RASSEGNA STAMPA

(Attività artistica, musicale e letteraria di Giuseppe Nicola Ciliberto)

 

MOSTRE PERSONALI DI PITTURA:

1968 - 2^ Fiera Mercato-Villa Comunale Ribera

1969 - Biblioteca Comunale Ribera

1971 - Circolo di Cultura Favara

1973 - Salone "On. G.Di Leo" Ribera

1974 - 8^ Fiera Mercato-Villa Comunale Ribera

1975 - Salone dei Padri Vocazionisti Favara

1976 - Club dell’Arte Agrigento

1977 - Biblioteca Comunale Ribera

1979 - Circolo Sportivo Ravanusa

1982 - 16^ Fiera Mercato-Villa Comunale Ribera

1983 - Scuola Elementare S. Agostino Caltabellotta

1984 - 18^ Fiera Mercato-Villa Comunale Ribera

1986 - 20^ Fiera Mercato-Villa Comunale Ribera

1986 - 1^ Mostra "Amici di Seccagrande" Seccagrande (Ribera)

1987 - 2^ Mostra "Amici di Seccagrande" Seccagrande (Ribera)

1988 - Sala Convegni del Palazzo Com.le Ribera

1990 - Sala Convegni del Palazzo Com.le Ribera

1991 - Centro Sociale Cattolica Eraclea

1992 - Hotel Torre Macauda Sciacca

1993 - Scuola Elementare S. Agostino Caltabellotta

1995 - Club "Cappelli di Paglia" Ribera

1996 - Circolo di Cultura "Italia" Caltabellotta

1996 - Pub "Amadeus Caffè Concerto" Sciacca

1996 - Sala Convegni del Palazzo Com.le Ribera

1997 - Circolo di Cultura "G. Di Giovanni" Casteltermini

2002 - Sala Convegni del Palazzo Com.le Ribera

2007  -  Sala dei Convegni del Palazzo Comunale di Ribera

2010  - Seccagrande in occasione dell'estate Riberese

COLLETTIVE D’ARTE :

 

1986 -     2^ Mostra Estemporanea - Caltabellotta

1992 -     1^ Mostra "Pro Loco"             - Ribera

1993 -     "               "                     - Ribera

1994 -     "               "                     - Ribera

1995  -    "               "                     - Ribera

2010  -     "  Lungomare di Seccagrande (Estate Riberese)

 

   
 
Oltre ad avere ricevuto numerosi attestati, medaglie, targhe e coppe in tutte le Collettive
Ha vinto :
2° Premio 
 
alla IV Mostra Regionale d’Arte 
 
organizzata dal Comune di Ribera nel 1973.
1° Premio 
 
con l’opera "La fame nel mondo" 
nel 1980, per la realizzazione della copertina 
di una 
"Antologia di poeti italiani", 
edita dalla Casa Editrice "Insieme nella Valle"
con sedi ad Agrigento e Firenze. 
il 1° Premio 
 
al CARNEVALE DI RIBERA del 1988 
con il Gruppo Mascherato  "Gli indiani" 
quale autore del copione 
"AUGH, ARRIVANU L'INDIANI".
DIPLOMA DI MERITO
 
come autore di libri sulle Tradizioni Popolari Siciliane, 
partecipando alla 
"Mostra del libro di Autori Agrigentini".
La Mostra è stata organizzata, presso il Palacongressi 
di Agrigento dal 21 al 24 Dicembre 1994, a cura dell'A,I,C.S.  
Comitato Provinciale di Agrigento.

 3° Premio

 

al Concorso di Poesia

"Giuseppe Ganduscio",

indetto dal Comune di Ribera nel 1998 con una poesia dal titolo

"UN SONETTU PI LA PACI".

Il Premio è stato un assegno di Lire 250.000.

1° PREMIO

al Concorso di Poesia

“LA PASQUA A RIBERA

Fede, tradizione, folclore”,

indetto nel 1998, dal Comitato della Festa e dal Distretto

Scolastico N.2, con il Patrocinio del Comune di Ribera

con la poesia "PASQUA A RIBERA" 

La stessa, ogni anno viene stampata sul retro

della cartolina, distribuita a tutti i cittadini, durante

la raccolta delle offerte che servono a finanziare

i solenni festeggiamenti.

il 1° Premio

 

al  Primo Concorso canoro  

“Una parodia per San Francesco” ,

organizzato  dalla Parrocchia S. Francesco d’Assisi di Ribera e dal Comitato Festa , svoltosi il 3 ottobre 1998 e al quale hanno partecipato  circa 20 autori.

