I  CANTI  POPOLARI

PIU' CONOSCIUTI A RIBERA

                        

        SI RIPORTANO I TESTI  DI 40 CANZONI

      TUTTI CON GLI ACCORDI MUSICALI  -  inseriti da Silvano Ciliberto)

 

                           cliccare sui titoli qui sotto per visualizzare i testi

 

'A cammaratisa

'A curuna

'A virrinedda

Cara Ninetta

Comu si li cuglieru li beddi pira

Dammi 'na manu c'appiccicu

Dammi dammi 'na vasata

E la luna 'mmezzu mari

E vui durmiti ancora

Grattatilla cu la grattalora

Jetta la riti

La campagnola

La pampina di l'oliva

La picciuttedda di la Conca d'oru

La siminzina

La strina

La sveglia

Lu basalicò

Lu miu matrimoniu

Lu sciccareddu

Metti pezzi papà

Mi votu e mi rivotu

'Ntonia c'è lu bummardamentu

Nustalgia

Paci facemu

Quantu è laria la me zita

Ribera

Ribera mia

Rosa arrisvigliati

 Sciuri sciuri

Sicilia

Sicilia antica

Sicilia amara

Sicilia bedda

Si maritau Rosa

Stanotti amuri me

Terra d'amuri e di duluri

Vinni la vespa

Vitti 'na crozza

Viva San Calò

     

                               Tutte le canzoni sopra riportate fanno parte della raccolta inserita nel mio libro

                           LE PIU' BELLE CANZONI SICILIANE 

contenente i Testi completi di

40 canzoni siciliane

con gli accordi musicali a cura di Silvano Ciliberto

 

 

PREFAZIONE

In uno studio critico dell’illustre ed insigne cultore e ricercatore di Tradizioni popolari della Sicilia, Giuseppe Pitrè, si leggono i seguenti versi, citati anche dal Prof. Santi Correnti nella sua presentazione al mio precedente volume LA STRINA- Canti, Musiche, Immagini e Feste popolari intorno a Ribera, stampato e patrocinato dal Comune di Ribera nel 1991 :

 

                                                        Cu voli puisia vegna ‘nSicilia,

                                                         ca porta la bannèra di vittoria,

                                             canti e canzuni ‘nn’avi a centu milia.

Ed è una pura e sacrosanta verità che la nostra bella Sicilia sprizza musiche e canti da qualunque angolazione la si osservi.

Canti d'amore, di sdegno, di carcere, di carrettieri, di lavoro, di emigrazione; canti religiosi, fanciulleschi, serenate, che, nel loro insieme, costituiscono un variopinto caleidoscopio di sentimenti ove è possibile immergersi e sognare.

 

Spesso si viene trascinati dai ritmi allegri e vivaci, che ci fanno gioire, o da melodie incantevoli che ci fanno immergere in una atmosfera che conquista subito, non solo noi siciliani, ma molto spesso i forestieri e i turisti, anche se le ascoltano per la prima volta.

Molti canti siciliani, specie quelli d’amore, lasciano trasparire  barlumi di vera poesia con versi di grande suggestione e bellezza, creati da autori, molto spesso sconosciuti, ma che hanno avuto sicuramente una grande sensibilità artistica e poetica.

Da tempo era mio intendimento pubblicare un vero e proprio CANZONIERE SICILIANO, ove, oltre ai testi e ad alcune notizie sui canti, fossero riportati anche gli accordi musicali, per dare la possibilità di usufruirne, non solo ai semplici e puri appassionati del canto, ma anche a chi con la musica folkloristica ci vive e la esegue in pubbliche manifestazioni, come i tanti Complessini di Musica Popolare, o i Gruppi folkloristici che si esibiscono sia in Sicilia che all’estero.

Il presente opuscolo realizzato a carattere amatoriale solo a scopo dimostrativo, rientra in un progetto più ampio che si spera poter portare a compimento in una edizione più completa e professionale.

 

Lo stesso contiene  i testi completi di 40  CANZONI POPOLARI, tra le più belle della nostra SICILIA, tra le quali alcune molto diffuse nella zona di Ribera ed i suoi dintorni.

Inoltre, offre, senza alcuna pretesa di volersi sostituire ai Conservatori musicali, un semplice METODO PER CHITARRA illustrato ed abbastanza esauriente per imparare facilmente a conoscere la chitarra e i suoi più importanti accordi, destinato in particolare a chi ha un pò d’orecchio musicale, una grande passione e tanta…tanta voglia di applicarsi. Sono sicuro che qualche risultato si otterrà.

