Complesso GLI ARCANGELI - 1968

STORIA, NOTIZIE, CURIOSITA' E IMMAGINI DEI

 

 COMPLESSI MUSICALI DI RIBERA

(Periodo: Dagli anni '40 agli anni '80 del secolo scorso)

 

Fascino, declino e... scomparsa della musica leggera eseguita dal vivo.

 

di  Giuseppe Nicola Ciliberto

 
 

 

(1^ parte)

Il periodo compreso tra la metà del secolo appena trascorso (1940/45 circa ) e gli inizi del presente, in quanto a tradizioni musicali popolari, è da considerare  un interessante frammento di storia della vita riberese che ancora oggi si ricorda con una certa nostalgia, impossibile da dimenticare e che difficilmente si potrà ripetere in futuro.

E’ stato sicuramente uno spaccato di storia musicale tutta nostra, tutta riberese, che ha visto fiorire numerosi gruppi sia di musicisti con tanto di solfeggio alle spalle, che di dilettanti che, cantando o suonando al meglio delle proprie possibilità hanno animato ed allietato matrimoni, veglioni danzanti,  manifestazioni canore all’aperto e feste varie.

 

Ribera, Anno 1945 : Duo Musicale

Raffaele Zito e Antonino Sarullo

 

Gruppo Musicale BONO - FAVARO' - Anno 1950

Da sinistra: Giovanni Mondino, StefanoVerde, Giuseppe Costa,

Nunzio Favarò, Alfonso Abbruzzo, Paolo Bono, Carlo Verde.

In basso : Biagio Maniscalco.

(La foto era stata eseguita a Calamonaci)

Erano altri tempi davvero e bastava poco per trascorrere allegri momenti in saloni dove si tenevano spesso i tradizionali veglioni, specie in occasioni importanti come Fidanzamenti, “bellivate”,  Notti di Capodanno, Feste della donna, Serate di Carnevale, Feste degli innamorati per San Valentino, ecc. Numerose erano anche le serate appositamente organizzate dagli studenti delle scuole riberesi o da universitari che, dopo ampia pubblicità e con tanto di complesso musicale registravano sempre il tutto esaurito in vari saloni di Ribera.

In queste occasioni con pochissimi soldi si dava la possibilità ad intere comitive di giovani e meno giovani,  di trascorrere una bella serata all’insegna di un sano e vivace divertimento che si protraeva anche fino alle tre o le quattro del mattino, senza il pericolo, di correre alcun rischio, come purtroppo avviene oggi, specie nelle discoteche, dove circolano sostanze pericolose, che in quegli anni nemmeno si conoscevano. Tornando alla musica, posso affermare senza la minima ombra di dubbio, e non perché anch’io ho vissuto in prima persona quel periodo, suonando vari strumenti con vari gruppi musicali, che quelli, erano veramente altri tempi, dove la musica si faceva col cuore, dal vivo, dopo giorni e giorni di studio, prima di affrontare il pubblico, allora molto esigente ed attento.

1950 - ORCHESTRA SCHILLACI

Vincenzo Di Leo, Paolo Schillaci, Antonino

Sarullo, Vincenzo Cardinale, Raffaele Zito,

Giuseppe Raso, Ignazio Vaccaro.

1956 - ORCHESTRA COSTA & FAVARO'

 Nunzio Favarò, Giuseppe Costa, Paolo Schillaci, 

Ignazio Vaccaro, Raffaele Zito.

 

Ci si doveva aggiornare continuamente, ascoltando i successi più gettonati nei Juke Box e seguendo i vari Festival di Sanremo, Cantagiro, Settevoci, Canzonissima ed altri programmi televisivi,  per non farsi sfuggire le novità del momento che, dovevano essere prese al volo, cercando subito gli spartiti musicali e i dischi per ampliare il repertorio. Assolutamente non potevano mancare in programma i numerosi successi di Adriano Celentano, dei Dik Dik, dei Camaleonti, di Sergio Endrigo, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Jmmy Fontana, Adamo e di tanti altri che hanno arricchito il patrimonio della canzone italiana di brani, ancora oggi apprezzati e canticchiati anche dai più giovani.