Il brano dal titolo "DARE SOLO AMORE", scritto sul motivo della canzone di Massimo Ranieri  "PERDERE L'AMORE" è stato cantato dal riberese Nenè Fortunato.

 il 1° Premio

 

al Primo Concorso di Poesia dal titolo <<UNA POESIA, UN SORRISO>>,

organizzato dalla Redazione del Giornale "Ribera, Città del riso" nel mese di Giugno 2001, con la poesia

"ME MUGLIERI A LU MERCATU".

 1° Premio

 

Concorso di Poesia "Giuseppe Ganduscio",

organizzato dall'AUSER di Ribera,

per la sezione "Poesia in dialetto

sul tema LA PACE", con un sonetto dal titolo "PACI".

La cerimonia di premiazione è avvenuta nella Sala Consiliare del Comune di Ribera in data 10 febbraio 2007.

 

 

   

 

 

LA SICILIA del 5 novembre 2006

I MONUMENTI STORICI CITTADINI IN SCALA

L’iniziativa è dell’artista Ciliberto

ribera. Alcuni monumenti storici cittadini e delle opere d'arte presenti, non molto numerose per la verità, saranno realizzate delle copie in scala e, ricoperte di arance. In questo modo daranno vita a una Sagra che in città decisamente manca per avviare anche un discorso turistico, di spettacolo e ài commercializzazione dei pregiati agrumi. Succede a Ribera dove un artista locale, Giuseppe Nicola Ciliberto, pittore, ricercatore, musicista e anche poeta, con una lettera inviata alle autorità cittadine e a quan­ti fanno cultura e pensano che il turismo si possa coniugare con il comparto agricolo, ha suggerito di organizzare per la prossima stagione agrumicola la «Sagra delle arance».  Secondo Ciliberto si dovrebbe riprendere la manifestazione dell'inizio degli anni Novanta quando si diede vita a un interessante progetto che vide i beni monumentali e storici della cittadini, riproposti con delle opere artigianali in piazza o alla villa comunale, tutte ricoperte di arance «Washington Navel», in uno spettacolo artistico che ha suscitato curiosità ed interesse.«Tante altre manifestazioni collaterali >> spiega ancora Ciliberto - come mostre, convegni, raduni, esposizione e degustazione di agrumi potrebbero trovare un trampolino di lancio di risonanza nazionale, come avviene ogni anno nella cittadina francese di Menton. Tante fiere, rassegne e feste tradizionali sono passate nel dimenticatoio (fiera mercato, sagra delle fragole, rally delle arance, rassegna teatrale, concorso foto­grafico nazionale, rassegna teatrale e di poesia, fiera dell'artigianato) per cui oggi, per risollevare agricoltura, turismo e cultura, servono una serie di manifestazioni che facciano uscire la città fuori dai confini regionali».

La Sagra delle arance potrebbe essere un'occasione unica, da sperimentare e da istituzionalizzare.

Un'idea sicuramente interessante che dovrebbe essere presa seriamente in esame dagli amministratori locali. Le arance di Ribera rappresentano un vero e proprio tesoro e non soltanto per la loro squisitezza. Valorizzarle con una sagra ad hoc sarebbe già importante, ma occorre anche indi­re delle iniziative collaterali in modo da calamitare l'attenzione di migliaia e mi-gliaia di turisti.

ENZO MINIO

(FOTO della Torre di Poggiodiana rivestita di arance)

GIORNALE DI SICILIA del 5 novembre 2006

agricoltura. La richiesta di Ciliberto

Ribera, Sagra-delleArance Perché non riproporla?

