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LA CUCINA SICILIANA Scintillante, gioiosa, rituale, fantasiosa. La cucina siciliana è come la sua terra. Vive di sole, di mare, di amore. E di colori accesi, di odori intensi, di contrasti stridenti. La storia del costume alimentare siciliano comincia con i primi abitanti dell'isola, i Sicani, i Fenici, i Greci, i Romani. Continua ad evolversi e si orienta verso nuovi sapori con l'arrivo di popoli invasori, dai Vandali ai Bizantini, dagli Arabi ai Normanni, dagli Angioini agli Aragonesi. Di queste dominazioni porta il segno inconfondibile e assume connotazioni diverse di zona in zona. I primi libri dedicati alla gastronomia furono scritti da Archestrato, Ennio e Marziale nel primo secolo dopo Cristo. In seguito si moltiplicarono gli studi sulla cucina e l'aver tramandato centinaia di ricette ha consentito alla gastronomia isolana di mantenere intatte le sue radici. Ancora oggi perciò l'arte culinaria siciliana risente della commistione di varie tradizioni alimentari. Né ha perduto le eredità degli strabocchevoli pranzi cortigiani o delle malinconiche ricette povere. Mantiene piatti che richiedono ingredienti costosi, a base di carne o di pesce, ma pure pietanze popolari, con legumi per esempio o pan grattato. La gastronomia siciliana insomma, coi secoli ha dissolto le barriere sociali e ha conservato tutti quegli ingredienti più ricchi di proteine, di zuccheri e di grassi. Non a caso molti dietologi concordano nel ritenere l'alimentazione tipicamente siciliana molto sana, ed equilibrata. (Un gustoso e "curioso" viaggio, attraverso le pietanze più famose e rinomate della Sicilia, A cura di Giuseppe Nicola Ciliberto, |
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Siamo già arrivati alla Festa vera e propria e questa sezione "Cucina" non poteva che concludersi con il tradizionale
Minestrone di San Giuseppe
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IL MINESTRONE DI SAN GIUSEPPE (Notizie tratte dai libri di Giuseppe Pitrè)
Oltre un secolo fa.................. Sopra un fornello improvvisato per la circostanza si posa una grande caldaia, e lì si riversa in combutta a cuocere, horresco reference! Riso, pasta, broccoli, fagiuoli, finocchielli selvatici, e chi più ne ha più ce ne metta.Che cosa ne debba venire di questa nuova olla podrìda, lascio considerare! Chi ne può dire qualche cosa sono i Santi, i tre poverelli. ai quali quel minestrone si scodella in un tavolo a parte, che non è quello dei piatti esposti, i quali devono restare solo per figura, oggetto di lode pei visitatori, che resteranno a bocca aperta. Meno male che i Santi si sono agguerriti il palato con lo rituale antipasto di una mezza arancia acida, sparsa di sale e pepe!I Santi si rimpinzano del minestrone: e li attende a nuovo pasto, un saggio di ciascuna delle pietanze esposte sulla mensa. Dove al primo ufficio attendono il padrone e la padrona di casa, a questo attende la persona di servizio, mentre il padrone di casa sta innanzi la porta con lo schioppo in mano, sparando un colpo ad ogni piattello che ai Santi vien servito. E siccome questo voto del banchetto ai Santi, cioè a S. Giuseppe ecc., è molto comune e si ripete in un gran numero di famiglie, così tanti padroni ripetono questa storia delle schioppettate quanti banchetti si fanno, e tante sono le schioppettate quanti i piatti recati in tavola. I colpi si contano: e che più ne tira, più è tenuto in considerazione di uomo splendido, ricco, generoso, sommamente devoto. Chi non sapesse del costume e si trovasse da Ribera in quel giorno e in quell'ora, crederebbe ad una vera rivolta, dove per lo meno si faccia alle fucilate.
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La ricetta Si premette che il minestrone di San Giuseppe può essere preparato in tanti modi diversi e si possono usare verdure, legumi ed altri ingredienti a piacere. Generalmente si usano verdure di stagione la cui cottura deve essere al massimo e la pasta solitamente deve essere corta. Il minestrone viene preparato in strada e in quantitativi enormi, a volte per centinaia di persone in più "casdaruna" (pentoloni). Per comodità qui si danno le dosi per poche persone.
Ingredienti:
per
5/6 persone:
Preparazione: (Le foto sotto mostrano vari tipi di minestrone) |
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Oggi un dolce tipico fatto con le nostre pregiate arance e che proviene dalle antiche invasioni turche in Sicilia
Arance alla turca
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Le pregiate arance di Ribera |
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Si entra nel vivo della Festa di San Giuseppe e il sito propone un altro dolce tradizionale in uso in varie parti della Sicilia ed anche d'italia.
