.

Riappropriamoci almeno della nostra SAGRA DELLE ARANCE, iniziando da capo, anche con dei piccoli passi,

ma senza interruzioni, purchè si creda in qualcosa di nuovo e di diverso, di cui oggi ha tanto bisogno la nostra tanto bistrattata, ma sempre cara e bella Ribera…..CITTA’ DELLE ARANCE….e chissà che domani

non si possa chiamare anche, CITTA’ DEL TURISMO.

                     Giuseppe Nicola Ciliberto

 

 

Su FACEBOOK è nato da circa un anno un Gruppo che si chiama

"RITORNO ALLA SAGRA DELL'ARANCIA"

Si riporta sotto un articolo di Totò Castelli, pubblicato sul Giornale di Sicilia.

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