Purtroppo oggi, la musica eseguita dal vivo và a poco a poco scomparendo e sono rimasti in pochi, addirittura contati sulle dita, quelli che ancora resistono a fare i musicisti con tanto di strumento da accordare o da pulire, anche a costo di inceppare in qualche falsa nota durante le loro esibizioni in pubblico. Quando si suona dal vivo, la mente del musicista, deve essere costantemente rivolta al brano che sta eseguendo, al contrario di chi, sfrutta la moderna tecnologia, riuscendo spesso ad essere chiamato per animare qualche serata di ballo, presentandosi fornito di pochi apparecchi di alta tecnologia e centinaia se non migliaia di musiche, basi e canzoni pronte all’uso e che, durante l’esecuzione può permettersi di distrarsi o addirittura mangiare un panino.

1958 - ORCHESTRA CINA'

Giuseppe Gambino, Francesco Spataro, Ignazio Marino,

Totò Caramazza, Maestro Enzo Cinà.

1960 - I DELFINI

Francesco Spataro, Leonardo Magro,

Ignazio Marino, Totò Caramazza, Maria Vassallo,

Alfonso Contrino,  Nunzio Favarò,  M° Enzo Cinà.

Non che ciò sia una cosa da non fare, anzi, un plauso merita chi, sa sfruttare i nuovi modi di fare musica, riuscendo anche a ricavarne una fonte di guadagno. Ciò che invece non è da condividere è il modo di alcuni, per fortuna pochi, che vogliono a tutti i costi apparire degli artisti, armeggiando sovente dietro alla tastiera,  come a dare l’impressione di suonare per davvero. E questa cosa, per chi la musica l’ha fatta e la fa ancora dal vivo, provando, sbagliando e riprovando ancora, non è certamente da lodare.

Troppo facile oggi, fare musica con pochi apparecchi elettronici, un paio di casse acustiche e un po’ di voce, per cantare sulle migliaia di basi già pronte e reperibili in commercio.

Negli anni sessanta, i vari complessi non avevano ne basi, né registrazioni, ma ogni pezzo da inserire in programma doveva essere studiato e assimilato, poiché occorrevano non meno di due o tre serate di studio per renderlo eseguibile di fronte ad un attento pubblico. Per un repertorio appena sufficiente, occorrevano almeno una trentina di buone canzoni, studiate a dovere ed altrettanti brani musicali, che solitamente spaziavano dai lenti al  ballo liscio, come mazurche, valzer, polke, tanghi, tarantelle, rock and roll, twist, shake e, non trascurando mai di avere in programma anche qualche bel brano di musica latino americana.

 

1962/63 -  I TRANQUILLI

Francesco Zito, Fofò Urso, Raffaele Zito,

Lillo Zito e Paolo Di Benedetto

1964 - ORCHESTRA COSTA & ZITO

 Raffaele Zito, Giuseppe Costa, Lillo Zito, Paolo Schillaci,

Francesco Zito, Emilio Albino, Gioacchino Catania.

Occorreva il disco o la partitura musicale, poi bisognava assimilare bene il motivo e gli arrangiamenti, cercando ove possibile di dare una propria impronta personale ed infine studiare e ripassare il tutto, fino ad ottenere il migliore risultato.

Ogni cosa doveva essere ben curata, dalla più semplice nota di contrabbasso al più facile passaggio di batteria, inserendo al meglio l’armonizzazione con trombe, sax, chitarre e voci. In quegli anni era assolutamente inconcepibile suonare in pochi, come ad esempio tre elementi o anche due, o addirittura uno solo come avviene oggi.

Tra i ricordi personali del sottoscritto, specie nel periodo che va dai primi anni del 1960 ai primi anni del 1980, tutti i gruppi musicali operanti a Ribera e dintorni, che sono stati parecchi, erano formati da non meno di 5 , 6 ed anche più componenti.

