I NOMI DI PERSONA

 Origini, Curiosità e forme dialettali

dei nomi più diffusi a Ribera

 

 

Si riportano, senza un ordine predefinito alcuni articoli già pubblicati sul giornale locale di Ribera 15 GIORNI,

 

di Giuseppe Nicola Ciliberto

 

Ordine dei nomi inseriti in questo capitolo:

1)  Salvatore

2)  Vincenzo

3)  Stefano

4)  Gaetano

5)  Calogero

6)  Carmelo

7)  Francesco

8)  Giovanni

9)  Giuseppe

10) Nicola

11) Antonio

 

SALVATORE  (Dio è salvezza)

 

La parola Salvatore richiama subito alla mente la figura di Gesù Cristo, detto per l'appunto il "Salvatore del mondo", pertanto ha origini antichissime e ai giorni nostri risulta essere uno dei nomi più diffusi in tutti i Continenti, specie in Italia, dove abbonda particolarmente nelle regioni meridionali.

Proviene dall'ebraico Yeshua, forma abbreviata di Yehosua che letteralmente significa "Dio è salvezza" oppure "Dio salva".

Anche i Greci, dopo averlo tradotto in "Sotèr" lo imposero come appellativo ad "Asclepio", uno dei loro tanti Dei, considerato il Patrono della medicina. Con il diffondersi della lingua latina, venne trasformato in "Salvator Salvatoris" dal verbo "salvare", poi sul finire del IV secolo, San Girolamo e Sant'Ambrogio lo attribuirono definitivamente a Gesù Cristo e col passare degli anni, divenne un vero e proprio nome, con il quale tanti cristiani vollero chiamare i loro figli.

Curiosità:

Da Salvatore sono derivati: Salvàto (Che avrà la salvezza eterna) e successivamente alcuni curiosi diminutivi come Tore, Torello, Torino, per arrivare in Sicilia nella simpatica forma, ancora attuale di Turi , Turiddu e Totò, adottati abbondandemente anche in Toscana.

A tal proposito si rammenta che il personaggio Turiddu è diventato celebre nel mondo, grazie all'opera lirica di Pietro Mascagni "La cavalleria rusticana" . nella quale viene sfidato in duello ed ucciso con una coltellata da "compare Alfio". Famosa è diventata la frase gridata da una popolana alla fine dell'opera: "Hannu ammazzatu a cumpari Turiddu !"

Più rari sono le varianti al femminile Salvatrice, Salvatora o Salvadora, che potrebbero riferirsi non tanto al Cristo ma direttamente alla Madonna, che secondo la religione cattolica è stata tramite della Redenzione per la sua divina maternità.

Personaggi e città

Tra i tanti Salvatore meritevoli di menzione ricordiamo: un San Salvatore catalano del XVI secolo, molto venerato in Spagna, San Salvatore d'Horta francescano, che si festeggia il 18 marzo, oltre ad alcuni altri Salvatore famosi in vari campi, come il poeta siciliano Quasimodo, premio Nobel per la letteratura nel 1959, Accardo, grande violinista, Di Giacomo, drammaturgo e poeta napoletano, Salvator Rosa famoso pittore ed anche l'attore siciliano Turi Ferro nonchè il Cardinale Salvatore Pappalardo, nativo di Villafranca Sicula. Una particolare menzione va fatta per l'attore Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, che ha divertito il mondo intero con le sue centinaia di films, diventati ormai dei classici per la loro esilarante comicità.

Inoltre si ricorda, Salvador, grande città del Brasile, con oltre 2 milioni di abitanti, capitale dello Stato di Bahia e le prime terre scoperte da Cristoforo Colombo che oggi, nell'America Centrale sono diventate la Repubblica di El Salvador".

A Ribera:

Tra coloro che hanno rivestito cariche di primi cittadini a Ribera, possiamo citare solo due ex sindaci non riberesi: Salvatore Vesco Mosca,(1836-1917), orologiaio nativo di Corleone che è stato sindaco tra il 1873 e il 1874 e Salvatore Chiarenza (1853-1927), nativo di Bivona , sindaco con alcune interruzioni tra il 1899 e il 1907.

Varianti e forme dialettali:

Sarvaturi, Sarbaturi, Salvatrici, Totò, Totucciu, Turi, Turiddu, Turidduzzu.

 

 

 

VINCENZO, "Il vittorioso"

 

Il nome Vincenzo trae origine dalla lingua latina e vuol dire "vittorioso". La Chiesa cattolica lo festeggia il 22 gennaio in onore di San Vincenzo di Saragozza in Spagna, che fu diacono di Valenza dove subì il martirio nell’anno 1305.

Le donne di nome Vincenza festeggiano il loro onomastico il 18 maggio, in ricordo di Santa Vincenza Gerosa Vergine, fondatrice, insieme a Santa Bartolomea Capitanio dell’Ordine delle Suore di Maria Bambina, poi divenute famose come "Suore della Carità".

La santa, nata nel 1784 e morta nel 1847 è stata portata alla gloria degli altari nel 1950 ed è considerata la protettrice dei viticoltori, comunemente detti vignaioli. Inoltre è stata eletta a Patrona della città di Vicenza.

In onore di San Vincenzo de Paoli, vissuto tra il 16° e il 17° secolo, sono sorte in Italia numerosissime Associazioni di carità delle quali, una opera anche a Ribera sin dal 1933, sorta per volere soprattutto di Nicolò Inglese, Sindaco e autore di libri sulla nostra storia.

Si ricordano ancora, San Vincenzo Ferreri, festeggiato dalla Chiesa il 5 aprile e San Vincenzo di Lerins, martirizzato in Gallia nel 450 d.c. e festeggiato il 24 maggio.

