RIBERA:

PARCO DEGLI ULIVI ...QUALE FUTURO ?

Oggi non si parla più del "Parco degli ulivi" il cui nome è stato cambiato in "Parco Paolino" dopo la collocazione della statua

di San Paolo, avvenuta l'11 luglio 2009  e forse in molti

non  sanno bene in quale stato versa oggi quel

"pezzo di polmone verde".

Forse non lo sanno nemmeno quei 700 firmatari della petizione

che quasi due anni fa  aveva bloccato il progetto per inserirvi

dentro il Palazzetto dello Sport. Oggi non abbiamo nè il palazzetto,

nè tantomeno un parco che sia degno di chiamarsi tale,

viste le condizioni in cui versa.

E i "paladini" del verde pubblico che fanno ?

2 Dicembre 2009

(Testi e Foto a cura di G.N.Ciliberto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Questo l'articolo scritto nel mese di Aprile del 2008

e pubblicato su questo sito e sul settimanale Momenti.

 

<<  QUESTO PALAZZETTO…NON S’HA DA FARE !!!  >>

Oltre 700 riberesi si riscoprono “ambientalisti”  e, contro la realizzazione della importante opera, dentro l’area del “Parco degli ulivi”,  voluta e approvata dal Consiglio Comunale, firmano una petizione, da molti ritenuta assurda,  inconcepibile e contro i nostri stessi interessi !

(di Giuseppe Nicola Ciliberto)

 

Ho sempre avuto amore e interesse per tutto quanto ha di bello la nostra cittadina di Ribera e per quanto in essa succede ogni giorno, sia riguardo a cose e fatti positivi che, soprattutto riguardo a cose e fatti negativi ed a volte anche assurdi e incredibili.  Non mi è mai piaciuto avere collocazioni di nessun genere, ne colori politici di qualsivoglia partito, ne tanto meno amicizie particolari con amministratori del momento e neanche del passato. Solo rapporti di amicizie personali con chiunque dal più umile disoccupato,  al più alto ricco possidente, dal più semplice analfabeta al più erudito e colto plurilaureato.  Amico di tutti insomma, con amicizie di varia misura, acquisite per circostanze diverse nell’arco di un percorso di vita, fatto oggi di un numero cospicuo di anni. Anni caratterizzati da attente osservazioni verso la nostra nobile cittadina, sia degli aspetti storici, monumentali, artistici, sia degli aspetti di vita quotidiana caratterizzata sempre e soprattutto da problematiche a volte risolte ed a volte no. Tante osservazioni, rivolte sempre e comunque al suo miglioramento, da cittadino che ama la propria città. Attenzioni e osservazioni,  che spesso si sono  tramutate in meritati elogi , espressi sotto forma di lettere, articoli o opere artistiche,  con l’intenzione sempre di contribuire al meglio, ad una maggiore conoscenza della nostra amata cittadina, auspicandone il riscatto e il risorgimento, che da tempo aspettiamo. Ma anche giudizi a volte duri, critici, per sollecitare interventi e impegni, atti a fare di Ribera una città modello, degna dei suoi laboriosi cittadini.  Spesso il sottoscritto, servendosi dei normali mezzi di comunicazione e da qualche tempo, del proprio sito internet interamente dedicato a Ribera, non ha certo lesinato, oltre alle lodi, anche le critiche e le segnalazioni di cose da fare, quando queste sono state ritenute necessarie.  In decine e decine di anni, pochissime sono state le voci di semplici cittadini che, magari attirandosi le antipatie di qualche politico, hanno detto chiaro e tondo, con scritti su vari giornali locali e giudizi del tutto personali, ciò che hanno visto di positivo e ciò che hanno visto di negativo. La stragrande maggioranza delle persone invece, anche se ha tenuto d’occhio gli eventi succedutisi in varie epoche, è stata sovente assente, non ha mai ritenuto di intervenire e di esporsi in prima persona, manifestando pubblicamente le proprie opinioni. Oggi a Ribera succede una cosa alquanto strana, inaspettata quasi: si parla tanto di “Palazzetto dello Sport” da realizzare, per volontà dell’attuale amministrazione comunale, dentro l’area già destinata da qualche tempo a “Parco degli ulivi”.  Un’area in atto abbandonata a se stessa che, sono certo, oggi la stragrande maggioranza di riberesi  non sarebbero capaci di trovare, compresi i 700 firmatari della recente petizione popolare, che si oppone alla realizzazione del predetto Palazzetto in quell’aria, tanto cara a questi rispettabilissimi “novelli ambientalisti”.  Scusatemi se sono franco, ma vedo una realtà molto diversa, giudicando, per come si presenta oggi, quel luogo, un sito tenuto da anni nel più completo degrado, nell’incuria più assoluta e disarmante sotto tutti gli aspetti.  Racchiusa da una invalicabile recinzione, non permette ad alcuno di potervi accedere e non si è mai intravista una seria proposta di poterla valorizzare per una pubblica fruizione. Non ritengo necessario entrare nel merito per quanto riguarda le ragioni del “NO”, anch’esse valide,  ne tantomeno, per quelle del “”SI”, ma a quanto pare, la soluzione prospettata dalla attuale amministrazione è fattibile sotto tutti i punti di vista.  Allora perché non lasciarla realizzare ?  per vedere forse sfumare anche questa opportunità per Ribera e rimanere, come certo avverrà, senza il Parco e senza il Palazzetto  dello Sport ?

