Quartiere

CHIESA DI S. FRANCESCO

E CIRCONVALLAZIONE

 

 

 

NOTIZIE

 

  II quartiere prende il nome di Circonvallazione dalla omonima via, che era stata realizzata per evitare l'intenso traffico interprovinciale che inevitabilmente si svolgeva in città attraverso il Corso Garibaldi, corso Umberto I e corso Regina Margherita.

Queste tre arterie principali della città allora facevano parte della vecchia strada statale S.S. 115 che collega Trapani a Siracusa.

 

Quando intorno agli anni '70 venne completato lo scorrimento veloce che collega Sciacca ad Agrigento, tutto il traffico venne assorbito dalla nuova strada e la Circonvallazione venne disimpegnata perché rimase una normale via di collegamento interno e contemporaneamente l'arteria principale del nuovo quartiere che andava estendendosi e che da quella prende il nome: II quartiere Circonvallazione.

 

Per conoscere i confini del quartiere la classe è andata presso l'ufficio tecnico

del Comune di Ribera.

 

E' stata ricevuta dall'architetto Calogero Primo che, alle domande, ha risposto:

"I quartieri della nostra città non sono stati mai istituzionalizzati. I quartieri che risultano nel computer e nel piano regolatore sono:

"S. Antonino, Rinascita (Cozzu di Mastru Giuanni), Villa Isabella, S. Rosalia e Spataro."

 

Questa notizia è stata confermata anche da altre fonti. Il primo riferimento al quartiere Circonvallazione si trova in un numero del giornale locale, "Momenti", del 1992.

 

 

Per iniziativa del geometra Giuseppe Barsalona, in collaborazione con la redazione, è stata pubblicata la divisione della città in quartieri, che non si basa su alcun atto deliberativo e tanto meno su vecchie tradizioni popolari. In base a questa pubblicazione, il quartiere Circonvallazione confina a nord-ovest con il quartiere Stazione, ad est con il quartiere Villa Isabella e a Sud con il quartiere Europa.

 

La Circonvallazione nei pressi dell'incrocio con la Via Imbornone.

L'incrocio tra la Via Berlinguer e il Viale Italia

 

 

La storia del quartiere

 

Nel decennio tra il 1960 e il 1970 in un periodo in cui la città subiva un forte calo demografico a causa di una massiccia emigrazione nell'Italia settentrionale e in diversi paesi europei, si verifica uno sviluppo urbanistico di notevole importanza verso la zona della Circonvallazione. Questo fenomeno si verifica sia per soddisfare le esigenze di dimore più spaziose e comode, sia grazie ai risparmi fatti dai nostri emigranti che mandavano i soldi alle loro mogli lasciate a casa.

 

I terreni che ha interessato lo sviluppo urbanistico appartenevano alla baronessa Anna Pasciuta e alla famiglia Canduscio.

Nel piano regolatore, presso l'Ufficio Tecnico del Comune di Ribera si trovano i nomi di Natoli Arone Francesco, figlio della baronessa Pasciuta e gli ultimi eredi Fabrizio ed Elena Arone che attualmente vivono a Palermo.

 

Il Nuovo Ospedale F.lli Parlapiano

 

Il Teatro, lasciato incompleto da parecchi anni ed ora, dal mese di Dicembre 2007

con un nuovo progetto dovrebbe essere finalmente completato.

 

Le arterie più importanti del quartiere sono: via Circonvallazione, viale Europa, via Canova e Viale Imbornone.

Quest'ultima via è stata dedicata a Francesco Imbornone, un caduto della prima guerra mondiale.

L'attuale via intitolata a Pietro Nenni, noto leader dell'ex Partito Socialista Italiano, prima era stata dedicata a Donna Girolama,

persona che non si sa bene chi fosse, e "Donna Girolama" era anche il nome di un'antica contrada di Ribera.

Nel 1974 veniva inaugurata la Scuola Media "Vincenzo Navarro", un moderno e funzionale edificio in Via Imbornone;

allora ospitava circa 700 alunni e vi operavano circa 70 insegnanti.

La Scuola Media "Vincenzo Navarro" dalla sua nascita ha avuto diverse sedi: negli anni '50 era ospite nei locali del palazzo municipale

e attualmente è ubicata nella Via Imbornone, poco più a monte della Chiesa di San Francesco.

 

 

La Chiesa di San Francesco

 

II terreno su cui è sorta la Chiesa di San Francesco è stato donato dalla baronessa Pasciuta.

E' nata per offrire un centro di culto alla popolazione del quartiere che difficilmente poteva recarsi in città, nel centro abitato. Infatti, nei primi anni '80 il giovane sacerdote  Emanuele  Casola, parroco  della Chiesa   di   San   Domenico   Savio   di

Seccagrande,  utilizzava  come  chiesa alcuni locali del Comune che erano nati come uffici.

