(Servizio speciale a cura di Giuseppe Nicola Ciliberto)

Servizio speciale, curato dal sito per mettere in evidenza i tantissimi aspetti che presenta un matrimonio che si celebra in questi attuali tempi moderni. 

Opportuni raffronti e differenze tra gli usi e costumi di ieri e di oggi potranno essere effettuati cliccando e visionando le rispettive sezioni :

 FIDANZAMENTO  e   MATRIMONIO

 

UNO SGUARDO AL PASSATO

 

IL MATRIMONIO DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

 Il matrimonio era ritenuto un’istituzione tra le più importanti sin dall’epoca preistorica omerica. La famiglia, tramite il matrimonio, era il fondamento dell’ordine sociale e la condizione necessaria per la conservazione della specie.  I valori del matrimonio sono tenuti in grande considerazione nei poemi omerici, ricordiamo le coppie come Zeus ed Era, Ettore e Andromaca, Ulisse e Penelope. Condizione necessaria per il matrimonio erano gli hédna, regali nuziali che il futuro sposo consegnava al padre della sposa come una sorta di promessa. Il costume di fornire la sposa di una dote esisteva e sopravvive ancora in alcuni paesi della Sicilia in particolare in certe zone dove era fiorita la dominazione greca.

 

La dote veniva stabilita dai rispettivi genitori prima del matrimonio: essa consisteva in capi di bestiame, piccoli appezzamenti di terreno e la casa (obbligo che spettava al padre della sposa). Diversamente da oggi, una volta le due persone che si sposavano raramente avevano avuto occasione di incontrarsi, poiché a decidere un matrimonio erano i padri dei futuri sposi ed erano frequenti i matrimoni anche fra primi cugini.

 

Quando il padre dello sposo sceglieva la ragazza per il figlio, incaricava un signore, “l’ambasciatore”, che quasi di nascosto si recava presso la casa della ragazza; se la risposta era positiva, dopo tre giorni veniva posta fuori dalla porta una pietra, segno che il fidanzamento poteva avvenire e in breve tempo sarebbe stato celebrato il matrimonio. La mamma della ragazza preparava il corredo fatto da asciugamani, tovaglie, coperte di lana e ginestra rigorosamente tessuti al telaio.

Il vestito dello sposo era costituito da una camicia di lino bianco, da un gilet e dai pantaloni neri che arrivavano fino a metà gamba, di velluto o di orbace (tessuto di lana di pecora infeltrito), dai calzettoni bianchi e dai calzari di cuoio. L’abito della sposa non era bianco, ma variamente colorato, di seta e formato da tre pezzi: gonna, gonna lunga “saja”, grembiule e camicia. Le scarpe dei ricchi erano di pelle, quelle dei poveri di stoffa. La sposa aveva i capelli intrecciati e raccolta dietro la nuca o avvolti intorno alla testa a forma di corona su cui poggiava un fazzoletto di seta colorato.

Il matrimonio veniva celebrato in Chiesa verso le undici e di domenica, in modo tale da far partecipare tutto il paese. All’uscita dalla Chiesa, gli sposi venivano salutati con il lancio di monetine, grano e petali di fiori. Prima del pranzo, la mamma dello sposo offriva ai due sposi un cesto con dentro il pane a forma di pesce, di angelo e di ciambella, pronunciando delle formule che auguravano prosperità economica e fertilità. Questo rito ricorda il pais amphithales, giovinetto che distribuiva, durante il pranzo nuziale, pane da un cesto, pronunciando le parole “ho fuggito il male, ho il meglio”, che alludevano simbolicamente il passaggio da un tipo di vita primitiva ad uno più civile.

 

Il pane veniva scelto perché  prodotto dalla coltivazione della terra ed eterno simbolo dei valori della civiltà. Il banchetto nuziale si svolgeva presso la casa della sposa ed era a base di maccheroni fatti a mano, carne di capra o di pecora, intestini degli animali che ricordavano il rito greco di cui parla Omero nell’Odissea, XII, 363-64 “i visceri li arrostivano tutti, libando con acqua/ E quando i cosci furono arsi e mangiarono i visceri”; c’erano poi i dolci, fatti di farina, miele e frutta secca. Come bevande si faceva largo uso di vino e acqua e come liquore si usava il vino dolce greco o mantonico. Il pranzo veniva allietato fino a tarda sera da canti e balli al suono di tamburello e organetto. Il giorno seguente gli sposi venivano svegliati presto per ricevere i doni in natura (grano, vino, olio, legumi) da parte dei parenti. Questo ricorda l’antico rito greco degli epaulia, con il quale erano però i genitori della novella sposa a portare solennemente, al suono dell’aulos, doni alla nuova coppia.            

            

Tradizioni in disuso

Il matrimonio è sempre stato un avvenimento molto sentito con i suoi riti e le sue tradizioni a volte scaramantiche, a volte fatte di interessi puramente materiali. Il fidanzamento era compiuto spesso grazie all' intercessione di una terza persona chiamata "messaggera", "mezzana" o "ruffiana". Prima del matrimonio si procedeva alla lavatura e alla stiratura dei panni nella pubblica piazza che diveniva un luogo di festa dove si offrivano bicchieri di rosolio ai passanti. Dell'attività si occupavano i parenti della sposa sotto la supervisione dei parenti dello sposo che così potevano costatare la quantità della dote. Dopo si procedeva alla lettura della "carta dei panni" che veniva fatta dal capofamiglia e quindi alla vestizione del primo letto, poi visitato da parenti ed amici che lasciavano un'offerta in denaro su di esso (usanza in uso ancora oggi). La sera prima del matrimonio c'era lo "spaccacroce" una festicciola che si svolgeva nella casa della sposa. Il fidanzato, a sue spese, invitava una piccola orchestra di suonatori e si festeggiava con balli (i futuri sposi non potevano ballare insieme) e un piccolo banchetto fatto di vino, liquori, dolcetti e biscotti fatti in casa. La festa finiva presto poiché a mezzanotte lo sposo tornava a "portare la serenata".

Nel giorno del matrimonio lo sposo si recava nella casa della sposa con parenti ed amici maschi e chiedeva al capofamiglia se la futura moglie era pronta. Quindi la sposa era accompagnata in Chiesa dal padre o dal compare d'anello e seguita anch'essa dai soli parenti maschi. Dopo la cerimonia religiosa tutti si recavano in casa dallo sposo dove erano attesi dalle donne e dagli altri parenti per festeggiare con ricco banchetto.

La prima sera di nozze la casa degli sposi veniva sorvegliata dai parenti più prossimi per tutta la notte. Gli sposi non uscivano per una

o più settimane andando solo in Chiesa la domenica.

Da ora lo sposo non poteva pretendere più niente da suo padre il quale gli concedeva, per i primi tempi, di sfruttare un pezzo del suo orto e di prendere qualche sacco di farina con i quali la sposa faceva i verdocchi (cavatelli) o i laganell, pasta fatta in casa con farina , acqua, sale.
     Nel battesimo era molto sentita la scelta del padrino o della madrina poiché rappresentava un tentativo di procurare una protezione in più al bambino (oltre a quella dei genitori) in una società poco agiata e sempre piena di rischi come quella passata. Il padre del bambino si recava in casa del padrino (sangiovanni) a fare la richiesta e nel giorno della cerimonia lo andava a prendere per consegnargli il neonato da condurre in Chiesa.  L'unione rafforzava il legame tra le due famiglie che si tramandava per generazioni. Il battezzato chiamava il padrino zio padre o zia padre. 

Quando veniva a mancare qualcuno solo le donne della famiglia piangevano. Se moriva una donna le vicine si sostituivano a lei nel condurre la casa nei primi tempi; l'uomo non si radeva per quindici giorni in segno di lutto. La famiglia del defunto riceveva a casa il "riconsuolo" che altro non era che un piatto caldo molto abbondante da parte di parenti ed amici.

Durante il Carnevale si organizzava lo "sciacquitto", una festa dove si beveva vino, si mangiavano prodotti come fave, ceci, biscotti fatti in casa (i cullacce) e si raccontavano i cunt, racconti fantasiosi o fatti realmente accaduti che riguardavano i personaggi del paese o del vicinato. Caratteristica della Quaresima era la "quarantana", una pupattona di stoffa poggiata su una patata infilzata da sette penne di gallina. Si appendeva ai balconi ed ogni settimana veniva tolta una penna fino ad arrivare alla Pasqua.