RIBERA. (*tc*) «Si torni ad organizzare a Ribera la "Sagra delle arance" innalzando di nuovo i monumenti all'arancia». E' que­sta la proposta lanciata dall'artista riberese Giuseppe Nicola Ciliberto, uno dei progettisti in passato delle enormi strutture installate dentro la Villa comu­nale e anche in qualche caso nel­la piazza principale, quando è stata costruita un'enorme torre fatta di arance intessute in una struttura metallica oggi abbandonata nel "parco degli ulivi". Ciliberto intende così suggerire ali' Amministrazione comunale di ripristinare un'iniziativa che tanto successo aveva riscosso negli anni '80-'90 e che poi è finita ingloriosamente nel dimenticatoio. "Se veramente vogliamo qualcosa di originale che possa aprire le porte al turismo - osserva Ciliberto - Le esperienze fatte nel 1991 e 1992 dimostrano che Ribera non ha nulla da invidiare alla sagra dei limoni e delle arance che ogni anno si organizza a Menton in Francia.". Si tratterebbe secondo Ciliberto di un' iniziativa singolare, dato che in Sicilia e forse anche nel resto d'Italia nonn e vengono organizzate.

totò castelli

(NELLA FOTO LA SCENOGRAFIA DEL PALCO SPETTACOLI

REALIZZATA CON LE ARANCE   DA G.N.CILIBERTO NEL 1991)

 

LA SICILIA del 14 gennaio 2005

 

 

IL PITTORE CILIBERTO A CACCIA DI UN DISEGNO DI RENATO GUTTUSO

CHE L’ARTISTA REALIZZO’ A RIBERA

il 13 giugno del 1976

 

ribera. «Opera pittorica di Renato Guttuso cercasi» non è un comuni­cato commerciale, bensì l'appello del pittore e ricercatore riberese Giuseppe Nicola Ciliberto che, a di­stanza di circa 30 anni, si ripropone di conoscere dove sia andato a fini­re un bel disegno, realizzato con matite colorate da Renato Guttuso e raffigurante una colomba ed una mano che tiene in alto un garofano. L'opera era stata realizzata, in for­mato 35 per 50 cm, il 13 giugno del

1976 nei locali della biblioteca co­munale «Granisci», in occasione di una mostra collettiva di artisti lo­cali e provinciali chiamati ad espor­re e a destinare i proventi della ven­dita per aiutare i bambini disabili di un'associazione di volontariato. Ni­cola Giuseppe Ciliberto, con una ri­cerca di fotografie, scattate in quel­la data, ha saputo ricostruire l'av­venimento culturale voluto dall'al-lora sindaco comunista di Ribera Santo Tortorici e dall'allora diretto-

re della biblioteca Santo Palermo i quali avevano invitato una trentina di pittori ad offrire una loro opera per scopi prettamente benefici. «Guttuso, ospite a Ribera, non ave­va portato materiale pittorico ri­corda Nicola Giuseppe Ciliberto -ma volle collaborare attivamente all'iniziativa, mi chiese di andare a comprare un foglio di carta ruvido da disegno e una scatola di 12 pastelli».

ENZO MINIO

(foto Guttuso che disegna a Ribera)

 

 

IL BELICE

A RIBERA LIBRO DI CILIBERTO SULLE TRADIZIONI POPOLARI

Usi  e costumi,  modi  di  dire,   proverbi, superstizioni,   indovinelli,   scioglilingua, racconti, storia, personaggi, feste, pietan­ze tipiche, illustrazioni e foto antiche ritor­nano    prepotentemente    d'attualità    a Ribera grazie al libro di Giuseppe Nicola Ciliberto,   che  con   il   titolo   "Tradizioni Popolari.   Ribera......   Ribera   oggi",   è

stato presentato da autorità amministrati­ve e da operatori culturali di Ribera all'in­terno della villa comunale, alla presenza di un folto pubblico che ha apprezzato il racconto della storia della nascita del volume, al quale Ciliberto ha lavorato per circa dieci anni, e si è divertito grazie  alla presenza di un complesso giovanile locale che ha eseguito alcuni brani musi­cali tradizionali tratti anche dal libro. Il bel volume di 290 pagine, suddiviso in sei corposi capitoli, ricchi di fotografie, di disegni e di immagini pittoriche dello stes­so autore, è stato stampato con il contri­buto finanziario dell'amministrazione comunale di Ribera ed è stato già distri­buito, per la fruizione pubblica, a scuole, biblioteche, associazioni culturali, e soprattutto ai giovani che spesso non conoscono le tradizioni più o meno recen­ti della nostra terra. Si tratta di un'opera che è un caleidoscopio di storia, perso­naggi, detti popolari, costumi, feste reli­giose, canti, poesie e perfino di pietanze culinarie che, altrimenti sarebbero andati perduti se Ciliberto non li avesse raccolti, con cura e ricerca certosina, per anni, dalla viva voce degli anziani. All'autore riberese, che dieci anni fa ha pubblicato il volume "La Strina", da tempo esaurito, va il merito di avere sal­vato un patrimonio di inestimabile valore di tradizioni e di costumi non solo di Ribera, ma di tutti i paesi del suo inter-land. Interessante e curioso il capitolo finale con le foto di ieri e di oggi della cit­tadina. Alla presentazione del libro (l'in­contro è stato presieduto dal sindaco facente funzioni Pasquale D'Anna) hanno preso parte amministratori comunali,

