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NOSTALGIA DELLA LIRA
La moneta che, a ragione o a torto, in molti rimpiangono a cura di Giuseppe Nicola Ciliberto |
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Le origini della Lira
Come abbiamo già detto prima, il nome Lira deriva dal latino libra
(libbra) che per i romani era una unità di peso pari a 327,45 grammi.
Il sistema decimale fu poi recepito dal Regno di Sardegna (ma non solo da questo) e con esso si diffuse in tutta Italia. Anche se da molti (compresi noi italiani) viene considerata una valuta debole, c'è da dire che la Lira attuale è la medesima unità di conto del 1861, anno della unificazione.
E' vero quindi che ci vogliono quasi mille lire per un marco tedesco e quasi trecento per un franco francese (solo per fare degli esempi), ma è anche vero che l'Italia non ha mai operato riforme monetarie come invece fecero i tedeschi a causa dell'iperinflazione che colpì la Germania tra le due guerre, o i francesi con l'introduzione del "franco pesante".
L'ultima lira coniata per la circolazione è stata la piccola moneta metallica che vedete qui sotto, nel 1959. Oggi continua ad essere coniata ma solo per essere inserita nelle serie per collezionisti. |
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Breve guida alle monete
Repubblicane Italiane
La prima serie della Repubblica è costituita da
4 monete:
C'è poco da dire sulle immagini presenti su
queste monete. Rispecchiano un'Italia ancora molto legata all'agricoltura,
uscita stremata da una lunga guerra. Sul diritto delle monete da 1 e 5 lire
compare per la prima volta la rappresentazione allegorica della Repubblica
Italiana.
Tutte le monete di questa prima serie furono coniate in Italma, una lega composta da alluminio ( 962°/°°), magnesio (135°/°°) e manganese (3°/°°).
L'ultima banconota ad essere stampata dall' Officina della Banca d'Italia è stata quella da 5.000 lire "Bellini" nel giugno dell'anno 2000 .
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I MINIASSEGNI Negli anni
1976 e 1977 ci fu in Italia una carenza di monete di piccolo e piccolissimo
taglio. La situazione si fece caotica, in particolare per il settore del
commercio al dettaglio. Scattò la fantasia, sollecitata da esigenze nazionali.
Le banche assursero, per 2 anni, il ruolo di istituto di emissione, stabilito
non "de iure", ma con i dati di fatto. E l'operazione non fu sbagliata tanto che
questi "pezzi di carta" circolanti e dal troppo maneggio quotidiano non
tornarono più indietro il che ha fatto guadagnare ai banchieri.
da importi da 50 fino a 350 lire.
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ALCUNE BANCONOTE
CHE HANNO FATTO STORIA
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Questa procedura di pagamento si concluse quando la Zecca di Stato trasferì la
gestione all'Istitiuto Poligrafico dello Stato che riprese a battere le monetine
metalliche (che non sono di metallo pregiato). Ricordi della Lira di circa 30
anni fa, ma della nostra moneta c'è alle spalle tutta una storia da quando nel
1806, sotto Napoleone, fu coniata la prima lira del Regno d'Italia, anche se
ebbe vita breve.
Bisogna risalire alla nascita della Banca d'Italia, con la fusione della Banca Nazionale del Regno con la Banca nazionale Toscana e con la Banca toscana di credito, per arrivare ad una vera forma giuridica e dare legalità alla circolazione monetaria superando, di volta in volta, quella evoluzione della vecchia Europa che era piena di evoluzioni.
Per un lungo periodo nel mondo la moneta di riferimento era la sterlina, come oggi è il dollaro.
Poi le due guerre mondiali e la ricostruzione dell'Italia, il passaggio da Monarchia a Repubblica, e arriviamo ai giorni nostri.
Una lunga operazione per unificare il nostro Paese renderlo più forte, entrando a pieno titolo nell'Unione Europea con l'adesione alla moneta unica, cioè l'Euro, per rafforzare l'Europa. Le nostalgie della Lira italiana ci sono e lo testimoniano i collezionisti o le dichiarazioni, per lo più di persone della terza e quarta età, che hanno vissuto la loro vita professionale, proprio usando la nostra cara Lira.
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Se potessi avere mille euro al mese...
Un bel giochetto da fare in periodo di magra. Cosa avremmo potuto comprare con uno stipendio attuale 65 anni fa?