E’ da considerare grandiosa ed unica la festa che ogni anno ad Agosto la cittadina di Calamonaci organizza in onore di San Vincenzo. I calamonacesi sono tutti sono ferventi fedeli di questo miracoloso santo, si prodigano in mille modi, anche donando i più cari oggetti preziosi per grazie ricevute, nonché copiose offerte in denaro, per la riuscita degli sfarzosi festeggiamenti, conclusi sempre, con lo sparo a notte inoltrata, di fantastici giochi d’artificio che, vedono accorrere gente da ogni parte. Partecipano alla festa anche le fantasmagoriche e adornate vare di San Michele e san Giovanni, verso i quali tutti i devoti calamonacesi, nessuno escluso, si sono divisi in due schieramenti, comunemente chiamati "San michilara" e "San giuannara", che ogni anno fanno a gara per primeggiare l’uno sull’altro.

Curiosità sul nome :

Può sembrare strano, ma non c’è stato, nella storia della nostra Ribera, alcun sindaco di nome Vincenzo. Molto raramente c’è stato qualche Vice Sindaco o Assessore dei quali, non me ne voglia qualcuno, cito solo il compianto Vincenzo Campanella, recentemente scomparso, più volte amministratore tra il 1979 e il 1983.

Se ciò può essere di conforto per qualcuno, dopo aver consultato tutto ciò che mi è stato possibile, posso dire, che tale nome non è riscontrabile neanche in famosi personaggi della storia, Re, Imperatori, Zar, ne tanto meno si conoscono Papi che si siano chiamati Vincenzo.

Personaggi famosi:

Vincenzo Navarro (n. a Ribera il 23 giugno 1800 e morto a Sambuca di Sicilia il 5 agosto 1867).

Medico e valente letterato, scrittore e poeta, ha scritto varie opere tra cui: la Prima Storia di Ribera dal titolo "Intorno a Ribera, Parole".

Altro personaggio siciliano famoso nel mondo è stato Vincenzo Bellini (nato a Catania nel 1801 e morto a Puteaux nel 1835), grande compositore, autore de "La Norma", "La sonnambula", I Puritani" ed altre importanti opere liriche.

Da una delle sue composizioni, "La Norma", è nata una delle pietanze più conosciute della prelibata cucina siciliana che risponde al nome di "Pasta a la Norma", un prelibato primo piatto a base di spaghetti, melanzane fritte, ricotta salata ed altro, inventata da un cuoco catanese suo ammiratore, in onore appunto della omonima e pregevole opera.

Inoltre voglio ricordare un grande artista dell’impressionismo, divenuto famoso solo dopo la sua tragica morte per essersi suicidato, il pittore olandese Vincent Van Gogh (1853-1890).

Varianti, forme dialettali e diminutivi del nome:

Vicenzu/a, Vicinzinu/a, Vicinzineddu/a, Vicinzuzzu, Enzu/a, Enzinu/a, Ciuzzu/a .

 

 

 

STEFANO: (l’Incoronato)

 

I nomi Stefano e Stefania traggono origine dal latino e letteralmente possono tradursi in ghirlanda o corona, assumendo il significato di "incoronato" o anche "inghirlandato". Numerosi sono stati i santi di nome Stefano che sono ricordati e festeggiati dalla Chiesa. Il più conosciuto tra tutti è stato il protomartire, cioè il primo martire della storia che è stato anche uno dei primi dodici discepoli di Gesù e viene ricordato il giorno dopo del Santo Natale, cioè il 26 Dicembre, festività riconosciuta anche dallo Stato.

La sua origine è incerta ma si suppone che sia stata greca mentre la sua religione praticata era quella ebraica. Dopo aver predicato la parola di Gesù, con un sommario processo/beffa è stato giudicato "bestemmiatore" e condannato a morte per lapidazione su istigazione del Sinedrio.

Le donne di nome Stefania festeggiano il loro onomastico il 18 settembre in onore della beata Stefania, vergine francese martirizzata a Vienne.

Altre ricorrenze, tratte dal Martirologio Romano sono: S.Stefano Ballerini (2 febbraio), Santa Stefania Quinzani (2 gennaio), S.Stefano Bandelli (12 giugno), S.Stefano da Chiazzo (29 ottobre) e S.Stefano d’Ungheria (2 settembre).

Santo Stefano è anche il Patrono di alcune città italiane, in particolare di Rovigo e di Frassino e viene riconosciuto come il santo protettore dei tagliapietre e di coloro che soffrono di amnesia.

CURIOSITA’ SUL NOME STEFANO:

E’ un nome molto diffuso tra le persone, ma conta anche oltre di 60 topònimi, ovvero nomi di località geografiche, città, comuni, borgate, ecc. In Sicilia possiamo citare: S.Stefano Quisquina (Agrigento), S.Stefano di Camastra, S.Stefano di Briga e S.Stefano Medio (tutti in provincia di Messina). Inoltre abbiamo: S.Stefano di Cadore (Belluno), S.Stefano di Campobasso (Campobasso), S.Stefano di Magra (La Spezia), S.Stefano Lodigiano e S. Stefano Ticino (entrambi in prov. di Milano) e tanti altri.

PERSONAGGI RIBERESI:

Tra i riberesi di nome Stefano che hanno ricoperto cariche istituzionali possiamo citare soltanto:

Stefano Gullo, sindaco dal mese di giugno 1952 al mese di aprile del 1955, nato a Ribera nel 1923 e che ha trascorso un periodo della sua vita, dal 1929 al 1934 negli U.S.A. Tornato in Italia ha conseguito una laurea in Giurisprudenza ed è stato Segretario Generale delle camere Confederali del Lavoro della Prov. Di Agrigento e capo del servizio Legale del Consorzio Nazionale per il Credito Agrario di Miglioramento.

Ha anche scritto alcuni libri tra i quali: "Considerazioni e proposte per una moderna organizzazione delle Forze cattoliche", "Agricoltura 28/80 della Legge Acerbo al piano Manisolth", "Società finanziaria e credito agrario nelle Regioni" e "Teoria e Rivolta".