Verso la fine degli anni ’60, il costo per una prestazione musicale in occasione di un matrimonio si aggirava intorno alle 30 mila lire, da cui occorreva detrarre le spese per eventuale macchina o furgone per il trasporto sia dei componenti che degli strumenti musicali.  Uno dei locali di Ribera più richiesto era il “Cine Teatro Sarullo”, di fronte alla Villa comunale, che aveva un’ampia sala al primo piano e relativo palchetto per il complesso che purtroppo oggi,  molto in disuso, si ritrova chiuso da parecchi anni sia come sala che come cinematografo.

 

1967 I GIOVANISSIMI

Angelo Frumusa, Salvatore Caramazza, Matteo Tortorici,

Francesco Zito, Michele Noto

 

1965 - RIBERA IN HOLIDAY

Rino Riggi, Fofò Urso, Vincenzo Marchese,

Antonio Morreale, Leonardo Magro.

 

  (2^ parte)

Un altro Salone molto frequentato per trattenimenti matrimoniali era il “Tre Colonne” di Via Garibaldi,  quasi di fronte l’Ufficio postale, mentre il più ambito in assoluto era il Salone “Le Galassie”  sito in Via Circonvallazione, considerato un locale di lusso e dove il compenso dei gruppi musicali saliva a 40 mila lire,  in quanto si suonava sempre qualche oretta in più.

Ricordo che, pur essendo tutti buoni amici, i componenti dei vari complessi musicali di quei tempi eravamo spesso in concorrenza a chi faceva più impegni e non era raro che, per non perdere un matrimonio, a volte si scendeva giù con il prezzo, arrivando a toccare addirittura le 22 mila lire.

1965 - COMPLESSO AZZURRO

Matteo Tornetta, Ignazio Marino, Ignazio

Maraventano, Maria Randazzo, Tony Tortorici,

Nicola Ciliberto. (Seminascosto alla batteria): VitoFavarò.

 

1966 - COMPLESSO "LE PERLE AZZURRE"

 Ignazio Marino, Vito Favarò, Mimmo Poggio,

Ottavio Presti, Nicola Ciliberto, Tony Tortorici.

Comunque quel prezzo che oggi potrebbe apparire alquanto irrisorio, ci permetteva come si era soliti dire “di stari ‘mpicciuli”, cioè di poter disporre sempre di una certa somma per i bisogni personali.  Si pensi che durante la metà degli anni ’60 lo stipendio di un operaio non superava le 86.000 lire, un giornale quotidiano, un biglietto del tram, un cornetto, costavano 50 lire, mentre per assistere al concerto del Gruppo più famoso del mondo, tenuto dai ”Beatlees” a Milano, si pagava 1.000 lire per la tribuna e 2.000 lire per il prato e per un litro di benzina occorrevano 120 lire.

Con i guadagni realizzati suonando, comunque era impensabile potersi permettere di comprare un’automobile in quanto, una Fiat 500, molto di moda allora costava all’incirca 500 mila lire, mentre per la Fiat 600 si arrivava a 650.000 lire.  Quasi tutti i complessi musicali di allora, comunque qualche soldino in tasca lo mettevamo lo stesso in quanto eravamo sempre impegnati, anche 20/25 volte in un mese, specialmente per allietare i matrimoni, anche nei paesi vicini come Cattolica Eraclea, Montallegro, Siculiana, Realmonte, Caltabellotta, Sciacca, Calamonaci, Burgio, Lucca Sicula, Villafranca Sicula ed anche più distante, in paesi come Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina, Bivona e tanti altri anche fuori provincia.

Poi non mancavano le serate in Piazza, chiamati da vari impresari di spettacoli, che ci contattavano per spettacoli con cantanti da accompagnare, procurandoci impegni in ogni parte della Sicilia.

Per le manifestazioni in piazza il compenso spettante al Complesso musicale cresceva, toccando all’incirca le 90, 100 mila lire e in certi casi anche di più.

Tantissimi sono stati i cantanti professionisti che mi è capitato di accompagnare con il mio complesso “Gli Arcangeli” e ogni volta, oltre alla soddisfazione di conoscere personaggi molto noti, c’era anche il timore di non essere all’altezza della situazione, poiché si provavano le canzoni per pochissimi minuti, poco prima dello spettacolo in piazza.