«Se potessi avere
mille lire al mese…»,
cantava Gilberto Mazzi, nel
1939. Il motivetto lo si potrebbe declinare oggi con un
«Se potessi avere mille euro
al mese»? Di certo con una tale
busta paga nessuno sarebbe «certo di trovare tutta
la felicità», ma al limite di dover
stringere la cinghia per
tirare a fine mese. Per giocare a questo gioco,
laddove non arriva la fantasia può essere utile consultare le tavole
raccolte dall'Istat
sul nuovo volume "Il valore
della moneta dal 1861 al 2003", che contiene i
coefficienti di rivalutazione usati per effettuare i
confronti monetari nel tempo
(vedi tabella in fondo)
per sapere, cioè, a quante lire o a quanti euro di oggi corrisponde una
determinata quantità di lire o di euro del passato. Negli ultimi 25 anni, poi, il valore della moneta è diminuito di oltre 5 volte. In altri termini quello che oggi si spende per l'acquisto di un caffè, nel 1978 bastava per comprarne più di cinque. Nel 1971 la nostra moneta valeva 13,75 volte di più che nel 2003, mentre nel 1901 addirittura 7.116 volte di più. «Con queste tavole si può seguire l'evoluzione storica del valore della moneta in Italia», spiegano i tecnici dell'istituto. «Per esempio riflettono il crollo del valore della moneta a seguito delle guerre mondiali.
Se nel 1941 il
coefficiente di rivalutazione era attestato a 1025, nel 1945 era già
crollato ad appena 60 volte il valore del 2003». Per fare qualche
esempio, una lira del 1861
ai valori attuali corrisponderebbe a poco meno di
7.664 lire, una lira del
1901 a circa
7.117 lire, una lira
del 1921 a
poco meno di 1.508 lire
di oggi, una lira del
1955 a circa
27 lire del 2003. Ma alle "mille lire al mese" del famoso motivetto va aggiunto, secondo alcuni economisti, il loro valore reale in termini di potere d'acquisto, che doveva essere molto superiore a quel milione 385mila lire indicato dal crudo dato statistico. C'è chi parla addirittura di uno stipendio nella fascia medio-alta dirigenziale, pari a una cifra oscillante fra un minimo di 2.600 e un massimo di 4.800 euro. Altro che mille euro al mese.
COSI SI CANTAVA NEL 1939: <<Se potessi avere mille lire al mese>>
Mille lire al mese
Che
disperazione, che delusione dover campar,
Ho sognato
ancora, stanotte amore l'eredità Se potessi avere . . . |
CURIOSITA' SULLA LIRA....."PERDUTA ! "
Qual è il costo dei beni nelle epoche passate?.._____
~ Nel 1878 Carlo Dossi scrive che: "Ai dì nostri per potere esser onesti, bisogna almeno possedere 6 mila lire di reddito". Ma è un ricco. Invece Luigi Vassallo in un suo romanzo rappresenta la figura di un modesto impiegato che tira a campare con 95 lire il mese: un ragazzo che mangerebbe un patrimonio, una moglie che vuole assolutamente un cappello ogni due anni, una serva che divora un chilo di pane ogni giorno, e 45 lire di pigione!
Ma alla fine del secolo, quando Collodi scrive Pinocchio, un "ciuchino zoppo", cioè Pinocchio stesso, vale venti lire e, negli stessi anni, secondo Fogazzaro, un ottimo stipendio ammonta a 2.200 lire. Qualche decennio dopo il Fu Mattia Pascal di Pirandello, prende il largo dai guai familiari con cinquecento lire. Cambiando in Euro questi valori, abbiamo una vaga idea del variare del costo della vita dei tempi passati.
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Stipendi e salari dal 1945 al 1985
~ Facciamo riferimento ad uno stipendio basso, quello di un giovane al primo impiego, ad esempio, che oggi guadagna circa 750 €. La sua paga nel 1945 sarebbe stata di 11.000 Lire. Poche ? Dipende... visto che allora il biglietto del tram costava 4 lire e un chilo di pane 45. Più cara la carne, a 400 al chilo e lo zucchero addirittura a 720. Vita dura? Non è detto. ~ Dieci anni dopo, nel 1955, il suo stipendio è quadruplicato ma il biglietto del tram costa 25 e il pane 150. Anche la carne è aumentata ma in proporzione minore: costa 1200 al chilo. Lo zucchero invece è diminuito. Va a 260 al chilo. ~ Nel 1965 lo stipendio corrispondente alle 11.000 di vent'anni prima è di 86.000 lire. Tram e giornale sono a 50 lire. Il pane a 170, il latte a 130 e la carne a 1.900 al chilo. Il costo dello zucchero non è più rappresentativo essendo a sole 245 lire. Diventa interessante invece il costo della benzina che è a 120 lire. ~ Un altro salto di dieci anni e i valori del 1975 ci mostrano alcune tendenze in atto. Lo stipendio è a 154.000 lire. E i costi? 100 lire il tram ma il giornale è a 150. Il pane è cresciuto di poco e va a 260 lire. La carne è carissima: 4.500 lire al chilo. Anche la benzina è aumentata. Costa 305 al litro. ~ Dieci anni dopo il salto è enorme. Il nostro giovane guadagna 608.000. Ma nel 1985 il tram è a 500 lire, il pane a 1.200 e la carne a 11.000. Anche la benzina ha raggiunto un prezzo enorme: 1329 al litro. ~ Fatti i dovuti confronti anche con l'oggi, vien da pensare che forse lo stipendio del giovanotto del 1945 aveva un potere d'acquisto maggiore! |
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Nel 1965 lo stipendio corrispondente alle 11.000 di ventanni prima è di 86.000 lire.