In questi ultimi anni ha anche costituito la "Fondazione F.Crispi" per esaltare i valori del nostro grande e discusso statista che, piaccia o no, è stato Presidente del Consiglio, è stato l’ispiratore della spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi in Sicilia e una grande importanza ha avuto nella storia italiana.

Stefano Vacante, sindaco dal febbraio 1984 fino alle elezioni del 1985. Inoltre è stato anche Consigliere d’amministrazione dell’Ospedale Fratelli Parlapiano. Anche se nativo della vicina Calamonaci si può ritenere un riberese a tutti gli effetti ed è stato varie volte consigliere comunale e amministratore del Comune di Ribera. In atto è uno dei 20 consiglieri in carica.

VARIANTI E FORME DIALETTALI:

Stefanu/a, Stifaneddu e diminutivo Stè .

 

 

 

GAETANO: (Nativo di Gaeta)

 

ORIGINE E SIGNIFICATO: Il nome Gaetano proviene dalla lingua latina e precisamente dalla parola "caitanus" il cui significato più appropriato è quello di "nativo di Gaeta", la famosa cittadina della Campania. Secondo quanto tramandatoci dal poeta latino Virgilio, l’origine si fa risalire al nome della nutrice dell’eroe Enea che si chiamava Caieta e che morì e fu sepolta in quella località.

Il Santo più conosciuto a portare questo nome è stato Gaetano della nobile famiglia dei Tiene nato a Vicenza nell’anno 1480.

In vita è stato Segretario particolare di Papa Giulio II, pronotario apostolico ed anche un prolifico scrittore delle "lettere apostoliche". E’ stato sempre molto vicino a illustri personalità del clero come papi, cardinali e alti prelati, divenendo involontariamente testimone del lato più deleterio della loro vita, spesso un po’ scandalosa e immorale, ma mai si permise di rendere pubblico ciò di cui veniva a conoscenza.

Sacerdote a 36 anni è stato uno degli artefici più efficaci che hanno portato alla riforma della Chiesa. Ha fondato anche la Congregazione dei Chierici Regolari, detti anche "Teatini" in omaggio a Theate, antico nome della città di Chieti.Spesso si è dedicato ai poveri, ai diseredati e agli ammalati, aprendo ospizi e fondando ospedali, ispirato sempre da una profonda fede e da quella grande umiltà che sempre hanno caratterizzato la sua esistenza.

Gaetano di Thiene, che viene festeggiato il 7 di agosto, visse ed operò per molti anni a Napoli, città dove è morto nel 1547 all’età di 67 anni. Venne poi canonizzato nel 1675 da Papa Clemente X.

CURIOSITA’: Uno degli aneddoti più conosciuti su San Gaetano si riferisce alle numerose differenze comportamentali di napoletani e veneziani. A chi un giorno gli fece osservare questo, Gaetano semplicemente rispose: - <<Il Dio di Napoli non può essere molto diverso da quello di Venezia. Ed io ho grande fiducia nella sua provvidenza>>.

E’ il Patrono della cittadina di Ariano nel Polesine ed è il Santo più invocato per la guarigione delle cisti.

PERSONAGGI DI RIBERA: I Gaetano che hanno rivestito a Ribera prestigiose cariche istituzionali, tratti dal libro di Raimondo Lentini "Sindaci, Podestà e Commissari di Ribera" del 1992, sono:

Gaetano Vella, Sindaco dal 1910 al gennaio del 1920, nato ad Agrigento il 1° marzo 1877, laureato in medicina. Si è sposato a Sciacca nel 1915 con Vita Imbornone, figlia di Don Giuseppe e donna Giovanna Turano, nativi di quella cittadina termale.

E’ per suo interessamento e durante la sua carica che è stata creata nel 1911 l’attuale Villa Comunale di Ribera. Per un breve periodo è tornato a fare il Sindaco tra il 1943 e il 1944. E’ morto a Ribera l’8 gennaio 1969.

Gaetano Bonifacio, Commissario Prefettizio dal 1944 al 1945, nato a Ribera il 1° gennaio 1911, sposatosi nel 1941 con Rosamaria Bonifacio, figlia di Pietro e Adele Tavormina. Laureato in Giurisprudenza è stato per una decina di anni Presidente dell’Azione Cattolica e Vice-Pretore di Ribera negli anni ’40. Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale sia in Italia che in Africa e viene decorato con una croce al merito. E’ stato inoltre fondatore e Presidente della Cantina sociale "Tre Fiumi" e Commissario al Consorzio di Bonifica "Laghetto Gorgo" fino al 1960. Ha scritto un componimento letterario dal titolo "La frutta di Ribera".Nominato nel 1988 Cavaliere dell’Ordine di Malta, muore a Ribera il 5 febbraio 1989.

Gaetano Di Leo, Sindaco della città tra il 1960 e il 1964 è nato a Calamonaci il 27 aprile 1905 da Salvatore ed Emanuela Bonifacio. Laureato in Giurisprudenza si sposa a Ribera nel 1942 con Calogera Tavormina figlia di Francesco Antonio e di Carmela Laura Matilde Russo.

Terminato il periodo in cui è stato Sindaco della città, viene eletto al Parlamento Nazionale ove viene sempre riconfermato fino al suo ritiro per limiti di età, alla fine degli anni ’70 per dedicarsi alle sue vaste aziende agricole. Muore a Ribera il 25 luglio 1997.