Ho avuto modo di conoscere da vicino e spesso di accompagnare all’organo, artisti del calibro di Orietta Berti, Louiselle, Sergio Endrigo e in una delle tante serate si è avuta la presenza del noto presentatore televisivo Mike Buongiorno, ospite e presentatore di una serata di gala a San Leone, il lido di Agrigento.

Tanti ricordi belli, ma anche meno belli come ad esempio quello che mi è rimasto indelebile nella mente  e che mi riporta alla nota cantante Giusy Romeo, nel 1968, a Pachino in provincia di Siracusa, in una serata canora il cui gruppo musicale di base era quello degli “Arcangeli” di cui facevo parte. La predetta artista, oggi purtroppo scomparsa da qualche anno, dopo aver continuato a cantare con successo con un altro nome, quello di Giuny Russo, aveva da poco partecipato al Festival di Sanremo con la canzone “No amore” e in quella occasione a Pachino ha presentato anche e soprattutto questo suo recentissimo brano. Per la verità lei il suo pezzo musicale lo conosceva fin troppo bene, avendolo studiato per almeno due mesi prima di presentarlo a Sanremo, ma fornendoci appena uno spartito musicale e con una sommaria prova, qualche minuto prima dello spettacolo, non c’era da stare troppo sereni.

1968 - GLI AUDACI

 Francesco Zito, Giuseppe Gambino,

Bino Speziale, Michele Noto, Vincenzo Ruvolo.

1968 - I  MARINES

 Piero Valenti, Giuseppe Calcara, Maria

Randazzo, Giuseppe Smeraglia, Ignazio Marino,

Mariano Mortillaro.

 

Tutte le sue canzoni interpretate in quella bella ma “tragica serata” di Pachino erano uscite fin troppo bene ed il pubblico non aveva fatto mancare i propri scroscianti applausi, prima di tutto a lei, novella cantante sanremese, ma anche a noi del complesso che stavamo cavandocela alla meglio. Ma il diavolo era lì, dietro l’angolo e si doveva intrufolare proprio durante il brano più atteso, quello del Festival, il famigerato “No amore”.  Introduzione musicale e inizio tutto bene, il sottoscritto all’organo non cessa un attimo di seguire lo spartito musicale in chiave di violino per non farsi sfuggire nemmeno un accordo. Il brano va, molto bene, fino a quasi al 50 per cento. Poi il disastro, colpa di un vento impetuoso che tutto ad un tratto si era levato e che aveva investito in pieno il palco.

E’ stato un attimo, terribile, ma che non mi ha dato il tempo di bloccare quel foglietto musicale che per me, che non conoscevo ancora la canzone, era essenziale. Purtroppo sono rimasto come si suol dire, in aria, la musica era volata via e i miei accordi musicali sono andati in tilt, con enorme disappunto della cantante, costretta a fermarsi tra la propria delusione, mista a quella del pubblico e soprattutto alla mia che per la prima volta mi ero venuto a trovare in quella imbarazzante situazione.

Come si può notare, quelli erano i rischi e gli inconvenienti che potevano capitare a chi la musica, sera dopo sera, la doveva creare, senza l’ausilio di registrazioni di supporto. Questi piccoli incidenti di percorso erano messi in conto ma, anche ciò era da considerare “il bello della diretta” di quei tempi, che,  pur di soddisfazioni e successi sono stati pieni.

1966 - Gruppo di  "LI GIARDINERA"

Vincenzo Lo Brutto, Giuseppe Valore, Salvatore  Lo Brutto,

Antonino Tavormina, Giuseppe  Cannata, Calogero Daino, 

Giuseppe Palmeri,  Giuseppe Barrali, Luciano Gatto,

Vincenzo Russo. (seduti): Paolo Bono, Gioacchino Pennica.

1990 - Gruppo di "LI GIARDINERA"

 Angelo Scozzari, Giovanni Catalanotto, Giuseppe Lo Iacono,

Giuseppe Veneziano, Carmelo Urso, Francesco Vella, 

Domenico Vella, Baldassare Sferra,  Paolo Di Giorgi,

Michele Pasciuta, Davide Caico,  Giuseppe Palermo.