docenti, studenti, personalità del mondo della cultura e soprattutto i giovani ai quali il libro è indirizzato, con l'invito a capire bene il passato per costruire meglio il futuro. Il grande pregio dell'opera sta semplice­mente nel fatto che l'eredità culturale che i nostri padri ci hanno tramandato non può essere soffocata dal sopravvento del progresso scientifico e tecnologico della vita moderna. I cambiamenti sociali e la diffusione dei mezzi di comunicazione hanno portato ad una lenta ed inesorabi­le scomparsa delle più genuine e ricche tradizioni del nostro passato. Il canto della ninna nanna della madre ha ceduto il posto al suono del carillon. Il rumore assordante dei motori ha sostituito il melo­dico e palpitante canto dei mietitori. Gli affascinanti racconti dei nostri nonni sono stati soppiantati dalle telenovele. Le feste nuziali, con balli, dolci di casa, vermuth, fave e ceci, sono state sostituite con lauti e costosi banchetti, in ristoranti eleganti e lontani dai paesi di origine. Giuseppe Nicola Ciliberto, con meticolo­so lavoro, è riuscito a raccogliere tanto utile materiale e a proporlo ai giovani di oggi per una coraggiosa riflessione. In questo sta l'amore smisurato dello scritto­re per Ribera e per la sua gente, di ieri e di oggi.

Enzo Minio

(foto copertina libro TRADIZIONI POPOLARI)

 

Articolo pubblicato dal settimanale MOMENTI di Vita locale di Ribera

 

DAL QUOTIDIANO la sicilia DEL 30 OTTOBRE 2004

Monumento a rischio crolli

RIBERA. Le mareggiate hanno creato problemi di stabilità alla torre medievale alla foce del verdura.

 

ribera. «Se non si interviene subito, le mareggiate della prossima stagione in­vernale trascineranno in mare la storica Torre Verdura che rischia di crollare mi­seramente sul litorale del mare Mediteranneo.  Salvate il bene monumentale diventa­to ormai da secoli patrimonio e simbolo della nostra storia, cultura e tradizione».

A lanciare il pressante appello è Giuseppe Nicola Ciliberto, ambientalista, ri­cercatore, pittore, musicista e già tecnico, oggi in pensione, del Genio Civile di Agrigento, il quale durante una recente escursione lungo il litorale riberese che si affaccia sul Canale di Sicilia si è accorto che l'azione erosiva del mare, in prossi­mità della foce del fiume Verdura, mette ormai a serio rischio la sopravvivenza dello storico baluardo costruito nel tardo medievo per difendere le popolazioni dalle invasioni barbaresche.

L'azione erosiva del mare, che ha già causato gravi danni al litorale agrigentino soprattutto ad Eraclea Minoa dove l'acqua ha invaso il bosco di pini, a Mari­na di Siculiana e a Borgo Bonsignore di Ribera dove le spiagge di sabbia sono di­minuite in larghezza e a Seccagrande dove le mareggiate hanno attaccato il lungomare Gagarin, minaccia dunque di aggredire la Torre di Verdura che alcuni anni addietro è stata scelta come luogo per uno sceneggiato televisivo su una vicenda sentimentale con legami mafiosi.

Giuseppe Nicola Ciliberto, inoltre, denuncia il fatto che in questi ultimi de­cenni, proprio sulla spiaggia di Verdura, senza che alcuna amministrazione od ente siano intervenuti prontamente, un bunker militare in cemento armato della seconda guerra mondiale e parte di un fabbricato rurale in pietra arenaria dell' 800, meglio conosciuto come «Gli archi della Mondina», siano rispettivamente scomparsi e in parte gravemente danneggiati dall'azione erosiva del mare che sta inghiottendo anche la strada ad uso agricolo che costeggia il litorale.