FORME DIALETTALI DEL NOME: Tanu, Tanina, Tanuzzu, Taniddu, Aitanu/a,

 

 

 

CALOGERO:  (Buon vecchio o bel vecchio)

 

Il nome Calogero è diffuso principalmente in Sicilia o in località del nord-Italia ove è forte la presenza di emigrati del sud. Pur essendo poco comune altrove, tale nome, dalle nostre parti, è ancora molto popolare, anche se sono sempre meno i genitori, specie i più giovani, che lo impongono ai propri figli, in quanto molti lo ritengono poco adatto ai tempi che segnano la soglia del Duemila. In verità, considerato il significato del nome Calogero, forse non hanno tutti i torti coloro che cercano di evitarlo, anche a costo di litigi con i padri tradizionalisti o i suoceri, che, come si usa dire dalle nostre parti "ci tennu" a che il loro nome non abbia a scomparire. Il significato del nome Calogero, infatti è quello di "buon vecchio" o meglio "bel vecchio", per cui ad alcuni sembra inverosimile che si possa darlo a dei neonati.

Calogero proviene dal greco "Kalògheros", trasformatosi in latino in Kalògerus, di cui il termine "Kalòs" che vuol dire bello, buono, mentre "ghèras" sta per vecchiaia. Purtroppo, questo collegamento alla vecchiaia, ha impedito una sua più notevole diffusione al centro e al Nord d'Italia, anche se, il vero significato di Calogero, a detta degli esperti di credenze popolari, dovrebbe risultare propiziatorio di una "buona vecchiaia".

In periodo bizantino l'appellativo "Kalògherus" si dava, in segno reverenziale ai monaci e agli eremiti e successivamente è diventato definitivamente Calogero, grazie ad un Santo, di origine orientale che è salito alle glorie degli altari.

Molte città e paesi della Sicilia lo adorano e lo hanno eletto a Patrono, come : Agrigento, Sciacca, e Naro, ove è annualmente festeggiato alla grande e come è in uso anche, in tanti altri paesi siciliani, tra i quali Licata e Canicattì, per fermarci solo alla nostra provincia.

Curiosità :

Una antica filastrocca, che trova le proprie origini a Naro, evidenzia in modo chiaro, che esistono a tutt'oggi bonari dissidi tra i comuni devoti a San Calogero, in quanto ognuno vuol far prevalere le doti e la superiorità del proprio santo, rispetto a quello degli altri.

Infatti così recita la filastrocca dei naresi:

San Caloiru di Giurgenti/ miraculi un ni fa nenti/San Caloiru di Canicattì/ 'nni fici unu e si 'nni pintì/San Caloiru di Naru/fa li grazii a migliaru.

Ma a tali affermazioni, i "Giurgintani" che vanno in estasi per il loro Santo nero , così rispondono:

San Caloiru di Giurgenti/fa li grazii pi nenti/San Caloiru di Naru/li fa sempri pi dinaru.

Come si può notare, tale è il fervore e l'attaccamento al proprio santo protettore, che a volte il vero senso religioso deve cedere il passo a svariate forme di folklore, dure a morire, che hanno un pò di sapore "pagano".

San Calogero, di origine bizantina, è detto l'Anacoreta, in quanto, dopo aver indossato il saio, ha scelto di vivere la propria vita attiva allontanandosi dagli uomini per restare isolato e condurre una vita ascetica e di contemplazione, come l'avevano vissuta anche: San Paolo di Tebe, Sant'Antonio e San Benedetto.

Il futuro San Calogero ricevette l'abito monastico a Roma, dalle mani del Papa e visse per 35 anni come eremita nelle zone di Agrigento, dopo avere evangelizzato tra tanti altri luoghi, anche l'isola di Lipari. Morì nell'anno 486 circa e la Chiesa lo ricorda il 18 luglio.

Personaggi illustri;

Non è facile trovare dei Calogero che abbiano avuto ruoli di estrema importanza nella storia , nella politica o nelle arti in genere. Pertanto una citazione particolare si può fare per un certo Calogero Guido (Roma 1904-1986), storico e filosofo del pensiero antico e accanito sostenitore del valore del dialogo in etica, nonchè teorico del liberalsocialismo. Suoi sono gli scritti: "Difesa del liberalsocialismo" del 1945 e "I fondamenti della logica aristotelica" del 1972 .

A Ribera :

E' alquanto esiguo il numero delle persone, sia maschi, che femmine che portano questo nome e che abbiano avuto qualche ruolo di interesse pubblico, ma rovistando nel passato più o meno recente possiamo annoverare almeno un paio di Calogero che sono stati sindaci di Ribera, come: Calogero Parlapiano Santo Maria (1864-1917), sindaco dal 1897 al 1899, sindaco facente funzioni per un breve periodo del 1908 e nuovamente sindaco nel 1909 e Calogero Alessi, sindaco nel periodo che và dal 15-9-1980 al 22-11-1983 e successivamente dal 31-7-1985 al 18-11-1986.

Varianti e forme dialettali: Caloiru, Caloiaru, Caluiareddu, Calogerinu, Lillu/a, Liddu/a, Caliddu/a, Lidduzzu, Calì, Calò, Caluzzu, Rinu, Gery, ecc.

 

 

CARMELO:  (Il giardino)

 

Ancora oggi Carmelo e Carmela, con le varianti Carmen e più raramente Carmine, sono nomi abbastanza diffusi, specie nell'Italia meridionale, con una densità maggiore in Sicilia.

Il nome deriva dal vocabolo ebraico Karmel il cui significato è "giardino", in quanto, esiste in Palestina un monte chiamato appunto Karmel, sul quale, come racconta la Bibbia, è andato il Profeta Elia a pregare Dio di far piovere e che Dio, abbia fatto arrivare abbondanti piogge che hanno determinato la fine della lunga siccità che aveva colpito Israele, trasformando da allora quel suolo arido, in un meraviglioso giardino.

Nel XIII secolo sul monte Karmel , che già era diventato in latino Carmelus, vivevano molti eremiti che riunitisi per diffondere la parola di Dio, hanno fondato l'Ordine dei Carmelitani, espandendosi in poco tempo in tutta l'Europa e specialmente in Spagna, dove il nome Carmen è divenuto popolarissimo.

I Carmelitani, nel 1226 istituirono la festa della Madonna del Carmelo e da allora tutti coloro che portano tale nome possono festeggiare il loro onomastico il 16 luglio.