In alcuni comuni siciliani la tradizione, anche se in maniera minore, esiste ancora oggi.
     Caratteristico nel giorno di Pasqua era il gioco del "tozzauovo". Si usciva per strada con una scorta di uova sode e si sfidavano gli amici; fatta la conta per stabilire chi dovesse mettere l'uovo sotto, l'altro dava un colpo con un altro uovo. Se riusciva a rompere quello dell'amico ne diventava padrone.Nella sera del Sabato Santo c'era un rito oggi completamente dimenticato, la benedizione del falò e del cero pasquale.

 

Dove Siamo, dove andremo  !

Ma è vero che gli sposi hanno atteso il 2000 come anno per le loro Nozze?

Da recenti statistiche sembrerebbe che i matrimoni dal 1995 al 1999 siano stati in netta discesa, e quindi la teoria era quella del cambio millennio, anno in cui ci sarebbe stato il “Boom”, ovvero tutti avrebbero rimandato la data per potersi sposare nel 2000 (forse per paura del fantomatico “Millennium Bug”).

Beh, ci siamo è arrivato il nuovo millennio, tutto è tranquillo come ogni anno, anche sul fronte matrimoni, forse le tante influenze, forse la Pasqua arriva tardi e tutto viene spostato più in avanti, forse ci si prende all’ultimo momento (ma chi rimanda la data da 5 anni non penso abbia ancora intenzione di aspettare). E se il 2000 fosse stata una scusa, adesso che cosa si inventeranno per posticipare ancora ?

Un motivo sicuramente è l’aumento continuo di convivenze, dato che si risparmia parecchio in termini economici e anche in termini di significato: Perché, buttare i soldi per sposarsi se poi ci si lascia? Cominciamo bene! Comunque se uno dei motivi è questo meglio non sposarsi.

E Poi quante cose da sistemare; la casa, la chiesa, i fiori, le foto, l’auto, il ricevimento, le bomboniere, gli abiti, ecc., ecc., ecc..

Insomma per non “convolare” le scuse sono infinite. Ma ci si sposa in due e anche se la vita di tutti i giorni ci lascia poco tempo, volere è potere!

Uno dei motivi per sposarsi dovrebbe proprio essere quello di vivere insieme tutta la vita e affrontare insieme tutte le difficoltà che questa ci riserva, non di lasciare tutto al primo problema che si presenta, certo è più facile, ma fuggire non sempre è la soluzione migliore.

Allora se siamo convinti di volerci sposare, possiamo farlo e dato che il matrimonio è un motivo per festeggiare, allora si può organizzare una festa per l’evento.

Cominciando dal significato vero e proprio, ormai il Matrimonio non è più un occasione per andare a mangiare "un sacco" e rimanere seduti 6 -7 ore a tavola, dove bisogna rinnovare il guardaroba di tutta la famiglia per potervi partecipare.

Si tratta di una Festa, ugualmente importante, ma da vivere più serenamente dove stare in compagnia è più importante del menù.

LE BOMBONIERE: Uffa ma a cosa servono? Tanto poi si buttano via? E se sono di valore gli invitati non le capiscono! Perché buttare i soldi per degli “aggeggini del genere? Vorrei un oggetto utile! Vorrei qualcosa di argento da spendere poco e che sia grande! Queste sono solo alcune delle affermazioni relative alle bomboniere che si sentono e sicuramente chiunque almeno una di queste le può identificare in sé. Anche questo non è certo un buon inizio ma almeno abbiamo un punto di partenza.

Non dovete scegliere un oggetto qualsiasi, ma un regalo che lasci il ricordo nel tempo della vostra "Unione", non importa quanto valore economico questo abbia, è importante il valore simbolico in sè!

IL RICEVIMENTO: Non mi va di spendere milioni per un pranzo, preferisco fare un viaggio di Nozze più lontano! Se questa è la vostra teoria allora Buon Viaggio! Ma se non la pensate così sono d'accordo con voi, non necessariamente bisogna sacrificare un motivo per condividere la vostra gioia con chi vi è più vicino. Questo è un altro "componente" importante per rendere indimenticabile fino in fondo il giorno più bello!

 

L’ABITO: Per carità milioni per un vestito che indosso una volta soltanto! Almeno lo sposo può utilizzarlo ancora (Si, forse a Carnevale). E’ vero che gli abiti per questa cerimonia hanno un certo valore, ma il loro valore è anche affettivo, li indossiamo nel giorno più importante della nostra vita, un certo significato sinceramente chiunque lo dovrebbe riscontrare.

Tutti questi sono solo alcuni esempi che naturalmente oltre ad essere un impegno economico sono anche un grosso impegno per la vita, e un po’ di fatica forse ci sarà; Ma chi ben comincia è a metà dell’opera…….

L' IMPORTANTE E' ESSERE COSCIENTI DEL PASSO CHE SI STA PER COMPIERE E SE NE SIETE CONVINTI

AVRETE ANCHE ENTUSIASMO PER FARE UNA FESTA DEGNA DI ESSERE RICORDATA.

IL MATRIMONIO OGGI

<Non ci sono più i matrimoni di una volta….> <Le coppie di oggi durano meno rispetto a quelle del passato…> <Non sposatevi che vi conviene: meno problemi, meno spese…>. Sono alcune delle frasi che sempre più di frequente si sentono dire in giro. Ma il matrimonio non era il punto di partenza per una nuova vita? Le fondamenta sulle quali costruire il futuro?

Una volta le madri dicevano alle figlie: <Dovrai trovarti un bravo marito, che ti mantenga, e regalarmi tanti nipotini>.

 

LA FASE ORGANIZZATIVA

II percorso per il «sì» tra scelte e scadenze

L'organizzazione delle nozze per una coppia è lunga e laboriosa. Si comincia con la scelta delle bomboniere, dei regali di nozze per proseguire con il numero degli invitati e i controlli per accertare chi verrà e chi non potrà partecipare. Ogni matrimonio ha una sua storia, si trasforma in una sorta di film in cui i protagonisti sono i due fidanzati che per avere manforte in un momento delicato della loro vita chiedono aiuto anche alle loro famiglie, affinchè partecipino alla preparazione del «giorno più bello». Quindi si prosegue con la scelta e le prove degli abiti di lui e di lei, del luogo in cui pronunciare il fatidico «sì» e di quello in cui proseguire la giornata con amici e parenti, ovvero il ricevimento. E qui si apre un'altra parentesi, perché tale scelta richiede un impegno non indifferente di tempo e di tanta pazienza. Così si visitano castelli, ville, sale sul mare, antiche rocche, terrazze trasformate in giardini pensili. Una ricerca spasmodica, fino a quando non si trova il posto giusto da raggiungere, naturalmente, a bordo di un mezzo adeguato che può essere una carrozza, una fiammante berlina o un'auto d'epoca. Insomma, sono solo alcuni dei requisiti per trasformare una giornata qualsiasi in un evento.

 

UN LEGAME MUTATO DALLA STORIA

La parola "matrimonio" deriva dal latino matrimonium e ha per radice "ma-ter-tris " che significa appunto madre.

In passato il matrimonio serviva al marito per prendere possesso della moglie, quasi a schiavizzarla e solo con il diritto romano si ebbe un concetto diverso del matrimonio che diventò un accordo libero fra due persone.

 

 

L'unica civiltà antica che permetteva la parità fra uomini e donne dopo il matrimonio era quella egiziana. In passato gli elementi degni di considerazione per unirsi in matrimonio erano l'appartenenza a una stessa religione, a una stessa razza, a una stessa classe sociale e naturalmente la posizione economica dei contraenti, non vi era spazio alcuno per l'amore.

 

 

Solo con il Cristianesimo il matrimonio assunse il valore di sacramento, e come tale era sacro e indissolubile, con l'unico fine della procreazione. Nel Medioevo il matrimonio si scisse dall'amore, infatti l'amore ebbe una natura esclusivamente spirituale, mentre il matrimonio ebbe solo un puro legame di interesse.

