MOSTRA D'ARTE ON-LINE
di Giuseppe Nicola Ciliberto
LA GRAFICA
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UNO SGUARDO SU RIBERA Serie di 4 litografie di cm. 25 x 35 in B/N - numerate e firmate dall'autore (disponibili anche dipinte a mano)
Giuseppe Nicola Ciliberto, artista dall'ingegno multiforme nelle più variegate espressioni artistiche, nutre ormai da decenni un appassionato e smisurato amore per la sua città. Lo testimoniano le sue tele ad olio, le numerose litografie, le curiose fotografie, le certosine ricerche, i libri pubblicati sui beni monumentali e sulle tradizioni popolari e religiose e le non poche segnalazioni avanzate alle autorità locali, provinciali e regionali per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e monumentale di Ribera. Non fa eccezione questa serie di litografie che sono un invito ben preciso e uno stimolo prezioso a quanti hanno a cuore le sorti di una cittadina che vuole decisamente rinascere per tornare allo splendore di un tempo. E i beni monumentali e religiosi, ben rappresentati, con inchiostro di china e in chiaroscuro, sono infatti proiettati verso l'alto, verso il cielo, in uno sforzo comune, per risorgere dallo squallore odierno e per uscire dal pesante e davvero irreversibile stato di completo abbandono e di disinteresse. Giuseppe Nicola Ciliberto raffigura, con tocco delicato, la Torre di Verdura e il Castello di Poggiodiana nello splendore architettonico e artistico del passato e avanza quasi una provocazione finalizzata al loro restauro, poiché i due monumenti, da sempre in mano a privati, rischiano di crollare inesorabilmente da un giorno all'altro, per l'azione inclemente del tempo e per l'assenza di un serio intervento dell'amministrazione pubblica a cui spetta il compito di salvaguardia della città e del territorio. L'artista riberese ci propone, inoltre, nelle altre due immagini, uno scorcio del tessuto urbano, con il Campanile della rinnovata Chiesa Madre, e il Gonfalone di una confraternita religiosa, portato a mano dai giovani riberesi per la Festa di Pasqua, nella corsa de "Lu 'ncontru". Giuseppe Nicola Ciliberto prende atto che le più antiche e genuine tradizioni popolari come la Pasqua resistono inalterate nel tempo, che la Chiesa Madre è tornata, dopo trent'anni di abbandono, ai fasti dell'inizio del secolo, e auspica, con le sue litografie che sono una vera e propria denuncia artistica, il restauro e la tutela di quei beni che hanno fatto la seppur giovane storia di Ribera perché, se essi andranno perduti, tutti noi di certo avremo perso una parte consistente e fondamentale di un passato che potrà compromettere le speranze e il futuro delle nuove generazioni. (ENZO MINIO (Giornalista) |
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LA CHIESA MADRE DI RIBERA (litografia cm 35 x 50)
La Chiesa Madre di Ribera, dopo trent'anni di abbandono, ritorna finalmente all'antico splendore. La riapertura del più grande e antico luogo di culto della cittadina ha suscitato gioia ed entusiasmo non solo tra i fedeli, ma in tutti gli strati della popolazione, perfino tra i non credenti i quali hanno considerato in questi anni il centro storico privo di vita, palpitante e orfano di un importante bene monumentale. E' stato l'arciprete Stefano Bona, nel 1751, a dare l'avvio alla costruzione della Chiesa Madre, la terza, a tre navate, che doveva sostituire, nello stesso posto, la seconda, ad una sola navata. I lavori durarono quasi nove anni e la Chiesa fu inaugurata, sebbene molte opere dovevano essere ancora completate, per la festività di Pasqua, il 6 aprile 1760. Il luogo di culto, in quasi due secoli e mezzo di vita, è stato interessato da diversi interventi di ristrutturazione, dagli altari al pavimento, dal prospetto al campanile, frutto del lavoro di maestranze locali. La Madrice è crollata rovinosamente alcuni minuti prima di mezzogiorno del 29 dicembre del 1969, fortunatamente senza arrecare danni alle persone. Le crepe del soffitto, causate dalle scosse del terremoto dell'anno prima, e la conseguente infiltrazione di acqua piovana hanno causato il crollo totale della volta centrale e della navata di destra. Molte statue, preziose tele e oggetti sacri furono salvati. Invece, il completo abbandono della chiesa alle intemperie determinò la rovina degli altari, dei marmi, degli stucchi e del pavimento, comprese le tombe. Ci sono voluti quasi vent'anni per capire che la Madrice andava recuperata con un progetto di ricostruzione parziale e di restauro conservativo dei resti dell'immobile. La Regione Siciliana in quest'ultimo decennio ha investito quasi sette miliardi di lire per ridare ai Riberesi un tempio degno, ampio e cònsono alle fervide e mai sopite tradizioni religiose della popolazione. Encomiabile è stato l'impegno del comitato "Pro Chiesa Madre" che ha lavorato sodo per mesi e mesi e preziosissime sono state le offerte che, date generosamente dai cittadini, hanno consentito di potere completare l'arredo della chiesa. Giuseppe Nicola Ciliberto, ingegnoso artista locale, amante della storia e delle tradizioni popolari e religiose, ha voluto dedicare all'avvenimento di riapertura della Chiesa Madre la presente litografia che testimonia l'attaccamento e l'amore dell'autore verso la città, verso i suoi beni monumentali e verso una chiesa alla quale, per un motivo o per un altro, è legata affettivamente quasi tutta la popolazione di Ribera. Enzo Minio 14 dicembre 1999
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RIBERA: Città delle arance |
RIBERA: L'Angelika |
CALAMONACI: Festa di San Vincenzo |
CATTOLICA ERACLEA: Arte - Storia - Archeologia |
Alcuni degli articoli apparsi sulla stampa