Curiosità:

Il nome, specialmente nella forma al femminile Carmen, nel 1800, ha avuto un'impennata in tutta la nostra Nazione, grazie al successo di una famosissima opera lirica di Bizet, "La Carmen", che narra di una graziosa e seducente ragazza, che vendendo sigari a Siviglia in Spagna, provocava grande eccitazione in tutti gli uomini che la ammiravano, tanto da essere definita una "mangiatrice di uomini".

Ma anche nella forma italiana, il nome Carmela ha ispirato tanti scrittori, registi cinematografici, compositori e cantanti molto popolari. A tal proposito si ricordano: Aldo Palazzeschi che ha scritto una famosa poesia dal titolo "Regina Carmela" e famosi cantanti come Renato Carosone e Aurelio Fierro, che negli anni '50, quando eseguivano la canzone "'A sunnambula", così cantavano : <<Carmela è 'na bambola e fa ammore cu mè.........>>.

Personaggi:

Anche se Carmelo è da considerare un nome abbastanza conosciuto ed ancora usato, i personaggi, delle nostre zone, che abbiano lasciato un segno tangibile nel corso dei secoli sono alquanto rari, ma un posto d'onore spetta senz'altro a Mons.Carmelo Ferraro, da tanti anni Vescovo di Agrigento, ammirato ed amato per le sue numerose virtù, dai fedeli dell'intera provincia. Tra gli altri, italiani, ricordiamo ancora, lo scrittore, regista teatrale e cinematografico Carmelo Bene nato nel 1937 a Campi Salentina .

A Ribera:

Nel nostro paese possiamo annoverare: Carmelo Cardillo(1791-1830) che è stato sindaco nel lontano 1808 e nel 1828 e poi, Carmelo Sortino(1773-1848) sindaco dal 1824 al 1827, Carmelo Parlapiano(1820-1907), Presidente di Comitato a Ribera nel 1860 e fondatore, insieme al fratello Antonino dell'Ospedale "F.lli Parlapiano", Carmelo Tavormina, sindaco facente funzioni nel periodo 1883/84, Carmelo Vella(1870-1959), Giudice Conciliatore per 18 anni e ultimo sindaco di Ribera dal 1921 al 1924, prima dell'inizio del Fascismo, per il quale ha ricoperto la carica di Segretario Provinciale, ed infine Carmelo De Leo, Commissario Straordinario tra gli anni 1951 e 1952.

Varianti e forme dialettali:

Oltre a Carmelu/a sono in uso a Ribera anche i nomi: Càrminu,, Carmineddu/a, Carmilinu/a, Carmilineddu/a , per i maschi anche il diminutivo e per le donne il più moderno Carmen.

 

 

FRANCESCO:  (Uomo libero) :

 

E' un nome molto popolare che ha cominciato a diffondersi in Italia nei primi anni dell'XI secolo. L'origine più accreditata lo fa derivare dall'antico vocabolo germanico "franka" che significava "uomo libero" in quanto, durante il periodo del Medioevo, soltanto i Franchi godevano dei pieni diritti di liberi cittadini. Da "franka" venne fuori "Frankisk" che voleva più chiaramente evidenziare la diretta provenienza dai Franchi. Col tempo il nome è diventato "Franciscus" in latino e nel XIII secolo, definitivamente Francesco.

Verso l'inizio dell'anno Mille, talmente grande era diventata l'influenza dei Franchi sui popoli delle altre nazioni europee, che nel 1182 un ricco mercante di stoffe, Pietro di Bernardone, tornato ad Assisi da un lungo viaggio e avendo saputo che la moglie, aveva battezzato un figlio con il nome Giovanni, gli ha voluto attribuire un secondo nome, Francesco, che col passare degli anni è divenuto l'unico nome del figlio.

Il ragazzo, che poi, con la sua immensa fede ed il grande amore per il prossimo, ha dato una svolta alla cristianità del mondo intero, era Francesco d'Assisi, passato alla storia ed agli onori degli altari, come uno dei maggiori Santi della Chiesa Cattolica.

San Francesco si festeggia il 4 ottobre, ma tanti altri santi, di nome Francesco sono ricordati dalla Chiesa in altre date, come: San Francesco di Paola il 2 aprile, San Francesco Saverio il 3 dicembre, San Francesco Borgia il 10 ottobre ed infine San Francesco di Sales il 24 gennaio.

Unitamente a Santa Caterina da Siena, San Francesco d'Assisi è stato eletto Protettore e Patrono d'Italia.

A differenza degli uomini, le donne di nome Francesca, festeggiano il loro compleanno il 22 dicembre, data che ricorda Santa Francesca di Colledimezzo, o anche il 9 marzo, giorno dedicato a Santa Francesca Romana.

Curiosità:

Contrariamente a quanto si crede, il nome Franco non è nè un diminutivo, nè un derivato di Francesco, ma anzi è il nome principale e, pertanto, la cosa più esatta è il contrario, cioè, che Francesco proviene direttamente da Franco, che significa "Uomo libero".

Quando, nel linguaggio comune, si usa l'espressione <<porto franco>>, si vuole indicare un mercato o un punto commerciale esentato da tassazioni o controlli di vario genere e cioè libero da qualsiasi vincolo.

Coloro che all'anagrafe sono stati registrati con il nome Franco, vedranno cadere la ricorrenza del proprio onomastico l'11 aprile, festa di San Franco da Siena, religioso vissuto nel XII secolo.

Oggi in Italia si contano all'incirca un milione e mezzo di persone, che si onorano di portare questo celebre nome.