 

Sono più che certo anche, che non mancheranno le occasioni, per tirare fuori questo “prezioso canzoniere”, che contiene brani, tutti abbastanza conosciuti e cantare in coro o singolarmente, per rallegrare una comitiva, un gruppo di amici riuniti per il classico “schiticchio”,  o  durante le bellissime scampagnate del “Carnilivaruni”, del “Lunedi di Pasqua” o della “Scezza”,  ancora in uso dalle nostre parti.

Sarà ancora più facile canticchiare tra amici nel periodo estivo, al mare, nelle incantevoli notti siciliane o durante gli innumerevoli  “Falò che si usa fare nella nottata di Ferragosto.

 

Se ne può fare uso anche in piena solitudine, per provare a cantare, per esercitarsi e se si ha una vera vocazione musicale e canora, riuscire  ad ottenere ottimi risultati e successivamente,  perché no,  esibirsi anche davanti ad un vero pubblico .

 Mi auguro ancora, che la presente raccolta, che oltre ai canti più conosciuti a Ribera e dintorni, comprende anche quelli più tradizionali della nostra bellissima isola, conosciuti ovunque, possa rendersi utile in qualunque contesto sociale e specialmente nelle scuole, ove i docenti che insegnano musica e canto, avranno una occasione in più per far avvicinare i ragazzi alle Tradizioni della nostra bella terra di Sicilia.

 

Cantiamo dunque, cantiamo e se possibile, accompagniamo il nostro canto con i giusti accordi e la giusta armonizzazione musicale. Sono più che sicuro che si proverà qualcosa di sublime, di gioioso, di meraviglioso e nel contempo ci si potrà appagare nello spirito, regalando a noi stessi o a chi ci starà ad ascoltare, un momento di sano relax e un sicuro divertimento.

                                                                                                                                                                                     Giuseppe Nicola Ciliberto

 

 

MUSICASSETTE

Molti dei canti popolari siciliani  presenti in questo sito, sono stati incisi in varie musicassette alle quali ho contribuito personalmente, sia come esecutore musicista, suonando il mandolino o le tastiere,  che in qualità di autore e spesso anche  di produttore, unitamente a tanti altri. Naturalmente c'è stata la preziosa collaborazione di molti amici cantanti e musicisti riberesi,  che hanno permesso la nascita e la diffusione di un patrimonio culturale,

che non poteva rimanere nel dimenticatoio.

CLICCA QUI SOTTO PER VEDERE   LE COPERTINE DELLE MUSICASSETTE

MUSICASSETTE E CD

 

 

Il Gruppo Folk riberese "CANTAFOLK '90".

Da sinistra: Angelo Spinello, Aurora Zinerco, Nenè Fortunato, Pasquale Fauci,

 Silvano Ciliberto e Giuseppe Nicola Ciliberto.

Per parecchi anni il gruppo ha portato avanti l'antica tradizione dei canti popolari

e delle serenate ed oltre che a Ribera, si è esibito  anche

in tanti paesi del circondario, chiamato per rallegrare cerimonie varie

e manifestazioni canore in piazza..

 

 

 

 

Per aderire al prezioso suggerimento del Sig. Pietro Rizzo, pervenuto a questo sito, a mezzo E-mail,  in data 4 marzo 2009, ho ritenuto di inserire la biografia

ed alcune immagini dell'illustre Maestro, compositore siciliano, Francesco Paolo Frontini, che ha curato una raccolta di canti popolari nel  1883.

http://frontini.altervista.org/id35.htm

 

"Figlio della sua terra e profondo studioso
dell'anima musicale del suo popolo"

Francesco Pastura

 

 