I musicisti di quegli anni non eravamo certamente dei professionisti, ma semplici “complessisti”, come venivamo comunemente chiamati e, tutti, nessuno escluso, non avevano alte pretese di guadagno. E’ certo che davamo il meglio di noi stessi, percependo paghe che a malapena ci permettevano di pagare gli strumenti musicali,  l’amplificazione, i microfoni e quant’altro occorreva per tenere su il gruppo.

Dai primi anni del ‘50 ai primi anni del ‘70 del secolo appena  trascorso, tanti sono stati i gruppi musicali a Ribera e tutti formati almeno da 5, 6 ed anche più componenti.

  (3^ parte)

Negli anni ’50 i più noti gruppi musicali operanti a Ribera erano: Il Gruppo Bono-Favarò formato da Giovanni Mondino, Stefano Verde, Giuseppe Costa, Nunzio Favarò, Alfonso Abbruzzo, Paolo Bono, Carlo Verde e Biagio Maniscalco.

Nei primi anni del 1950, a farla da padrona a Ribera,  era l’Orchestra Schillaci, sempre molto richiesta ed apprezzata, che era formata da Paolo Schillaci alla tromba, Vincenzo Di Leo al sax) Antonino Sarullo alla chitarra, Vincenzo Cardinale  al trombone, Raffaele Zito alla fisarmonica o alla batteria, Giuseppe Raso al sax e Ignazio Vaccaro (più comunemente conosciuto con il soprannome “Curciuliddu”) che suonava il clarinetto, ma al di fuori degli impegni musicali ufficiali, si dilettava anche a suonare il mandolino.

Nel 1956 l’Orchestra Costa è presente nel panorama musicale riberese con una diversa formazione che comprende: lo stesso Giuseppe Costa al pianoforte, Nunzio Favarò al violino o alla chitarra, Paolo Schillaci alla tromba e Raffaele Zito che si alterna al violino, alla batteria e alla fisarmonica.

1968 - I CARDINALI

Enzo Schillaci, Lillo Marranca sr., Lillo Marranca jr.,

Vincenzo Cardinale, Giuseppe Montana.

1968 - GLI ARCANGELI

Mimmo Poggio, Pino Coniglio, Vito Favarò,

Ottavio Presti, Nicola Ciliberto, Tony Tortorici.

Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del 1960 entra in gioco il Maestro Vincenzo Cinà, già direttore duna banda musicale che dà vita al Complesso “I Delfini” che oltre allo stesso che suona uno strumento mai visto prima, una fisarmonica orizzontale tipo piano forte con a destra la normale tastiera e sul lato sinistro tutti i bottoni dei bassi che suonava da provetto professionista. Oltre a lui gli altri componenti erano: Francesco Spataro alla tromba, Leonardo Magro alla batteria, Ignazio Marino al sax tenore, Totò Caramazza al sax soprano, Alfonso Contrino cantante e Nunzio Favarò al violino o alla chitarra. Inoltre, con loro si esibiva una giovanissima cantante di nome Maria Vassallo, una cosa rara per quei tempi.

Dal 1961 in poi seguono altri complessi, come: “The Five Jolly” , che successivamente con una formazione rinnovata daranno vita al più famoso complesso musicale di quel periodo, ossia i mitici “Cardinali” diretti da Vincenzo Cardinale dal quale è stato scelto il nome.

Sia “The Five Jolly” che i “Cardinali”, sono state formazioni affiatate, che a Ribera e in tutta la Sicilia hanno lasciato il segno per alcuni decenni con musicisti di un certo livello, come lo stesso maestro Vincenzo Cardinale, Giuseppe Montana (cantante e bassista), Lillo Marranca junior batterista e percussionista, in attività ancora oggi, l’omonimo cugino Lillo Marranca senior (organista), Vincenzo Schillaci (tromba) e con inserimenti successivi di Pino Coniglio al sax (che ha anche fatto parte degli Arcangeli) e Ignazio Maraventano, virtuoso chitarrista, già facente parte del “Complesso azzurro”, diretto dal Maestro Ignazio Marino e che oggi si trova negli Stati Uniti d’America.