 

 

Nel Rinascimento è sempre l'uomo a predominare, la donna è messa da parte e i matrimoni sono sempre più un espediente per unire terreni e ricchezze. Nel '600 trionfa l'assolutismo monarchico, l'amore e la fedeltà sono concetti molto astratti vi è molto libertinaggio, al punto che i re sostenevano che fosse sciocco essere fedeli alla moglie, meglio avere un'amante.

 

 

Nel '700 finalmente il matrimonio comincia ad avere un significato diverso, con le rivoluzioni americana e francese, i popoli cercano di porre fine in modo definitivo all'arroganza dell'aristocrazia e ci si comincia a sposare per amore. Dall'800, con il romanticismo, ci si sposa solo per amore. Non sposarsi significava andare incontro a dispiaceri e lutti. E' proprio nell'800 che nasce una buona parte delle tradizioni che ancor oggi conserviamo, quali l'abito bianco e lungo, i guanti, la torta.nuziale il ricevimento.

 

QUANTE TRADIZIONI DA RISPETTARE  PER ESSERE FELICI

Sono numerose le credenze popolari che si tramandano per il giorno del matrimonio e che vanno rispettate da entrambi.

Quante tradizioni e credenze popolari gravitano attorno al giorno del matrimonio ? Tantissime, a cominciare dalla consuetudine secondo cui la sposa per le nozze deve portare addosso 6 oggetti: una cosa prestata, a indicare l'affetto delle persone care che rimangono vicine in questo passaggio dal vecchio al nuovo; una cosa regalata, a ricordare il bene delle persone care; una cosa blu, anticamente il colore blu era il colore che simboleggiava la purezza e era il colore dell'abito della sposa; una cosa vecchia, che simboleggia la vita che si lascia alle spalle e l'impor­tanza del passato che non deve essere dimenticato nella transizione verso la nuova; una cosa nuova, che simboleggia la nuova vita che sta per iniziare, ìndica tutti i nuovi traguardi e le novità che porterà con sé.

La tradizione dell'abito bianco per la sposa, invece, risale all'Ottocento e rappresenta verginità e purezza. Nel Medioevo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano molto colorati, così da essere indossati anche in seguito, durante le feste. Il colore più usato, in ogni modo, era il rosso, perché si riteneva che propiziasse le nascite. Oggi oltre al colore bianco si predilige il beige.

Alcuni eleganti modelli di abiti da sposa

Sempre per tradizione, i confetti nell'antichità venivano confezionati in preziosi sacchetti di tulle, oggi in pizzo e devono essere rigorosamente di colore bianco e sempre in numero dispari di solito cinque, per rappresentare le qualità della vita che non devono mancare nella vita degli sposi: salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza. È ancora lo sposo reggerà un vassoio d'argento con i confetti, la sposa li servirà agli invitati con un cucchiaio anch'esso in argento sempre in numero dispari. Il bouquet, invece, è secondo la tradizione, l'ultimo omaggio dello sposo per la sposa e chiude il ciclo del fidanzamento. L'usanza vuole che lo sposo lo faccia recapitare al mattino a casa della sposa anche se in realtà è la sposa stessa a sceglierlo in quanto deve armonizzarlo con il suo abito. In alcuni paesi è addirittura la suocera a regalarlo. Alla fine del ricevimento sarà lanciato a caso tra tutte le ragazze nubili: chi riuscirà ad afferrarlo dovrebbe sposarsi entro l'anno.

La tradizione di sollevare tra le braccia la sposa e solcare la soglia della nuova casa risale all'antica Roma:

facevano così per evitare che inciampasse, presagio infausto, perché significava che le divinità non la volevano accogliere.

 

 

 

 

 

 

COME SPOSARSI  ?

IL RITO CIVILE

Spesso la sala comunale, troppo austera e sobria, desta qualche perplessità circa la cornice emotiva che gli sposi immaginano e desiderano. Ma, con le dovute autorizzazioni, anche la sala comunale più spoglia può regalare la giusta atmosfera grazie a un accompagnamento musicale adeguato e a delicati addobbi floreali (per esempio, piccoli bouquet legati alle sedie degli sposi e dei testimoni e due grandi cesti ai lati del tavolo dell''officiante).

La sposa entra nella sala comunale al braccio sinistro del padre, se vuole indossando l''abito bianco, anche se è sconsigliato completarlo con il velo o avere uno strascico troppo lungo, e stringendo tra le mani il bouquet. Ad accoglierla, i parenti e gli invitati, disposti appena dietro le sedie degli sposi (a sinistra quelli di lei, a destra quelli di lui), e ad attenderla, lo sposo, in piedi accanto al tavolo dove il consigliere comunale o il sindaco celebrerà il matrimonio. Alla fine del rito, gli sposi lasciano la sala comunale al suono (se lo desiderano) della marcia nuziale e sotto il tradizionale lancio del riso.

I documenti
Con l''entrata in vigore della Legge Bassanini 13/5/97 n.127 sull''autocertificazione, il percorso per procurarsi i documenti si è molto snellito. Infatti, è l''Ufficiale di Stato Civile del comune in cui risiede uno dei due sposi ad acquisirli d''ufficio. Per l''apertura della pratica è sufficiente che i due sposi si presentino con la propria carta d''identità presso l''Ufficio di Stato Civile del comune nel quale desiderano sposarsi: dopo aver steso una dichiarazione su carta semplice o compilato un modulo prestampato e dichiarato apertamente di volersi sposare, la pratica viene chiusa con l''affissione delle pubblicazioni per otto giorni, comprendenti due domeniche successive e tre giorni di deposito, nel comune di residenza di entrambi gli sposi e nei comuni dove hanno abitato nell''ultimo anno.

Scaduti i termini, si ritira il certificato di nullaosta da presentare all''Ufficiale di Stato Civile. Entro 180 giorni dalle pubblicazioni, il matrimonio deve essere celebrato, altrimenti bisogna ripercorrere tutto l''iter burocratico.


Se uno o entrambi gli sposi sono divorziati, è necessario presentare l''atto civile del precedente matrimonio, rilasciato dal comune sotto autorizzazione della Procura della Repubblica dove è annotato lo scioglimento del precedente vincolo matrimoniale, corredato da una fotocopia. Per i divorziati stranieri, sono necessari il nullaosta consolare, con relativa fotocopia, e la legalizzazione della firma del Console da parte della Prefettura di Roma, ma solo se il paese che lo rilascia non appartiene all''Unione Europea (UE).

Requisiti di legge
Per contrarre matrimonio, la legge richiede:
» il compimento del 18° anno d''età per entrambi gli sposi; chi ha compiuto 16 anni può contrarre matrimonio dopo che il giudice del Tribunale per i Minori ha accertato la maturità psichica del minore e rilasciato l''autorizzazione;
» la sanità mentale;


» la libertà di "status", cioè la mancanza di un vincolo derivante da un precedente matrimonio che abbia ancora effetti civili (la donna deve comunque attendere almeno 300 giorni dallo scioglimento o dall''annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio per escludere eventuali gravidanze da attribuire alla precedente unione);
» l''inesistenza di rapporti di parentela o affinità tra gli sposi.

Sposare uno straniero
È necessario richiedere all''autorità consolare o all''ambasciata del paese di provenienza il certificato di capacità matrimoniale, da presentare insieme al passaporto e al certificato di nascita. Se il Paese di provenienza di uno degli sposi è extracomunitario, è richiesta l''autentica della firma sul certificato di nullaosta presso gli uffici della Prefettura.
Quando una cittadina straniera sposa un italiano, può usufruire delle leggi vigenti nel suo paese per l''adozione del cognome: infatti, contrariamente alla legge italiana per la quale la moglie può usare liberamente il cognome del marito, ma senza doverlo acquisire, in alcuni paesi è necessario un particolare iter che culmina con la presentazione della documentazione e la dichiarazione richiesta al proprio consolato.

I Paesi europei hanno stipulato una Convenzione secondo la quale il matrimonio viene trascritto automaticamente nel Paese d''origine. Per i Paesi che non hanno aderito alla Convenzione è necessario ottenere un certificato di matrimonio plurilingue per abbreviare i tempi della trascrizione.
Per quanto riguarda il regime patrimoniale, regolato da alcuni articoli della legge 218 di Diritto Internazionale Privato, solitamente vige la legge del paese nel quale gli sposi risiedono.