Sicilia  Teatro

Francesco Paolo Frontini, musicista e compositore siciliano. Del suo inizio diceva egli stesso che ad avviarlo allo studio della musica era stato suo padre, il cav. Martino (1827-1909), fondatore e direttore per trentasette anni della Banda civica di Catania, anzi, come la chiamavano allora, della Banda nazionale; diceva anche che aveva studiato violino col maestro Santi D'Amico e che a tredici anni aveva esordito in un concerto nel salone comunale. Un paio d'anni dopo aveva avuto in Cattedrale il battesimo come compositore, con un « Qui tollis » diretto dal maestro Pietro Antonio Coppola. Così si legge in un articolo di Saverio Fiducia in un giornale del 13 agosto 1960. A proposito di Fiducia, piace ricordare che Frontini compose la musica per il suo atto unico «Vicolo delle belle». Fiducia desiderava inserire il canto d'un cieco, ma il maestro non fu d'accordo. Disse che invece avrebbe fatto, come infatti fece, un «pezzo» affidandolo, anziché alla voce umana, al violino. Disse poi Fiducia che dall'oggi al domani «nacque la toccante sonata dell'orbo». Accanto a Fiducia non va dimenticato A. Russo Giusti, la cui commedia «U Spirdu», una delle più significative del teatro siciliano, fu musicata da Frontini e, recitata nel 1920 al Teatro Comunale Coppola, diretta dal maestro Gaetano Emanuel Calì, fu accolta con grande successo. Nel 1875 fu ammesso al Regio Conservatorio musicale di Palermo, dove ebbe maestro Pietro Platania, grande contrappuntista come il suo maestro Pietro Raimondi. In seguito passò al Conservatorio di Napoli in cui conseguì il diploma di compositore.

Distintosi fin da giovinetto con alcune composizioni, fra cui particolarmente apprezzata una «Messa funebre» in morte del maestro Coppola, nel 1881 si rivelò col melodramma in tre atti «Nella» rappresentato con vivo successo il 31 marzo nel Teatro Comunale di via Vecchio Bastione. Dal trionfo di «Nella», che dal giornale dell'epoca, «Il Plebiscito», fu giudicata «un tentativo, ma un tentativo di gigante», comincia l'ascesa del Frontini e tutte le sue opere successive: «Sansone» nel 1882, «Fatalità» nel 1890, «Malia» nel 1891, «Il Falconiere» nel 1899. Frontini fu tra i pochi musicisti, oltre a Giovanni Simone Mayr, ad essersi ispirati alla leggenda di Adelasia e Aleramo e, nel medesimo periodo, il poemetto lirico «Medio-Evo», gli fece meritare un "bravo" di tutto cuore da Massenet segnando come pietra miliare il suo cammino artistico. Amato ed apprezzato da personaggi come Victor Hugo, Émile Zola, Giovanni Verga, Federico De Roberto, Mario Rapisardi, Sciuti, Puccini, Cesareo. Particolarmente amici gli furono Massenet, (che si vantava di andare in estasi quando ascoltava musica di Frontini), e Luigi Capuana, la cui amicizia gli fruttò il libretto di «Malia», dal quale poi, caso più unico che raro, lo stesso anno del libretto (1891), nacque la commedia omonima in lingua, e poi, nel 1902, quella in dialetto malgrado il parere contrario di Verga, che non credeva in una «Malia» in siciliano, e che fu portata alle stelle da Giovanni Grasso e Mimì Aguglia. Prima di accingersi alla stesura dell'opera, Frontini fece leggere il libretto a Rapisardi e a Verga.

Il successo dell'opera, dopo Bologna, Milano e Torino, si rinnovò entusiasticamente al Teatro Nazionale di Catania, in piazza Cutelli, da anni scomparso. «A leggere l'opera anche oggi» - scriveva il maestro Pastura alla morte del Frontini («Popolo di Sicilia» 26 agosto 1939) - «un brivido di commozione ci avvince. Il dramma del Capuana trovò in Frontini un commentatore raffinato e preciso, un musicista che facendo musica seppe fare anche della psicologia. Jana, Nedda, Cola e Nino sono tratteggiati con profondo intuito e con una indagine psicologica che mette a nudo le loro anime inquiete, che precisa i caratteri, che ne riassume la tragedia». La «Lauda di suora» dal «Giobbe», (edizione Tropea, Catania, 1884) la musicò Frontini.