1968 - GLI APOLIDI

Vito Randazzo, Andrea La Barbera, Giuseppe Firetto,

Paolo Borsellino, Piero Valenti, Giuseppe Smeraglia.

1970 - LOS CINCO DE LA NOCHE

 Pino Coniglio, Franco Ceresi, Angelo Frumusa,

 Lillo Zito, Sino Gulino, Mariuccia.

I miei ricordi personali si riferiscono principalmente al periodo che va dal 1965, quando sono entrato a far parte del “Complesso Azzurro”, chiamato direttamente dal Maestro Ignazio Marino per suonare la chitarra. I componenti oltre al sottoscritto alla chitarra, Ignazio Marino al sax tenore, Matteo Tornetta al sax contralto, Ignazio Maraventano alla chitarra solista, Vito Favarò alla batteria e Tony Tortorici alla chitarra basso. A cantare era Tony Tortorici, soprannominato simpaticamente “’Ntoni Vuccuzza” e di tanto in tanto anche il nostro batterista Vito si cimentava nel canto di brani che richiedevano un’ampia estensione della voce. Dopo circa un anno di piena attività, il “Complesso Azzurro” ha cambiato nome ed anche qualche elemento. Infatti ha adottato un nome più modernizzato “Le perle azzurre” e sono entrati Mimmo Poggio con la tromba al posto di Matteo Tornetta, emigrato negli Stati Uniti e Ottavio Presti al posto di Ignazio Maraventano che, per le sue spettacolari esibizioni con la sua formidabile chitarra era stato adocchiato dal Complesso dei “Cardinali” che, praticamente se lo sono accaparrato. Ma il virtuoso Ignazio non è rimasto per molti anni con i Cardinali perché anche lui è dovuto emigrare in America dove oltre al suo normale lavoro ha trovato posto anche in una orchestrina locale composta da musicisti italiani.

1970 - Sfilata del Gruppo Folkloristico 

CITTA' DI RIBERA.

Raffaele Zito, Giuseppe Smeraglia, Vincenzo Gulino,

Nicola Ciliberto, Enzo Fidanza, Paolo Borsellino.

1971 - TRIO FOLK

Roberto Piparo, Totò Nicosia,

Nino Cusumano (non facente parte del gruppo)

e Totò Castelli.

Verso il 1967 è avvenuta la separazione di alcuni elementi delle “Perle Azzurre” dal maestro Marino, in quanto si era venuta a creare la possibilità di formare un nuovo complesso formato tutto di giovani dai venti ai 25 anni e introdurre l’organo elettronico.

Così è nato il mio nuovo gruppo musicale con il nome “Gli Arcangeli”, fomato in un primo tempo dal sottoscritto, passato dalla chitarra all’organo elettronico, da Mimmo Poggio, Pino Coniglio, Vito Favarò, Ottavio Presti e Tony Tortorici con inserimenti successivi di altri elementi.

Dello stesso gruppo degli Arcangeli, in tempi diversi hanno fatto parte anche i fratelli Di Dio di Cattolica Eraclea, Giovanni alla batteria, Paolo al sax e Giulio eccellente trombettista, passato dopo circa un anno in una prestigiosa orchestra diretta da Luciano Fineschi che si esibiva spesso in televisione. Anche Paolo Borsellino con la sua voce e la sua tromba per un certo periodo è stato un componente del Complesso Gli Arcangeli e dopo l’uscita del sottoscritto, trasferitosi ad Agrigento nei primi mesi del 1971 per motivi di lavoro, vi hanno fatto parte anche Giuseppe Smeraglia alla chitarra e Francesco Zito all’organo.

Ci vorrebbe molto spazio e molto tempo per raccontare quanti e quali gruppi musicali si sono succeduti in quegli anni, rimasti ancora vivi nei nostri ricordi e, non volendo fare torto a nessuno, cito sommariamente i gruppi che per certi versi sono stati protagonisti nel panorama musicale riberese.

Oltre a quei primi gruppi che ho già ricordato, non si può non citare tanti altri che ad essi sono succeduti. Uno dei complessi  più conosciuti nel 1965 si chiamava “Ribera in Holiday” ed era formato da Rino Riggi alla tastiera, Alfonso Urso al sax, Vincenzo Marchese al contrabbasso classico, Antonio Morreale alla chitarra e Leonardo Magro alla batteria.