Si farà, non si farà il Palazzetto in quell’area ?  Oggi non è dato di saperlo.  L’Amministrazione ha già deciso di si, e, sebbene con una maggioranza risicata la proposta è già passata in Consiglio Comunale. Ma si è scoperto ora e solo ora, che Ribera non è solo la tanto decantata e rinomata “Città delle Arance”, ma in questi giorni si è rivelata anche come la città degli “Ambientalisti” .  Sono venuti fuori inaspettatamente, quasi a sorpresa, non meno di 700 persone che, scudi alla mano, e unghie affilate a dovere si sono autoproclamati “i novelli paladini del verde pubblico”  nonchè della salvaguardia del Parco,  con tutte le sue piante di olivi. Una voce comune tra i firmatari di questa petizione: - “Il Parco non si tocca”, forti anche del parere, condiviso da eminenti personalità apertamente dichiaratesi a loro favore.  Ora vorrei dire poche piccole cose a chi ha a cuore la nostra città e a chi veramente vuol vederla progredire sotto tutti gli aspetti, economici, sociali, artistici  e vederla arricchirsi di strutture che per le necessità odierne, non dovrebbero più aspettare le calende greche e non dovrebbero assolutamente essere ostacolate. Non si fa mai niente a Ribera e, quando si presenta l’occasione di fare qualcosa di buono ecco, che c’è sempre chi deve per forza vestirsi dei panni del “Bastian contrario”. Leggo con stupore sull’ultimo numero di Momenti un articolo di Franco Mascarella, che vede nel Palazzetto dello Sport la rovina del Parco, lo sfacelo, il cataclisma e la perdita di un “polmone verde” che deve essere intoccabile,  non curandosi affatto delle opinioni favorevoli alla realizzazione dell’opera, che sono altrettanto valide e da sostenere. Forse l’articolista non sa che nei più importanti Parchi del Mondo sono inserite strutture sportive e gigantesche opere per il divertimento della gente ? che coesistono con il verde pubblico, in una maniera del tutto fantastica e gradevole sotto il profilo turistico ?  Forse non sa che al Parco della Favorita di Palermo oltre alla grandiosa Palazzina Cinese, c’è il bellissimo Museo Etnoantropologico intitolato a Giuseppe Pitrè, che vede un gran movimento di turisti ? Forse non sa che nel Parco “Prater di Vienna” esistono opere faraoniche per il puro divertimento di migliaia di persone, grandi e piccole ?  Forse non sa ancora che nel Central Park di New York sono tantissime le strutture sportive bene inserite nel verde, che anzi ne guadagna in bellezza e in sicura manutenzione ?

Il Parco degli ulivi di Ribera, dicono , non si deve toccare, deve rimanere integro con tutti i suoi ulivi, forse considerati monumenti nazionali di particolare interesse artistico, a differenza di altri ulivi che per migliaia di ettari circondano e popolano il nostro territorio.  Vada come vada, sono certo in ogni caso, e questo è un mio parere del tutto personale, che se dovessero prevalere le ragioni di chi assurdamente sta avallando la politica del “non fare”,  sicuramente lo vedremo sempre integro il nostro “Parco degli ulivi” per la gioia di chi un giorno, speriamo non troppo lontano, avrà la fortuna di andarci dentro a passeggiare.  “Ai posteri l’ardua sentenza”.