Frontini insegnò musica, contrappunto, all'Ospizio di Beneficenza, al tempo in cui ne era direttore il padre dello scrittore e storico del teatro siciliano Francesco De Felice. Contemporaneamente vi insegnava anche Emilio Romano, padre del maestro Armando Romano, attuale componente del gruppo concertatori e direttori d'orchestra del Teatro Massimo. Emilio Romano era un virtuoso solista di cornetta geniale interprete della melodia belliniana. Ogni anno, la sera del 2 giugno, essendo in programma l'omaggio a Bellini, per ascoltare Emilio Romano affluivano a Catania folle di forestieri oltre che da gran parte della Sicilia, anche da diversi luoghi del Continente e dell'estero. «Figlio della sua terra e profondo studioso dell'anima musicale del suo popolo» (così lo definisce Francesco Pastura nel "Popolo di Sicilia"), le sue preziose raccolte: "Eco di Sicilia" e "Natale Siciliano" (che Saverio Fiducia qualificò "un fresco torrente melodico") sono dedicate alla madre terra. La prima raccolta, che comprende cinquanta canti e che meritò la lode di Giuseppe Pitrè (lode pubblicata nell'Archivio per lo studio delle tradizioni popolari), fu compilata nel 1882 dal ventiduenne Frontini per incarico della casa Ricordi. "Natale Siciliano", invece, in cui il maestro raccolse i canti e le nenie con cui il popolo siciliano festeggia il Natale apparve nel 1893 presso l'editore milanese A. D. Marchi. Se la fama del Frontini operista è legata a "Nella" al "Falconiere" e specialmente a "Malia", non c'è dubbio che il suo nome di studioso delle nostre tradizioni popolari è affidato soprattutto alle due raccolte di cui s'è detto or ora, come si può dire che la sua popolarità egli l'abbia conquistata con quella svariata e scintillante fiorita di canzoni, di romanze, di serenate, di melodie, che egli componeva a getto continuo e con fluida vena melodica. Basti ricordare per tutti la « Serenata araba ». Il Frontini scelse con cura i temi politici, come Aleramo o il Falconiere, oppure positivisti da mettere in musica. Il "Canto di Ebe" è tratto dal "Lucifero" di Mario Rapisardi (suo fraterno amico), ispirato all'ateismo, per questo motivo e anche per essere finito nelle mani del Demarchi, uno dei più grandi interpreti dell'ottocento del Verismo in musica, pagò e continua a pagare un prezzo altissimo, dimenticato dalla cultura del settore.

Pietro Rizzo
 

Le opere

"Quartetto in do minore" (Napoli 1879). "Spartaco", ouverture (Cremona1880). "Nella", opera in 3 atti rappresentata al Comunale di Catania (1881).

"Sansone", azione biblica in 3 parti (1882) scritta per incarico del Municipio di Catania ed eseguita per la festa di sant'Agata. "Aleramo", in un prologo

e 3 atti (1883). "Malia", opera in 3 atti (1893). "Il Falconiere", in 3 atti (1899) "Fatalità", in 2 atti (1900).

 

Le composizioni

"Omaggio a Lauro Rossi" eseguita a Cremona (fantasia per orchestra). "Grande messa di Requiem". "Medio Evo" poemetto per soprano con accompagnamento di pianoforte. "Marcia Trionfale" per orchestra e fanfara. "Elsie", ouverture per orchestra. "Gloria", ouverture per orchestra.

"Minuetto", per archi. "Grande Messa di Requiem in sol minore" (1888). "Un intermezzo per archi e strumenti a fiato". "Un idillio per orchestra".

"Un preludio sinfonico". "Preludietto", per orchestra. "Notte d'oriente", per orchestra. "Petite Tableaux". "Impressioni". "Esquisse musical",

 

Le canzoni

Eco della Sicilia (ed. Ricordi 1883). Canti della Sicilia ( ed. Forlivesi 1890 ). Natale Siciliano (ed. De Marchi 1893). Antiche canzoni di Sicilia (ed. Carisch 1936). Canti religiosi del popolo siciliano (ed. Carisch 1938).
Il CD "La Canzone Catanese tra '800 e '900" comprende: Malatu p'amuri, Pri tia diliriu e spasimu, Canzuna di li carritteri, La vucca,

e Mi lassasti in abbannunu tutte su musiche di Francesco Paolo Frontini.

 

                                                                                                            

Tratto dal quotidiano regionale "LA SICILIA" riporto un importante articolo che è una vera eccellente esaltazione

della bellissima nostra musica siciliana,  pubblicato in data 3 marzo 2009.

 

 

 

COMUNICATO

PER CHI AMA I CANTI POPOLARI SICILIANI

Sono disponibili in poche copie e in una nuova edizione:

Il CANZONIERE SICILIANO con 40 canzoni

tra le più belle di Ribera e della Sicilia e il

CD RIBERA CANTA SICILIANO"

con 20 fantastiche canzoni che si cantano a Ribera.

I testi delle 40 canzoni sono corredati degli accordi musicali ed inoltre c'è un facile metodo per imparare a suonare la chitarra da soli.

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