 

1974 . CARPE DIEM

Giuseppe Smeraglia, Enzo Schillaci, Lillo Marranca,

Lillo Zito, Tony Bentivegna.

1974 - GLI ALBATROS

 Rino Riggi, Ottavio Presti, Totò Caramazza, 

 Serafino  Tortorici, Sino Gulino, Michele Noto.

 

Una citazione e un merito speciale devo fare a Maria Randazzo, bravissima cantante che ha iniziato a cantare con il “Complesso Azzurro” e poi con quello dei “Marines” entrambi diretti dal già citato maestro Ignazio Marino.  Mariuccia, come simpaticamente e affettuosamente la chiamavamo tutti, aveva una voce da vera professionista, tanto che dopo alcuni anni a Ribera, ha sposato Piero Li Causi, eccellente musicista, figlio d’arte e con lui ha fatto parte della già famosa Orchestra Li Causi di Agrigento, incidendo numerosi dischi, fino a quando, per una amara sorte del destino, a causa di un tragico incidente d’auto è scomparsa nel fiore degli anni, lasciando un doloroso ricordo in tutti coloro che l’hanno conosciuta.

1982/83 - Gruppo ENERGIA

Fofò Urso, Ignazio Virzì, (nascosto alla chitarra)Benny Vassallo,

(seminascosto alla batteria) Giovanni Di Dio, Gaetano Russo,

Jo' Palminteri.

1987 - Gruppo Popolare POGGIODIANA

Angelo Spinello, Michele Noto, Nenè Fortunato,

Giuseppe Nicola Ciliberto, Pasquale Salvaggio.

  (4^ parte)

Altri gruppi che meritano di essere ricordati per la loro intensa attività, sono stati: “I Giovanissimi” con Totò Caramazza (sax), Michele Noto (chitarra), Francesco Zito (organo), Matteo Tortorici (batteria) e Angelo Frumusa (chitarra basso),  “Gli Apolidi”, gruppo nato attorno al 1968, formato da sei elementi:  Paolo Borsellino (organo), Andrea La Barbera (batteria), Giuseppe Firetto (chitarra), Giuseppe Smeraglia (chitarra basso) oltre a Vito Randazzo e Piero Valenti.

Del gruppo denominato “I Marines” facevano parte: Ignazio Marino (sax), Giuseppe Smeraglia (basso), Giuseppe Calcara (batteria), Mariano Mortillaro (organo) e Maria Randazzo (cantante) e successivamente, in sostituzione di altri, vi sono entrati a far parte anche Leopoldo Tortorici alla batteria e Vincenzo Argento alla chitarra e canto. Altro complesso che si ricorda è stato “Gli Audaci” formato da: Francesco Zito, Giuseppe Gambino (tromba e canto), Bino Speziale (batteria), Michele Noto (chitarra) e Vincenzo Ruvolo (canto e chitarra basso).

1977 - SICILIA CANTA,  SICILIA FRANA

 G. Nicola Ciliberto, Giuseppe Smeraglia, Vincenzo  Ruvolo,

Vincenzo Argento. (Foto scattata a Colonia in Germania)

1990 -  Gruppo  CANTAFOLK '90

  Angelo Spinello, Aurora Zinerco, Nenè Fortunato,  

Pasquale Fauci, Silvano Ciliberto, Nicola Ciliberto.

Una menzione speciale va fatta per un gruppo del 1970, che credo nessuno ricorda e che per la verità c’è stato ed ha suonato anche parecchio, non qui a Ribera, main particolare fuori dall’Italia, specialmente in Turchia. Tale gruppo che ha riscosso grande successo, aveva un nome molto esotico in quanto era stato denominato “Los cinco de la noche”, ovvero “I cinque della notte”  che poi corrispondevano ai più conosciuti nomi di: Lillo Zito (chitarra), Pino Coniglio (sax), Franco Ceresi (organo), Angelo Frumusa (basso) , Sino Gulino (batteria) oltre ad una cantante che si faceva chiamare Mariuccia.