Il rito
Il rito civile è molto breve ed essenziale: in una ventina di minuti, gli sposi affiancati dai testimoni si dispongono di fronte al sindaco o a un Ufficiale di Stato Civile appositamente incaricato che legge gli articoli 143-144-147 del Codice Civile, rivolge la tradizionale domanda "Vuoi tu..." sia a lui che a lei, porge gli anelli per lo scambio, firma e fa firmare agli sposi e ai testimoni il registro comunale.

Il ruolo dei testimoni
Secondo la legge, i testimoni, maggiorenni, devono essere almeno due, uno per la sposa e uno per lo sposo, ma nulla vieta che siano quattro o sei. Il loro ruolo non è solo formale, ma anche simbolico, per questo vanno scelti tra le persone - amici o parenti - particolarmente vicine alla coppia. Tra i loro compiti, quello di consegnare le fedi nuziali al celebrante il giorno del matrimonio e quello di firmare l''atto di matrimonio, insieme agli sposi, alla fine della celebrazione.

Comunione o separazione dei beni
Con la celebrazione del rito civile, come previsto dagli articoli della legge sul diritto di famiglia che regolano il regime patrimoniale, gli sposi devono decidere anche il loro regime patrimoniale: devono comunicare se intendono scegliere la comunione o la separazione dei beni. Nel caso in cui non venga fatta alcuna richiesta, risulta d''ufficio che la coppia ha scelto la comunione dei beni: tutti i beni acquistati dopo il matrimonio diventano di proprietà di entrambi.

 

IL RITO CATTOLICO

La tradizione vuole l''abito bianco per la sposa, accompagnata all''altare dal padre o da chi ne fa le veci, ma, se fa piacere o se sussistono particolari motivi, anche dal futuro marito, che le offre il braccio sinistro; l''abito scuro o il tight (solo di giorno e se lo indossano anche i genitori e i testimoni) per lo sposo, che aspetta all''altare dopo essere entrato con al braccio sinistro la madre o di chi ne fa le veci.
Se il matrimonio assume un tono solenne o molto formale, si può organizzare un corteo d''entrata seguendo questo semplice schema: la sposa e il padre, preceduti dai paggetti e seguiti dalle damigelle che sostengono lo strascico dell''abito se abbastanza lungo, lo sposo con la madre al braccio sinistro, il padre dello sposo con la madre della sposa.
Arrivati all''altare, dove ci saranno già i testimoni della sposa a sinistra, quelli dello sposo a destra, parenti e invitati si dispongono a sinistra (quelli di lei) e a destra (quelli di lui). All''uscita, la neocoppia, con la sposa al braccio destro dello sposo, viene accolta sul sagrato dall''immancabile lancio di riso al quale seguono i saluti e le foto di rito.

I documenti
Oltre a quelli richiesti per il matrimonio civile, sono necessari:
» certificato di battesimo: da chiedere al parroco della parrocchia in cui è stato celebrato.
» certificato di cresima: non è necessario se la data della cresima è registrata sul certificato di battesimo. In mancanza, va richiesto alla parrocchia in cui è stata celebrata.
» certificato di Stato Libero Ecclesiastico: necessario se uno dei due sposi ha vissuto almeno un anno, dopo il compimento dei 16 anni, in una Diocesi diversa da quella attuale. Lo scopo è quello di accertare che il richiedente non abbia contratto matrimonio religioso nel periodo in cui si è allontanato dalla Diocesi. Il certificato può essere sostituito da un giuramento suppletorio.» attestato di frequenza ai corsi, obbligatori, di preparazione al matrimonio.
» pubblicazioni religiose: da affiggere per otto giorni presso le parrocchie dei due sposi e, se diversa, presso la parrocchia presso cui viene celebrato il matrimonio.» certificato di avvenuta pubblicazione: viene rilasciato dal parroco quando sono trascorsi i termini dell''affissione.
» stato dei documenti: il parroco che istruisce la pratica per il matrimonio rilascia alla coppia un documento da consegnare al parroco della parrocchia prescelta per la celebrazione insieme al certificato civile di avvenute pubblicazioni. Deve essere vidimato dalla Curia, se il matrimonio è celebrato fuori dalla Diocesi.
» certificato di consenso civile alle nozze: rilasciato dopo essersi presentati davanti all''Ufficiale di Stato Civile in Comune, con i documenti necessari e insieme ai testimoni e ai genitori che devono giurare sull''inesistenza di legami di sangue tra gli sposi.» certificato di consenso religioso alle nozze: rilasciato dal parroco della chiesa in cui viene celebrato il rito, riporta la conferma della data delle nozze.

Casi particolari
Se la coppia ha già uno o più figli, non ancora riconosciuti dal padre, questi lo può fare attraverso un modulo specifico da richiedere al parroco.
Se uno dei due sposi ha ottenuto la dichiarazione di nullità del precedente matrimonio dal Tribunale Ecclesiastico, deve presentare l''atto civile del precedente matrimonio (rilasciato dal comune sotto autorizzazione della Procura della Repubblica dove è annotata l''efficacia della sentenza del Tribunale Ecclesiastico).

Il rito
Dalla fine del 2004 il rito del matrimonio cattolico è stato rivisto dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti: gli sposi possono sposarsi durante la Messa oppure scegliere una sequenza rituale più semplice, limitata alla liturgia della Parola (senza celebrazione eucaristica e quindi senza la comunione); possono scegliere diverse formule per scambiarsi le promesse matrimoniali; possono adattare la celebrazione al loro personale cammino di fede (per esempio nel caso di nozze tra un credente e un non credente).

La celebrazione del matrimonio all''interno della Messa si snoda attraverso tre momenti fondamentali: il rinnovo delle promesse battesimali; la liturgia vera e propria del matrimonio, durante la quale il sacerdote chiede il consenso agli sposi, che possono scegliere, per esprimerlo, una delle tre formule previste dal "nuovo" rito del matrimonio: il verbo "accogliere" sostituisce il verbo "prendere", per sottolineare la dimensione del dono; lo scambio degli anelli e la benedizione della nuova coppia. Le letture, i canti e le invocazioni vengono scelti dagli sposi insieme al sacerdote all''interno del Lezionario con 82 passi della Scrittura, cercando di privilegiare i temi dell''amore, della fecondità, dell''unione di coppia.

Terminata la cerimonia religiosa, gli sposi e i testimoni firmano i registri civili, dopo la lettura da parte del sacerdote degli articoli 143, 144 e 147 del Codice Civile.
La trascrizione dell''atto in sede civile viene richiesto dal parroco entro cinque giorni dal matrimonio e deve contenere la dichiarazione sullo stato patrimoniale della coppia (comunione o separazione dei beni) o altre clausole particolari (per esempio, il riconoscimento dei figli).

Il ruolo dei testimoni
Secondo la legge, i testimoni, maggiorenni, devono essere almeno due, uno per la sposa e uno per lo sposo, ma nulla vieta che siano quattro o sei. Il loro ruolo non è solo formale, ma anche simbolico, per questo vanno scelti tra le persone - amici o parenti - particolarmente vicine alla coppia. Tra i loro compiti, quello di consegnare le fedi nuziali al celebrante il giorno del matrimonio e quello di firmare l''atto di matrimonio, insieme agli sposi, alla fine della celebrazione.

In santuario o in cattedrale
La cerimonia assume toni solenni, se non altro per la cornice maestosa e imponente nella quale viene celebrata. Sono consigliati se desideri un matrimonio all''insegna della tradizione, con una grande navata da percorrere e con posti a sedere per parecchi invitati. Molti i santuari sparsi in tutta Italia aperti al rito nuziale: per sposarsi è necessario prendere accordi con buon anticipo e ottenere il nullaosta dalla parrocchia di appartenenza. 

In abbazia o in monastero
Sono il luogo ideale se desideri un matrimonio raccolto, per pochi intimi, e spirituale, ma anche suggestivo, perché sovente la cornice è molto significativa dal punto di vista artistico e culturale. Spesso sorgono isolati e sono legati alla vita e alla storia di un santo o di un particolare ordine monastico, e quindi è abbastanza difficile ottenere l''autorizzazione. Per questo l''intera cerimonia deve seguire uno stile sobrio e discreto, nel rispetto più assoluto delle regole imposte dall''ordine monastico che li gestisce.