Personaggi :

Tra i tanti personaggi di nome Francesco, che hanno meritato un posto nella storia si ricordano : Francesco I di Lorena (1708-1765). imperatore del Sacro Romano Impero, Francesco II (1768-1835) Imperatore d'Austria, Francesco I di Borbone (1777-1830) e Francesco II di Borbone (1836-1894), ambedue re delle Due Sicilie. Inoltre ci sono stati i Duchi di Milano Francesco I Sforza (1401-1466) e Francesco II Sforza (1495-1535), oltre a numerosi Re, Duchi o Imperatori : d'Austria, di Francia, d'Ungheria, di Modena , di Reggio e Toscana, tra i quali Francesco I dè Medici(1541-1587). E' impossibile annoverare tutti i Francesco che hanno avuto un posto nella storia, nell'arte, nella letteratura, nella musica o negli altri numerosi settori dello scibile umano.

A Ribera :

Il personaggio più illustre che ha avuto i natali a Ribera, è stato Francesco Crispi (1818- Napoli 1901), che, oltre ad aver ricoperto la prestigiosa carica di Presidente del Consiglio dal 1887 al 1891 è stato, assieme a Giuseppe Garibaldi, l'ispiratore dell'impresa dei Mille, per la liberazione della Sicilia , aggiungendo così, una importantissima pagina alla storia d'Italia.

Si ricordano anche: Colletti Francesco(1813-1874), sindaco dal 1846 al 1849 e dal 1864 al 1869, Pasciuta Francesco(1848-1924), sindaco dal 1879 al 1881, Crispi Francesco(1867-1943), Commissario Prefettizio nel 1927 , primo Podestà di Ribera dal 1927 al 1932 e Console Generale di Aden.

Varianti e forme dialettali :

Numerosi sono a Ribera i Francesco e le Francesca e molti di loro vengono comunemente chiamati con simpatiche trasformazioni del nome, che rispecchiano tradizioni ed abitudini molto antiche, come: Franciscu/a, Francu/a, Ciciu, Ciccinu/a, Cicciu, Ciccu/a e in qualche caso con il vezzeggiativo Ciciddu.

 

GIOVANNI:  (Dio ha avuto misericordia)

 

Dopo Giuseppe, il nome più popolare e diffuso in Italia è Giovanni, che trae la propria radice dal nome ebraico Yehohanan, formato dal "Yoh" o "Yah", abbreviazioni di Iahweh (Dio) e da "hanan", che, letteralmente significa "misericordia"

In pratica, il significato più appropriato del nome, è <<Dio ha avuto misericordia>> e in origine era un nome che, solitamente si dava ai figli attesi per lungo tempo e che poi finalmente arrivavano, probabilmente, secondo i fedeli, per l'intercessione di Dio stesso. Un esempio di cui parla la Bibbia, è quello di Giovanni il Battista, il predicatore che battezzava la gente in nome dell'annunciato Messia e che i genitori Zaccaria ed Elisabetta ebbero in età avanzata.

Tale nome, è da ritenere ambìto e significativo, in quanto è stato portato da: papi, re, eroi, condottieri, scrittori, artisti di vario genere, musicisti ed anche da famosi attori e personaggi dello spettacolo.

Anche il femminile Giovanna, con i suoi diminutivi Gianna e Vanna, è diffuso, oltre che in Italia, anche nel resto d'Europa.

Curiosità:

Nella tradizione popolare, relativa al mondo del paranormale, dell'occulto, delle superstizioni ed anche in materia di "fatture" e di "malocchio", è credenza diffusa, in gran parte del mondo, che numerosi riti magici, sia benigni, che maligni, per potere avere l'effetto desiderato, debbano essere eseguiti nella cosiddetta "Notti di San Giuanni", ossia fra il 23 e il 24 del mese di giugno, in quanto, si dice che, coincidendo con il solstizio d'estate, tale notte sia da considerare magica.

A Ribera, si usa instaurare una "comparanza" tra due persone, che diventano "Cumpari e San Giuanni" o più corretamente "Cumpari di San Giuanni", quando una delle due, in occasione della Cresima di un figlio o figlia dell'altra, sia stata scelta come padrino o madrina.

La Chiesa Cattolica festeggia San Giovanni Battista il 24 giugno, a differenza di San Giovanni Evangelista, l'autore del quarto Vangelo e dell'Apocalisse, che viene ricordato il 27 dicembre, mentre le donne possono festeggiare il loro onomastico il 30 maggio, in concomitanza delle celebrazioni in onore di Santa Giovanna d'Arco, la celebre eroina francese, che alla testa di un esercito, liberò la città di Orlèans, ma poi, caduta nelle mani degli inglesi, fu processata per eresia nel 1431ed arsa viva come una strega, a soli 19 anni.

Personaggi:

Alcuni Giovanni famosi sono stati:

Giovanna di Savoia, regina di Bulgaria, nata da Vittorio Emanuele III nel 1907, Giovanna la Pazza(1479-1555) regina di Castiglia, Giovanna "la papessa", figura leggendaria, che, travestitasi da uomo, sarebbe stata eletta Papa col nome di Giovanni VIII, ma che poi sia stata scoperta, perchè colta dalle doglie, che preannunciavano un imminente parto.

In vari campi dell'arte, della scienza e della vita politica e sociale del mondo intero, troviamo anche: Boccaccio, Verga, Pascoli, Bach, Brahms, Pergolesi, Paisiello, Don Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, per arrivare, nel campo dell'industria nazionale, a Giovanni Agnelli, il padre della Fiat, recentemente scomparso.

A Ribera:

Tra coloro che hanno rivestito cariche importanti a Ribera, citiamo : Giovanni Gatto(1782-1856), sindaco dal 1837 al 1839, Giovanni Calabresi, Commissario Prefettizio dal 26-5-1925 al 14-11-1925, Giovanni Farina(1898-1979), Podestà dal 1933 al 1935 nonchè autore del libro <<Ribera e il suo territorio - Storia e leggenda>> edito nel 1979.

.Varianti e forme dialettali:

Giuvanni/a, Giuanni/a, Giuanninu/a, Giuvannina, Vanni, Vanniddu.