1990 - Complesso SMILE

Salvatore Bentivegna, Rino Riggi,  Maurizio Amari, 

Maurizio Cervello, Ino Cervello.

1991 - Gruppo CANTAFOLK '90

Vincenzo Argento, Nicola Ciliberto, Silvano Ciliberto

 

Naturalmente, non si può chiudere questa pur breve cronistoria dei gruppi musicali riberesi, senza dare un doveroso sguardo anche ad altre formazioni musicali che pur non allietando matrimoni o veglioni danzanti hanno ugualmente avuto una loro importanza per quanto hanno saputo dare.

Si tratta delle varie bande musicali cittadine, varie Corali e anche del Gruppo Folkloristico “Città di Ribera” che ha operato tra la fine degli anni ’60 e i primi anni del 1970, partecipando a numerose manifestazioni cittadine ed anche in paesi dell’hinterland riberese.

Non sono mancati neanche i gruppi impegnati molto nel sociale che, hanno partecipato a feste popolari ed anche a spettacoli organizzati da partiti politici. Nel 1971 s’è visto in varie occasioni il “Trio Folk” formato da Roberto Piparo, Totò Nicosia e Totò Castelli che a volte si avvalevano della preziosa collaborazione del chitarrista di Sciacca Nino Cusumano. Un altro gruppo molto interessante ed impegnato è stato “Alternativa popolare”, di cui facevano parte nel 1976: Giuseppe Mazzotta, Lillo Zito, Giuseppe Smeraglia, Filippa Garuana, Vincenzo Ruvolo e Vincenzo Argento che partecipavano spesso e soprattutto a manifestazioni organizzate in occasione di varie feste dell’Unità.

Ma il Gruppo, folk-cabaret che ha lasciato un segno a Ribera è stato senz’altro “Sicilia canta, Sicilia frana” che per un paio di anni tra il 1976 e 1978 dall’emittente locale Radio Torre Ribera, ha portato avanti una serie di trasmissioni dal titolo omonimo al gruppo stesso, che molti ancora oggi ricordano. Il gruppo in un primo tempo, era formato, oltre che dal sottoscritto, anche da Giuseppe Cannata, Vincenzo Bonafede, Vincenzo Argento, Vincenzo Ruvolo e Paolo Bono, ai quali si sono aggiunti di volta in volta altri collaboratori, come: Lillo Marranca, Giuseppe Smeraglia, Lillo Zito, Totò Castelli e tantissimi altri che è impossibile citare tutti. Questi, in vario modo hanno dato il loro grande contributo musicale o recitativo per la preparazione delle numerose puntate a cadenza settimanale che hanno riscosso grande successo di ascolti in tutto il circondario. Principalmente il gruppo ha portato avanti per almeno un decennio,  oltre ai canti popolari siciliani e soprattutto riberesi, anche scenette cabarettistiche e comiche molto divertenti che trattavano problematiche sociali come: emigrazione, disoccupazione, salute, agricoltura e tanto altro ancora. Al Gruppo “Sicilia Canta, Sicilia frana” va inoltre il grande merito di essere stato il primo a Ribera ad incidere un Album discografico nell’ormai lontano 1978, sia in dischi a 33 giri, che in musicassette, finanziato dalla stessa Radio Torre Ribera, che, enorme successo ha riscosso soprattutto,  tra i tanti emigrati siciliani sparsi per il mondo.

 

Ribera, Villa Comunale:

Giuseppe Nicola Ciliberto  al mandolino, accompagnato dal mitico chitarrista Lillo Zito,

durante uno spettacolo di Folk-Cabaret organizzato dal gruppo "Sicilia Canta, Sicilia Frana".

 

N.B. - (Foto tratte dal libro LA STRINA pubblicato nel 1989 da G.N. Ciliberto le cui foto relative ai complessi musicali sono frutto delle ricerche

del giornalista Enzo Minio - Altre foto presenti in questa sezione fanno parte della vasta collezione fotografica curata da G.N. Ciliberto).

 

 

 

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IL GRUPPO MAJORETTES DI RIBERA

Dirette dal Maestro Totò Caramazza

 

 

 

 

 

 

 

 

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