UN OCCHIO ANCHE AL PORTAFOGLIO

In vista delle nozze bisogna anche fare i conti con le proprie tasche. Ma quanto costa un matrimonio?  Dipende soprattutto per la voce più importan­te che è il ricevimento, dal numero degli invitati. Quindi, ipotizzando 100 invitati il suggerimento può essere: 10.000 euro (tutto compreso). Nel budget sono compresi: chiesa, fiori, ricevimento in una location bella e affidabile con buffet aperitivi in piedi e pranzo seduti incluso torta vini e spumanti. Abito sposa e sposo, bomboniere, fotografo, musica, partecipazioni. Naturalmente i costi possono aumentare a seconda della qualità e della quantità del servizio.

Così occorrono 10.000 - 15.000 euro per matrimoni con particolari di tono più ricercato.

Dai 15.000 in su (fino a matrimoni galattici dai costi proibitivi) è possibile permettersi scelte più particolari su tutta la linea, fino al meglio di tutto. Ricordarsi sempre che il buon gusto a volte costa meno di quanto si possa immaginare. Ma vediamo le spese nel dettaglio.

 

Abito sposa: dai 450 euro (il minimo assoluto) fino dove vuoi. Mediamente un abito bello si aggira intorno ai 2000-2200 euro (più o meno, e per cifre leggermente superiori trovi veramente tutto quello che ti può interessare). Scarpe dai 120 euro in su. Lo sposo in classico grigio scuro è il più bello: ci sono abiti per tutte le tasche.

Pranzo nuziale: 50/65 euro persona fino a 100/120 euro e oltre. Foto: 1200/2000 euro più album. Video: 800/1000 euro o più. Sito internet: gli sposi possono essere presenti anche in un sito internet, con cronaca completa del matrimonio, con tanto di fotografie scaricabili degli sposi e degli invitati, costo 500/1000 euro.

Bomboniere: dipende da quante e quanto belle, comunque a partire da 500 euro. Musica: 450/1000 euro e anche più. Viaggio di nozze: E' escluso dal conteggio, i costi sono variabili in funzione della meta prescelta, della qualità e della durata del soggiorno.

Alcune auto addobbate pronte per accogliere i novelli sposi

 

 

IL PERCORSO LABORIOSO PER ARRIVARE ALL’ALTARE

Per il giorno fatidico bisogna pensare non solo alla chiesa

e al ricevimento ma anche agli abiti, ai fiori e all’auto.

Un matrimonio senza intoppi richiede un'organizzazione perfetta accompagnata da una programmazione con largo anticipo delle varie fasi. Prima di tutto bisogna sce­gliere la chiesa e contattare il parroco: per sposarsi in una chiesa diversa da quelle degli sposi ricordatevi che bisogna richiedere il nullaosta.

Poi occorre scegliere il luogo del ricevimento, confermare la chiesa e cominciare a svolgere il corso prematrimoniale, sarà il parroco che vi indirizzerà e dura per 6 lezioni. Successivamente si preparano i documenti necessari per il matrimonio, ricordando però che alcuni documenti hanno una vali­dità massima di tre mesi. Poi bisogna farsi un'idea per il proprio abito da sposa, guardando delle riviste del settore, frequentando atelier specializzati o direttamente via internet dove ci sono molte aziende che mostrano i loro abiti e le ultime novità. Quindi si sceglie l'abito da sposa, magari seguendo il consiglio della madre o di un'amica. Poi va compilata una prima lista di invitati e di persone alle quali inviare solo le partecipazioni, e quindi vanno scelti i testi­moni a cui chièdere il loro consenso. Va contattato anche il fioraio per gli addobbi in chiesa, al ricevimento e per il bouquet della sposa e per l'auto.

E c'è grande cura e attenzione proprio per il veicolo con cui giungere in chiesa: c'è chi arriva ili auto di lusso, chi sceglie quella d'e­poca o ancora quella stravagante, e infine c'è chi arriva anche in carrozza ma si tratta di una scelta piuttosto rara. Poi ci sono i musicisti sia per la cerimonia che per il ricevimento, il fotografo e l'operatore video. Vengono ordinate alla tipografia le partecipazioni, gli inviti e i biglietti di ringraziamento, quindi si compila la lista nozze. Si prenota il viaggio di nozze in un'agenzia di fiducia. Segue la prova dell'abito in cui vengono definiti anche gli accessori, e vengono scelti eventuali paggetti e damigelle d'onore. Viene poi depositata la lista nozze precedentemente scelta insieme, si spediscono le partecipazioni ai parenti e familiari e dopo a conoscenti e amici, si definisce il menu del ricevimento con il ristorante e la torta nuziale. Altro passo importante è scegliere e ordinare le bomboniere e i sacchettini per i confetti: è consigliabile sempre cose utili se la scelta cade sull'oggettistica. Poi bisogna recarsi da un'estetista per un primo trattamento e per mettersi d'accordo per le prime prove di trucco, quindi recarsi da un parrucchiere per fissare gli appuntamenti e eventualmente provare i vari tipi di acconciatura. Se possibile fare anche un sopralluogo in chiesa e sul luogo del ricevimento con i musicisti, il fioraio e il fotografo. Quindi lo sposo ritira le fedi: spesso sono i testimoni a regalarle e quindi a ritirarle. Segue la verifica delle adesioni al ricevi­mento nel caso non siano arrivate le conferme sollecitare gli indecisi. Lo sposo sceglie e ordina il bouquet chiedendo alla futura sposa il tipo di fiore da lei desiderato. In alcuni paesi è la suocera che lo regala e lo consegna alla sposa prima di uscire di casa per recarsi in chiesa.

Acquistare anche l'abito per il dopo cerimonia, acquistare il cuscinetto portafedi, comporre in base agli invitati confermati i tavoli per il ricevimento. E il giorno del matrimonio svegliarsi con un buon anticipo (se siete riusciti a dormire), mettere a punto manicure, pettinatura e trucco e farsi consegnare il bouquet a casa.

 

LA DIFFERENZA E’ NEI DETTAGLI

Organizzare e allestire il ricevimento di nozze, avendo cura di tutti i dettagli e accorgimenti del caso (scelta del menu, allestimento dei tavoli, distribuzione e assegnazione dei posti, scelta del tema musicale) non è cosa di poco conto e richiede investimento di tempo e di energie. Per non lasciarsi cogliere dall'ansia e per evitare imbarazzanti e poco piacevoli sorprese, è buona norma iniziare a valutare in tempo {almeno sei mesi prima) soluzioni e proposte che riguardino ovviamente il luogo e il tipo di ricevimento più consono ai propri gusti. Indipendentemente dallo stile sul quale decideremo di improntare il nostro ricevimento di nozze l'obiettivo sarà quello di creare la scenografia e l'atmosfera adatte all'evento scegliendo un luogo suggestivo e particolare che risponda alle nostre esigenze e alla nostra personalità. E allora classico o moderno, tradizionale o alternativo, sfarzoso o intimo? Quale che sia la scelta dettata dai gusti e dalle esigenze dei diretti interessati, l'organizzazione di un matrimonio rimane pur sempre un impegno lungo ed estenuante che assorbe tempo, energie e non trascurabili oneri economici. Gli aspetti pratici e organizzativi si vanno chiarendo in ogni caso in corso d'opera e seguono ad alcune scelte di fondo che gli sposi dovranno necessariamente affrontare in prima istanza, ossia la scelta del rito civile o religioso, l'individuazione del periodo o stagione in cui svolgere la cerimonia e, infine, la ricerca di un modello o tipologia di matrimonio che possa avvicinarsi il più possibile ai propri gusti e alle proprie necessità. Quest'ultimo aspetto è sicuramente in­dispensabile per la buona riuscita di una qualsiasi cerimonia. Per la scelta del luogo, invece, si può liberamente spaziare da cornici classiche e festose (castello, villa d'epoca, saloni) ville antiche a spazi più informali e alternativi (parchi, giardini, casali, fattorie, bar), questi ultimi più appetibili nella   stagione primaverile ed estiva. Al pranzo si tende a preferire la cena con danze e intrattenimenti musicali che daranno fino a notte, oppure il buffet, in uno spazio ampio e all'aperto, senza posti prestabiliti e con uno o più tavoli per le portate. Un'alternativa ancora più veloce e ugualmente di moda può essere il cocktail che, a differenza del buffet, si svolge totalmente in piedi, segue di solito a un matrimonio pomeridiano (16-20) e prevede una serie di piatti freddi, seguiti magari da un piatto caldo unico, dal buffet di dolci e dal dolce nuziale. I più coraggiosi potranno scegliere menu esotici che prevedano qualche specialità etnica.