La torre di avvistamento di Verdura, collegata visivamente con le altre torri lei territorio, Makacauda, Minoa, Poggiodiana e San Marco per difendere le città costiere dalle invasioni dei pirati arabi, è proprietà privata e ricade certamente all'interno di quella grande area che è stata recentemente acquistata dal­l'imprenditore Rocco Forte per la costruzione di un grande villaggio turistico nel quale la torre può assumere un ruolo di simbolo e di storia siciliana, ora che in mare il ri­cercatore sub riberese Mimmo Macaluso  ha scoperto sott'acqua, di fronte al ba­luardo militare, un lungo molo di pietre che serviva per la commercializzazione della canna da zucchero.

Ma non bisogna farlo solo per i monu­menti più o meno importanti. Occorre intervenire soprattutto per contenere il fenomeno dell'erosione che negli ultimi anni ha aggredito sempre di più la costa agrigentina.

 

 

ENZO MINIO

 

A Ribera la Pasqua si celebra in versi

Organizzato un concorso di poesia sulla festa tra fede,

tradizione e folklore

 

RIBERA - Gli aspetti cultu­

rali della storia e delle tradizioni della festività sono entrate quest'anno per la prima volta attraverso la porta principale, nella festa di Pasqua che affonda le proprie radici alla fine del Diciassettesimo secolo. A parte i momenti religiosi e le ricorrenze tradizionali del Venerdì santo e de «L'incontro» tra Gesù e la Madonna che rimangono inalterati nello svolgimento, il Comitato della festa, l'Amministrazione comunale e il di­stretto scolastico n. 2 hanno promosso una organizzazione

di un concorso cittadino di poesia che ha avuto per tema

«La Pasqua a Riderà, fede, tradizione e folclore».

Vi hanno partecipato una ventina di poeti locali che con liriche ac­corate in lingua e in dialetto, hanno fatto rivivere l'incon­tro pasquale, risvegliando ri­cordi, tradizioni, usi e costumi della popolazione che a mi-gliaia si riversa in piazza il giorno di Pasqua per assistere al tradizionale e folcloristico incontro dei simulacri ricoperti di fiori. Al concorso hanno partecipato Paolo Bono, Giuseppe Nicola Ciliberto, Giuseppe Cannata, Totò Castelli, Giovanni Cipolla, Lillo Filetto, Giacomo Guarisco, Mimmo Leto, Francesco Millefiori, Gino Nicosia, Roberto Pipare, Giuseppe Polizzi, Giuseppe Puma, Benedetto e Carmelo Sortino,

Rosa Vacante.

Ha vinto la lirica di Giuseppe Nicola Ciliberto «Pasqua a Ribera» la quale è stata inserita dietro il santino che il Comitato distribuisce nei giorni di festa. Fuori concorso hanno partecipato padre Carmelo Territo e Anna Amorelli Gennaro. Tutte le poesie sono state inserite in un volumetto che, distribuito gratuitamente alla popolazione dal comitato della festa, contiene pure una trentina di disegni bozzetti di artisti locali che hanno voluto rappresentare la festività.  I disegni sono di Jack Urso, Giuseppe Nicola Ciliberto, Cosimo Altomare, Vincenzo Geraci, Carmela Lo Iacono, Giusi Guddemi, Maria Castrogiovanni, Rita Guarisco, Maria Grazia Tamburello, Francesco Millefiori, Stefania Pecoraro, Caterina Ciliberto, Domenico Moscato, Leonardo Salpietra, Calogero Turano Girolamo Nicastro, Maria Rosaria Becchina, Vito Russo, Pania Moscato, Giovanna Valenti, Rosa D'Anna, Rita Spataro Serena Cagliano, Calogero Bavetta e Antonella Di Leo. Quest'anno, dei riti sacri, della corsa delle statue, dei gonfaloni portati a mano, dei voli di colombe, nella commozione di migliaia e migliaia di fedeli, delle offerte di ex voto, dei fuochi di artificio assordanti e soprattutto della corsa di giovani e anziani, e del bagno di folla in festa sarà realizzato un video che la civica amministrazione distribuirà a studenti, emigrati e studiosi di tradizioni popolari di feste religiose. Un premio sarà assegnato inoltre, ai migliori palii che prenderanno parte alla corsa di Pasqua.

Enzo Minio

LA SICILIA del 6 novembre 2007

 

PAROLE DI CILIBERTO, MUSICA DI ROSSANO

Nasce   << Ti amo America,

I love Italy >>

 

ribera. Un poeta riberese scrive una li­rica, un musicista e cantante italo-americano si cimenta a musicarla e ne esce fuori un brano significativo dedicato all'Italia e agli Stati Uniti d'America.