 

Poi, una volta avuta la disponibilità del Comune per costruire la chiesa sul terreno donato dalla baronessa, il sacerdote, col beneplacito del vescovo Bommarito, è riuscito ad impegnare gli enti pubblici e alla fine è pervenuto alla realizzazione di questo monumentale chiesa.

 

La Chiesa, un edificio modernissimo a forma di goccia, è stata inaugurata e aperta al culto nel 1984. Internamente vi sono vetrate colorate che ritraggono episodi della vita di San Francesco.

 

Un immenso mosaico copre la parete dietro l'altare e raffigura immagini cari al santo. Anche il portone di legno intagliato, lavoro di un artigiano locale, Pietro Giandalia, rievoca temi francescani. Ufficialmente la parrocchia è intitolata a San Domenico Savio.

Il nome San Francesco è stato scelto da un'assemblea di cittadini appositamente convocati.

 

 

L'Ospedale Fratelli Parlapiano

 

La statua di San Padre Pio allestita da privati

nello spiazzo antistante l'Ospedale.

 

I problemi del quartiere delle case popolari

 

 

II problemi del quartiere sono molteplici e vanno da quello della manutenzione edilizia pubblica e privata a quello della pulizia delle strade, da quello della nettezza urbana e quindi sanitario, a quello della mancanza di verde pubblico e di spazi idonei per i giochi di bambini e lo svago dei grandi.

In particolare le Case popolari della zona Martiri di Via Fani sono indecenti e offendono la vista, per cui l'amministrazione comunale dovrebbe intervenire incentivando i cittadini per abbellire le loro case. Da circa un anno e cioè nel corso dell'anno 2013 alcune palazzine sono state dichiarate pericolanti e a rischio per gli inquilini

che con ordinanza del sindaco sono stati costretti a sgombrare gli alloggi in attesa che vengano ricostruite ex-novo.

E' un problema molto grave per circa 65 famiglie costrette ad abitare in case in affitto o in casa di parenti e pertanto la questione riveste un carattere di estrema urgenza al quale le istituzioni dovrebbero dare la massima priorità.

 

 

La Via Benvenuto Cellini

 

La Circonvallazione nei pressi del distributore ESSO

 

La viabilità e la sicurezza stradale lasciano a desiderare. Mancano semafori negli incroci più pericolosi ed uno che è stato piazzato da diversi anni,

all'incrocio tra il Viale Imbornone e Viale Europa, non ha mai funzionato e non si capisce il perché.

 

Per quanto riguarda la viabilità si osserva che ci sono buche dappertutto che non danno alcuna sicurezza agli automobilisti,

né quando c'è bel tempo né quando piove.

Le strade sono solitamente sporche perché mancano cassonetti per la nettezza urbana, appositamente collocati nei punti più strategici.

I cassonetti che già esistono stanno vergognosamente stracolmi per più giorni e spesso l'immondezza viene presa d'assalto

da numerosi cani randagi che la disseminano dappertutto.

 

Per questo motivo l'aspetto sanitario del quartiere non è rassicurante, anche perché non viene fatta un'opportuna disinfestazione

 e le zecche d'estate pullulano.

 

Per quanto riguarda il verde pubblico, soltanto il Viale Imbornone è alberato e curato,  poi esiste il verde pubblico-privato,

cioè quello curato da quei cittadini, e sono tanti, che si sono appropriati di spazi pubblici ad uso personale.

 

Rimangono tanti spazi pubblici, già destinati a verde pubblico, ma nessuno se ne interessa perché si pensa che è compito dell'amministrazione comunale. In questo quadro anche l'illuminazione pubblica lascia a desiderare.

 

 

 

Prospettive per il quartiere

 

Gironzolando per il quartiere abbiamo individuato uno spazio adatto alla realizzazione di un parco giochi.

 

Si tratta dello spazio ampio che si trova in via Canova sulla sinistra, dopo il supermercato.

 

L'ampio spazio riguarda i famosi 51 lotti che l'amministrazione comunale ha destinato, dopo averli lottizzati,

alla vendita a privati cittadini.

 

Realizzare un parco giochi dove tutti i bambini potrebbero andare a giocare e dove le mamme

potrebbero andare a passeggiare,  dove i vecchi potrebbero andare a passarsi il tempo

e prendere una boccata d'aria sana in mezzo al verde pubblico sarebbe auspicabile.

 

L'area dovrebbe essere attrezzata con bagni pubblici, un chiosco per ristorarsi nelle giornate afose,

panchine e naturalmente scivoli, altalene, scalette, girandole e così via.

 

 

 

 

(Notizie tratte dal volume "Ribera ieri e oggi" curato dall'istituto comprensivo "Vincenzo Navarro" di Ribera, durante l'anno scolastico 2006/2007 ,

 da libri storici su Ribera, e documenti vari, ampliati, adattati e corredati di immagini fotografiche da Giuseppe Nicola Ciliberto)

 

La piantina topografica è stata realizzata dal Geom. Giuseppe Nicola Ciliberto

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