IL MATRIMONIO nel CODICE CIVILE

II matrimonio è regolato dalla Costituzione e dal codice civile. Riportiamo alcuni articoli importanti che ogni coppia deve tenere a mente. L'art. 29 della Costituzione recita che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare. L'art.143 del codice civile verte sui diritti e doveri reciproci dei coniugi:-con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. Poi c'è l'art.143 bis sul cognome della moglie: La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze.

 

 

IL VIAGGIO VA FATTO SUBITO DOPO LA CERIMONIA

E' meglio affidarsi alle agenzie qualificate per allestire un percorso

in cui trascorrere giorni indimenticabili.

 

Il viaggio di nozze va fatto appena sposati per non perdere le fantastiche sensazioni proprio della luna di miele. Un'indagine Istat dice che ormai circa il 93% delle coppie italiane decide di andare in viaggio di nozze subito dopo il matrimonio solo il 7% decide di non andare o rimandarlo, ma facendo ciò si rischia di rimandarlo per sempre. Prima di tutto vi consigliamo di affidarvi solo ad agenzie di viaggio da noi selezionate che per la loro esperienza e serietà vi consiglieranno il viaggio che fa per voi senza avere la preoccupazione di ritrovarvi in alberghi fatiscenti, senza bagagli o addirittura che la stessa agenzia sia un'agenzia fantasma. Diffidate delle piccole agenzie o di viaggi a prezzi particolarmente bassi, ricordatevi che quello che pagate riceverete.

Date un'occhiata ai periodi per partire in modo tale da non trovare brutte sorprese meteorologiche al vostro arrivo. Prenotate il viaggio con un anticipo di 3-4 mesi per preparare tutti i documenti necessari e avere la tranquillità di aver già prenotato. Ricordatevi di portare al seguito la propria farmacia da viaggio con dentro tutto il necessario per un piccolo pronto intervento. Non dimenticatevi di metterci all'interno quindi: del disinfettante, delle garze sterili, dei cerotti, delle bende elastiche, un termometro, qualche analgesico, antipiretici, antibiotici, antidiarroici, delle pomate antiallergiche, antiustioni, contro le distorsioni ed ematomi, repellente per insetti e naturalmente creme protettive per il sole. Dove andare in viaggio di nozze ? Beh, la risposta non è certo facile, le mete sono tantissime e tutte da sogno. Scegliere il posto è soggettivo, molte coppie scelgono località romantiche come ad esempio isole paradisiache o atolli sconosciuti dove si può rivivere il sogno dell'isola sperduta su spiagge stupende e incontaminate a contatto con la 'natura.

Molti altri preferiscono la crociera che negli ultimi anni è molto di moda. La crociera offre la possibilità di miscelare divertimento e relax a bordo di stupen­de navi lasciandosi cullare dal movimento dell'acqua, attraversando oceani e raggiungendo ogni giorno una località differente senza le fatiche e i disagi di un normale viaggio, anzi a bordo ci sono tutti i confort che si possono desiderare e forse anche di più. In inverno è consigliata una crociera alle Antille: il paradiso che hai sempre sognato. In primavera una crociera transatlantica: il sogno di attraversare l'oceano con la tua metà. Da maggio a novembre si può optare per mete più vicine ma sempre affascinanti come la Grecia e la Turchia dove troverete spiagge bianchissime e paesaggi stupendi. Oppure si può optare per un viaggio romantico in una splendida città come per esempio a Parigi , Barcellona , New York o se si preferisce l'Italia la meravigliosa Venezia. Comunque è preferibile consigliarsi anche con amici o familiari che si sono recentemente sposati per evitare di trovarsi durante la luna di miele al posto giusto ma nel momento sbagliato. È anche un modo per trovare sempre un clima ideale per godervi questo sogno unico e indimenticabile, in perfetto relax.

 

IL GALATEO DEI COMMENSALI

Le nozze comportano anche il rispetto di basilari regole del galateo anche a tavola. In un ricevimento, ad esempio, scelto il servizio di piatti bisogna abbinargli dei piatti segnaposto. E fondamentale che ad ogni cambio di portata rimanga il sottopiatto. In sequenza, dunque, si dispongono: piatto segnaposto, piatto piano, piatto fondo. E bene ricordare che il piatto fondo deve essere usato per le minestre mentre per la pasta ci vuole il piatto piano. Nel caso si servisse un consommé, si possono utilizzare le apposite tazzine a due manici fornite di piattino. Si chiamano calici quando hanno lo stelo, altrimenti si parla di bicchieri. Il calice da champagne o flute deve essere portato in tavola solo prima di essere servito, dopo avere tolto tutti i calici a eccezione di quello per l'acqua. Quando si interrompe il pasto per con versa re, le posate vanno appoggiate a triangolo sul piatto, alla fine invece disposte vicine perpendicolari al piatto. Gli aperitivi, il caffè e i liquori si servono in salotto.

LE NOVITA' IN TAVOLA

Trovare un posto grazie al tableau

La novità in tavola è il tableau, mi quadro che nasce con lo scopo di fornire ad ogni invitato al ricevimento un'elegante ed originale mappa della posizione dei tavoli e del posto a lui assegnato. E' possibile personalizzare il tableau tenendo conto dello stile della sala e dei colori del tovagliato. Ci si può sbizzarrire usando colori, cartoncini, fiori secchi, tulle, pizzo, nastri di raso, cordoncini, fiori finti, decorazioni varie traendo spunto anche dalle bomboniere o dalle decorazioni floreali che si sono scelte. Il tableau si imposta scrivendo nel centro in alto il nome dello sposo seguito dal nome della sposa, e ad ogni tavolo si può dare un nome di fiori, piante, segni zodiacali, pittori, artisti famosi, colori, profumi, pietre preziose. Oltre al tableau, si possono preparare singoli segnaposto (dei cartoncini personalizzati abbinati al tableau) per ciascun invitato al banchetto oppure uno per ogni tavolo.

Per l'assegnazione dei tavoli, il galateo prevede un tavolo per gli sposi (lo sposo siede sempre alla destra della sposa, e così i testimoni e i parenti), man mano, in base al rapporto con la coppia, vengono assegnati i posti in tavole rotonde da sei, otto, dieci invitati.

E’ TEMPO DI LUOGHI ROMANTICI

Un luogo romantico per rendere indimenticabile il giorno del matrimonio. Tutto diventa un elemento unico: le tovaglie, le organze, i sottopiatti e i preziosi allestimenti della tavola trasformano il sogno in realtà e diventano lo specchio dell'anima della coppia. Già, perché quando il sogno si realizza tutto deve essere perfetto. Nei minimi dettagli. Candele, bracieri, padelle romane, eleganti gazebo, vetri e trasparenze, la location per il trattenimento nuziale deve essere romantica e preziosa. In realtà i luoghi scelti dai novelli sposi per il banchetto nuziale sono tanti e diversi tra loro ma sempre in sintonia col tono romantico del matrimonio.

La coppia informale può scegliere di festeggiare in un casale; per i più tradizionali, invece, o per chi non vuole assolutamente rinunciare alla raffinatezza la scelta ricade sulla villa d'epoca o il classico ristorante.

Il luogo d'eccezione nell'ideale di tutti per un matrimonio romantico - o perlomeno quello in cui ogni sposa vorrebbe festeggiare - rimane il castello: mura, torri merlate, ponti levatoi, portali, scaloni, ambienti austeri e le mura affrescate favoriscono un'atmosfera irreale e magica. Chi non può permettersi il castello fa comunque di tutto per rendere incantevole la location del matrimonio.

E di stratagemmi ce ne sono davvero parecchi. "Proprio così - conferma Maria Grazia Rendo, responsabile della banchettistica dell'hotel Villa Paradiso dell'Etna - ci sono davvero mille piccoli segreti per rendere un ambiente infinitamente romantico.