Bignè di San Giuseppe
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La tradizione
In Italia è consuetudine preparare a Marzo particolari dolci nei giorni a ridosso del 19 marzo, festa di San Giuseppe. Nell'Italia centrale è tipica la preparazione di bignè fritti e ripieni di crema o ricotta. Nel Mezzogiorno e nelle pasticcerie di tradizione napoletana è usanza cuocere al forno o friggere in padella grosse ciambelle decorate esternamente con crema pasticcera e marmellata di amarene, note come zeppole. Particolare è la situazione che si verifica nel Lazio, dove si preparano per tradizione bignè nei paesi dell'ex-Stato Pontificio e zeppole in quelli una volta appartenenti al Regno di Napoli. A Ribera, è uso da secoli, di preparare pietanze di vario genere, in gran parte senza uso di carne, ed anche diversi tipi di dolci che sono poi diventati una tradizione consolidata e tutte le famiglie preparano sempre qualcosa in concomitanza con la festività di San Giuseppe. Sono molto in uso le chiacchiere, la "mpignulata" al miele, i biscotti croccanti, la pasta con la mollica abbrustolita e zuccherata e non ultimi le sfincie, le zeppole o i bignè, farciti generalmente con ricotta o crema pasticcera.
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Bignè di San Giuseppe
Ingredienti: per 4 persone 200 g. di farina , 100 g. di burro , 6 uova ,1 cucchiaio di zucchero , la scorza grattugiata di un limone , zucchero a velo vanigliato quanto basta , olio extravergine d’oliva quanto basta , crema pasticcera quanto basta .
In una pentola antiaderente versa 2 dl. e mezzo di acqua
fredda, aggiungi il
burro
e un pizzico di sale. Mettila sul fuoco e fai bollire; levala dal fuoco
e aggiungi subito la
farina. |
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Cominciamo ad entrare nel clima della festa di San Giuseppe con un altro dolce tipico
Sfinci di San Giuseppe
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Una specialità delle suore dei monasteri
L’estro dei pasticcieri e l’abilità delle suore dei monasteri hanno trasformato questa semplice frittella in un dolce prelibato, dedicandola al Santo protettore degli umili: come umili sono i suoi ingredienti. I "Sfinci di San Giuseppe", come si chiamano a Palermo, proprio perché consumate in occasione della ricorrenza del santo, hanno alcune caratteristiche particolari, quali una forma irregolare, e sono inoltre condite con crema di ricotta, grani di cioccolato fondente e scorza d’arancia pezzetti di zucca candita. Qualunque sia il nome che è dato nel dialetto o nella forma, vanno sempre ed ogni caso fritte in grassi e possono anche essere addolcite con miele o zucchero, così come gli arabi c’insegnarono, soprannominandole “le sfang”. Ancora oggi i contadini e le nonne continuano a farle con la medesima semplice ricetta. Sfincia, sfincitedda e sfinciuni designano a loro volta
prodotti diversi, appartenenti alla famiglia delle sfincie.
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RICETTA
(1/4 d'ora circa), avendo però cura che non lieviti. Mettere quindi a scaldare l'olio di semi (l'olio dev'essere abbondante) in una padella dal bordo alto. Con un cucchiaio, versare nell'olio bollente le noci di impasto. Le noci vanno tenute separate, vanno rigirate di continuo e sopratutto vanno "battute" con un mestolo di legno affinchè la pasta gonfi e non formi grumi duri.Una volta dorate per bene, vanno farcite con crema di ricotta e spolverate con zucchero a velo. |
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Si avvicina la Festa di San Giuseppe e si propone una specialità siciliana, molto adatta in questo periodo.
Sfinci di riso
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Un modo diverso di presentare "li sfinci di riso) |
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Oggi si propone un primo piatto classico e semplice, che appartiene alla buona cucina tradizionale.
Vermicelli alla siciliana
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Vermicelli |
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E' tempo di asparagi selvatici e le campagne di Ribera ne sono abbastanza ricche. Oggi proponiamo la:
Stracciatella di asparagi selvatici
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Oggi si propone un piatto "povero" ma molto gustoso e diffuso in tutta la Sicilia.
Pasta c'anciove e muddica
(Pasta con sarde salate e mollica)
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Una specialità culinaria molto in uso in Sicilia e soprattutto nella provincia di Agrigento
Lu maccu
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Due varietà di verdura detta "bieta" |
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Alcuni modi di presentare il "maccu" a tavola
Oggi proponiamo il dolce più tipico della nostra tradizione e il più famoso nel mondo
La cassata siciliana
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Ricetta della Pasta di mandorla
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(Per preparare il Pan di Spagna : Clicca qui x vedere la Ricetta
Come si prepara la glassa di zucchero Ingredienti: 200 grammi di zucchero a velo, 1 albume, 2 cucchiai di succo di limone. Preparazione: Sciogliere in un tegamino lo zucchero a velo con il limone ed unire la chiara d'uovo. Per la Cassata Siciliana, colorare la glassa con un colorante verde per alimenti.
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Alcuni esempi per decorare la Cassata siciliana.
Oggi proponiamo un primo piatto tutto siculo e.....molto gustoso !
Maltagliati all'aggrassata
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Oggi proponiamo un dolce tradizionale siciliano di origine greca.
Cutumè
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Il principale ingrediente del cutumè è la ricotta di pecora. |
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Ecco uno dei piatti più semplici e tradizionali della Sicilia:
La pasta con le sarde
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Una versione della Pasta con le sarde fatta al forno |
La pesca delle sarde, sempre abbondanti nel Mediterraneo. |