 

 

 

GIUSEPPE: (Dio aggiunga)

 

E' il nome più popolare in Italia e sono circa 2 milioni le persone che lo portano, anche se molti, erroneamente , lo giudicano poco elegante ed oggi sono sempre meno i genitori che lo impongono ai loro figli.

La sua straordinaria diffusione è dovuta principalmente al culto di San Giuseppe, sposo della Madonna e padre putativo di Gesù, patrono della Chiesa universale, dei falegnami, e dei lavoratori in genere.

Il nome Giuseppe proviene dall'ebraico Jòsef, abbreviazione del più antico Johosèf che era composto da due parole: Jèhowa (Dio) e yasàf, (aggiunga), sicchè assume il significato di "Dio aggiunga", che in origine, più specificamente voleva dire "Dio aggiunga un altro figlio".

Pertanto deve desumersi che per credenza popolare o se si vuole, per volontà divina, dopo aver dato il nome Giuseppe ad un proprio figlio, sarà quasi doveroso tentare di farne nascere almeno un'altro, come fece, secondo la Bibbia, Rachele, moglie di Giacobbe, che pur essendo sterile, per volontà di Dio partorì il suo figlio prediletto che chiamò Giuseppe ed esclamò la frase: "Dio me ne aggiunga un'altro !"

Nel Medioevo il nome si è trasformato in Ioseppus e poi man mano, nel corso dei secoli, è diventato definitivamente Giuseppe.

Alcuni Giuseppe famosi sono stati : Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, eroi del nostro Risorgimento, Giuseppe Verdi, il più grande musicista e compositore di grandi opere liriche dell'ottocento. Inoltre, la storia ricorda: Giuseppe I (1678-1711) che fu re d'Ungheria e dei romani; ed un'altro Giuseppe I (1714-1777) che è stato re del Portogallo. Non si conoscono Papi che abbiano assunto questo nome.

Tra le donne, una delle più conosciute è stata Giuseppina, imperatrice dei francesi (1763-1814), nota per essere stata ripudiata nel 1796, da Napoleone Bonaparte, perchè rea di non avergli saputo dare un figlio.

Il 19 marzo, in Italia, oltre a festeggiare San Giuseppe è in uso, ormai da parecchi anni celebrare la "Festa del papà" in onore del santo più amato dai riberesi, che lo hanno eletto, assieme a San Nicola compatrono della nostra cittadina. Quale protettore di tutti i lavoratori viene ricordato il 1° maggio.

Personaggi di Ribera di nome Giuseppe

Giuseppe Ganduscio, pacifista (1925-1963), Gueli Giuseppe (1834-1917) sindaco nel 1882, Coniglio Giuseppe, sindaco facente funzioni nel 1920, Bonifacio Giuseppe (1882-1970) sindaco eletto il 23-10-1920 e dimessosi il 21-11-1920, Noto Giuseppe, commissario prefettizio nel 1939, Contino Giuseppe, commissario prefettizio nel 1944.

Infine, il nome Giuseppe è comune agli ultimi tre sindaci di Ribera e precisamente: Giuseppe Brisciana dal 17-6-1993, Giuseppe Di Salvo dal febbraio 1994 al mese di giugno 1998 e per ultimo, dopo la vittoria al ballottaggio del 7 giugno 1998 contro Antonio Sgrò, l'attuale sindaco Giuseppe Cortese, rieletto dopo un breve periodo di declassamento, dovuto ad una sfiducia da parete del Consiglio Comunale.

Un'altro riberese che merita senz'altro una citazione particolare è il Gen. Giuseppe Tavormina, già Generale dei Carabinieri, ex capo della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia), segretario generale del Cesis ed oggi, nominato Consigliere per le questioni giuridiche ed amministrative del Ministero del Tesoro diretto da Azeglio Ciampi.

Varianti e forme dialettali del nome Giuseppe.

Del nome Giuseppe esistono a Ribera numerose varianti, diminutivi e trasformazioni dialettali come:

Peppi, Pippu, Pippineddu/a, Peppucciu, Pippinu/a, Piddu, Pidduzzu, Pepè, Pepeddu, Giusy , ecc.

Alcuni Modi di dire:

"Essiri un Peppi 'nnappa" (Essere un ingenuo bonaccione , che prende la vita con allegria senza crearsi problemi), "Essiri un Peppi coppula" (Essere un buono a nulla, senza alcuna autorità e che non sa farsi rispettare).

 

 

 

NICOLA:  (Vincitore tra i popoli)

 

Uno dei nomi più importanti e diffusi in Italia è Nicola, il cui principale onomastico ricade il 6 dicembre ed è divenuto molto popolare, grazie al culto di San Nicola di Bari, che in realtà era nativo di Mira, in Asia Minore , dapprima abate in un monastero e divenuto poi Arcivescovo della città dove è morto nell’anno 342.

In Italia, in seguito, San Nicola di Mira, divenne San Nicola di Bari, in quanto, in seguito alla sua grande popolarità, nel 1087, un gruppo di mercanti baresi, prelevarono, o più esattamente, rubarono il corpo del santo, portandolo a Bari, ove a tutt’oggi è sepolto e della quale è divenuto il Patrono.

Successivamente il nome Nicola si è diffuso nel resto dell’Europa orientale, in particolare in Russia, ove, addirittura due Zar lo hanno portato ed allo stesso, eletto Patrono della Nazione sono state dedicate numerose basiliche.

Il nome, con tutte le sue varianti, deriva dal greco Nikòlaos, termine formato da "nikàn" (vincere) e dal sostantivo "laòs" (popolo), sicchè letteralmente, prende il significato di "Vincitore tra i popoli".

Curiosità:

Il nome Nicola, tradotto nel latino Nicolàus, predomina nell’Europa centrale e in Italia, con una maggiore densità in Puglia, dove un’antica leggenda, tramandata fino ai giorni nostri, attribuisce a San Nicola, il potere di aiutare e salvare i bambini da ogni sorta di violenza.