L'atmosfera si realizza con semplici effetti di luce prodotti da giochi di candele, ad esempio - spiega - piccoli vasi trasparenti dal sapore orientale contenenti candele che fluttuano dai rami degli alberi in giardino o ancora grandi candelabri posti sui tavoli. Ma non solo aggiunge anche i fiori giocano un ruolo determinante nel fascino dell'ambientazione di un matrimonio: si addobbano vasi leggerissimi in modo minimalista".

ARRIVANO I SAPORI DI ALTRE NAZIONI

Oltre ai menù consueti vengono proposti piatti orientali;

ma la torta resta classica.

Ogni matrimonio ha il suo banchetto. Si può realizzare seduti o al buffet, all'aperto o in sala. La scelta è inevitabilmente determinata dall'ora in cui viene celebrato il matrimonio: se di prima mattina, si può scegliere tra una ricca colazione con: brioches, sandwiches, pasticcini, biscotti, omelettes, pane tostato con tanti tipi di miele e marmellata, spremute, yogurt e caffè, tè e latte oppure se si desidera qualcosa di più completo si può optare per un più modaiolo brunch, un incrocio tra prima colazione e pranzo. Anche per il banchetto Maria Grazia Rendo, proprietaria dell'hotel Villa Paradiso dell'Etna, ci informa sulle nuove tendenze: "Gli sposi vogliono far durare il meno possibile la permanenza al tavolo e quindi molto spesso si sceglie di dividere il banchetto in due momenti e in location differenti: una prima dedicata al cocktail di benvenuto molto ricco, preferibilmente protetti dai gazebo predisposti ad ospitare gli amici e parenti con tavole apparecchiate di tutto punto. Si chiamano "isole" e si dividono in diversi gruppi a seconda della tipologia del buffet: s'inizia con la classica "ìsola di benvenuto" in cui viene servito dello champagne o mele verdi e vino bianco. Si assaporano fritturine di vario genere nell'isola delle "chicche calde": bocconcini di riso croccanti, choux ai formaggi, piccole siciliane e rustici di tanti sapori. Nell'isola del "mare", invece, si gustano bocconcini di pesce fritto in pastella: gamberoni, fritturina di paranza in cartapaglia.

Degustazione di formaggi con martellarne nell'isola di "terra", tacchetti di grana in forma con uva e balsamico di Modena, salumi, crostini con lardo e miele, cornucopie di bresaola con caprino, rollatine di crudo di Parma e cantalupo. L'ultima novità è l'isola "etnica", si provano piatti provenienti da diversi paesi del mondo: cuscus, paella, suschi, tapas con salsa guacamole, escargots, involtini primavera, tacchetti di pollo tandoori, fish and cips. Solo in un secondo momento si passa al tavolo per i due primi, il secondo piatto, la frutta e il dolce. Molto di moda - prosegue - i finger food (mangiare al dito, bocconcini) nei cocktail di benvenuto, come per il sushi e sachimi, della cucina giapponese. Si gustano anche in contenitori dalle forme fantasiose come conchiglie,' cialde commestibili, bicchierini vàri, cucchiai, coppette, tazzine. La torta nuziale - conclude - è tornata classica, alta a più piani con fiori e per gli sposi più romantici, anche con gli sposini, anche se si sceglie il buffet dei dolci deve rimanere sempre la protagonista dell'evento".

COSA PREVEDE LA TRADIZIONE

 

Un matrimonio conforme alle regole che la tradizione impone, prevede il rispetto di tutta una serie

di dettami in materia di abito della sposa e dello sposo.
Ad esempio, per quanto riguarda il colore dell’abito, per tradizione deve essere bianco,

il bianco candido oggi è sostituito dagli avorio,

dai rosa cipria e nelle forme più stravaganti dal verde pallido e dal crema.

 

 


Il velo

E' un altro elemento che, secondo tradizione, non dovrebbe mancare e che deve essere in perfetta armonia con il tipo di abito, di cerimonia e di ambientazione delle nozze e non deve essere mai più lungo di tre metri.
La sposa che sceglie l’inverno come stagione per le nozze, deve invece optare per una stola in pelo o in lana pregiata,

arricchita magari da strass, tutto rigorosamente bianco.
Ricordatevi in ogni caso che, qualunque sia l’abito scelto, l’acconciatura, il velo, i guanti, il bouquet,

devono essere in perfetta armonia e dare un’immagine di proporzione.


L’abito dello sposo

Secondo la tradizione, è il tight.
Lo smoking invece è assolutamente vietato in quanto è un abito da sera più indicato per andare a teatro.
Gli sposi d’oggi scelgono il classico abito scuro, grigio o blu, gilè, camicia bianca, cravatta elegante e scarpe nere. Un tocco di stile per la famiglia degli sposi è di utilizzare lo stesso fiore

del bouquet della sposa per le boutonnieres.

Le damigelle e i paggetti

si devono prevedere solo in nozze molto eleganti.
Le damigelle seguono la sposa sorreggendole il velo o la strascico che devono essere

quindi abbastanza lunghi da giustificarne la presenza.

Vestono abiti identici fra loro e dello stesso colore di quello della sposa.

Tra i capelli, coroncine di perline o di fiori.
I paggetti precedono invece la coppia nell’entrata in chiesa e devono anch’essi essere vestiti in maniera elegante e uguale fra loro.


 

Le regole del galateo


 

Partecipazioni e inviti:  quando e come spedirli
Le partecipazioni si spediscono a tutti coloro che si vuole siano presenti alla cerimonia in chiesa o in Comune.

Gli inviti sono solo per i partecipanti al banchetto di nozze...

 

 

Scelta del rinfresco

Un matrimonio, per essere impeccabile, impone alcune "regole" da seguire, come quelle relative alla scelta del rinfresco.
A seconda dell’ora in cui viene celebrata la cerimonia e a seconda degli invitati, alcune soluzioni sono preferibili ad altre.
Ecco alcuni suggerimenti…


Un pranzo o una cena tradizionale,

con tavoli e sedie assegnati e un servizio al tavolo di camerieri, è la soluzione preferita da quanti abbiano tra gli invitati soprattutto parenti

e persone anziane che amano stare sedute. Questa tipologia, preferita dalle coppie che si sposano intorno alle 11.30 o alla sera verso le 17.30,

spesso comporta un menù ricco per numero di pietanze servite.

 

 

Il buffet in piedi

E' ideale invece per chi decide di sposarsi in una fascia oraria compresa tra le 15.00 e le 16.00.

Soluzione decisamente informale, essa piace soprattutto alle coppie giovani che di solito organizzano

anche una serata danzante a conclusione del ricevimento. L’ultima tendenza vuole che i tavoli siano disposti “a isole”, ossia collocati qua e là intorno a una corte o a uno spazio aperto.

Gli invitati si spostano senza difficoltà,

fermandosi a parlare sulle poltroncine e appoggiandosi ai tavolini collocati tutto intorno.

 


Il banchetto

Con un grande tavolo a buffet per gli aperitivi e gli antipasti, prevede invece tavoli e sedie allestiti ma non assegnati. I primi sono seguiti di norma da un solo secondo, magari intervallato da un sorbetto,

e, per finire, un gran tavolo di dessert. Questa soluzione, più veloce e movimentata, si presta invece nel caso di pochi invitati tra i quali soprattutto amici.

Dopo aver compiuto la non facile scelta della location in cui si svolgeranno i festeggiamenti del matrimonio è opportuno studiare con attenzione la formula più adeguata per il banchetto nuziale. C'è chi preferisce contenere ì tempi del convivio entro i limiti di poche ore e chi invece, nel rispetto di tradizioni consolidate, opta per una scelta diversa, che prevede tempi più lunghi, un menù più articolato da assaporare; senza fretta. Al di là delle preferenze personali, il banchetto di nozze negli ultimi anni è vissuto sempre più come momento in cui il piacere del cibo si accompagna al piacere di intrattenersi con gli ospiti, perdendo quella connotazione esclusivamen­te gastronomica di un tempo. In quest'ottica il successo finale dipenderà dalla perfetta alchimia degli "ingredienti": sapori, profumi, colori e décor. Dalla scelta dei cibi, alle coreografia della tavola, dall'ambientazione in cui allestire le diverse fasi del banchetto, al sottofondo musicale. Il tutto all'insegna dell'armonia.

