RIBERA: QUARTIERE di

SANTA TERESA

 

Breve storia del quartiere

II quartiere di S. Teresa è uno dei più vecchi di Ribera. Il primo nucleo era molto più piccolo, naturalmente, di quello attuale; le case, ad un solo piano, erano a schiera, numerosi cortili, dove la gente allevava animali, specialmente pulcini e galline. Il quartiere si basava su un'economia prettamente agricola: si schiacciavano le mandorle, si pelava il cotone, si tenevano il cavallo o l'asino in casa che, all'occorrenza, servivano come mezzi di trasporto per raggiungere la campagna e per trasportare merci e derrate alimentari varie.

Il nome del quartiere è stato dato in onore di S. Teresa del Bambin Gesù, a cui è stata dedicata la chiesa, costruita nel 1945.  Oggi la fisionomia del quartiere è cambiata, la sua estensione è raddoppiata, non più abitazioni ad un solo piano, ma palazzi e case a più piani.

L'economia resta prevalentemente agricola, ma numerosi sono i professionisti, i commercianti e i negozi di ogni genere. Le vie principali del quartiere: via Uliveto, via Chiarenza, via Parlapiano, via Guglielmo Marconi, via Belmonte sono larghe, diritte e abbastanza lunghe. La via Chiarenza è chiamata anche "Strada dell'Arciprete", perché vi abitava l'arciprete Vaccaro, persona molto conosciuta ai suoi tempi.

Questa strada è il fiore all'occhiello del quartiere, perché è molto curata e ben tenuta dagli abitanti che l'hanno abbellita con grandi vasi di fiori davanti alle loro abitazioni e la collocazione di piante lungo i marciapiedi.

 

 

 

La planimetria del Quartiere

 

Nel quartiere non mancano negozi di ogni genere: supermercati, panifici, pizzerie. Tra i cortili, di cui è pieno il quartiere, il cortile Barone è il più grande. Al centro si trova la fontanella dell'acqua che è stata sostituita di recente. Il traffico è intenso, mancano le zone verdi e parchi attrezzati per i giochi dei bambini.

 

 

 

 

Una veduta panoramica del popoloso quartiere di Santa Teresa. Sullo sfondo

a destra si eleva al cielo l'imponente campanile della Chiesa Madre.

 

 

Il tratto finale a monte della Via Guglielmo Marconi all'incrocio

con la Via Belmonte, dove sorge la chiesa intitolata

a Santa Teresa del Bambino Gesù.

 

La Chiesa di S. Teresa del Bambin Gesù

La chiesa è stata costruita tra il 1945 e il 1948 dalla famiglia Verde, è dedicata proprio a S. Teresa del Bambin Gesù, perché era la santa più popolare del momento. Dal 1945 ad oggi la chiesa, l'unica del quartiere, ha subito molte ristrutturazioni e molti cambiamenti. Nella sua prima costruzione il progetto prevedeva tre navate, ma le due navate laterali crollarono con grande dispiacere degli abitanti del quartiere, perché le fondamenta non erano adeguate. Fu, allora, costruita la "Croce Romana" e lo spazio delle due navate laterali fu adibito a giardino.

La prima ristrutturazione fu fatta da padre Antonino Amodeo, che costruì la casa canonica della chiesa; successivamente con altre ristrutturazioni sono state realizzate camere per ospitare ecclesiastici in visita e saloni da utilizzare per le iniziative parrocchiali riguardanti, principalmente, i giovani.

Inoltre, le stanze della canonica sono state adibite ad uffici parrocchiali.

L'ultima ristrutturazione risale al 1999, in cui viene restaurata e abbellita così come la possiamo vedere e ammirare oggi. Alcune curiosità: il ponte battesimale è stato fatto nel 1950, l'altare nel 1982, il campanile è stato realizzato da Raimondo Lentini senior, come il portale che ha un grande valore artistico.                             

La Chiesa di Santa Teresa

 

I parroci della chiesa sono stati tre: Padre Verde, Padre Gramaglia

e Padre Amodeo, che ci ha fornito nell'intervista tutte le informazioni.

 

Padre Antonino Amodeo è il parroco di questa chiesa dal novembre del 1956 e ha portato a termine diverse iniziative con la collaborazione dei parrocchiani che si interessano molto dei problemi del quartiere. In atto la Chiesa di Santa Teresa viene retta da Padre Luigi Augello.

La parte ultima del quartiere di S. Teresa, che va verso il cimitero e comprende via Isonzo, via Volturno, via Tevere, via Po, via Piave,  è stata interessata da un evento poco piacevole: una frana di enorme gravita, avvenuta alla fine del febbraio 1994. L'architetto Coniglio,  rappresentante del settore dell'urbanistica al Comune di Ribera, attraverso un'intervista, che ha fornito le informazioni qui inserite.

Non si tratta di una vera e propria frana, ma di un cedimento del terreno, che, già prima del 1994, aveva dato delle avvisaglie in via Tevere, via Volturno e via Piave. Si suppone che la frana sia dovuta alla presenza nel sottosuolo di gallerie e cave, successivamente riempite di rifiuti.

Le abitazioni sono state realizzate senza uno studio geologico preventivo ed è stato dato il permesso di costruire piano terra e primo piano, regola che non è stata rispettata. Il territorio franato è abbastanza esteso e l'incidente è di enorme gravita, ma per fortuna non ci sono state vittime.

Gli abitanti della zona sono stati evacuati in tempo e ospitati in diverse strutture o case in affitto a carico del comune; le strade sono state transennate e chiuse al traffico. Al risarcimento delle famiglie, rimaste senza tetto, provvedere la Regione. Una volta completati i risarcimenti, gli edifici saranno demoliti.

 

 

 

A monte del quartiere sorge questo elegante Tempio alla Fede,

voluto da molti religiosi riberesi e dedicato a San Padre Pio e alla Madonna.

 

L'incrocio della Via Belmonte con la Via Guglielmo Marconi.

 

Adiacente al Vivaio Forestale, questa è la Via Isonzo che incrocia sulla destra

le Vie: Po, Arno, Tevere e Volturno, interessate da cedimenti del terreno

e smottamenti vari, nel mese di febbraio del 1994, con la conseguenza

di aver arrecato ingenti danni alle abitazioni,

delle quali oggi molte sono state abbandonate o demolite. 

 

Il Vivaio Forestale che sorge nella parte a monte

del quartiere di Santa Teresa.

 

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(Notizie tratte dal volume "Ribera ieri e oggi" curato dall'istituto comprensivo "Vincenzo Navarro" di Ribera, durante l'anno scolastico 2006/2007 ,

 da libri storici su Ribera, e documenti vari, ampliati, adattati e corredati di immagini fotografiche da Giuseppe Nicola Ciliberto)

 

La piantina topografica è stata realizzata dal Geom Giuseppe Nicola Ciliberto

 

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