Pertanto, la sua festa, divenne automaticamente la "Festa dei bambini" e dopo qualche tempo, per merito di alcuni olandesi emigrati negli Stati Uniti d’America, San Nicola diventò Santa Claus, da noi riscoperto soltanto nel dopoguerra, come Babbo Natale, cioè il leggendario vecchietto, con la barba e i baffi bianchissimi, vestito di rosso, che porta i regali a tutti i bambini del mondo.

Hanno portato questo nome alcuni illustri personaggi, come:

gli zar di Russia Nicola I Romanov (1796-1855) e Nicola II Romanov (1868-1918).

Nicola Pisano (1220 – 1284), grande scultore considerato una delle maggiori figure dell’Arte italiana, formatosi nel clima classicheggiante del cosiddetto Rinascimento meridionale ispirato da Federico II. Altri artisti famosi sono stati il violinista Nicolò Paganini e il letterato Niccolò Machiavelli .

Personaggi riberesi:

Bisogni Nicolò (Notaio), Sindaco f.f. (facente funzioni) tra il 1883 e il 1884.

Inglese Nicolò, (nato a Ribera 1898 e morto a Gela 1991), Podestà dal 1935 al 1939 e autore di tre libri: "Crispi", "Il modellatore di anime" e "Storia di Ribera".

Borsellino Nicolò (1922–1983), Assessore comunale e poi Sindaco nel periodo tra il 1955 e 1960.

Inglese Nicolò, omonimo cugino del Podestà, nato a New York nel 1922, Sindaco di Ribera nel 1964, è stato anche il fondatore della Società S. Vincenzo dè Paoli nel 1933.

Salerno Nicola, è stato in assoluto, il primo Segretario Comunale di Ribera dal 1860 al 1863.

Varianti e forme dialettali del nome:

Nicolò, Nicola, Niculinu, Niculineddu, Niculà ,Niccolò, Nicolao, Nicoletta, Cocò, Cola, e i più moderni Nico, Nicol e Nick ed altri di influsso francese come Colette o Coletta.

 

 

ANTONIO (Colui che resiste)

Dopo Giuseppe e Giovanni, nella graduatoria dei nomi italiani più diffusi troviamo Antonio, con vari derivati quali: Antonino, Antonello, Tonio, Tonino, Tony, ecc.

Molti Antonius dell'antica Roma appartenevano a nobili famiglie, facenti parte, o direttamente discendenti da una potente casata soprannominata degli "Antonii", tra i quali uno dei più celebri fu Marc'Antonio, sostenitore di Giulio Cesare e antagonista di Ottaviano.

Il nome Antonio, quasi certamente è di origine etrusca, ma non se ne conosceva il vero significato, fino a quando, in epoca rinascimentale, venne arbitrariamente associato al vocabolo greco "ànthos" , che voleva dire "fiore". Ma tale ipotesi, venne col tempo abbandonata da vari studiosi che sostennero invece che la vera provenienza era dal verbo greco "antéko", che significava "resistere", per cui Antonio sarebbe <<colui che resiste>>.

Nel Medioevo, il nome ha avuto larga diffusione, grazie a due santi, per i quali grande era il culto dei popoli, dei quali uno era Sant'Antonio abate, e l'altro Sant'Antonio di Padova, mentre in epoca moderna, molto ha contribuito la tragedia di William Shakespeare "Antonio e Cleopatra"

Curiosità:

La credenza popolare attribuisce a Sant'Antonio il potere di far trovare un fidanzato o una fidanzata, se gli viene chiesto con molta devozione dai propri fedeli ed a tal proposito, secondo vecchie tradizioni, specialmente le giovani ragazze da marito così invocavano il Santo: <<Sant'Antonio, Sant'Antonio / trovami un fidanzato / che sia come te / buono, bello e colorato>>.

Chi si chiama Antonio può festeggiare il proprio onomastico varie volte nel corso di un anno, a seconda che preferisca il Sant'Antonio patrono di Piacenza che si festeggia il 4 luglio, o Sant'Antonio, arcivescovo di Firenze il 10 maggio o ancora Sant'Antonio abate il 17 gennaio e Sant'Antonio di Padova il 13 giugno.

Per le donne esistono altre due possibilità, il 28 febbraio, festa della Beata Antonia da Firenze e il 14 febbraio , festa di Sant'Antonia da Pisa.

In Italia molti sono i diminutivi e i derivati del nome Antonio e tra questi si ricordano: Antonino, Tonino, Nino,Tonio, Tony, ed anche Totò, come era chiamato in arte il grande attore Principe Antonio De Curtis.

Personaggi:

Tra gli Antonio famosi, oltre a quelli già menzionati si ricordano: Antonello da Messina(1430-1479) eccellente pittore siciliano, l'imperatore romano Antonino Pio(86-161 d.c.) ed un certo Antonio Aquili, detto Antoniazzo Romano, pittore del '500 che lavorò con il Perugino, con il Ghirlandaio e partecipò alla esecuzione degli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano.

A Ribera:

Tra i riberesi che hanno rivestito cariche istituzionali o ruoli di interesse pubblico ricordiamo: Antonino Parlapiano(1839-1903), sindaco dal 1871 al 1872 , poi nel 1874 ed ancora dal 1885 al 1896 e negli ultimi anni della sua vita eletto Deputato al Parlamento, il sac.Antonino Montalbano, sindaco facente funzioni tra il 1883 e il 1884 , Antonino D'Inghile, sindaco dal 1990 al 1992 ed infine il Dott.Antonino Mangiacavallo, detto Nenè, sindaco dal 1992 al 1993 ed oggi Deputato al Parlamento Nazionale.

Varianti e forme dialettali:

Antuninu/a, Antoniu/a, Antonellu/a, Nellu/a, Toninu, Ninu, Nenè, Nonì, Niniddu, Ninuzzu, 'Ntoni, 'Ntoniu/a.

 

 

HOME PAGE