 

Giuseppe Nicola Ciliberto

21 Aprile 2008

 

IL "PARCO OGGI"

Ho riportato sopra il mio articolo scritto qualche tempo fa, quando, a causa di una

petizione popolare firmata da circa 700 cittadini, era stata contrastata e bloccata la decisione dell'amministrazione Scaturro, peraltro approvata dal Consiglio Comunale, di realizzare il Palazzetto dello Sport dentro il perimetro del cosiddetto

"PARCO DEGLI ULIVI".

La cosa poi è caduta presto nel dimenticatoio e non se n'è più parlato nè in pubblico, nè in privato. Non si è più parlato nè del Palazzetto, nè tantomeno del Parco, che nel frattempo, quasi all'insaputa della cittadinanza, ha cambiato nome, diventando così "PARCO PAOLINO" in quanto nel mese di Luglio del corrente anno 2009 vi è stata collocata inaugurata una statua di San Paolo. Oggi, stranamente, il predetto Parco che avrebbe dovuto essere un'oasi di verde, con viali percorribili, verde, fiori, piante,  panchine e giochi per bambini, fruibili dalla collettività, sembra proprio un luogo abbandonato a se stesso e non si riesce a capire con quale coraggio si possa tenere aperto. Non bastava già la splendida Villa Comunale ?  la più grande dell'intera provincia di Agrigento ?  E se proprio si sentiva la necessità a Ribera di avere altro verde pubblico, perchè quei 700 firmatari della petizione non si battono anche per dare una sistemata a ciò che resta del parco ?   Dalle foto, realizzate pochissimi giorni fa (23 e 25 novembre 2009) ci si può rendere conto in che condizioni si trova quel luogo, dove occorrerebbero parecchie migliaia di euro per renderlo appena decente, quando invece, l'inserimento del Palazzetto dello Sport a parere del sottoscritto e di molti operatori culturali di Ribera, avrebbe sicuramente valorizzato tutta la zona e soprattutto avrebbe dato un senso e più valore al parco che peraltro non avrebbe perduto nessuna pianta, nè di ulivo, nè di altro genere. Una cosa veramente assurda e quasi "pirandelliana",  all'ingresso principale di Via Atene, chi entra non vede nessuna pianta di ulivo, ma solo erbacce incolte e varie piante di peri, pesche, albicocche, tra i quali, qua e là emergono panchine quasi sovrastate dall'erba, ruderi di cordonate divelte e giochi dei bambini impraticabili. Sarà sicuramente un impegno per i prossimi amministratori tenere in conto anche questo pezzo di polmone verde del quale, non si sentiva a Ribera proprio la necessità.  Ma se si vuole che rimanga a verde pubblico, almeno che sia curato e abbellito come sarebbe giusto nell'anno 2010, quando si continua ad usare ed abusare della parola "Turismo". Un'altra cosa inconcepibile è quello scheletro in ferro (arrugginito) della Torre di Poggiodiana, che era stata costruita nel 1992 in occasione di una Sagra ed era stato rivestito di arance, facendo anche bella mostra di sè, ma che oggi, così come si trova sembra solo un'accozzaglia di "ferro vecchio". Ai piedi della torre abbiamo notata anche una vecchia struttura in ferro, che doveva essere stata un globo terrestre, abbastanza grande e forse rivestito anch'esso di arance. Ora giace assieme alla torre in attesa di chissà quali idee avranno i futuri amministratori di Ribera.

Invito comunque chiunque ad andare a visitare il parco "Paolino" anche per rendersi conto personalmente che a Ribera quando si vuole troppo in realtà non si vuole nulla e c'è il serio rischio ogni volta, di perdere quelle rare occasioni ed opportunità di fare qualcosa di utile per la città, che magari non si ripresenteranno più. Purtroppo mi corre quasi l'obbligo di essere ripetitivo e dire ancora ai prossimi amministratori, Sindaco in testa

e a tutti i riberesi che li voteranno <<Ai posteri l'ardua sentenza" >> e...

...alle prossime petizioni popolari !

 

Giuseppe Nicola Ciliberto - 2 Dicembre 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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