Tram e giornale sono a 50 lire. Il pane a 170, il latte a 130 e la carne a 1.900 lire al chilo. Il costo detto zucchero non è più rappresentativo essendo a sole 245 lire.
Diventa interessante invece il costo della benzina che è a 120 lire.
Un altro salto di dieci anni e i valori del 1975 ci mostrano alcune tendenze in atto.
Lo stipendio è a 154.000 lire. E i costi' 100 lire il tram ma il giornale è a 150 lire. Il pane è cresciuto di poco e va a 260 lire. La carne è carissima: 4.500 lire al chilo. Anche la benzina è aumentata. Costa 305 al litro. Dieci anni dopo il salto è enorme. Il nostro giovane guadagna 608.000 lire al mese.
Ma nel 1985 il tram è a 500 lire, il pane a 1.200 e la carne a 11.000.
Anche la benzina ha raggiunto un prezzo enorme: 1329 al litro.
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Fatti i dovuti confronti anche con oggi, viene da pensare che forse lo stipendio del giovanotto del 1945 aveva un potere d'acquisto maggiore!
Cambierà anche la lingua italiana ora che la lira se n'è andata
via?
Forse non si potrà più dire Non ho una lira!, oppure Sono
rimasto senza una lira!
E non si potranno più dire frasi come Non costa niente, costa due lire, Non vale una lira !,
Costa 100 mila lire, lira più lira meno!
Ma forse non cambierà proprio niente: in fondo in italiano ancora oggi si usano
parole che indicano le monete (d'oro, d'argento, di bronzo e di rame)
usate in
Italia prima dell'unificazione monetaria nazionale del 1862: eh sì, in fondo la
lira moderna ha solo 140 anni.
A parte le parole soldi e denaro (che erano frazioni della libram, la antichissima moneta di riferimento inventata da Carlo Magno),
avete mai sentito dire ho finito i quattrini!?: il quattrino era una frazione della moneta toscana; a Roma si sente ancora dire:
costa due baiocchi: il baiocco (e lo scudo) erano monete che circolavano nello Stato Vaticano.
Forse proprio perché la lira è morta giovane, forse perché è stata "imposta" per fare l'unità d'Italia (e ha sostituito tutte le monete locali come la svanzica, il soldo, il ducato, il quattrino ecc.) sembra che nessuno ne abbia nostalgia.
Ma qualcosa non si potrà scordare facilmente nella storia di questa moneta!
Prima di tutto le vecchie 500 lire d'argento: erano belle, molto belle. E oltre
a essere belle avevano una particolarità: sopra c'erano raffigurate le tre
Caravelle (le tre navi di Cristoforo Colombo) . Per un errore della zecca alcune
monete sono state stampate con un difetto: il vento soffia in una direzione,
verso destra (e gonfia le vele delle navi), le bandiere sventolano verso
sinistra. Queste monete "sbagliate" oggi per i collezionisti valgono tantissimo!


Le monete più simpatiche? Be', sicuramente erano le cinque e le dieci lire certo, negli ultimi anni non si vedevano quasi più: esistevano solo formalmente nei conti "ufficiali": un rimborso delle tasse di 250.835 lire, una bolletta della luce di 325.760 lire. E poi esistevano ancora dei vecchi ascensori che funzionavano con le cinque o le dieci lire (una vera tragedia per i pigri senza spiccioli!).
Ma erano anche i soldi che si conservavano più facilmente nel salvadanaio dei bambini: forse sono sparite anche per questo.
In ogni casa, per molto tempo c'erano salvadanai, bicchieri, portacenere pieni di queste piccole e simpatiche monetine.
BANCONOTE VARIE
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Cliccare qui sotto per avere un'ampia catalogazione
delle nostre belle lire italiane...purtroppo mandate in....pensione !
http://www.lalanternadelpopolo.it/Lira%20Banconote.htm
Purtroppo la lira non c'è più: e ci siamo già, quasi abituati, a convivere con l'EURO !!!