LU BASALICO’

                                   (Tradizionale)

 

Ti l’haiu dittu: - finiscila, finiscila – chisti nun sunnu discursi di fari,

            Mi-         Si7          Mi-                                       Si7          Mi-    Mi7

ti l’ha calari, sì, ti l’ha calari, calannutilla ti la spidugli tu.

              La-  Si7            La-              Si7                       Mi-

            Cu dici sì, cu dici nò, di notti si chianta lu basalicò,

     Mi7     La-            Mi-                 Si7                   Mi-

     Cu dici sì, cu dici nò, di notti si chianta lu basalicò.

     Mi7      La-          Mi-                  Si7                    Mi-

 

Chianci to pà, chianci to mà e to zia,

                                     Si7         Mi-

chiancinu tutti ca unn’hannu cchiù a mia,

                                     Si7                 Mi-   Mi7

to mà chiancennu va ffà ‘na lavina,

              La-                Si7       Mi-

to pà e to zia ‘na vutti china.

               Si7                 Mi-

     To pà dici si, to mà dici no, di notti si chianta lu basalicò,

     Mi7          La-                 Mi-                Si7                   Mi-

     to pà dici si, to mà dici no, di notti si chianta lu basalicò.

 

 

     Mi7          La-                Mi-                  Si7                   Mi-

 Ti ricordi quann’eratu malata, iu ti ‘ncugnava vicinu a lu lettu

                         Si7         Mi-                              Si7            Mi-   Mi7

e ti purtava sì tantu rispettu, cara Rusina pirchì nun mi vò cchiù.

          La-    Si7           Mi-               Si7                               Mi-

 

     To pà dici si, to mà dici no, di notti si chianta lu basalicò,

     Mi7          La-                 Mi-                Si7                   Mi-

     to pà dici si, to mà dici no, di notti si chianta lu basalicò.

     Mi7          La-                Mi-                  Si7                   Mi-

 

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Molto probabilmente questo è un canto che trova le proprie origini a Ribera o nel suo

hinterland, poiché sono state raccolte numerose testimonianze di anziani che lo ricordano,

 anche se con qualche variante nel testo.

Dalla lettura delle parole che si è riusciti a mettere assieme, non sembra molto chiaro il

senso di questo autentico pezzo di folklore locale e in qualche verso non si ravvisa un

plausibile significato.

Ma i canti popolari, spesso nascono proprio così, cambiando nel tempo, passando da

voce a voce, subendo quasi sempre modifiche,  omissioni o integrazioni che ne possono

stravolgere l’originaria versione.

E’ stata effettuata una incisione nel 1978 da parte del Gruppo Folk-Cabaret “Sicilia Canta-

Sicilia Frana” ed il brano, elaborato ed arrangiato è stato inserito nella musicassetta

“Quann’era tempu  di bummardamentu”.

Negli anni ’90 lo stesso brano, che è un gradevole valzerino,  è stato ripreso ed inciso dal

 riberese Pasquale  Salvaggio con il Gruppo folk “Poggiodiana” che ha prodotto la

musicassetta “Profumo di zagara”.

Anche i cantanti siciliani Gian Campione e Filippo Valenti,  lo hanno inciso ed inserito

nei loro rispettivi Album.

Comunque il brano è molto divertente e popolare, per cui vale proprio la pena di impararlo

e cantarlo, anche se resta forte il dubbio, se il basilico è veramente meglio piantarlo di notte,

 oppure è tutta una simpatica ”allusione”.

 

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