Caltabellotta, amena località montana posta a 750 metri sul livello del mare, è addossata urbanisticamente ad una rocca, con tre pizzi, sulla quale, quasi a 1000 metri d'altezza, sorgeva un tempo un castello medievale, da dove
10 sguardo tutt'oggi spazia su tre province diverse e arriva ad oriente fino all'Etna, ad occidente fino al monte Erice e a mezzogiorno all'isola di Pantelleria, nel Canale eli Sicilia.
Il suo nome è sicuramente di origine araba: «Kal 'at ballut» ossia «Roccia delle querce».
Sono in molti ad identificarla con la città sicana di Triocala che fu teatro di memorabili fatti storici nelle guerre servili contro Roma. Lo schiavo Trifone respinse nel 103 a.C. l'esercito del pretore Licinio Lucullo. Fu conquistata dagli arabi e da Ruggero il Normanno. Fu dominio della famiglia del conte Luna, Moncada e Alcares de Toledo. Il fatto storico più rilevante della cittadina resta «La Pace di Caltabellotta» stipulata il 31 agosto elei 1302 tra il francesce Carlo di Valois e Feelerico 11 d'Aragona che divenne re di Trinacria.
Urbanisticamente la città conserva un impianto medievale, con strade strette, alcune ancora acciottolate e in forte pendenza. Nonostante il disinteresse di molti amministratori, in un passato più o meno recente, Caltabellotta presenta ancora numerose opere architettoniche e storiche che vanno salvaguardate e recuperate al patrimonio pubblico.
Giuseppe Nicola Ciliberto, eclettico artista riberese, già autore di altre litografie e tele su Ribera, Calamonaci, Cattolica Eraclea e sulla stessa Caltabellotta, con queste quattro "istantanee", realizzate a tratto e con mano sicura, rende omaggio ad una città dalle bellezze naturali incomparabili e vuole additare nel contempo alle autorità un pronto recupero monumentale di tutte quelle opere cittadine, oggi oggetto del disinteresse degli uomini e alla mercé dell'azione inclemente del tempo.
ENZO MINIO
Giornalista

GEMELLAGGIO RIBERA - SCORDIA E VAL CATANIA
II gemellaggio tra i due Lions Clubs di Ribera e' di Scordia - Val Catania capita casualmente in un periodo in cui nelle quattro cittadine si assiste ad un certo risveglio culturale e ad un significativo interesse delle popolazioni verso il proprio territorio. ...
... Giuseppe Nicola Ciliberto, artista eclettico riberese, è riuscito pittoricamente a cogliere in un attimo questo abbraccio significativo tra i Lions Clubs e a rappresentarlo su tela con una tecnica semplice e di sicuro effetto artistico. L'autore, con ramoscelli, zagara e arance, ha saputo sapientemente, con mano sicura e gusto raffinati, sviluppare e creare un cuore, all'interno del quale ha posto, in simbiosi completa, i più importanti beni monumentali delle quattro cittadine. L'opera di Giuseppe Nicola Ciliberto è l'ennesimo omaggio dell'autore a Ribera e al contempo diventa un doveroso atto di cortesia verso le cittadine di Scordia, Palagonia e Militello in Val di Catania che vanno apprezzate per la simpatia e il calore delle loro genti.
ENZO MINIO - Giornalista





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