Protagonisti delFinziativa musicale e culturale sono stati il riberese Giusep­pe Nicola Ciliberto, funzionario della Regione Siciliana in pensione, ricerca­tore musicale, e Nino Rossano, nome d'arte di Emanuele Giacobbe, riberese, emigrato da mezzo secolo negli Usa dove svolge l'attività di cantante teno­re. E' successo che Ciliberto ha scritto la poesia «Ti amo America, I love Italy», inviandola all'amico cantante che risiede nel New Jersey, dove è presente una numerosa colonia di emigrati riberesi. Rossano ha preso visione del brano, lo ha arrangiato musicalmente, seguendo i consigli del paroliere che gli suggeri­va di utilizzare delle note dei brani de­gli inni nazionali italiano e statuniten­se, e lo sta pubblicando nell'ennesimo ed, oggi in corso di registrazione.

«Il tuo poema esprime esattamente scrive Nino Rossano a Nicola Giuseppe Ciliberto  quello che sento nel mio cuore e nella mia anima per il Paese do­ve sono nato (l'Italia) e per il Paese dove oggi vivo (gli Usa). Non dimentico mai le mie origini siciliane e sono gra­to all'America che mi permette di lavo­rare e di affermarmi».

Il brano poetico, infatti, è proprio un doveroso omaggio da parte di Ciliberto, che negli anni '90 è stato negli Usa con un'esperienza teatrale e musicale per accompagnare gli alunni della elemen­tare riberese «Don Bosco», sia all'Italia che agli Usa. Nino Rossano ha già musi­cato altre quattro poesie di Ciliberto: «Canto tra di voi», «Bella sei tu», «Bedda si tu» (in siciliano), «Torna amore mio».

ENZO MINIO

 

 

Da LA SICILIA del 3 aprile 2005

 

Il Canzoniere di Ciliberto

Contiene quaranta canzoni popolari, l’ultima fatica discografica dell’artista riberese Nicola Ciliberto

 

ribera. Contiene quaranta canzoni popolari, tra le più belle e tradizionali della Sicilia e tra le più diffuse del comprensorio di Ribera, unitamente ai testi, ad alcune notizie sui canti e perfino agli accordi musicali.  Si tratta dell'ultima fatica di Giuseppe Nicola Ciliberto, ricercatore, musicista, pittore, artista eclettico, il quale ha stam­pato in proprio, con computer e fotocopiatrice/decine e decine di copie di un in­teressantissimo volumetto dal titolo «Canzoniere siciliano» che viene offerto per la fruizione pubblica.Si tratta di canti d'amore, di sdegno, di carcere, di carrettieri, di lavoro, di emi­grazione, canti religiosi, fanciulleschi, serenate che costituiscono un variopinto

caleidoscopio di sentimenti dove è possibile immergersi e sognare.

Il volumetto, settanta pagine circa, in formato tascabile, facilmente da consultare, è stato richiesto al Ciliberto soprattutto da tanti emigrati riberesi residente all'estero che vogliono avere tra le mani i canti tradizionali della loro terra natia. «L'intedimento finale  - ci dice Giuseppe Nicola Ciliberto, autore anche di alcune pubblicazioni su tradizioni, usi, costumi e feste religiose locali  -  è quello di realizzare un vero e proprio canzoniere per dare la possibilità di usufruirne non solo ai semplici e puri appassionati del canto, ma anche a coloro i quali con la musica ci vivono (complessi e gruppi folcloristici) per attività nelle pubbliche manifestazioni».

Sul «Canzoniere siciliano» vi sono 40 brani tra cui «Cara Ninetta»,

«E vui durmiti ancora», «Ribera mia», «Sicilia antica», «Viva San Calò», «La sveglia», «La stri­na», «La pampina di l'oliva», «A cammaratisa», con esercizi sugli accordi, assoli di chitarra e un metodo illustrato per chitarra. Insomma un lavoro ben fatto che sicuramente riscuoterà il successo che questo personaggio merita. «Mi auguro che la gente possa capire lo spirito di questa mia iniziativa  - dice ancora Ciliberto  - ho faticato parecchio per realizzare questo enorme lavoro, ma alla fine sono ampiamente soddisfatto».

ENZO MINIO

 

 

 

 

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