LU SCICCAREDDU

                        (Tradizionale)

 

Avia ‘nu sciccareddu davveru sapuritu,

Do-                                               Sol7

a mia mi l’ammazzaru poviru sceccu miu,

                                               Do-

chi bedda vuci avia, parìa un gran tinuri !

    Do7               Fa-                          Do-

sciccareddu di lu mè cori

Fa-    Sol7                 Do-

comu iu t’haiu a scurdari !

Fa-    Sol7                 Do-

 

  E quannu cantava facia: - Ihò, ihò, ihò !

      Do7                      Fa-     Sol7

  ciucciu beddu di lu me cori,

               Fa-      Sol7      Do-

  comu iu thaiu a scurdari !

                     Sol7          Do-

 

Quannu ‘ncuntrava un cumpagnu subitu lu sciaurava

                                                             Sol7

e doppu lu raspava cu tanta carità,

                                  Do-

chi bedda vuci avia, parìa un gran tinuri

Do7                   Fa-                         Do-

sciccareddu di lu mè cori

Fa-    Sol7                 Do-

comu iu t’haiu a scurdari !

Fa-    Sol7                  Do-

  E quannu cantava…ecc…………

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Spesso per i propri animali si prova un affetto tale che è possibile anche dedicare loro una canzone, come si usa fare per la donna amata.

In questo “struggente” brano è messo bene in evidenza il grande dolore di un padrone al quale è stato ucciso il suo adorato “sciccareddu”.

Tra i tanti pregi dell’animale, viene esaltata in particolare la bella e “melodiosa” voce, simile a quella di un tenore.

E’ una delle canzoni umoristiche più conosciute in Sicilia e, spesso, trova spazio nel repertorio di vari Gruppi folkloristici, che la eseguono tra l’ilarità del pubblico, specie nel momento in cui viene imitata la voce del povero asinello.

 

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