 

La tavola:  Come la casa rispecchia, solitamente, lo stile di chi la abita, così il menù e la coreografia dei festeggiamenti rispecchieranno,

in una sintesi perfetta, lo stile degli sposi. Per non sbagliare basta ricordare che armonia e coordinamento sono le parole chiave.

Menù: Se il menù prescelto prevede piatti dai sapori decisi, tipici di una cucina rustica, la tavola sarà vivace, colorata, in tono con il gusto dei cibi che assaporerete.

 

Se invece optate per un menù più ricercato, magari a base di pesce, una tavola monocromatica, con un tocco di romanticismo sarà la scelta appropriata. La tovaglia sarà sempre intonata ai piatti e alle decorazioni. Intonare significa creare un effetto armonico d'insieme basato su analogie ma anche su lievi contrasti.

Una tovaglia ricamata, ad esempio, non si intona a piatti ricchi di decori. Meglio prevedere piatti bianchi, di porcellana classica, dal design tradizionale. Il tocco in più sarà dato dal centrotavola, adatto perciò alla tavola, per stile, forma e dimensioni.

 

Il menu perfetto: Classico o innovativo, rassicurante come da tradizione, o un po' azzardato, secondo le tendenze del momento, alla ricerca di accostamenti insoliti e, perché no, sorprendenti.

A ognuno il suo, come dice il proverbio. Qualunque sia la scelta, i prodotti saranno sempre di primissima qualità, meglio ancora se di stagione. Fermo restando che, in base alla tipologia della location in cui si svolgeranno i festeggiamenti, si opterà per piatti semplici o ricercati, in perfetta sintonia con lo stile dell'ambiente. Chi si sposa in città, in una chiesa moderna, punterà su una cucina moderna, con un tocco di originalità e maggiore attenzione alla presenta­zione delle pietanze, servite su piatti dal design moderno.

Un banchetto al termine di una cerimonia in una chiesetta di campagna punterà su sapori rustici, come ottimi salumi e formaggi, presentati all'insegna della semplicità, ma con stile adeguato all'ambiente, nel rispetto della tradizione locale.

LA TORTA

Che siano due statue di zucchero che vi ritraggono in scala uno a uno, o 14 piani di panna montata, o svariati chilometri qua­drati di frutta, la torta deve rispondere a due requisiti fondamentali: che sia sceno­gràfica e di ottima qualità. Esiste una diffe­renza tutt'altro che sottile tra un cuoco ca­pace di confezionare dolci e un grande pasticcere il quale è l'unico che possa e debba fare il massimo.

La "wedding cake", il dolce a più piani, è quello che per definizione ci viene in mente parlando di "torta degli sposi": bianca la glassa, un morbido pan di Spagna, farcito con crema nel mezzo. Difficile sbagliare con questa torta, piace a tutti ed è leggera, l'importante è non esagerare con pupazzetti e numero di piani, per evitare effetti stucchevoli ancor prima di averla assaggiata.

Nata alla fine dell'Ottocento nei paesi anglosassoni, questo dolce è per tradizione la torta nuziale preferita dagli americani, un'usanza di recente importata in Europa. Tuttavia esistono altre possibilità: una torta millefoglie bianca, ad esempio, o con una variante aggiuntiva, se la stagione lo consente: una pioggia di fragoline di bosco. L'effetto, in questo caso, è dato dalle dimensioni della torta e dalla fantasia di chi ne deciderà la forma e i colori.

Quando la torta preferita è stata scelta e, secondo la tradizione, quando arriva il momento di gustarla, due sono i gesti da non dimenticare: il primo è il tradizionale brindisi incrociato tra gli sposi, un rito destinato a suggellare ulteriormente l'unione da poco celebrata; il secondo è che la sposa tagli il dolce accompagnata dalla mano del marito e che la offra, in ordine, a quest'ultimo, alla suocera, alla mamma, ai papa e ai testimoni, mentre i camerieri provvederanno a distribuirla agli ospiti.

 

LA DISPOSIZIONE DEI TAVOLI

Affinché non vi siano momenti di disordine quando gli invitati giungono alla location, vi deve essere all’ingresso del locale un tableau mariage, ossia un cartellone, che assegni i posti degli invitati ai tavoli. La tematica del tableu viene scelta dalla sposa in base a una passione o un hobby che accomuna gli sposi.I tavoli possono avere ad esempio i nomi di poeti, scrittori o compositori famosi, oppure di vini pregiati, l’importante è poi mantenere lo stesso filo conduttore anche per i segnaposto e i menù.Il supporto di una brava wedding planner può essere fondamentale proprio nella ideazione e creazione di questi elementi decorativi, studiati affinché il matrimonio risulti personalizzato e unico. Mentre non ci sono regole precise sulla disposizione degli invitati, parenti o amici, che possono essere fatti sedere ai tavoli secondo le preferenze degli sposi, il galateo impone invece una esatta disposizione degli sposi rispetto ai parenti, a meno che la coppia non sieda a un tavolo a parte, riservato solo a lei.In particolare, la sposa siede alla sinistra del marito e al suo fianco, a scalare, il padre, la madre e il testimone. Accanto al marito, la madre e a seguire il padre e il testimone.

Le regole del galateo
Esistono delle regole, che è necessario conoscere, prima di iniziare i preparativi di un matrimonio. Semplici accorgimenti che, una volta appresi, semplificano la vita di spose divise tra partecipazioni da spedire, musica da scegliere per chiesa e ricevimento e tradizioni da rispettare.
Nei quattro redazionali che seguono viene fornita una panoramica sulle regole di base per un matrimonio perfettamente in linea con il “bon ton”.
Partecipazioni e inviti: quando e come spedirliLe partecipazioni si spediscono a tutti coloro che si vuole siano presenti alla cerimonia in chiesa o in Comune. Gli inviti sono solo per i partecipanti al banchetto di nozze...La disposizione ai tavoli al ricevimento
Affinché non vi siano momenti di disordine quando gli invitati giungono alla location, vi deve essere all’ingresso del locale un tableau mariage...

Regole e comportamenti per la riuscita di un buon ricevimento

 

IL MATRIMONIO IN VILLE E CASTELLI

 

La sposa che, fin da bambina, sogna un matrimonio da favola, sicuramente

sceglierà il fastoso castello quale ambientazione delle proprie nozze.
Tutta la cerimonia deve intonarsi alla cornice prescelta:
una carrozza trainata da cavalli bianchi aspetta gli sposi all’uscita della chiesa per portarli al castello; l’ingresso principale del maniero è costellato da fiaccole, candele e petali di rosa a segnare il passaggio mentre le sale, probabilmente già adorne e ricche di affreschi, non devono essere appesantite da allestimenti troppo elaborati.
La “mise en place” prevede tovaglie damascate panna o bianco avorio; posate d’argento, piatti di fine porcellana e bicchieri di cristallo; centrotavola classici composti da candele bianche di varie altezze e petali di rosa; le sedie, rivestite da stoffe color crema con romantici fiocchi sul retro, completano un ambiente già di per sé elegante e raffinato.All’arrivo degli ospiti un aperitivo a buffet con canapèes caldi e freddi, salmone marinato e prosciutto al taglio, accompagnati da spumante secco o da cocktail di frutta. A seguire, la degustazione di un menù tradizionale servito ai tavoli da cameriere in guanti bianchi e accompagnato da vini d’annata bianchi e rossi.
La torta nuziale, di frutta o di panna e dalle forme più romantiche e stravaganti, richiede un allestimento particolare: servita in una zona a sé stante quasi nascosta da nastri e teli di organza cascanti, riceve maggiore risalto da un gioco di luce creato “ad hoc”.
La musica più appropriata è quella classica o jazz, capace di creare un’atmosfera suggestiva e ricercata. I nomi dei tavoli sono quelli dei compositori più famosi:
Chopin, Beethoven, Mozart o di cavalieri dalle gesta memorabili.

Sul finire della serata, quale degna conclusione di un matrimonio dal tono fiabesco, una festa danzante.

 

 

 

______________________________________________

_____

Alcune notizie tratte dal quotidiano "LA SICILIA" del 1 marzo 2008 - dal servizio speciale a  cura della PK

ed altre notizie, foto e immagini varie da ricerche effettuate in internet.

 

HOME PAGE